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Il velo di Maya: il cucchiaio esiste o non esiste?

Immagine Il velo di Maya: il cucchiaio esiste o non esiste?

Il velo di Maya è reale? Il velo di Maya è un concetto indiano molto antico che è stato a lungo travisato. Questo fraintendimento spiega il velo illusorio della realtà. In sostanza tutto è illusione. E quindi, come può essere reale un’illusione?

Con l’espressione Velo di Maya, coniata da Arthur Schopenhauer nel suo Il mondo come volontà e rappresentazione, si intendono diversi concetti metafisici e gnoseologici propri della religione e della cultura induista e ripresi successivamente anche da vari filosofi moderni. Arthur Schopenhauer nella propria filosofia sostiene che la vita è sogno sebbene questo “sognare” sia innato (quindi la nostra unica realtà) e obbedisca a precise regole, valide per tutti e insite nei nostri schemi conoscitivi. Per saperne di più ti rimandiamo a Wikipedia.

Velo di Maya è reale?

Il velo di Maya è reale?

Senza tanti fronzoli voglio subito annunciare che il mondo non è un’illusione. Noi siamo umani, e dobbiamo vivere la vita da umani. Questo (degli ultimi anni) è solo un equivocare i precetti dei testi antichi, o un ripetere senza fare esperienza, dei concetti che da qualche decennio vanno molto di moda. Se tutto è illusione perché vediamo tutti (più o meno) la stessa cosa? Un giorno uno scrittore, guardando il tramonto disse: io non mi ritengo così bravo e capace di creare un simile capolavoro. L’uomo può sì creare la realtà, ma lo fa partendo da una base, da nulla non si crea nulla.

Infatti il mondo non è un’illusione della mente nel senso che non ci sia nulla da vedere per gli occhi di un uomo liberato, all’infuori di un vuoto senza traccia. Egli vede il mondo che noi vediamo; ma non lo delimita, non lo misura, non lo divide alla nostra maniera. Non lo considera come realmente o concretamente suddiviso in cose ed eventi separati. Egli si rende conto che la pelle può essere considerata sia come ciò che ci unisce al nostro ambiente, sia come ciò che ce ne separa. Inoltre, si rende conto che la pelle verrà considerata come la cosa che congiunge, solo se prima la si è considerata come la cosa che divide, o viceversa (Alan W. Watts).

È vero che c’è di più dei semplici 5 sensi, ma come pensiamo di poter scoprire per esperienza questo più, quando abbiamo sballato la naturale taratura dei nostri 5 sensi? Difatti non siamo più i gestori dei 5 sensi, ma siamo diventati loro schiavi.

La realtà si percepisce in diversi modi

Un pipistrello percepisce la realtà in maniera differente dalla nostra. Di questo ne siamo consapevoli, così come siamo consapevoli che quello che percepiamo noi umani è solo una minima parte della totalità. Tutto questo è molto interessante. Scoprire la maggior parte della realtà, avere una visione d’insieme. È la nostra natura creatrice e divina a spingerci in quella direzione.

Ma qual è il fine di tutto ciò? Beh, io un fine positivo e concreto ancora non lo vedo e, soprattutto, prima di interessarmi al cielo, agli spazi ignoti, alle realtà più recondite e lontane dalla natura umana, è indispensabile che ritorni ad essere un vero uomo.

A me non interessa sapere cos’è la materia oscura, l’universo multidimensionale o vedere la realtà con gli occhi di uno scarafaggio se prima non ho nemmeno sperimentato molti anni della vera vita umana. Sono un uomo cazzo! Voglio vivere da uomo, rispettando le sagge decisioni del tempo indefinito e del sapiente mescolare della natura, la quale è giunta a delle conclusioni dopo millenni.

