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Voglia di cambiare? La tua vita non ti piace? Non è colpa tua (forse)

Articolo Voglia di cambiare? La tua vita non ti piace? Non è colpa tua (forse)

Voglia di cambiare? La tua vita non ti piace? Non è colpa tua (forse) fa parte della base del Project Excape, La radice. Qui sono concentrati anni di esperienza, errori e tante soddisfazioni. Per rendertela così com’è ora ci sono volute settimane di duro lavoro. È qualcosa di cui pochi parlano, e abbiamo deciso di metterla a disposizione di chiunque.

Perché continui a perdere le tue giornate dell’unica esistenza che hai in un lavoro che quasi sicuramente non ti appassiona più di tanto? Magari ti sei anche reso conto che così non va. Forse hai una gran voglia di cambiare, ma non sai da dove partire. Prima di tutto, se la tua vita non ti piace non è (solo) colpa tua.

La radice - Voglia di cambiare

Dicendoti che non è colpa tua non voglio che tu ti sieda troppo. Non è una frase consolatoria o una scusante, bensì una presa di coscienza. Puoi utilizzarla quando ti capita di applicare un giudizio sugli altri. Tante volte nel corso della vita avrai mollato, numerose saranno state le tue cadute, i tuoi ripensamenti, le tue rinunce, le situazioni in cui hai pensato di essere stato troppo debole, troppo inadatto, meno degli altri. Se è così, sappi che non è colpa tua. Siamo stati costruiti da questa società. Per questo, fino a quando non comprendiamo questo fatto (per cominciare a capire chi siamo realmente) non c’è via di fuga. La voglia di cambiare è il primo passo, ma se non sai come fare, rientrerai nel buco nero che è la società odierna.

Siamo tutti costretti ad adattarci al sistema e a seguire determinate regole se vogliamo viverne all’interno. Il problema nasce quando ne prendi consapevolezza ma continui imperterrito a seguire le soluzioni propinateci dalla modernità. Allora, in questo caso, non hai scusanti. Una volta preso coscienza è solo una questione di scelta. Continuare questa danza velatamente macabra ed estenuante che oggi chiamano vita o decidere di allontanarti da essa sempre di più. Vuoi un cambiamento? Bene, la consapevolezza c’è. Adesso è ora di agire.

Non è colpa tua, non è colpa loro

La prossima volta che ti capita di giudicare malamente gli altri individui ricorda queste brevi righe. Non è colpa loro, sono solo il riflesso del luogo in cui vivono. Dopo questa premessa, chi decide consciamente o inconsciamente di vivere come gli hanno insegnato e come tuttora gli ordinano sarà facilmente manovrabile da tutta un serie di necessità, o meglio, dipendenze, che solo il sistema può offrire.

Chi sceglie ogni giorno l’inumano modo di vivere odierno verrà stressato sul piano fisico, mentale e spirituale. La sua energia sarà dispersa in pratiche che seguono sempre e solo il denaro, e non doneranno nulla che non sia diverso da esso. Con diverso intendo tutto ciò che l’uomo in realtà vuole. Salute, amore, pace o, sostanzialmente, essere felici. Cominceremo a breve a vedere anche cosa significa essere realmente felici, perché ci siamo accorti che sono presenti molteplici fraintendimenti su tale concetto.

Viviamo una vita costellata da stress mentali e fisici causati dai compiti lavorativi, dalla recita continua del nostro personaggio sociale, dal mantenimento della propria reputazione, dagli obblighi verso i conoscenti, verso la famiglia, verso lo stato ecc. Tutte quelle cose che non si vorrebbero fare. L’insieme dello stile di vita odierno richiede in modo inevitabile una compensazione.

Tirare avanti con zero voglia di cambiare

Prendiamo in prestito questo modo di dire dei nostri genitori, questo modo di vivere del “tirare avanti”. Arranchiamo a fatica, annaspiamo per qualche tozzo di pane farcito con smartphone e vestiario scadente.
Ma più passa il tempo e più l’energia comincia ad essere sempre meno. Più si tira avanti e più cominciano i malanni, i malumori, le crisi. Le gambe cominciano a cedere, il vigore a scarseggiare e ci si dovrà reggere, volere o no, a delle “stampelle”.

