HomeL'angolo ecletticoPerché Tesla era un genio? Questione di energia vitale universale

Perché Tesla era un genio? Questione di energia vitale universale

Immagine Perché Tesla era un genio? Questione di energia vitale universale

Tesla è uno scienziato che, solo alcuni decenni fa, era semisconosciuto. Oggi gli viene riconosciuto il valore meritato, anche se devo dire che la sua conoscenza è ancora molto superficiale. Non che io sia un esperto, non ho mai compiuto alcun studio approfondito sulle argomentazioni scientifiche di Tesla, ma non intendo parlare di questo. Vorrei invece portare alla luce un aspetto diverso: la relazione tra l’energia vitale universale e i risultati raggiunti da Tesla.

Tesla e il suo modo di fare scienza

Alle persone “sveglie”, basta leggere alcune intuizioni di questo scienziato per capire la sua straordinaria connessione con la realtà, della sua struttura e i suoi funzionamenti. Non si perdeva nei calcoli, non cercava i principi della realtà in essi… questi divenivano semplicemente gli strumenti per poter realizzare le sue “macchine”. Idee che, a suo dire, gli venivano costantemente suggerite da una sorta di voce estranea a se stesso.

Gli scienziati di oggi hanno sostituito la sperimentazione con la matematica, vagano da un’equazione all’altra e alla fine costruiscono una struttura che non ha alcuna connessione con la realtà (Nikola Tesla).

Vedi la differenza? È inutile fare scienza per confermare ciò che si pensa della realtà. Tendere invece all’obiettività assoluta è il miglior modo per avvicinarsi alla verità. E come i nostri articoli consigliano da quasi due anni, il combustibile per qualsiasi tipo di lavoro o meta che si vuol raggiungere è l’energia vitale, o anche energia vitale universale. Per capire meglio di cosa sto parlando ecco due articoli che analizzano l’argomento: Vivere sano è la porta per l’energia vitale e Cos’è l’energia interiore? Come sapere se ne hai abbastanza?.

Qual è la causa dell’essere un genio?

Spesso ho letto sulla rete che tutta la tecnologia odierna origina dalle scoperte di Tesla. Non so se sia effettivamente così o se la questione sia stata un po’ gonfiata, ma la realtà dei fatti è che dobbiamo molto, per quanto riguarda la tecnologia odierna, al genio di Tesla. Questi meriti e questa rara genialità, secondo il mio parere provengono da una fonte precisa.

No, non credo ad esseri speciali ed altri meno speciali. Non penso che esistano persone geniali ed altre meno. La rarità di questa peculiarità ha una causa comportamentale, e non congenita. Seguendo una credenza di equilibrio universale, di realtà equa o in qualche modo karmica, non si può credere alla nascita di esseri (della stessa specie) più o meno geniali o stupidi. Con ciò non nego le differenze e le diverse inclinazioni tra gli individui, che possono essere già strutturate in noi a priori, per poi consolidarsi sempre più nel carattere personale. Non voglio entrare in merito al discorso perché non ne uscirei vivo. Anzi, facci sapere se è un argomento che vorresti vedere analizzato in questo blog.

Non sono di certo un genio, ma la mia vita ha cominciato ad essere geniale

Tornando a noi, credo che ogni umano abbia la possibilità di essere geniale. Ci si allontana da questa possibilità quando si va contro la propria natura, e oggi, di metodi per andare contro se stessi ce n’è a bizzeffe. Vengono pure incartati con la carta regalo.

In questo decennio ho provato su di me la differenza di esistenza, i due lati della medaglia. Mi riferisco a una vita dove l’energia vitale universale scorre a meraviglia, e a una vita vuota, dove questo tipo di energia scarseggia o non fluisce libera. Credo che questo tipo di energia sia presente in ogni cosa, ma in particolar modo nelle strutture vive, che possiedono la fiamma della vita. Questa prova l’ho verificata nella differenza di esistenza di cui ho appena scritto. Una vita in cui ci si circonda di strutture vive, che tendono alla vita, all’energia, al movimento libero, è ben diversa da un forma di vita che tende alla staticità, allo stagnare, alla putrefazione, ai moti bloccati, al remare verso la propria natura, al rifiuto di ciò che deve essere…

E non a caso è proprio in quest’ultimo decennio che ho conseguito i miei maggiori risultati, in ogni ambito. Non credo sia un caso il fatto che mi sono trasformato da un essere completamente infelice e rassegnato a un uomo felice di essere al mondo, felice di poter sperimentare la vita sempre di più.

