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Teoria VS Realtà: credi più all’inchiostro o ai tuoi occhi?

Articolo Teoria VS Realtà: credi più all'inchiostro o ai tuoi occhi

Oggi siamo letteralmente attaccati dalle informazioni su ogni fronte. Libri, giornali, riviste, radio, televisione e Internet ci annegano in un mare di notizie che sono sempre meno precise e ancor meno verificabili. Questo è un evento sociale che mai si è osservato in passato, e che a mio parere sta dividendo e disorientando l’intera popolazione mondiale.

Tra le tante mansioni che ho svolto negli ultimi dieci anni, ce n’è stata una in particolare che mi ha fatto prendere maggior coscienza di come le persone pongano la loro attenzione alle cose sbagliate. In particolare dell’assoluta convinzione che ciò che è scritto deve essere per forza vero.

Rappresentavo una ditta di un settore in cui mi ritengo molto esperto. Mentre davo spiegazioni ai clienti spesso vedevo che la loro attenzione cadeva sulle scritte dei volantini o dei depliant. Dal loro linguaggio del corpo si vedeva chiaramente come fossero attirati più dall’inchiostro che dalle mie parole. Tanti non ascoltavano nemmeno ciò che dicevo in maniera proprio palese. Le persone sono poco consapevoli che la carta si lascia scrivere e che quel volantino informativo lo poteva aver scritto più o meno chiunque.

Teoria VS Realtà: credo o sperimento?

Tu come ti comporti? Domandatelo: credo e ripeto, o sperimento e valuto?

Ormai siamo abituati a scoprire la realtà attraverso un testo scritto o un’affermazione di chicchessia. Leggiamo che il prato è verde, ma quel prato non lo viviamo veramente. Non lo osserviamo in silenzio, non lo odoriamo. Non ci stendiamo su di esso per ammirare le nuvole. Quel prato può cambiare, può divenire anche marrone, o bagnato dalla rugiada, ma per noi rimarrà sempre verde.

Anno dopo anno assorbiamo e rigurgitiamo senza un minimo di senso critico ciò che ci viene detto. Siamo come cavie da laboratorio inconsapevoli della propria situazione. Ci crediamo intelligenti perché conosciamo quel termine ricercato, perché memorizziamo e ripetiamo al dettaglio quella tesi, ma abbiamo perso la nostra individualità di pensiero e la pura immaginazione. E come dimenticare lo stupore, che è stato assassinato da quel presuntuoso e moderno stile di vita che ci fa pensare di conoscere ogni cosa.

La guerra delle informazioni

I miei occhi assistono ogni santo giorno alla divisione. Assistono agli schieramenti illogici, generati solamente dal piacere di appartenere a qualche ideale o fazione. Assistono alla guerra di dati del periodo corrente.

Sì, è proprio la guerra dei dati quella che si sta svolgendo, specialmente nel web. Ma ci rendiamo conto? Stiamo sempre a discutere, a litigare, a cercare di portare in maniera verbalmente violenta il nostro pensiero agli altri. Dall’altra parte ci sarà lo stesso comportamento. Un ping pong di informazioni altrui che in fin dei conti sono limitate nel rappresentare la vera realtà. Nessuno che però dica ho provato per mesi o per anni, ho sperimentato nel mio quotidiano questo dato, ho valutato personalmente questo studio, e per quanto possa essere stato influenzato o suggestionato dalla mia opinione, l’ho comunque concretizzato empiricamente.

Chi ha ragione? Chi legge o chi sperimenta?

Nonostante i buoni presupposti, di solito accade qualcosa di simile. “Questo studio scientifico rivela questo dato e quindi ho ragione io”. E per tutta risposta. “Non è vero, perché quest’altro studio scientifico afferma l’inverso di ciò che stai dicendo”. Un loop infinito.

Se Galileo si fosse accontentato della verità del suo tempo non avrebbe messo mano ai suoi strumenti. Non li avrebbe puntati in alto, verso le stelle. E non avrebbe di certo scoperto, tra le tante scoperte, che era la Terra a compiere il giro di rivoluzione attorno al Sole.

Il fatto che a una cosa sia assegnato un nome e che la conosciamo attraverso la sua definizione, ci da l’illusione di non aver più bisogno di guardare per conoscere.

È anche vero che tutti noi possiamo e abbiamo il dovere di imparare dal lavoro degli altri, dagli esperti di settori di cui noi sappiamo poco e nulla. Ma tutto questo è stato estremizzato dalla totale creduloneria e dall’assenza di un proprio pensiero critico. In sostanza, dalla mancanza di attuazione del classico metodo scientifico.

Il metodo scientifico applicato alla propria vita

È inutile citare determinati studi scientifici quando il metodo scientifico, se attuato nella propria vita, smentisce quegli stessi studi. Un esempio di tutto questo discorso lo si può anche trovare nella storia passata. Intorno al cinquecento la chiesa cattolica disse che non c’era più bisogno di leggere la Bibbia perché il messaggio cristiano si era depositato proprio nella chiesa stessa. Martin Lutero, utilizzando la logica, si oppose a questa visione, incitando a leggere la Bibbia, e che tutti potevano comprenderla col proprio intelletto, senza il bisogno che qualcuno la illustrasse.

Da notare anche che l’azione suggerita da Lutero diede vita a quell’enorme rivoluzione che tutti conosciamo col nome di Illuminismo. Non dico che non debbano esistere guide, mentori, facilitatori o traduttori, ma deve essere sempre presente il seme del dubbio. Sempre da noi deve partire un lavoro di valutazione e soprattutto di concreta azione.

Diffida sempre dalle parole di chi vuole soltanto avere ragione, ma diffida anche da chi non controbatte mai le tue affermazioni.

Per quanto riguarda le discussioni infinite in cui sicuramente ti sarai imbattuto, dove tutti, nessuno escluso, vuole avere ragione, ti consiglio un articolo che può ribaltare il tuo modo di vivere i dibattiti. Eccolo qui: Perché devi assolutamente conoscere Anthony De mello. Puoi anche servirtene per far capire ai tuoi conoscenti le tue visioni della vita.

Articoli consigliati: Popper e falsificazionismo: la scienza non è certa. Il rapporto tra scienza e fede è molto più stretto di ciò che credi.

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