Sì, io le chiamo così, stampelle. È indubbio, chi tira avanti a fatica ha bisogno delle stampelle. Non credere a tutti quelli che ti vogliono fare intendere la vita come una lotta continua, una battaglia da vincere. Cadere per poi rialzarsi. So che va molto di moda fare il guerriero, ma non ti conviene dare ascolto a questi personaggi. Chi dichiara guerra alla vita ha già perso in partenza.

Ma cosa sono queste stampelle?

Le stampelle sono semplici dipendenze. Servono a donare piccoli piaceri momentanei e a rimanere incatenati al volere della coscienza del sistema. Hai presente le droghe pesanti? Ecco, quasi tutti i campi della vita di oggi sono droga. Ti sembro estremista? So che molti non vogliono sentirsi dire quello che sto esternando, ma oggi tutto è dipendenza.

Mangiare non è più nutrimento ma dipendenza chimica. Dipendenza lo è l’alcol, il fumo, il caffè, gli zuccheri, le esorfine dei farinacei. Dipendenza è il divertimento, il bisogno di divertirsi a tutti i costi perché siamo costretti buona parte della giornata a lavorare. Siamo dipendenti dal sistema perché ci serve un’abitazione calda, un tetto. Siamo dipendenti dal sesso, dall’acquistare merce, da ciò che gli altri pensano di noi. Siamo dipendenti dalle cure per tutte le malattie provocate dall’attuale stile di vita. Dipendenza sono anche le altre persone, dipendenza affettiva, dipendenza nel delegare agli altri ciò che potremmo fare noi.

Tutta l’alimentazione odierna è dunque una stampella. Più o meno tutti cercano compensazione nel cornetto alla crema. La vita fa schifo e quindi serve un’altra stampella per arrancare, il piacere donato da un’aromatica sigaretta assassina. Il caffè renderà efficienti, ci sosterrà nelle mattinate lavorative proprio come una stampella, ma quelle continue stimolazioni violente richiederanno in cambio energia vitale per riequilibrare gli effetti anormali, così che nel lungo periodo si sarà sempre più stanchi e sarà necessario sempre più caffè. Stessa analogia la si trova nello zucchero e nel sale. L’alcol e le sostanze simili saranno l’ennesima fuga dalla realtà.

Abbiamo sempre più bisogno di emozioni forti perché in fin dei conti abbiamo reso il mondo prevedibile, noioso, grigio e meccanico. Le relazioni tra gli uomini sono diventate meccaniche e prive di emozione. Il sesso, stessa cosa. Così cercheremo sapori forti, film cruenti, super-drammatici, apocalittici, pornografia.

Ogni cosa è stata privata della sua essenza per essere trasformata in un sostegno

In quanto strumento per spegnere la sete, tutte le forme di assuefazione sono autodistruttive, poiché cancellano la possibilità di sentirsi un giorno soddisfatti (Z. Bauman).

Tutte queste forme di assuefazione ci assoggettano al sistema, perché per reperirle è necessario il denaro (la più grande dipendenza e causa di ansia) e si dovrà lavorare per essere pagati. Vedi come il cerchio si chiude? È un percorso senza via di uscita. Il lavoro ci stressa, ci toglie la possibilità di vivere realmente, e questo stress deve essere compensato e represso acquistando beni che ci renderanno dipendenti e ci costringeranno a lavorare sempre più, fino al totale usuramento della nostra persona in tutta la sua interezza. Fisici inquinati, putridi, malati, menti apatiche, ovattate, annebbiate, spiriti assenti.

Se tutto questo ti sembra un discorso pessimista sappi che non lo è. E ciò che io vedo essendomi spostato poco più fuori. Se cerchi un qualche spiraglio di speranza sappi che non c’è. All’interno di quel cerchio non c’è speranza, non c’è via di uscita, si è destinati all’infelicità.

Non si può uscire dal cerchio

Non si può uscire dal cerchio, è vero, però si può invertire il senso di rotazione dello stesso. Se prima tutto procede in senso antiorario, possiamo invertire la marcia per portarla al senso orario. Al principio ci sarà un rallentamento della velocità, poi lo stallo, poi, lentamente, la circonferenza comincerà a girare in senso orario, sempre più veloce, sempre più veloce, ma solo se alimentata dalle giuste azioni. Solo così si può uscire dal cerchio (società), invertendo positivamente il senso di marcia dello stesso. E vedremo concretamente nei prossimi capitoli della Radice come fare.

