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Si può perdonare un tradimento se non c’è più fiducia?

Immagine Si può perdonare un tradimento se non c'è più fiducia?

Hai presente la sensazione che si prova quando, nel salire una scalinata, perdi l’equilibrio perché credevi ci fosse un ultimo scalino che non c’era? La gamba si alza a vuoto e atterra goffa, producendo un ciaff disarmonico sul pavimento. Ecco, questa è la rappresentazione della prima risposta emotiva che avviene in tutti noi dopo l’esperienza del tradimento. Ed ora, spazio alla domanda centrale: si può perdonare un tradimento o risulta impossibile rimarginare quel tipo di ferita pur col trascorrere del tempo?

Il tradimento nella coppia

Partiamo a spron battuto per immergerci nel contesto di coppia. Che sia tra fidanzati o persone sposate, la questione cambia poco. La scoperta del tradimento da parte del tradito risulta sempre essere, nei primi minuti, un gradino che ci aspettavamo e non c’è più. La fiducia riposta si sgretola e ci presenta la realtà: un marmoreo pavimento. E nessuno di noi è pronto a procedere con grazia quando invece ci aspettavamo un ultimo scalino. È il caso di aprire una breve parentesi prima di continuare, meglio rallentare un pochino.

Si può perdonare un tradimento - Tradimento

Diversi tipi di tradimento

Probabilmente, prima della domanda si può perdonare un tradimento, avrai pensato che esso corrisponda a un tradimento di tipo carnale. Quella che può venir definita una scappatella, una libera uscita dalla relazione, un rapporto sessuale con una persona che non sia il proprio compagno/a. Eppure non si tradisce soltanto in questo modo. Esso effluisce in varie forme, come il fumo di un sigaro.

Il peccare di fedeltà corrisponde sempre con un raggiro più o meno premeditato che il partner ha commesso nei nostri confronti. L’evento però può esulare dal mero contesto sessuale.

Tradire può tradursi nel desiderare un rapporto diverso dall’attuale col proprio partner pur non facendone menzione. Desiderare carnalmente o soltanto affettivamente una terza o quarta persona.

Ci si può sentire traditi quando un figlio prende, per così dire, il nostro posto. Oppure quando la fiducia viene riposta in terzi considerati più esperti di noi. Quando vediamo l’amico divertirsi assieme ad altri, quando nostro padre non ci da il permesso di trascorrere fuori casa la nottata, quando nostra madre non mantiene una promessa o quando becchiamo il nostro disciplinato bambino a farsi le canne.

Per qualcuno, scoprire un’infedeltà equivale allo scoprire abitudini nascoste di chi ci sta accanto o, viceversa, quando pensavamo che l’amato possedesse una certa qualità che invece non ha. Questo, dal nostro punto di vista, è un tradimento involontario da parte del partner. Ma in qualche modo ci sentiamo traditi, pur non essendo così destabilizzante come il caso classico. Da questo punto possiamo cominciare a intuire quella che è la propria co-partecipazione all’esperienza del tradimento e come vivere ciò che avviene dopo di esso. Si tradisce sempre in due. Uno agisce e l’altro accoglie l’evento; poi ci si scambia di ruolo: chi ha accolto il gesto diviene attivo, reagisce in qualche modo, chi è stato attivo ora si trova ad accogliere la reazione. E poi ci si scambia nuovamente i ruoli, ancora e ancora…

La ferita e la cicatrizzazione

Tornando dal punto di vista prettamente amoroso, di coppia, prima ancora di chiedersi se si può riuscire a perdonare un tradimento, se esiste una reale possibilità, dobbiamo chiederci perché fa così male.

Anche se poi dire che fa male non è del tutto esatto. Più che di dolore, come ho detto, qua si parla di un’esperienza disorientate, destabilizzante, che genera fasi alterne di rabbia ed estrema arrendevolezza. In base alla preponderanza del proprio tipo psicologico, come direbbe Jung, si avrà quindi una risposta per lo più passiva, auto-commiserativa e tragica o, al contrario, molto attiva, rabbiosa, vendicativa e violenta.

Il tradimento ha un effetto di destabilizzazione in ambo le parti. Nel tradito, questa spaccatura nella routine, corrisponde sempre con la caduta di una sicurezza che credeva incrollabile, seguita dalla capitolazione della fede riposta nell’altro. Come ho già esposto nell’articolo sul lutto, nel particolare sul perché piangiamo e ci disperiamo, nei contatti tra gli uomini ognuno di noi lascia una propria parte di sé nell’altro, e stessa cosa avviene in noi. Quando veniamo traditi questa parte ci viene in qualche modo sottratta, anche se non del tutto come nel caso della morte fisica della propria moglie, compagno o persona a cui siamo legati. È la ferita con conseguente cicatrizzazione che alcuni possono ritenere metafisica, ma il dolore che ne deriva nei mesi successivi all’inganno emotivo è tutt’altro che metafisico.

Dove c’è maggior fiducia c’è maggior smarrimento

Se nell’esperienza dell’innamoramento il “vecchio mondo” crolla per far spazio a un mondo roseo, nell’adulterio e nel raggiro sentimentale, il vecchio crolla per far spazio a un mondo grigio e oscuro. La vita può cambiare nettamente, e questo, a discapito di ciò che si può pensare, dipende molto da come il tradito fa esperienza della propria esistenza.

Passiamo alla domanda centrale: è possibile lasciar correre, dimenticare o addirittura perdonare l’infedele? Chiaramente si sta parlando di un tipo di relazione in cui è sottinteso lo stipulo di un accordo di fedeltà da ambo le parti. In quella tipologia di coppie più o meno aperte, dove ci sono convinzioni differenti, termini e discorsi sarebbero molto diversi.

Innanzitutto, c’è da dire che ognuno di noi ha fatto esperienza del tradimento, fin da bambini. In primis siamo stati traditi dal genitore, il padre assente, la sberla a fin di bene che, motivata o meno, da immaturi percepivamo sempre come uno sgarro nei nostri confronti. La parola non mantenuta, l’onnipotenza del genitore che si mostra nel suo vero aspetto di fragile umanità. Per arrivare alle prime esperienze con gli amici: la palla che viene prestata a Paolo ma non a noi, la rissa, il litigio col nostro migliore amico ecc.

Ma è dove abbiamo riposto la maggior fiducia, dove quella parte di noi è più presente nell’altro che il tradimento destabilizza maggiormente.

Si può perdonare un tradimento - Perdono

Si può perdonare un tradimento se non puoi scegliere?

Da caso a caso il perdono risulta sempre difficile. Questo perché, come dicono saggisti ed esperti del mondo psicologico e umanistico, perdonare non è un qualcosa che si sceglie di fare: si tratta di un’elaborazione insindacabile. Parliamo di un’esperienza che avviene senza il proprio consenso. Se la si accetta e la si vive allora la strada risulta ben illuminata, altrimenti sarà complicato. Se ci si addentra in questa elaborazione, non è detto che si giunga al completo perdono, ma la sofferenza viene placata dall’accoglimento. Tradotto in modo pragmatico, si potrebbe cominciare col domandarsi quali sono stati i nostri errori nel rapporto di coppia e cosa può significare questo frangente per noi. E magari, giungere alla radice: cosa significa perdonare?

Perché non riusciamo a perdonare?

Prima di tentare di penetrare l’atto del perdono (lo farò assieme a voi mentre scrivo), vediamo il perché di questa difficoltà. Molti di noi fanno fatica, senza riuscir mai a passar sopra a un simile evento. Ma attenzione, perché si può perdonare pur decidendo di troncare il rapporto amoroso. Tornando a poco fa, l’incapacità di perdono coincide spesso con un approccio insincero all’amore. Quando si “ama” l’altro per paura di perdere l’amato si è legati ad esso in un rapporto di dipendenza. Ma di questo ne abbiamo già parlato.

Nella paura di perderlo, si contribuisce a generare quello che sarà il probabile atto d’infedeltà. Possessori di questa consapevolezza inconscia, oltre che nella mancata riuscita del perdono altrui, dovremmo lottare anche con la difficoltà di perdonare noi stessi.

Dato che abbiamo già fatto molte distinzioni tra ciò che può essere un amore sincero da uno più falsato e frainteso, ti rimando a un articolo che spiega la questione nel particolare.

Puoi affrontare, superare o perdonare il tradimento? Non se sei statico

Ancora ci domandiamo se si può perdonare un tradimento? No, non si può! No, se non abbiamo interiorizzato e poi esteriorizzato il famoso panta rei, il principio d’impermanenza, ossia: tutto scorre, tutto muta. Se abbiamo compreso ciò, difficilmente ci appiccichiamo alla singolarità, a un fattore in particolare. Difficilmente daremo importanza primaria a un elemento, a un lavoro, a una persona, illudendoci che sarà sempre presente nella nostra vita.

Così, se siamo attaccati a qualcosa, e in particolare a noi stessi, di conseguenza saremo attaccati all’amante o al compagno per inconscia conseguenza. Essere consapevoli della propria insignificanza non ci attacca a noi stessi pur essendo i maggiori interessati e tifosi (pragmatici) della nostra vita. Se siamo, però, attaccati a noi, e per rimando all’altro, quando questo ci tradisce, perdonare sarà un’esperienza da cui si tenterà di scappare in tutte le maniere. Qualcuno eluderà nel comportamento depressivo, qualcun altro nella vendetta, nella ripicca.

[quote author=”Andrea Di Lauro”]Le personalità mutano, il dolore del tradimento deriva dall’attrito che instauriamo nell’inarrestabile cambiamento.[/quote]

Un possibile aspetto del perdono

Sono totalmente all’oscuro delle prossime righe, perché credo di non essermi mai fatto questa domanda. Cosa significa perdonare? In questo lavoro di scrittura, forse terapeutico da entrambe le parti, potrei cominciare con lo scrivere un tomo intero riguardo a questo argomento. Voglio essere clemente (la verità è che ho anche altro da fare). 🙂

Mi concentro allora su un unico punto, quello che in questo momento ritengo più impellente. Perdonare non è dimenticare ma cauterizzare, rimarginare. Perdonare non è aspettare passivamente che il tempo agisca per noi, ma fiondarsi nella situazione con tutto il proprio animo. Il perdono deriva dal capire chi siamo e qual è l’ambiente in cui viviamo, così da capire l’altro.

Perdonare non vuol forse dire riconoscere noi nell’altro? So che può sembrare strano, eppure a mio avviso quest’elaborazione non può che cominciare col mettersi nei panni altrui.

Nei panni del demonio traditore

C’è da capire, e forse lo avevo scritto in un passato articolo, che il traditore non commette l’atto infedele col pensiero di far del male al tradito (escludendo chiaramente casi particolari di vendette e giochetti simili).
Si può pensare: come hai potuto? Come hai fatto, dopo tutto ciò che mi hai detto, dopo quello che abbiamo costruito?

Ma nell’atto peccaminoso, il traditore sta solo pensando al piacere e a guarire le proprie ferite coi piaceri carnali o egoici (o di stampo simile). Ed è ciò che più o meno facciamo tutti negli altri settori della vita. Questo serve a scusarlo? No di certo, specialmente quando il tutto è aggravato dal nascondere i sotterfugi o peggio: dalla premeditazione e dalla serialità.

Ma questo demonio (ai nostri occhi), quel mostro insensibile non pensa affatto a far del male al partner, anzi, molte volte soffre più della parte lesa, dimostrando magari la propria debolezza nel cedimento al desiderio. Vorrei dire ancora molto, ma non ritengo questa analisi in nessun modo esaustiva.

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Come perdonare

Il perdono, allora, può e deve cominciare col mettersi nei panni altrui. Riconoscersi nell’altro. Chissà quante volte abbiamo tradito senza rendercene conto. Quante volte ci siamo dimenticati del cane, che abbiamo abituato a portarlo a spasso alle tre del pomeriggio ma oggi siamo arrivati alle cinque. Quante volte abbiamo sgridato nostro figlio senza renderci conto che stavamo soltanto riversando in lui lo stress lavorativo. Quante volte abbiamo tradito la vita, dimenticandoci di vivere, che non si tratta del semplice procedere nella marcia dei dormienti ubriachi, alcolizzati dai sogni irrealizzabili e da balocchi mortiferi.

Perdono attivo per il disperato

Poiché ognuno di noi reagisce in un modo più attivo o più passivo rispetto l’esperienza trattata, voglio suggerirti un approccio che tiene conto proprio di questo aspetto. Se sei conscio di essere una persona che risponde agli sgarri in modo passivo, che cerca di evitare il dolore o le eventuali elaborazioni che servono alla maturazione, che si lamenta e si intristisce, allora c’è bisogno di riequilibrare. Si deve prendere l’iniziativa e buttarsi nell’esperienza, lasciarsi destabilizzare e aprire gli occhi verso l’ignoto. Respirare la nuova situazione per quanto confusionaria e in seguito dolorosa. Non puoi scegliere se poter perdonare o meno, ma puoi scegliere di vivere la situazione.

Perdono introspettivo per il vendicatore

Se invece sei una persona che reagisce troppo impulsivamente, in modo violento o vendicativo ai tradimenti, anche in questo caso è necessario riequilibrare. Il discorso sul vivere nei panni del traditore può essere molto utile. Anche lottare e respingere violentemente il dolore derivato dal tradimento è una forma di evasione. Si deve, quindi, al contrario, accogliere la caduta del proprio mondo; mentre i suoi cocci ci piovono addosso noi balliamo. Fermarsi e tornare in sé, ritornare svegli e presenti, e capire come possiamo evolvere esprimendo noi stessi con sincerità in questa situazione spiacevole. Se la si vive senza lottarci contro, o senza cedere a comportamenti infantili da bambino viziato, diviene sempre meno spiacevole.

Ho risposto alla domanda allora? Si può perdonare un tradimento? Certo, ma questo dipende dalla tua capacità d’immedesimazione nel traditore. E sappi che, il traditore, molto spesso, soffre per molto più tempo di colui che è stato tradito. Se questo riesce ad attenuare le tue pene, allora perdonare sarà molto difficile e improbabile per te. Comprendi?

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