Focalizzarsi sul mondo terreno

È patetico parlare di mondi ultraterreni quando ogni giorno ci lasciamo sfuggire quello terreno. Sono il primo a credere in un potere umano che va oltre a ciò che attualmente e comunemente conosciamo della vita di oggi. Tuttora lo vivo. Ma i veri risultati di questi “poteri extra-umani” li ho sempre ottenuti avvicinandomi alla Terra e alla mia vera e semplice natura umana. Mai seguendo parole e teorie angeliche, spiritiche, spirituali, extra-dimensionali, senza alcuna prova sperimentabile, se non le sole e vuote parole.

Commettere il sacrilegio contro la Terra, questa oggi è la cosa più orribile, e apprezzare le viscere dell’imperscrutabile più del senso della terra (Nietzsche).

Quelli che sono molto in auge oggi, secondo me, sono discorsi che mescolano un po’ di tutto, lasciando i suoi interpreti nella confusione e nell’assenza di atti concreti da attuare. Un esempio dimostrativo è proprio quello del concetto del velo di Maya. Questo è stato ampiamente travisato dal voler continuamente dividere ogni cosa, frutto del pensiero occidentale.

Cerchiamo di rimanere sempre concreti

Questi sono dei piccoli palliativi che servono a far sognare per qualche ora o per evadere mentalmente dalla grigia routine che è diventata questa squallida esistenza attuale.

Nell’ultimo periodo si da molta importanza al pensiero, alla mente, allo spirito, e si denigra la materia. Ma quando sei venuto al mondo la tua mente era neutra, non avevi pensieri completi come li puoi avere adesso. Molti ripetono i soliti discorsi perché non sanno ciò che dicono e non li hanno sperimentati. Un esempio? “Cambia i tuoi pensieri e la tua realtà cambierà”. Il fatto è che la tua mente e i tuoi pensieri sono stati creati dalla materia. Quindi finiamola di ripetere ciò che fa figo senza nemmeno essere consapevoli di cosa stiamo dicendo.

Agire sulla propria vita materiale

È solo agendo sulla propria vita materiale che possiamo cambiare i pensieri. È solo cambiando la realtà solida che cambieranno i nostri pensieri e per effetto nuovamente la realtà solida. Per avere i massimi risultati si dovrebbe agire in concomitanza (mutamento dei pensieri e cambiamenti concreti materiali). Per cambiamenti materiali non intendo certo spostare un mobile a casa (anche se potrebbe essere utile). Anche fare una corsa è un cambiamento materiale, anche respirare all’aria aperta è un cambiamento materiale…                                                                     Il cucchiaio esiste, esiste eccome, ma si può cambiare il nostro modo di intenderlo e di percepirlo.

Tutto è illusione, compresa la frase precedente (S. Lec).

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2 commenti su “Il velo di Maya: il cucchiaio esiste o non esiste?”

  1. Buongiorno, mi e’ venuto questo pensiero..
    La nostra epoca e’ molto vicina alla visione materiale, al progresso della tecnologia, e al benessere dei sensi. Altrimenti, in contrasto, non ci sarebbero queste mode spirituali, che in fondo potrebbero anche rappresentare una ricerca personale oltre che una fuga. Basta considerare sempre il concetto di equilibrio.
    Faccio un esempio pratico, se una persona si lamenta di abitudine, di giorno in giorno andra’ peggiorando. Ecco allora che il concetto : cambia il modo di pensare e la realta’ cambia, fara’ per lui. E’ ovvio che non cambia, ma lo aiuta ad osservarsi. C’e’ necessita’ che metta uno stop a determinati atteggiamenti, se non riesce a cambiare la realta’ materiale. Oppure che cerchi di fare entrambe le cose insieme.
    Del resto, molti dei problemi derivano dalle enormi aspettative materiali che l’uomo ha.
    Saluti.

    1. Andrea Di Lauro

      Infatti la differenza è proprio in ciò che hai detto: cominciare un percorso spirituale per cercare di sopportare meglio la realtà o per sfuggirne in qualche modo non implica un vero desiderio di ricerca. Mentre cominciare questo tipo di percorso per una passione, una vocazione, un desiderio di ricerca, di crescita, evoluzione ecc. può avvicinare a una spiritualità autentica.

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