Salse, sale, zuccheri, edulcoranti. Climatizzatori per non farci badare al calore. Rapidi antidolorifici per scacciare l’utile dolore. Occhiali da sole ottenebranti che ci separano dalla realtà innalzando il proprio ruolo sociale. Cuffie, radio, televisori, schermi, fragori continui, estirpatori del sano silenzio suggeritore. Profumi ostentati dalle appariscenti pubblicità, che tentano di coprire la vergogna dell’odierno stile di vita. Stimolanti, eccitanti, narcotizzanti che ci fanno eludere la noia, la delusione, la grigia realtà, o che innalzano futili banalità a momenti storici. Sicurezza, luci artificiali, ritmi biologici sfasati, prevenzione annichilente, abitazioni che non riparano ma che imprigionano, gabbie con le sbarre placcate d’oro. Perpetui diversivi che allontanano dal confronto con ciò che siamo realmente. Assaporare le cose per quello che semplicemente sono risulta impossibile. Dobbiamo incessantemente aggiungere, cambiare, manipolare, sovraccaricare, distrarci, per non sentire, per non percepire. È ora di cambiare, tu sei pronto?

Non sappiamo più vivere, siamo internamente atrofizzati, nasciamo svegli per poi addormentarci.

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14 commenti su “Voglia di cambiare? La tua vita non ti piace? Non è colpa tua (forse)”

  1. Ciao, per quanto mi riguarda sono d’accordo con tutto quello che scrivete e anzi provo un senso di libertà leggendo queste parole, ma… ho un limite che mi blocca… forse lo considererete banale, ma io ho una grande passione per le auto da quando ero bambino, il mio sogno è organizzare raduni con persone con la mia stessa passione, ed anche se l’oggetto del mio desiderio è un prodotto della società capitalista ci trovo del buono in tutto ciò… purtroppo vedo questa passione come l’ultimo fardello che mi tiene legato a questa società e non vivo bene la cosa… mi farebbe piacere conoscere il vostro punto di vista a riguardo… Grazie mille per l’ottimo lavoro!

    1. Benventuo nel blog e grazie del tuo intervento. Secondo me una passione non deve essere intesa come un’ancora che trattiene, sempre che di vera passione si tratti. La passione è ciò che rende interessante la vita, e la passione per la vita può includere tutte le passioni. È solo da capire se è vera passione. Mi spiego con un esempio:
      Due persone dicono di essere appassionate di auto, la prima trascorre le giornate a guardare il mondiale di formula uno e qualche gara di rally, la seconda, oltre che seguire la F1 smonta e rimonta continuamente carburatori, collettori, ganasce, pezzi meccanici, lustra i cerchi… Quando guida non ascolta musica, perché la musica sono i pistoni che volteggiano e suonano, e, potendo farlo, al posto dell’ultima fragranza for homme si spruzzerebbe la benzina nei vestiti. Stessa cosa può essere il calcio. Chi è appassionato di calcio lo gioca, non si accontenta di guardare altri che lo giocano. Una è vera passione, l’altra è cercare di riempire il tempo.

      1. Ciao, grazie veramente di cuore a te per il tuo tempo e la tua risposta, condivido quello che dici (chi ha una forte passione in qualsiasi ambito può capire quanta verità ci sia nella seconda descrizione), ma purtroppo mi viene spesso da pensare al fatto che le automobili sono qualcosa di artificiale legate in qualche modo anche al capitalismo ed al sistema e pertanto sono un “di più” che se c’è meglio, sennò pazienza, mi spiego meglio: una persona appassionata di musica, di cucina o di atletica, se dovesse malauguratamente cadere in disgrazia probabilmente potrà continuare a fare ciò che ama, alcune passioni invece, come la mia, sono sempre legate ai soldi ed al guadagno (anche volendo accontentarsi) e finchè vorrò portarla avanti dovrò vivere stando alle classiche regole della società del produci, consuma e renditi schiavo… ora, se fosse un interesse come altri, un riempire il tempo, non sarebbe un problema perchè potrei rinunciarvi, ma nel mio caso non esagero se dico che è totalizzante, irrazionale e da veramente senso alla mia vita, facendomi provare emozioni che non provo con nient’altro… in poche parole però, finche vorrò essere felice dovrò essere schiavo… non chiedo una soluzione a questo mio “dilemma”, solo un confronto di vedute che forse può aiutarmi a maturare nuove idee al riguardo…

