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Tafti la Sacerdotessa: una recensione dal futuro

Immagine Tafti la Sacerdotessa: una recensione dal futuro

Chi è Tafti la sacerdotessa? Nessuno di reale, o forse si? Per l’autore Vadim Zeland è assolutamente reale, dato che lui stesso si dichiara essere soltanto uno strumento che riporta la sua conoscenza. Ma chi è Zeland, chi è Tafti, quale conoscenza?

Tafti la Sacerdotessa - Recensione #6

Facciamo un passo indietro. Tafti la sacerdotessa: camminando dal vivo in un film è l’ultimo libro di Zeland, uno scrittore russo. Forse a qualcuno il Transurfing potrà dire o ricordare qualcosa, forse altri lo conoscono bene, ma non è importante. Il libro in questione è il seguito dei libri che spiegano il Transurfing, che può essere definito un modo di gestire la realtà, anche se questa definizione è stata reinterpretata nel libro di cui parlerò.

Nulla di nuovo ma tutto molto meglio

Ebbene sì, perché durante questo articolo parlerò proprio di questo libro e del suo contenuto più rilevante. Ti spiegherò un modo di vivere potentissimo, e dire questo, credimi, è perfino un eufemismo, ma solo se lo si comprende a fondo e, chiaramente, se lo si pratica sistematicamente.

Ci tengo a dire quindi, ascolta bene, che questo articolo può essere tranquillamente fruito sia da chi ha già letto il libro (perché non mi accontenterò di farne una classica recensione), sia da chi non sa nulla del Transurfing. E, me lo ero scordato, sia da chi ha letto ho sentito qualcosa in merito, o da chi reputa l’argomento troppo fantasioso per i suoi gusti.

Se hai letto alcuni dei precedenti libri e cerchi qualcosa di nuovo, sappi che non c’è quasi nulla di nuovo in Tafti la sacerdotessa. Se invece sei una persona che il Transurfing l’ha vissuto e sa approcciarsi ai testi di Zeland in modo sveglio ed empirico, allora troverai tutto il nuovo che cerchi. Tutto il meglio condensato perfettamente e con qualcosa in più.

Ho letto alcune recensioni negative, ma queste credo arrivassero da lettori che restano tali. Da quel tipo di persone che rappresentano la maggioranza, che consuma informazioni senza creare nulla da esse, senza sfruttare la vera possibilità della lettura.

Io consiglio questa lettura a chi già mastica questo tema, mentre lo sconsiglio a chi non ne sa nulla. Ma ripeto, per ciò che spiegherò tra poco non è necessario.

Per Tafti la sacerdotessa siamo ancora così piccoli e inesperti?

Se quindi conosci il Transurfing e sei tentato di leggere l’ultima opera non aspettarti lo stupore che probabilmente avrai vissuto con Lo spazio delle varianti e il resto della trilogia. Camminando dal vivo in un film è ripetitivo, molto ripetitivo, ma lo è per un motivo ben preciso. E io l’ho apprezzato davvero molto, pur essendo una persona a cui fa proprio schifo la ripetitività, specialmente nei libri. In questo caso Zeland, o meglio Tafti, ti prende per mano come un moccioso dell’asilo e ti guida nel percorso in questione. Ti sgrida, ti insegna, ripete, e poi ripete ancora. E non credere che questo testo sia superfluo, magari perché ti ritieni un esperto dell’argomento, perché lo ritengo uno dei libri meglio riusciti riguardo il Transurfing. Ed ora, andiamo al dunque.

Non farò un resoconto totale dell’opera, ma mi concentrerò su quello che io ritengo il fulcro, il punto più rilevante. Questo perché può essere compreso anche da chi non parla “Transurfese”.