Quando ho letto le parole di Tesla, che anche tu fra poco leggerai, non sono saltato dalla sedia solo perché ero già molto sicuro del messaggio. Queste parole sono per te, che magari non hai ancora fatto esperienza di questa situazione. Si rivolgono a te, perché magari sei solito a non credere a queste “fandonie”. Tranquillo, il Project Excape cerca sempre di stare lontano da teorie fumose. Parliamo sempre a esperienza conseguita. Quando facciamo ipotesi lo specifichiamo sempre.

L’opinione che seguirà potrebbe avere un effetto diverso se annunciata da una persona o da un’altra. Se io ti dico che l’uomo può volare molto probabilmente mi daresti del matto, ed è plausibile: io sono un signor nessuno. Se invece fosse uno stimato scienziato a rivelartelo, il tuo rapporto con l’affermazione sarebbe totalmente diverso. In questo caso la cosa non cambia.

Tesla - Energia vitale universale

L’importanza dell’energia vitale universale secondo Tesla

Sono considerato da tutti un lavoratore instancabile, e se vogliamo considerare il pensiero e la riflessione come un lavoro, allora lo sono davvero. Perché? Ho dedicato loro tutte le mie ore da sveglio. Se il lavoro invece, viene considerato come una prestazione eseguita in un determinato tempo e in base a un ruolo ben definito, allora io sono il peggiore degli scansafatiche. Ogni sforzo eseguito sotto costrizione esige un grande sacrificio in termini di energia vitale. Non ho mai pagato un tale prezzo. Al contrario ho prosperato grazie ai miei pensieri (Nikola Tesla).

È fantastico, veramente fantastico. Fai molta attenzione, perché in queste poche parole di Tesla è racchiusa una grande verità, specialmente per quanto riguarda l’energia vitale (universale). Qua si vede una lampante differenza tra un tipo di lavoro che nasce dalla passione e uno forzato. In queste parole di Tesla, a mio avviso, è racchiuso il segreto della genialità.

Innanzitutto troviamo una lampante differenza tra un tipo di lavoro forzato e uno spontaneo. Lo scienziato ci tiene a specificare la sua sana ossessione per la riflessione continua. Qua lascia intendere che un certo tipo di lavoro o meta da raggiungere, quando viene espresso in modo libero può elargire risultati inaspettati. A differenza di una prestazione classica del mondo civilizzato, dove ogni lavoro è infettato da logiche di pagamento, in beni o denaro, da tempistiche, frazionamenti, binari da cui non si può uscire, limiti, restrizioni di pensiero e di azioni. Insomma, quando il proprio lavoro viene attratto da un certo tipo di passione o vocazione, emerge una piacevole costanza, che può sfociare pure nell’ossessivo. Ma è solo il pensare e il fare in modo costante che realizza i propri scopi. Lui stesso ci rivela di aver concesso poco tempo a un modo classico di concepire il proprio lavoro.

Sforzo ed energia

La parte che ritengo più eclatante arriva ora. Sono circa due anni che mettiamo in guardia da comportamenti violenti, sia verso se stessi che verso gli altri. Ma in primis verso noi stessi, perché chi si fa violenza inconsapevolmente, non può che fare violenza verso il mondo e gli altri. La più pericolosa è la violenza inconsapevole, perché si crede di non fare nulla di male, non ci si accorge, e senza una presa di coscienza non può avvenire un cambiamento.

Abbiamo parlato spesso della pericolosità dell’agire in modo forzato. Puoi trovare numerosi articoli che prendono in causa contenuti di tipo motivazionale, che inneggiano all’essere guerrieri, al combattere, al cadere per poi rialzarsi, e a tutti questi argomenti, che tanto vanno di moda. Ma Tesla, in questo caso, è riuscito ad esprimere in poche righe la questione sostanziale della vita.

Articolo consigliato: Stati d’animo positivi VS forza di volontà: smettila di combattere.

Ogni sforzo eseguito sotto costrizione esige un grande sacrificio in termini di energia vitale. Non ho mai pagato un tale prezzo. Vedi, ogni sforzo sotto costrizione, che sia appunto costretto da altri o da se stessi, richiede l’energia vitale universale posseduta al momento. Da ciò si va in contro a uno stato perenne di carenza di energia, che è la causa del fallimento della propria vita. Senza la spinta vitale a vivere, a creare, ad assaporare la realtà, non siamo capaci di fare nulla. Ci accasciamo, adiacenti alla mediocrità, ci accontentiamo del peggio, accettiamo le verità altrui perché non possediamo l’energia per testare la realtà e farci una propria opinione su di essa, invecchiamo più precocemente del normale, ci lasciamo sfuggire la vera vita per seguire piaceri effimeri che provocano dipendenza. È in questo modo che la felicità diviene un miraggio. È proprio per colpa di questa mancanza che da geni quali siamo, ci trasformiamo in esseri goffi e mediocri che non riescono a concretizzare i propri desideri.