        1. Le tue parole mi fanno riflettere, e sento forte il tuo dilemma, lo capisco. Mi verrebbe subito da dirti “goditi quella passione fin quando puoi, quando non potrai più farlo, o quando non vorrai più farlo per qualsiasi altro motivo, goditi un’altra passione”. Questo è ciò che direi a me stesso. Forse ci identifichiamo troppo nel personaggio che crediamo di essere. Un’altra cosa, hai detto “finché vorrò essere felice dovrò essere schiavo”. Ora non so cosa sia per te la felicità, ma mettiamo caso che le tue decisioni ti portino ad allontanarti dallo stile di vita attuale. Gli scenari possono essere diversi, ma immaginiamo che tu ti ritrovi a vivere in un paradiso incontaminato, dove ogni giorno non sei costretto a far nulla che tu non voglia. Hai tutto il tempo, hai il sole, le nuvole, l’orizzonte, il canto degli animali, cibo vero, danzi con la pioggia, nuoti, corri, condividi tutto questo con i tuoi amici… Credi che ti serva ancora l’auto per essere “felice”?
          Forse, con lo stile di vita odierno abbiamo bisogno tu dell’auto, ed io di uno strumento musicale per cercare di rimanere a galla, per cercare di mantenere la dose di piacere più alta di quella dello stress. Ma io rinuncerei adesso alla musica per una vera vita umana, perché sono consapevole che non ne avrei bisogno. Sarei contornato dalla musica ogni giorno.
          Mi rendo conto che forse, certe volte, posso sembrare un maestrino che ha sempre la risposta pronta, ma questo è ciò che direi a me stesso, se dovessi trovarmi nella tua specifica situazione.

          1. Vedi, ho provato ad immaginarmi questo tipo di situazione ed effettivamte a rigor di logica hai ragione, chi è nato nel 1400 non poteva avere la mia stessa “fissa” perchè neanche esistevano e perché è un qualcosa di artificiale, creato dall’uomo e quindi non indispensabile alla vita stessa… come ho detto però per quanto mi riguarda è una cosa irrazionale, hai presente quando vivevi delle forti emozioni da bambino e ti hanno poi segnato per tutta la vita? Ecco nel mio caso è uguale, se avessi vissuto queste esperienze recentemente (ho 21 anni) magari mi sarei interessato alle auto ugualmente, ma non sarebbe stata la mia ragione di vita. Come dici tu, io mi identifico con questa passione, mi descrive e ho provato a distaccarmi un pò da quel mondo ma le mie giornate si sono svuotate e non ero più felice come prima… comunque in ogni caso ti ringrazio per il confronto che è sempre costruttivo, Per ora seguo quello che ho dentro e porto avanti la mia passione, forse andando avanti nel tempo riuscirò a maturare e ad essere sempre più libero… nel frattempo leggerò i vostri articoli che trovo in linea con i miei pensieri. Buona serata!

    1. Ciao Andrea ed a tutte le persone che sono dietro questo progetto. Sto leggendo con molto interesse e soprattutto attenzione ogni articolo, cercando di tenere comunque un “sano distacco” per comprendere al meglio questa vita e questa mia “realtà” (come sappiamo è almeno per me ancora totalmente filtrata da tutti quei “credo” più o meno inconsci…
      Ad esempio sono alle prese con un mio annoso problema che non sto riuscendo a risolvere; gelosia, possessività. Tendo a “legarmi” frettolosamente alle donne. Tralasciando il “giudice” sto vedendomi con una donna che convive e l’idea che lei, la sera, possa esser a fare certe cose col suo partner non mi fa dormire. Così, non so mai se in realtà è una donna verso la quale realmente sento qualcosa, o solo la speranza di colmare un vuoto profondo che mi porto dentro…
      Ti chiedo di ricordare che per quanto magari a te sembri stupido, è una cosa che riconosco apparire superficiale, ma che a me fa stare troppo male.
      Credo alla base ci sia una carenza d’Amore vissuta nell’infanzia, forse la separazione dei miei all’età di 4 anni, forse l’esser stato fortemente trascurato da una madre che si dannava per mantenerci ed un padre solo giudizioso che sempre mi ha smontato e fatto sentire incapace. Okay. La “colpa” qua non è di nessuno. È passato. Voglio bene ad entrambi. Io voglio solo uscire da queste sofferenze. Pensieri “ossessivi”, volerla conquistare quando so che ci sono milioni di donne… Ho molti conflitti..
      Senza considerare che continuo a vagare, alla ricerca di passioni che ancora non ho trovato. Dici bene; vivo una vita semi-vuota. A volte credo la mia passione sia la crescita personale (quando magari mi “sembra” di stare bene) ma molte altre non ho forze di lavorare su di me. Mi faccio domande sulla mia esistenza da anni. Non so cosa voglio fare, e Dio quanto mi piacerebbe saperlo. Vivere ogni giorno col desiderio di alzarmi felice della giornata che mi aspetta. Felice di ciò che faccio (cosa???) Di come vivo. Non temere i miei pensieri. La sofferenza che è svanita. Pace..