Trovandoci nel presente, siamo sempre nel passato

Tafti la sacerdotessa si basa su un principio: smettere di lottare col presente e cominciare a scegliere il futuro. Cosa significa? Te lo faccio dire direttamente da Tafti:

[quote author=”Tafti”]Bisogna impostare la realtà in anticipo, predisporla, e non lottare contro la realtà in corso. Non potete cambiare ciò che si è già compiuto, ma è proprio quello di cui vi occupate! Trovandovi nel presente, siete sempre nel passato. La vostra attenzione rimane impantanata nel fotogramma in corso. Questo vi impedisce di entrare nel futuro. Per questo il futuro non dipende da voi.[/quote]

Se non hai ben compreso non scoraggiarti, spiegherò a parole più comuni il concetto, e non solo, ti fornirò una mia personalizzazione del modo di vivere che viene spiegato in questo testo. Innanzitutto, tutti noi dobbiamo capire un fatto assai importante. Quale?

Viviamo tutti addormentati! Quante volte l’avrai letta questa frase. Siamo tutti vittima di uno stato quasi perenne di incoscienza, di svogliatezza cronica. Le giornate sembrano scorrere veloci, gli anni passano, siamo sempre di fretta, la vita accade e noi la osserviamo da lontano, bene che vada.

Non credi sia così? Tu, al contrario, sei il capitano della tua nave? Lo svolgimento della tua vita l’hai sempre deciso tu? Allora voglio farti parlare con Tafti ancora una volta.

Se è vero che agite secondo la vostra volontà, perché le cose non vanno come volete? In realtà le cose non vanno perché non agite secondo la vostra volontà ma siete guidati da una sceneggiatura. Combattete con la realtà presente, ma la realtà è ciò che non è mai stato e non sarà mai, ma solo è: una sola volta e adesso. Voi non potete cambiare ciò che si è già compiuto (Tafti).

È questione di presenza

Facciamo un passo indietro. Una persona dotata di un minimo di consapevolezza, converrà con me nell’ammettere che sono veramente pochi i momenti in cui siamo presenti e lucidi: coscienti di noi stessi e di quello che ci circonda al contempo. Sia chiaro che mi riferisco sempre a una vita ordinaria e tradizionale. Ed è soltanto quando siamo attenti e consapevoli che siamo noi a prendere le decisioni, e siamo in grado di vedere e vederci. Prima reagiamo, siamo un cavallo che corre dopo le frustate del padrone. Ora invece agiamo, non reagiamo.

Lo so, la classica e vecchia storia dell’essere nel presente, dell’inconscio che ci guida eccetera eccetera. No amico, frena un attimo, siamo solo all’inizio.

Di nuovo, converrai con me che, quando non siamo attenti, non apparteniamo più a noi stessi. Siamo come un manichino che viene guidato da qualcun altro, dalla situazione. Ma chi è questo qualcun altro? Pensaci un attimo.

Ok, tempo scaduto. Molti dicono che è l’abitudine, l’inconscio, il pilota automatico, e non è sbagliato. Però, facciamo un altro passo indietro, lo sai vero che mi piace andare sempre alla radice. Chi ha creato il nostro inconscio, o meglio, da dove hanno preso vita le nostre abitudini e la consuetudine di cedere la guida di noi stessi al pilota automatico?

Tutti noi apparteniamo all’ambiente, siamo l’ambiente. La costruzione di ciò che siamo, la nostra personalità, il corpo, i pensieri… dipende tutto dall’ambiente in cui siamo vissuti e viviamo. Torniamo sempre lì amico. Se non si capisce questo non si può mai cominciare a capire chi siamo e cosa possiamo fare. Fino a quando non ci si rende consapevoli che, quando dormiamo è l’ambiente a guidarci non caveremo un ragno dal buco. O peggio, lotteremo un’intera vita per un pugno di zanzare, perché le mosche ormai sono finite.

Tafti la Sacerdotessa - Recensione

Vivere un passo avanti al presente

Da ora in poi ti fornirò un modo di vivere che ho chiamato: Vivere un passo avanti al presente. Questo può essere considerato un riassunto del fulcro più importante di Tafti la sacerdotessa, annesso di alcune personalizzazioni. Quindi, se vuoi approfondire e conoscere i contorni della questione, ti consiglio di acquistare il libro. Mentre, se lo hai già letto, questa potrà essere un’opportunità per fissare nella tua mente il processo. E soprattutto, potrà rivelarsi la molla che darà avvio a una vera e propria pratica costante.

