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Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo, a morte l’attualità

Immagine Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo, a morte l’attualità

Ti sei mai accorto che non parliamo mai di attualità, se non in rarissimi casi? Magari qualche esempio d’attualità è utile in certe occasioni, ma troverai pochi discorsi sui temi comuni odierni in questo progetto. Perché?
Il motivo è che sposiamo l’affermazione più famosa del Mahatma Gandhi: sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

[alert]Questa serie di solito tratta di aforismi inediti. Oggi facciamo una piccola deviazione del percorso, perché pensiamo che valga comunque la pena riportarne alcuni che siano completamente in linea con il nostro pensiero.[/alert]

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

La natura dell’attualità

Gli argomenti comuni dell’attualità sono pregni di inutile immondizia. Che si vada dai giornali, ai TG, alle notizie dell’ultima ora sui social, su Google ecc. lo scopo di questi non è informare il ricevente di fatti importanti, ma accalappiarlo nella propria rete. Il vero scopo è intrattenere continuamente i cittadini per generare profitto in forme diverse (ascolti, acquisti, pubblicità). Le informazioni, inoltre, lasciano il tempo che trovano: non si conosce la fonte primaria, non c’è sicurezza di verità, non vanno in profondità (solo per elencare alcune caratteristiche).

Per questo gli argomenti di attualità non hanno nulla di rilevante da dire, o meglio, raramente troviamo messaggi per una propria crescita. Interessarsi della vita amorosa del calciatore, dell’intervista della soubrette, della vita privata del cantante, dell’orientamento sessuale dell’attore famoso; cronaca nera, dell’omicidio avvenuto dall’altra parte del mondo, dell’uragano ai Caraibi ecc. Alcuni fatti possono essere interessanti, ma dovrebbero occupare un piccolo contorno della nostra vita, perché l’indice deve essere puntato in primis verso di sé.

Qualcuno potrebbe pensare che chi fa questi discorsi vuole mettersi su un piedistallo, ergersi sopra gli altri, e sono consapevole di questo sentore. Il desiderio di questa divulgazione invece, affiora dall’osservazione che ho potuto fare nella mia vita. Qualche anno fa (più di qualche, ormai è trascorso quasi un decennio) seguivo questo tipo di argomentazioni. Spendevo molto tempo a informarmi di cinema, calcio, tv, personaggi famosi, videogiochi ecc. Anche se, forse, “informarsi” non è il termine più esatto. Più che informarmi assorbivo in modo passivo (privo di un’energica passione di conoscere) le informazioni dei media comuni.
In questo caso, ero molto distaste dall’affermazione del Mahatma: sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo, perché tutta l’attenzione era occupata da tutto ciò che era esterno a me e alla mia vita personale.

Il mondo dei balocchi

In quel periodo la mia mente era sempre occupata a digerire informazioni d’attualità, cercavo divertimenti continui, svaghi, distrazioni, intrattenimento, eppure non ero felice. Colmo di tutti questi balocchi mi annoiavo spesso. È paradossale ma è proprio così che funziona: le persone che più si annoiano sono quelle che vivono nel mondo dei balocchi offerto dal sistema. Percepivo con costanza la mia infelicità, una vaga sensazione di spreco della vita.

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo: l’indice puntato verso sé

Da quando tutto si è ribaltato, da quando le mie azioni si sono diversificate, per rimanere in argomento, da quando ho lasciato perdere il mondo dei balocchi per entrare nel party che offre il mondo naturale, non è esistita più noia né infelicità. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo significa partire da se stessi, dai pensieri e dalle azioni giornaliere, non nell’occuparsi del mondo. Questo è uno dei motivi principali di una delle precedenti affermazioni del progetto: il Project Excape si rivolge al singolo individuo, non alle masse numerose. Non pretende di cambiare il mondo, di rendere il mondo un posto migliore, porta i messaggi con umiltà distanziandosi da astratte utopie. Questo significa essere molto vicini al fantastico pensiero di Gandhi.

[quote author=”Andrea Di Lauro”]A me non spaventano le notizie dei TG, a me spaventano vite talmente vuote da doverle riempire con le frivolezze dall’attualità.[/quote]

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo - Piccolo mondo

Il proprio piccolo mondo

Concentrarsi sulla propria evoluzione, sul tendere in modo incessante verso una qualità di vita sempre più alta, è il vero modo per cambiare il mondo. Parafrasando Zeland, in questo caso parliamo di cambiare il proprio strato di mondo, la propria realtà. Se ognuno facesse questo tipo di mutamento, allora il mondo intero verrebbe modificato per azione sommatoria. I piccoli strati di mondo delle persone si sommerebbero l’un l’altro, e per comunione d’intenti andrebbero a generare un mondo diverso. Questo è il senso che noi diamo alla frase di Gandhi.

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Scendere in piazza, firmare petizioni o altre azioni simili non serve a nulla, l’energia che potrebbe essere direzionata nella propria evoluzione viene sprecata nella lotta. Ne abbiamo già parlato nell’articolo sul boicottaggio. Solo quando siamo centrati, felici di essere al mondo, quando mastichiamo i problemi come caramelle succose, allora possiamo interessarci dell’esterno. Se facciamo finta di capire l’esterno quando la nostra vita è disastrata in ogni suo ambito, possiamo soltanto recitare il personaggio del finto benefattore. Con ciò non voglio dire che è vietato aiutare chi ci sta accanto, ma difficilmente riusciremo ad aiutare veramente gli altri se noi stessi non siamo in pace. Elargire aiuti economici a un drogato non significa averlo aiutato, anche se la nostra coscienza è stata momentaneamente coccolata.

Udite, udite: cambieremo il mondo, e lo renderemo un posto migliore!

Non crediamo quasi mai alle grandi organizzazioni che dichiarano di volere cambiare il mondo per renderlo un posto migliore. I messaggi che si rivolgono alla massa partono sempre col presupposto che il cambiamento arriverà da qualcosa di esterno agli individui. Il singolo, perciò, dovrà solo attendere, fare nulla o poco (questo poco, molte volte equivale a donazioni monetarie). Lo stile di vita sarà più o meno il medesimo di quello attuale, il paradigma mentale stessa cosa. Ma come si può cambiare il mondo se il modo di interpretarlo e di viverlo rimane lo stesso? Si tratta sempre e solo di parole, di bei discorsi sul palco, di esaltazione, di eccitamento momentaneo; la concretezza nascosta dietro le quinte.

I messaggi che si rivolgono al vasto numero non implicano azioni concrete che contrastano la mentalità del singolo, altrimenti non avrebbero presa. Svegliare menti addormentate, organismi invasi d’immondizia e spiriti annichiliti è un’ardua impresa, onore o forse pena per i paladini di questa causa.

La radice di un melo darà sempre mele

I messaggi per la massa fanno sempre affidamento sulle istituzioni già presenti, sui modelli di governo attuali quali le riforme politiche (che in sé non vuol dire nulla), ma in particolar modo sull’economia. Questo fantomatico cambiamento di cui tutti parlano non può certo provenire dalle corporazioni del sistema, dalla politica classica, dalle manovre economiche… L’interesse del sistema è far sopravvivere se stesso a discapito di tutto il resto: ambiente, esseri viventi, qualità della vita… Quindi è inutile sperare in un cambiamento che provenga dal sistema sociale, dai modelli su cui si fonda la civiltà, dalla finanza. Estirpare le vecchie radici e piantare nuovi semi è l’unica soluzione priva di infiniti discorsi da talk show.

Non sono ottimista, né un realista, né un pessimista

Non vorrei essere frainteso e etichettato a pessimista compulsivo. 😉 A dirla tutta, non mi ritengo nemmeno un realista. Realista? Cosa vuol dire: realista? Dalle parole di questo post potrà sembrarti un’asserzione incoerente, ma io mi ritengo un ottimista reale, perché credo che l’ottimismo sia il vero realismo. Mi riferisco a un ottimismo che non ha nulla a che vedere con l’autoillusione, o con l’indossare un paio di occhiali a forma di cuore che cercano di rendere il mondo un luogo dolce e amorevole. Io credo che il mondo e la vita siano realmente fantastici, inesprimibili a parole per quanto lo sono.

È quella sovrastruttura che io chiamo mondo umano a fare un pochino pietà, per usare parole eufemistiche. Questo per dire che: sono conscio che la mia vita sarà delineata da un continuo miglioramento, esperienze nuove e passionali, da felicità sempre presente, mentre il mondo umano cadrà via via nel baratro. Sono un ottimista reale per quanto riguarda il mio strato di mondo, perché so che tutto dipende dalle mie scelte, quindi che problemi possono esserci? Mentre sono realista, se così devo etichettarmi in questo momento, per quanto riguarda l’andamento del mondo umano.

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo dipende anche dal mondo

Non voglio illudermi nel cercare di inventare una demarcazione che non esiste tra la mia vita personale e l’andamento del mondo in generale. Gli eventi nel mondo hanno di certo degli effetti sulla mia vita, così come le mie scelte possono avere delle piccole ripercussioni sul mondo. Ma tutto quello che possiamo fare è cambiare il proprio strato di mondo. Questo è l’unico modo per cambiare il mondo nella sua totalità. Parlare di come miglioreremo il mondo è poca cosa. Se si seguono gli argomenti sensati, o meglio, che potrebbero sembrare avere un senso all’interno del mondo umano, dare avvio a un mutamento del proprio piccolo mondo sarà impossibile. manca il tempo ma soprattutto le energie, la spinta vitale sottratta dal seguire le regole della vita “normale”.

Quando Gandhi diceva sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo, credo intendesse proprio questo discorso: partire da sé, perché è inutile essere informati della guerra del Congo quando non siamo consapevoli della guerra interiore che abbiamo dentro ogni giorno. Mutando le nostre condizioni di vita cambierà la maniera di interpretare il mondo, e da ciò, il modo di viverlo. Così il mondo sarà cambiato.

[alert]Articoli consigliati: Non ce la faccio più! O cambi o ti arrendi al peggio. L’oltreuomo di Nietzsche, dove sta andando l’umanità? e Qual è il senso della vita? Destino VS libero arbitrio.[/alert]

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