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Il personaggio spirituale, le vibrazioni positive e il potere divino

Immagine Il personaggio spirituale, le vibrazioni positive e il potere divino

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Percepisco della luce in te. Oh sì, sento delle vibrazioni positive provenire dalla tua anima. Sento che sei collegato al divino che c’è in te. Sento che hai bisogno di tanto amore…

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La recita del personaggio spirituale

Il personaggio spirituale porta una maschera sorridente, calma, religiosa, gioiosa, pacata. Ma chi sa osservare vede la recita e la non autenticità. Scorge la forzatura del voler essere positivi, perché altrimenti c’è troppa sofferenza.

Purtroppo però non funziona, perché non è annebbiando il dolore che l’uomo diviene ottimista. In questo modo il dolore rimane latente, una piccola brace sotto il fogliame, non si fa vedere ma brucia perennemente. È vivendo e assaporando ogni goccia della propria sofferenza che si giunge all’essenza dell’esperienza del soffrire. È così che si può estinguere la sofferenza e vivere in modo spirituale vero, e non fasullo.

Attento quindi ai falsi sorrisi, imboniscono la preda per entrare nelle sue tasche. Occhio alle parole lucenti, ai discorsi arzigogolati, nebbiosi, poco concreti. Le parole sono nate per semplificare la comunicazione, non per complicarla. Attento anche agli argomenti che tentano di indorare la pillola, che cercano di farti accettare il tuo stato inumano. Far riposare gli effetti sulla bambagia non estingue la causa.

Il personaggio spirituale è adorno di gingilli, voce suadente, tono magnetico, tracotanza educata, vocabolario che può sembrare ricercato ma che riutilizza gli usuali termini dell’etichetta “spirituale”. Un vestito lucente per nascondere l’ombra e l’asprezza che ogni uomo d’oggi possiede (il sistema inumano ci ha reso tutti poco umani, e questo ci acidifica l’animo). Indossa la finta maschera dell’umile, quando invece vuol vedersi essere superiore agli altri, e gode per questo suo sentimento, mentre predica l’uguaglianza. Ma dal suo trono, guarda i comuni plebei dall’alto in basso. Le sue armi sono le parole, le frasi ad effetto, la giusta asserzione al momento giusto, le argomentazioni consolatorie, il dire quello che l’ascoltatore vuole sentirsi dire al momento.

[quote author=”P. Lanzetta”]Non sempre chi si traveste da gigante riesce a reggere il peso dei suoi ornamenti.[/quote]

Vibrazioni positive

Le armi del personaggio: tra vibrazioni positive e colpi di luce

Il personaggio spirituale è affabile (ma ridicolo e costruito per chi vede), recita i suoi sermoni a memoria, ripetendo concetti di cui non ha nemmeno sondato la radice. Si serve della luce, senza sapere che, in assenza di definizioni, l’ombra è altrettanto lucente, a modo suo. Il suo arco è carico e ci bersaglia con vibrazioni positive, frequenze angeliche, sigilli magici, sentieri divini ecc. E quando poi, percepisce dello scetticismo, tenta di frustare l’incredulità con le scientificità della rete. Le prossime frecce saranno il salto quantico, l’amore quantico, il potere divino quantistico (questa l’ho inventata io, e voglio i diritti). Aggiungi anche tu un po’ di quantico ai discorsi, alle tue performance e sembrerai più serio, più scolastico, più credibile. Aggiungi la parola quantistico alle tue vibrazioni positive e salirai gli scalini e giungerai in terrazzi paradisiaci che gli altri plebei non possono nemmeno concepire.

Ma devo rattristarti mio caro personaggio spirituale, perché non sai cosa stai dicendo. Ci sono uomini che hanno dedicato una vita intera nella ricerca di tali campi, per arrivare a rivelarci che:
[quote author=”Feynman”]Nessuno capisce la meccanica quantistica.[/quote]

I pericoli della spiritualità spicciola

Ma quali possono essere i pericoli per i frequentatori di tali “ritrovi”? La prima grande causa della mancata conoscenza di se stessi è l’identificazione. Identificare la propria persona in qualcosa significa legarsi ad essa, perdere parte della propria libertà, restringere i confini. In questo caso, identificarsi nel culto spirituale porta al recitare un certo tipo di personaggio. Ma, in tutta sincerità, non dovrebbe essere il riuscire a non essere attaccati più a nulla il vero scopo della spiritualità? Non dovrebbe essere la disidentificazione dalle frivolezze del vivere comune? Credo che questo sia uno dei maggiori fraintendimenti che sviano dalla propria, vera, essenza.

Per non parlare dell’illusione presente in tutti quei discorsi “divini”. Per qualcuno vivere nell’illusione può sembrare buona cosa. Sentirsi dire ciò che vogliono può essere rincuorante, ma il palco è destinato a cadere, e non troppo tardi. Ciò che non si fonda sulla verità ha vita breve.

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Dietro a queste pratiche (che di pratico hanno ben poco) c’è una grande perdita di tempo. Tempo che si potrebbe utilizzare in qualcosa di veramente costruttivo. Non voglio offendere nessuno, prendo solo ad esempio alcune teorie più in voga. Se ti sentirai in qualche modo offeso significa che ti sei identificato nella tua dottrina. Io non ho attaccato te, ma la menzogna. Tutte quelle parole sul Reiki, sulla reincarnazione, sul demonizzare l’ego, sul seguire il cuore e non la mente sono forse servite a qualcosa? Hanno portato ad azioni costruttive o hanno solo generato una falsa felicità?

[alert]Articolo consigliato: Come raggiungere la felicità, spiritualità, crescita personale e cliché[/alert]

Per non parlare dei rapporti con gli altri basati sul nulla. Non è forse patetico ritrovarsi in gruppo per rincuorarsi nei propri abbagli e nascondere sotto il tappeto l’infelicità di una vita che non ha preso la direzione sperata? È dall’infelicità che comincia un cambiamento concreto. Ed è sempre dall’infelicità che si ritorna alla felicità fanciullesca ma consapevole.

[quote author=”Anthony De Mello”]Dobbiamo sempre stare attenti a non rendere il culto semplicemente un ennesimo elemento di distrazione dall’importante compito di vivere.[/quote]

https://www.youtube.com/watch?v=WWxhxeaNuDA

Prima di chiedere aiuto al Cielo impara a stare sulla Terra

Abbiamo dato il via a questo progetto sospinti da un motto: prima di chiedere aiuto al cielo impara a stare sulla terra. Il Project Excape non possiede assolutamente il compito di insegnare un percorso di tipo spirituale. Non ha la presunzione di dare indicazioni su ciò che c’è dopo la morte, di strane dimensioni (pur avendone fatto esperienza), di ciò che c’è in “cielo”, di come divenire divini. Il percorso è diverso. Si tratta di ritornare veri umani. Non vuole creare proseliti, né formare un gruppo che cambierà il mondo, perché si rivolge al singolo. Si basa sulla concretezza di azioni che trasformano il proprio stile di vita per poter scorgere la vera felicità che spetta ad ogni essere vivente. E qualche volta, cerca di mettere in guardia il lettore da alcune strade illusorie, come in questo post. Se qualcuno fraintende, è solo colpa sua. Noi non rifiutiamo la spiritualità, ma conosciamo i nostri limiti attuali. Un robot non può certo ambire allo spirituale, ma un uomo sì.

[quote author=”Nietzsche”]Vi scongiuro fratelli, rimanete fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze. Lo sappiano o no, costoro esercitano il veneficio.[/quote]

La prossima volta che sentirai persone che parlano di come le tue vibrazioni positive siano forti, luce e amore e fisica quantistica, osservale bene. Potrai, forse, fare la conoscenza di una persona magnifica, ma la maggior parte delle volte, se andrai a fondo non sarà così. Attento a chi cerca di dividere lo spirito dal corpo e dalla mente. C’è qualcuno che dice che l’uomo è un corpo con uno spirito, mentre altri dicono che siamo uno spirito che ha un corpo. Il Project Excape dice che tutti quanti siamo un corpo-mente-spirito, e che dividere serve solo alla spiegazione. Per finire ti consiglio, e te lo consiglio caldamente, di leggere questo articolo. Qua viene spiegata la direzione di questo progetto, che non è “animale”, ma nemmeno spirituale: Ritornare umani per ritornare a sentirsi felici.

[quote author=”Così parlò Zarathustra”]Malati e moribondi erano costoro, che disprezzavano il corpo e la terra. E inventarono le cose celesti e le gocce di sangue della redenzione: ma persino questi veleni dolci e tenebrosi essi li avevano tratti dal corpo e dalla terra. Alla loro miseria volevano sfuggire, e le stelle erano per essi troppo lontane. Allora sospiravano: “Oh, se vi fossero sentieri nel cielo per insinuarsi in un altro essere e un’altra felicità”. Così inventarono le loro vie misteriose e le loro bibite di sangue. Adesso, questi ingrati, immaginarono di essersi rapiti al loro corpo e a questa terra. Ma a chi dovevano lo spasimo e l’estasi dei loro rapimenti? Al loro corpo e a questa terra. Possano cominciare a guarire, e a superare se stessi e a crearsi un corpo più nobile.[/quote]

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