Tafti la Sacerdotessa - Svegliarsi

Punto 1: svegliarsi

Tutto parte dallo svegliarsi, che ritengo essere la cosa più complicata dell’intero metodo, se vogliamo definirlo così. Eppure tutto parte da qua. Chi ha provato in passato a mantenere uno stato di presenza costante sa di cosa parlo. Perciò mi sono segnato quattro aiuti per facilitare e mantenere l’attenzione, anche se esiste un solo è unico “metodo” per raggiungere una consapevolezza estesa per la maggior parte della giornata, ma di questo ne ho parlato in lungo e in largo in moltissimi articoli del blog.

Prima di tutto, quando torniamo presenti, consiglio di accorgersi se eravamo persi nei pensieri oppure nelle circostanze esterne. Farlo ogni volta serve a delineare il proprio profilo, a vedere se siamo più spesso persi nei pensieri o nella realtà esteriore.

La seconda azione che svolgo è parlare con me stesso, questo serve ad accorgermi che ci sono, che sono con me, che sono presente. P.S. C’è il rischio che ti prendano per matto.

Un’affermazione molto utile per accedere alla presenza di sé, e soprattutto per ritornare consapevoli appena essa viene persa, è: “non sono presente”. Nel momento in cui affermi ciò, divieni presente all’istante, perché ti accorgi di non esserlo, e per effetto, lo sei.

Un altro espediente utile dice di assaporare totalmente qualsiasi evento, qualunque situazione presente al momento, perché riesce a mantenerci incollati al presente. Ti consiglio il post che lo spiega per filo e per segno. E ricorda, il presente si può solo godere, non cambiare.

Come ultima cosa, non lo faccio sempre, ma ritengo utile impostare un cronometro, o una sveglia. Ad esempio, imposta l’allarme del cellulare da qua a mezz’ora, e prova a rimanere presente il più possibile in questi trenta minuti. Farlo ogni giorno è un buon allenamento. Si tratta di abituarsi a tornare in noi stessi, ad avere il comando del nostro manichino.

Per finire, mi sono ricordato di un ennesimo espediente che ho provato in passato. Tralasciando la questione del concentrarsi sulla respirazione, consiglio vero ma a mio avviso da scolaretti, qualcosa di veramente utile è divenire mancini se destri, o il contrario. lavarsi i denti con la mano sinistra, impugnare la forchetta, maneggiare il mouse ecc. Mentre sarà il contrario per i mancini, ovvero fare tutto con la destra. Prova a dirmi se hai trovato il tempo di perderti tra le nuvole mentre cercavi di arrotolare gli spaghetti con la tua mano debole.

Il paradosso del presente ripetuto

Come ho detto questo è solo il primo punto, e forse quello più noioso, il bello viene ora. Nel libro di Zeland, viene consigliato di svegliarsi ogni qual volta succede qualcosa, e prima di compiere qualsiasi azione. Pratica da dover adottare senza ombra di dubbio. Ma puoi servirti anche degli aiuti sopracitati. Ciò non toglie lo stress della ripetizione, del ripetere e ripetere e ripetere quest’accorgimento basilare.

Essere nel qui ed ora potrebbe essere considerata la cosa più semplice al mondo, non c’è bisogno di nulla. Questo poteva essere vero tremila, quattromila, seimila anni fa, per come siamo abituati oggi invece, risulta essere uno dei prodigi più miracolosi. Basti pensare alle infinite distrazioni dei luoghi artificiali, i quali da qualche decennio, contengono addirittura luoghi virtuali.

Nel caso della presenza, però, il tormento della ripetizione viene meno. Perché dico questo? Perché quando si è presenti cade ogni fastidio, ogni tedio, ogni attrito col mondo. Per quanto possa sembrare paradossale, anche se ripetere l’azione della presenza, cercarla, e tornare attenti quando ci perdiamo è una delle più difficili ai nostri tempi, quando però siamo presenti il tormento svanisce istantaneamente.

Non finirò mai di dirtelo

Prima di conoscere il punto numero due, c’è un’ultima informazione che ti voglio dire: tutta la difficoltà del caso può venire in buona parte cancellata dall’eseguire ciò che ripetiamo da anni.

Coloro che conoscono la difficoltà del rimanere presenti per molto tempo, sanno che è necessaria energia. Anche tu saprai che, se siamo stanchi, se abbiamo dormito poco o male, se siamo affaticati ecc. essere nel qui ed ora risulta quasi impossibile. E come ho detto prima, questo stato d’inconscienza è la norma per la popolazione odierna. Chi possiede un alto livello di energia vitale però, può risvegliarsi a comando con facilità e, anzi, molte volte non ci sarà nemmeno più bisogno del comando. Quando si possiede la giusta energia vitale l’attenzione consapevole risulta essere la normalità, se invece siamo stanchi e l’energia scarseggia, sarà sempre necessario uno sforzo consapevole per ritornare attenti, e questo consuma energia.

Tutto comincia da qua! Perché credi che abbia linkato in ogni dove gli articoli di Radice? Perché tutto inizia dallo stato d’animo percepito, che influenza la qualità delle proprie azioni, che è responsabile di azioni consapevoli o di reazioni inconsapevoli. Lo stato d’animo dipende dal grado di energia vitale posseduto. L’energia vitale dipende dallo stile di vita praticato, in particolare nei 6 elementi chiave. Pensi forse che siano vaneggiamenti o semplici consigli di buona salute? Allora non hai capito nulla di questo progetto.

Tafti la Sacerdotessa - Avanti

Punto 2: sempre un passo avanti

Se il terzo libro della trilogia del Transurfing si intitolava Avanti nel passato, Tafti la sacerdotessa lo avrei intitolato Avanti nel presente. E non a caso, perché riassume al meglio le parole di Tafti.

Anche il sottotitolo soddisfa egregiamente questo compito: Camminando dal vivo in un film. Sì, perché in tutto il libro si parla utilizzando una trasposizione metaforica: tutti noi viviamo in un film, siamo protagonisti inconsapevoli di una pellicola.

Illuminare il fotogramma

Eccoci al secondo punto. Dopo essersi svegliati, la prima cosa da fare è impostare la realtà, illuminare il fotogramma futuro. Con questo termine, si intende una determinata porzione di realtà. Guardati attorno, guarda te stesso e la realtà che ti circonda; ecco, quello è il fotogramma corrente, il fotogramma della realtà presente.

Con “illuminare il fotogramma futuro” si intende sintonizzarsi tramite l’immaginazione in una porzione di realtà che vogliamo far incarnare nella realtà corrente, materiale. È inutile cercare di cambiare il fotogramma corrente, perché già esiste ed è già svanito. Eppure è quello che da sempre cerchiamo di fare. Ci capita qualcosa e ci lottiamo contro, facciamo resistenza. No, no, no… Dobbiamo cominciare a vivere una passo avanti ad ora, come vedremo tra poco.

La treccina

Per mezzo di Tafti la sacerdotessa, Zeland ci fa conoscere una nuova tecnica per impostare la realtà. In poche parole, si legge che tutti noi possediamo una sorta di treccina (immaginaria, del corpo sottile ecc.) che fuoriesce dal centro delle scapole. Si deve quindi concentrarsi su tale corpo sottile o immaginario, focalizzarsi sulla punta della treccina e immaginare l’evento o l’oggetto a cui aspiriamo. Senza giudicare la veridicità o meno dell’esistenza di corpi sottili treccine ecc. io ho reinterpretato e personalizzato questo consiglio.

Più che attivare con l’immaginazione un’ipotetica treccina, uso la sensazione di un ipotetico strumento di controllo posto al centro delle mie scapole, ma questo solo come attivatore di presenza. Questo serve da input al risveglio, a sentire la sensazione di essere manovrato da qualcosa. In questo caso però non è più la circostanza, la sceneggiatura a farlo, ma sono manovrato da me stesso. È una forma pensiero per far capire a me stesso che ora ho io il controllo.

Inoltre, se non sei alle prime armi, il mio consiglio non è quello di concentrarsi sulla punta della treccina per poi immaginare un evento futuro che desideriamo (illuminare il fotogramma futuro). Cioè, è compreso anche questo ma, dopo essersi svegliati, è più logico cominciare a vivere nel fotogramma futuro concretamente, non solo immaginarlo. Anche Tafti, in seguito, dice che non basta soltanto l’immaginazione da divano senza far nulla, però ritengo che si sono spese poche parole in quest’ambito. Si è parlato molto di treccina e immaginazione, e poco del vivere concretamente dentro il fotogramma futuro. E, dato che viverci all’interno comprende anche la stessa immaginazione, lo ritengo un modo più efficace da eseguire fin da subito.

Quello che sto cercando di dire è che fin da subito dobbiamo vivere nel fotogramma che vogliamo incarnare nella realtà, vivere una situazione che ancora si deve presentare. Avevo già parlato più di un anno fa di questo in un particolare post che ti evidenzierò alla fine dell’articolo, in modo che non lo dimentichi.

Tafti la Sacerdotessa - Grafico

Per aumentare drasticamente le probabilità di concretizzare la realtà che vogliamo, è necessario vivere sempre un passo avanti al presente, perché esso è sempre passato.

Viverci dentro significa comportarsi come se il fotogramma futuro che immaginiamo fosse già avvenuto, cosa che viene comunque confermata nelle pagine seguenti del libro.

Sono un coach adesso

Mettiamo il caso che ci riteniamo esperti di fitness e desideriamo vivere facendo questo lavoro. Il metodo comune è quello di percepire noi stessi come inadeguati, perché non siamo mai stati dei coach, non abbiamo mai insegnato nulla a nessuno, e allora cominciamo a lottare nel fotogramma presente per conquistarci un posto al sole nel mondo del fitness.

Questo è il metodo comune, e con metodi comuni, bene che vada, avremo risultati comuni. Se al contrario, cominciamo a vivere nel fotogramma in cui siamo già un coach, allora tutto cambia. La percezione che abbiamo di noi stessi ora è diversa, siamo sicuri delle nostre potenzialità e di poterle trasmettere. Non dobbiamo soltanto immaginare la nostra palestra con gli allievi che pendono dalle nostre labbra, questo è solo una piccolissima parte del “lavoro”, dobbiamo vivere la vita ipotetica del coach. Parlare e insegnare a chiunque fin da subito. Avere sempre in mente il fotogramma futuro. Andiamo in cartoleria e facciamoci produrre un timbro con scritto:

Power Fitness Sport Srl
Di Giacomo Rossi, Preparatore atletico, Personal Trainer.
Via Roma 74
Partita iva N.

Eccetera eccetera. Sono dati buttati qua a caso, ma servono da esempio per capirci. In seguito possiamo ad esempio aprire un canale youtube, dove insegniamo gli esercizi, e dove ci atteggiamo da grande maestro anche se non lo siamo. Non importa, questo serve a entrare nel mood, in modo che il tutto divenga realtà concreta. È una questione di percezione dell’immagine di sé. Se nemmeno noi crediamo di essere dei coach come potranno pensarlo gli altri? Come potrà pensarlo la realtà?

Aumentare l’attenzione sul fotogramma futuro

Se quindi vuoi utilizzare la tecnica della treccina così come spiegato in Tafti la sacerdotessa fallo pure, ma non fermarti soltanto all’immaginazione, mettila assieme all’azione fin da subito.

Ricorda la formula: vivere sempre un passo avanti al presente, perché se ricordata con costanza permette di annullare l’inutile lotta con le circostanze. Se vivo sempre un passo avanti al presente, non vivo ora, che è già andato, e quindi non c’è attrito col presente. Sia chiaro che il termine “sempre” deve venire inteso come: “il più possibile”. Non voglio certo esortare il lettore al prefiggersi un’utopia, né snaturare la natura dell’essere umano dotato della possibilità di spaziare nel tempo a piacimento, o di vivere nel qui ed ora.

Come ho detto, l’immagine del futuro che desideriamo deve essere una costante nella propria vita, tuttavia ognuno di noi deve eseguire tutti i vari compiti della vita presente. Per ovviare a questo, Tafti consiglia di ricordarci di mantenere l’attenzione su noi stessi e sul fotogramma futuro specialmente in tre situazione della vita.

Attesa: quando stiamo attendendo qualcosa, un particolare evento.

Intenzione: quando vogliamo fare qualcosa o andare da qualche parte.

Problema: è successo qualcosa che richiede il proprio intervento.

Ognuno di questi tre casi può essere utilizzato come espediente per svegliarci, per riprendere il controllo di noi, sentire che ci stiamo manovrando per mezzo di ciò che fuoriesce dal centro delle scapole (se lo vuoi), e immaginare e vivere dentro il fotogramma futuro, come fosse ora. Domandiamoci spesso: vivo nel presente, ossia nel passato, o poco avanti il presente?

Non appena vi siete colti sul fatto di essere in attesa di qualcosa, di sperare in qualcosa, di temere qualcosa, di sentire il peso di qualcosa, risvegliatevi e rendetevi consapevoli: vi sta conducendo una sceneggiatura esterna, non la vostra, e proprio questo vi pesa (Tafti).

Fare tutto in modo rilassato senza pubblicizzarlo

Il futuro non si crea, si sceglie! Scegliere il futuro che ci piace in modo rilassato. Capire che siamo dei personaggi di una pellicola che può essere guidata dalla sceneggiatura dell’ambiente o da una sceneggiatura scelta da noi. Svegliarsi, illuminare un fotogramma che ci piace, più e più volte, viverci dentro, in modo che diventi la propria circostanza materiale.

È assolutamente necessario fare il tutto in modo rilassato, altrimenti staremo lottando coi mulini a vento. Dobbiamo dimenticarci di quel modo di vivere passato che ci vedeva a combattere col presente. Se, ad esempio, nelle immaginazioni sentiamo svogliatezza, noia o tensione muscolare, qualcosa non quadra. Vuol dire che ci ostiniamo a lottare, a creare. Ma dobbiamo solo scegliere, operare come se nulla fosse, con leggera noncuranza.

Inoltre, non fate mai mostra spavalda e pubblicità delle vostre capacità o conoscenze. Questo l’ho provato sulla mia pelle in passato, se fate troppa pubblicità, anche in buona fede, la realtà non ci penserà un attimo a darvi una botta sul naso (come dice Zeland).

Come iniziare

A parole sembra facile, è necessario abituarsi gradualmente a questo modo di intendere la vita, tuttavia dipende soltanto da noi, quindi dov’è la difficoltà? Se hai compreso il discorso, non c’è nessuna difficoltà, a meno che non scegliamo di essere i protagonisti di un film che non decidiamo noi. A ognuno la sua scelta. Ma per compiere e soprattutto mantenere la scelta di cui stiamo parlando è necessaria molta energia vitale. Lo urlerò fino allo sfinimento! Senza uno stile di vita adeguato si sprofonda nel sonno giorno dopo giorno e tutte queste informazioni verranno classificate a fantasie per creduloni.

Tornando all’argomento spiegato nel libro, per cominciare voglio consigliarti di allenarti sulla presenza. Dato che ero un poco arrugginito lo sto facendo anch’io in questi giorni. Ti suggerisco di trascorrere almeno una settimana, ma sarebbe meglio due o tre o più, nel mantenere il più possibile uno stato di vigilanza. Vedo me stesso e vedo la realtà.