Il genio è colui che ha lavorato con più costanza

A dire dello scienziato serbo, lui non ha mai pagato quel prezzo, non ha mai scambiato la propria energia vitale universale per obiettivi che sottintendevano uno sforzo. Secondo me, questa condotta è stata la sua più grande intuizione. Le idee e le invenzioni che ne conseguirono sono soltanto la normale conseguenza.

Il genio non è l’individuo più intelligente, ma quello che ha capito il modo più intelligente di lavorare con costanza.

Credo che la caratteristica primaria di un individuo geniale sia la costanza… almeno, è ciò che ho osservato finora nella mia breve esistenza. E per ciò che ho capito, un lavoro costante non può fiorire dallo sforzo, da limitazioni che restringono la passione e la libertà.

100 maratone

Voglio fare un esempio. Mettiamo che dobbiamo partecipare a una competizione composta da cento maratone. Nella prima gara i nostri avversari danno il massimo e corrono come cavalli imbizzarriti. Ma solo tre di loro avranno l’onore di calcare il podio. Noi invece manteniamo un ritmo veloce, ci godiamo il paesaggio, di tanto in tanto scambiamo qualche chiacchiera stimolante coi passanti. Alla fine arriviamo alla meta senza fatica, senza aver vinto.

La seconda gara si svolge più o meno ugualmente. Dalla terza in poi qualcosa cambia. Quelli che avevano raggiunto i primi posti cominciano ad essere stanchi, così perdono posizioni. Noi continuiamo a camminare, l’azione non ci provoca fatica, anzi, c’è solo piacere nel movimento, nell’assaporare il tramonto al proprio fianco, nello spronare chi è rimasto indietro.

Dopo la decima corsa tagliamo il traguardo entro i primi cinquanta, e notiamo il vincitore della prima maratona ansimare dietro di noi. Eppure abbiamo sempre camminato senza sforzarci, com’è possibile che il campione tanto veloce non sia riuscito a starci dietro?

Dopo la gara venti, un ritmo inaspettato prende le redini del nostro corpo. Sentiamo il bisogno di correre un poco più velocemente, e vediamo che il ritmo dei passi, anche dopo molti chilometri, non ci provoca nessun fastidio. Tagliamo il traguardo in prima posizione, evento che comincia a susseguirsi sempre più spesso.

Alla gara cinquanta ci siamo ormai scordati dei volti dei corridori che, a inizio competizione, arrivavano spesso sul podio. Anzi, i partecipanti sono sempre meno. Qualche volta scorgiamo un tale dalle gambe lunghe che si accascia sul ciglio della strada. Qualcun altro si arrende ai crampi. Noi manteniamo il ritmo, ma solo perché ci piace passeggiare e scalare le vette.

Dopo la gara settanta cominciamo a essere stufi di gareggiare da soli. Prima, alla partenza, qualche persona c’era, ma nelle ultime tre gare, allo sparo d’inizio non si conta più nessuno. Gli sforzi per giungere in vetta hanno decimato tutti i partecipanti, non hanno più l’energia nemmeno per stare in piedi. E pensare che a me piace così tanto passeggiare. Però ora sono stufo di queste gare, non hanno più senso. Me ne vado a camminare da un’altra parte.

Siamo tutti geni e tutti troppo pigri per capire come esserlo

Come ho scritto più volte in passato: ciò che è fondato sullo sforzo ha vita breve, e brevità non è di certo sinonimo di costanza. Di sicuro non mi ritengo un genio come Tesla, ma credo che ogni persona lo possa diventare. Come? Comprendendo chi siamo (meglio se prima di una certa età). E avendo cura della propria energia vitale universale. Sia di un aspetto che dell’altro abbiamo scritto in svariati articoli di questo progetto. Hai l’energia per andarli a scovare? Comincio col suggerirtene tre. Alla prossima avventura.

Articoli consigliati: Come raggiungere un obiettivo: ecco come saboti i tuoi piani, Come posso far avverare un desiderio? Soltanto precedendo il futuro e Vuoi esaudire un desiderio? Armati di pazienza.

FINALMENTE È ARRIVATO

Se non ti piace leggere da Pc o smartphone è pronto l’ebook del Project Excape. Se lo desideri puoi sostenere il progetto leggendo in modo ordinato e cronologico gli articoli più significativi, come se fosse un libro.
Scopri l'ebook

In tutte le librerie digitali come Amazon, Kobo, IBS ecc.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *