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Super io, Es ed Io, come arrestare il proprio conflitto interiore

Articolo Super io, Es ed Io, come arrestare il proprio conflitto interiore

Non sai cos’è il Super io? Beh, nemmeno io fino a qualche tempo fa, anche se avevo più volte in passato incrociato il termine senza soffermarmici sopra. Vediamo allora, secondo le disposizioni di Freud, qual è la natura di questa parte della psiche e quali sono i suoi antagonisti. Prima però di passare direttamente alla questione del Super io, Io, ed Es (che fanno parte della sua seconda topica), vediamo le precedenti considerazioni del fondatore della psicoanalisi… ovvero quelle che appartengono alle prima topica.

Super Io - La Prima Topica

La prima topica

Freud è il primo a parlare in questi termini di inconscio, preconscio (o subconscio), e di conscio.

Inconscio

L’inconscio è il sapere che non arriva alla coscienza, non usa la parola per comunicare e si serve di altre tipologie di linguaggio. Ciò che è inconscio emerge al di la del linguaggio standard, avviene per lo più dal mondo onirico, o dai lapsus e si serve di retro-pensieri simili a immagini sfocate o sensazioni indefinibili razionalmente.
Un compito interessante e dedicato a ogni individuo sarebbe quello di indagare la propria vita psichica per cercare di estrapolare altri modi di comunicazione dell’inconscio verso la nostra parte psichica più consapevole.

Preconscio

Il preconscio è costituito dai pensieri che non possono ancora essere espressi in linguaggio verbale ma che sono più vicini, più accessibili alla consapevolezza. Si tratta di rappresentazioni più definibili dal linguaggio comune, che rientrano, anche se in alcuni casi a forza, nelle definizioni spaziali, temporali, a differenza del campo precedente. Anche in questo caso, un utile lavoro consiste nell’indagare le definizioni e i concetti senza forma, quelli più labili, in modo da renderli più consci, per comprenderli a fondo e in seguito decostruirli. Un modo per capire se stessi oltre l’illusione di sapere chi siamo, è quello di osservare come e cosa pensiamo.

Conscio

Il conscio è strutturato da informazioni coscienti, ordinate dalla memoria temporale e dalla logica razionale. Tutto ciò di cui siamo consapevoli forma il mondo del conscio. È utile inoltre conoscere l’importanza di quel meccanismo tra conscio e inconscio denominato rimozione. Questo avviene quando la nostra parte conscia ritiene alcuni pensieri o comportamenti sbagliati, pericolosi, deleteri, e li rimuove dalla sua sfera, credendo di averli cancellati, ma questi vanno a finire in quell’enorme “cestino” che è l’inconscio, dove abbiamo una fermentazione di questa spazzatura che agisce latente nella vita dell’individuo. In molti casi si tratta di atteggiamenti inconsapevoli che agiscono per compensare la sofferenza, o sintomi che cercano di arrestare azioni consce deleterie per la propria sanità psicofisica. Questo è ciò su cui si fonda la maggior parte dei principi delle malattie. In merito a questo ti consiglio vivamente la lettura del più grande articolo sulla malattia del Project Excape: La paura di avere malattie e l’ammalarsi per vivere sani.

Super Io - La Seconda Topica

La seconda topica

Dopo la prima, Sigmund Freud sviluppò il suo pensiero nella seconda topica, inserendo tre nuovi termini: Es, Io e Super io, tre forze psichiche in perenne lotta tra loro per la supremazia.

Es, l’animale

L’Es sono i contenuti psichici presenti fin dalla nascita, indeterminati dal contatto con l’ambiente, istruzione, educazione ecc. Si tratta di energie primordiali lontane dal raziocinio che guidano l’individuo tramite pulsioni, istinti arcaici, feroci, aggressivi e distruttivi… Questa prima forza è il serbatoio dell’energia psichica. Lungi dalla percezione consapevole dei sensi. L’unica cosa che guida le redini dell’Es è il principio di piacere: il soddisfacimento immediato di pulsioni, piaceri, desideri che non tengono conto delle regole imposte dall’ambiente.

L’Io, il mediatore

Nasce dall’Es e cerca di domarlo ma viene nutrita nel suo sviluppo dal contatto con la realtà. Possiede natura cosciente ma anche incosciente dato i suoi contatti con l’Es. Freud Paragona l’Es all’iceberg e l’Io alla sua punta. Se l’Es è dominato dal principio di piacere, l’Io è dominato dal principio di realtà. Questo si focalizza sui limiti imposti dall’ambiente, l’Io è colui che media tra i desideri dell’Es e le norme della civiltà, della convivenza. Ha natura auto-conservativa, di sopravvivenza nel mondo corrente; cerca di reprimere pensieri pericolosi e troppo lontani dai canoni della società in vigore, o emozioni che possono sconquassare l’ordine psichico. Ha il difficile compito di mediare tra regoli morali, sociali… e il soddisfacimento di istinti e pulsioni.

Super io, il giudice

È quella forza che fa da giudice, un coacervo di divieti, codici comportamentali, istruzioni che spesso sono da ostacolo al piacere immediato. È proprio sulle conseguenze che molte volte si sofferma questa parte. Il Super-io è la coscienza morale che giudica la realtà e fa rispettare questa moralità, o queste leggi. L’insieme delle regole che il Super-io si prepone di far rispettare vengono reperite dall’ambiente sociale e culturale, ma in primis da quello familiare. Anche il Super-io è in parte conscio che inconscio. Il giudice non si sofferma soltanto sui compiti del rispetto delle regole già trattate dall’Io, ma immette nel sistema psichico il senso di colpa e altri agglomerati di pensiero appresi dai vari maestri e professori, parenti, capi religiosi ecc.

L’annullamento dell’individualità

Con L’Es che cerca di soddisfare i piaceri, il Super io che cerca di far mantenere un comportamento omologato all’ambiente sociale che quasi sempre contrasta i piaceri e l’Io che cerca di mediare tra questi due senza riuscirci, andiamo in contro ad un risultato che si chiama: annullamento della personalità. Questo succede quando l’Es vince segretamente sul Super io, ovvero quando la vita delle persone si trasforma in una mera e bestiale soddisfazione degli istinti. Questi però devono essere ritenuti socialmente accettati o, altrimenti, soddisfatti in segreto. Nel primo caso abbiamo l’annullamento della personalità, dove tutti sono indaffarati nella ricerca dei piaceri che non recano scandalo: le grandi abbuffate, i dolci, i piatti super elaborati, gli aperitivi, i videogiochi, i film… Nel secondo caso abbiamo piaceri più segreti, che spesso hanno a che fare con la sfera sessuale.

Ma l’annullamento della personalità lo si ha anche quando a vincere sull’Es è il Super io. Individui maniaci del controllo, perfezionisti che si negano nella maggior parte dei casi quei piaceri che vengono definiti beceri, o perdite di tempo come il sano ozio. Spesso si auto-flagellano per piccoli errori e cercano di controllarsi (inconsciamente) tramite il senso di colpa, il focus verso le conseguenze disastrose del troppo divertimento e lo sperpero del tempo. Anche in questo caso si diviene dei robottini omologati alle regole della società, e come nella funzione bestiale dell’Es perdiamo la nostra individualità, che può dispiegarsi soltanto nella consapevolezza di queste tre forze e nell’equilibrio tra esse, nel sapere quale forza agisce in noi così da essere consapevoli quando frenarla o lasciarle spazio… soprattutto capire se è una forza compensatoria o più individuale, ciò che qualcuno chiama bisogno dell’anima.

Una lotta interiore incessante

Per riassumere il tutto in un concetto più compatto, la nostra salute psicofisica esige un adeguato livello di piacere, ma l’ambiente in cui viviamo esige il rispetto di certe leggi. Abbiamo questo scontro, dove una scelta contrasta l’altra, che genera stress, sia che si scelga una cosa che l’altra. Se si propende per il piacere il Super io genera stress, se si preferisce il rispetto delle regole è allora l’Es che si fa sentire. Alla lunga si ha sempre un cedimento strutturale della psiche, più o meno marcato e più o meno consapevole. Molti sperimentano questi terremoti decine di volte nella vita. Quando il livello di piacere e dolore si sposta pericolosamente verso quest’ultimo, allora la salute psichica è fortemente minata. Così è necessario quel meccanismo inconscio di difesa chiamato compensazione. Queste, come ho detto, possono essere socialmente accettate, come abbuffarsi con chili di gelato, o più nascoste agli altri, come comportamenti sessuali considerati perversi, automutilazione, sadismo… In fondo, la cattiveria è sempre figlia della sofferenza.

Il rifiuto trasforma un’esperienza negativa in trauma

Quando l’Io viene schiacciato tra Es e Super io allora si possono innescare dei conflitti che possono sfociare in nevrosi e altri sintomi patologici… il tutto causa la sofferenza che viene tramandata dai traumi più o meno grandi vissuti in tenera età, quando la nostra psiche era molto più debole perché molto meno definita. In questo caso entra in gioco il meccanismo di difesa della rimozione, che cerca di cancellare gli avvenimenti dolorosi, quelli che Io e Super io non riescono proprio ad accettare.

Questo significa rifiutare di vivere la situazione, ed è proprio ciò che non viene vissuto che si materializza nell’inconscio sotto forma di trauma. Se io invece decido di vivere un’esperienza “forte”, “traumatica”, questa non può generare un trauma, poiché la esperisco in modo consapevole. La vivo, capisci? Mentre la rimozione è un rifiuto. Tutti i sintomi di nevrosi o simili possono servire a rimandare all’esperienza traumatica così da riviverla e renderla conscia.

Mi rendo conto che sembra che stia parlando di persone estremamente disturbate, ma non sempre è così. Il meccanismo è presente anche nelle situazioni più comuni, e il trauma non è sempre quello eclatante descritto nei manuali di psicologia. Tutto ciò che contrasta l’intima natura umana può essere considerato un trauma. Ne ho parlato anche in: La quinta Sally: i traumi infantili e le conseguenze da adulti.

Nessuna conclusione… invece un nuovo inizio

Volevo giungere ad una conclusione personale, ma mi rendo perfettamente conto che farlo sarebbe avventato, forse presuntuoso. Ci sono troppi fattori in gioco, dove ognuno di essi apre nuove questioni. Venendo al punto focale della questione, la risoluzione di questo immenso problema psichico, che è la lotta interiore tra queste tre forze, si dovrebbe avere in un equilibrio tra le parti. Mi riferisco a un’eccellente mediazione dell’Io, in modo che Es e Super io si completino senza prevaricarsi.

In merito a questo credo di aver già risposto in alcuni articoli di questo progetto. Rimane allora un metodo più intelligente rimandare a quegli scritti piuttosto che tentare di elaborare nuove vie d’uscita, se non è presente un nuovo fervore d’intuizione.

Ego e maschere

Per prima cosa è necessario capire come funziona la nostra psiche, in particolare la zona inconscia dove si è diramato l’ego. Non è un verbo che ho usato a caso, dobbiamo pensare all’ego come a una radice che si dirama nelle fondamenta della nostra mente. Rimane allora indispensabile comprendere la vera natura dell’ego e le sue funzioni, che sono molto diverse da ciò che si crede comunemente e, in seguito, cominciare a personalizzare le informazioni al proprio caso, per individuare e definire le proprie maschere interiori (io ho cominciato a farlo anni fa).

Al lettore che fosse interessato a dar avvio a questo percorso consiglio i seguenti articoli: Cos’è realmente l’ego? Finiamola di bastonarloLo sai che tutti soffriamo del disturbo di personalità multipla?

Uscire dal circolo vizioso della compensazione

Come seconda cosa, dato che abbiamo individuato precedentemente un altro problema, è necessario uscire dal circolo vizioso della compensazione. I piaceri compensatori richiesti dall’Es sono per lo più di stampo drogante, innescano dipendenza e ci legano ad essi. Così perdiamo libertà, e quando non siamo liberi non possiamo nemmeno sapere chi siamo. Questo non fa altro che innescare una battaglia continua tra i due fronti: Es e Super io. Per questo motivo consiglio l’articolo che espone un metodo concreto per allontanarsi da questa dinamica:
Essere infelici: Piaceri droganti VS Piaceri primari.

Auguro alla persona pregna di energia, e non volenterosa, dato che è l’energia a smuovere con costanza, non la volontà, un’accurata investigazione di sé. Non si vorrà mica sprecare l’intera vita a lottare con se stessi?

[alert]Articoli consigliati: Il lato oscuro della Psicanalisi di Freud e Come vincere tutte le paure future: il nostro metodo.[/alert]

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