A questo punto possiamo cominciare a vivere nel fotogramma futuro, un passo avanti al presente. Per abituarsi, iniziamo col prendere in causa un semplice “micro-evento”. Non grandi ambizioni. In seguito potremo vivere nella settimana che deve venire. Quando saremo più pratici potremo vivere nel mese che deve venire e via dicendo. A questo punto saremo un mese oltre il presente, e anche di più.

Un regalo

Per concludere voglio farti un regalo: ti offro un percorso di conoscenza dove ho messo tutto me stesso, tutto ciò che ho provato riguardo a questo argomento. Innanzitutto, ti consiglio di approfondire il vivere un passo avanti al presente relazionandolo ai tuoi obiettivi. Noterai come io stesso fossi già in possesso di questa conoscenza pur non avendo letto Tafti la sacerdotessa, libro uscito all’inizio di questo 2019. Lo potrai fare in questo articolo che ti avevo promesso poco fa.

Articolo consigliato: Come posso far avverare un desiderio? Soltanto precedendo il futuro.

Se non lo hai già fatto, ti consiglio di partire col curare il tuo livello di energia vitale. Tutto parte dalla radice. Ancora meglio sarebbe leggere o rileggere tutta la serie Radice. Qua, in base al tempo che vuoi dedicare e all’interesse lascio decidere a te da dove partire.

Articoli sull’energia vitale: Sentirsi senza forze: il test che rivela il tuo livello di energia. e  Come cambiare la propria vita con l’energia vitale.

Serie radice: La radice.

Per affinare ulteriormente la tua abilità e consapevolezza della realtà, ti lascio i link di questi due articoli, i quali sono indispensabili per capire cosa significa desiderare in modo puro, senza essere morbosamente attaccati al risultato.

Articoli sulla natura del desiderio: Sai che il Buddha mi ha rivelato come realizzare i propri sogni?Come essere felici e sereni tra azione e accettazione.

Non abbiamo ancora finito. Se ti sei super-intrippato con questa storia, allora non ti resta che beccarti le due serie: Gioca con la realtà e Crea la tua realtà. Ma poi non venire a dirmi che, per colpa mia, hai perso troppo tempo in queste letture. Perché si tratta di praticare, non solo di leggere.

Il vostro destino è predeterminato, tanto, quanto voi stessi siete prevedibili.

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2 commenti su “Tafti la Sacerdotessa: una recensione dal futuro”

  1. Ciao ho letto il tuo articolo,interessante, utilizzo il transurfing già da qualche hanno, mi spiego meglio, 5 anni fa decisi di lasciare la vita che conducevo perchè non era in sintonia con la mia ANIMA(la fleure), quindi decisi di lasciare tutto, compreso i posti di lavoro fissi sia mio che di mia moglie per tornare ad essere padrone della vita, che ha lo scopo di fluire dentro ognuno di noi.
    Posso dire che il transurfing funziona, ma va alimentato con altri studi per far si che sia ancora più effettivo.
    Io sono arrivato a lasciare anche il mio paese per una cosa che avevo lasciato in sospeso nel passato( avanti nel passato), adesso ho appena acquistato il libro “Tafti la sacerdotessa” per completare il mio film(vita),dirigermi avanti nel futuro(aspirazioni) e per far si che la mia anima continui a sfregarsi le mani.
    Ti consiglio un libro utile semmai non l’hai ancora letto, si intitola “la mente quantica” di Vincenzo Fanelli.
    Un saluto e buon risveglio.

    1. Ciao Mario, apprezzo molto le tue righe riguardo al Transurfing. Il libro consigliato l’ho già visto e sentito varie volte, ma da anni ormai sono lontano da tutto ciò che viene condito col “quantico” perché secondo me, dopo studi personali, si tratta per lo più di trovate di marketing che lasciano il tempo che trovano. Se leggerai alcuni degli articoli che parlano di spiritualità e affini capirai questa mia lontananza. Alla prossima.

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