      1. Andrea Di Lauro

        Ciao Francesco. Vorrei sottolineare l’importanza di ciò che hai scritto nell’ultima parte del tuo commento. Mi riferisco a quando dici che la crescita personale potrebbe essere la tua passione ma non hai le forze di lavorare su te stesso. E sul fatto di domandarsi della propria esistenza da anni, sofferenza ecc.

        Ecco, vedi, qua sottolinei precisamente il punto più importante di ciò che divulghiamo da anni: avere gli strumenti, le informazioni ecc. ma non avere le forze per metterli in pratica. Addirittura non avere le energie nemmeno per capire se è quello che veramente vogliamo fare.

        Con questo voglio dirti di focalizzarti solamente sul livello delle tue energie, ma per far questo non esiste nessuna tecnica. Ciò avviene con una modifica dello stile di vita, delle azioni quotidiane.
        Se non l’hai già letta ti consiglio la serie Radice, dove abbiamo spiegato tutto per filo e per segno. Le tecniche, gli strumenti, le informazioni sono le foglie, la radice è lo stato d’animo e l’energia da cui deriva, che a loro volta derivano dalle azioni che compiamo ogni giorno.

        https://www.projectexcape.it/la-radice-del-progetto/

        A questo punto tutti i problemi che hai e che avrai verranno percepiti come bazzecole. Per noi è stato così. Provare per credere.

        1. Ciao Andrea e grazie di cuore per la tua risposta. Per l’appunto stavo commentando un altro articolo 😊.
          Capisco quello che mi dici.. intanto, per cause di forza maggiore, sto modificando l’alimentazione anche se non so se sto procedendo bene. Troppo casino sul web… E non solo. Ho avuto una forte gastrite e reflusso (sicuramente ci sono ragioni inconsce o conflitti anche dietro…) E la gastroscopia sarebbe tra 6 mesi.. no comment.
          Nel frattempo cerco di prenderla calma.. ma le spese incombono. A volte quasi non ho potuto mangiare per mancanza di soldi e dedicarmi “solo” alle energie non mi riesce semplice. I pensieri per forza mi vagano su come poter finalmente ri-vivere in una casetta mia in pace, senza pressioni economiche,.. ora sono scappato per 1 mese.. perché altrimenti dovrei tornare a vivere in una stanza da mia nonna; tv accesa 20 su 24, casino.. non riesco a fare nulla lì.
          E mi vedo lamentoso in quello che sto scrivendo, vedo questa parte di me che si lamenta e piange addosso.. vedo molte parti di me nelle quali tendo ad identificarmi forse e dalle quali non riesco a staccarmi, come appunto la “gelosia” o “dipendenza affettiva” o chissà cosa per questa ragazza che ogni volta la vedo.. sento un tonfo al cuore.
          Non vorrei che ci fosse un qualcosa che mi si innesca attraverso “l’intimità”, una qualche credenza di sacralità o possesso.. che non mi porta a vivere MAI una relazione in pace.. sana, senza gelosia e sofferenza. Che palle.
          In sostanza sono alle prese con ogni settore; finanze, relazioni, salute.. caxxo però… 😣

          1. Andrea Di Lauro

            Ciao di nuovo. Tutte le persone che vivono nella società moderna sono indaffarate nel far quadrare queste tre grandi macrocategorie che hai accennato. Salute, denaro e relazioni.
            Dato che dal tuo commento traspare una situazione poco felice nel campo della salute e del denaro, è probabile che tu stia proiettando la salvezza della tua vita nel campo delle relazioni, poiché in quel caso è presente un appiglio (la relazione di cui hai scritto).

            Per questo si innescano tutti quei pensieri di gelosie, possessione ecc. quando si desidera qualcosa in modo errato, ossia morboso: “se non lo ottengo la mia vita è finita”, questi sono gli effetti.
            Francesco capiti al momento giusto. Proprio in questi giorni stiamo creando un minicorso gratuito per gli iscritti al progetto che parla proprio di questi 3 grandi problemi comuni a tutti. Iscriviti alla nostra Newsletter se la cosa ti interessa. Trovi lo spazio per inserire la tua email alla fine di ogni articolo.

  2. Ciao Andrea. Ti ringrazio nuovamente anche per avermi risposto qua ^_^.
    Sì, mi iscrivo sicuramente grazie. In questi giorni sto lavorando molto anche su queste cose.. seppur non so se nel modo corretto. Però credo di aver scoperto che non solo la tua osservazione è in parte corretta.. (dico in parte perchè questi comportamenti li ho avuti anche in passato quando avevo più soldi e salute..)
    Ho ricercato nel mio passato delle cause.. ma più che cause, credo che il tutto provenga da quelle che possiamo definire le mie “convinzioni riguardo a…”, e nemmeno convinzioni, vere e proprie credenze, diventati tali appunto dall’ambiente in cui sono cresciuto. (anche se sulla gelosia mi sfugge…)
    Ho iniziato a chiedermi; “mi comporto così. E’ un fatto. L’ho sempre fatto e mi ha portato sempre gli stessi risultati; perdita. Che schema si sta ripetendo? (Perdita). All’età di 4 anni i miei genitori si sono separati.
    E se fosse che nel mio inconscio si è radicata l’idea che “amore e relazioni = sofferenza e perdita? Se fosse questo lo schema al quale devo adempire per soddisfare tale “dolore”, tale convinzione?”
    In sostanza, la mia credenza inconscia, genera in me tali eventi. Quindi mi si creano immagini di tradimenti, separazioni etc.. che creano dolore e mi portano a comportarmi di conseguenza.
    Certo, non ho risolto la gelosia. Ma questo ragionamento mi sta permettendo in queste ore di “osservarmi” sforzandomi non re-agire meccanicamente.
    Lei convive e SO che ha un uomo in casa. Ecco il possesso. Il volere l’esclusiva. Perchè? Perchè so che con un’altra persona di mezzo, la perdita è scontata.
    Quindi, se non esiste un altro uomo, me lo creo nella mente, con quest’ultima esperienza, sembra quasi palesarsi il mio dolore inconscio.
    Inoltre… beh, posso dirti con tranquillità che lei è letteralmente il mio specchio; una fotocopia. Vedo nei suoi comportamenti (anche quelli fastidiosi) i miei. Vedo me in lei, in tutto. Vedo i miei lati “negativi”, quelli “positivi”, a volte ho persino creduto che fosse uno scherzo. E’ come se la “vita” mi avesse sbattuto davanti ciò che sono attraverso un’altra persona e non solo; anche tutte le mie paure, sofferenze, cose da “lasciar andare” (come appunto possessività e gelosia”.
    E niente. Credo di essermi realmente innamorato, pur consapevole dell’assurdità ed impossibilità della cosa. Dovrei pensare all’etica, alla correttezza verso il suo partner. E ci rifletto su questa cosa. Ma non mi sento pronto a lasciarla andare. Non ancora.
    Cosa dire. Ho scritto un papiro, magari sperando di capirci qualcosa in più anche io. Mi piacerebbe lasciar andare questa “esclusività”. Una persona “non è mia”. Perchè tanti fastidi a pensieri “di tradimento”. E perchè li considero tali? Perchè mi fa soffrire pensarla con un altro (NON mi riferisco solo a lei…in generale quando ho un rapporto bello con una donna…).
    Sono consapevole di essere “modellato”. Quasi un programma (quasi). Nel senso, lo vedo. Vedo che mi comporto meccanicamente. Ma alcune cose non riesco a debellarle. Le accetto? Non saprei.. fanno male al momento.
    Vabbè.. non voglio annoiarti ulteriormente. Grazie per la pazienza.
    Francesco

    1. Andrea Di Lauro

      Mi sembra che tu sia consapevole dei tuoi modus operandi, e senza questo primo passo importante non può avvenire nessun cambiamento.

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