HomeStile di vitaSenza energia non c’è vita: passa da Zombie a Essere Vivente

Senza energia non c’è vita: passa da Zombie a Essere Vivente

Immagine Senza energia non c'è vita: passa da Zombie ad Essere Vivente

Una vita senza energia non è vita, ma essere privi di forza vitale è la normalità. Esistono due drammatici frangenti quando siamo in questa “normale” situazione: non riusciamo a fare esperienza della vita che dovrebbe spettarci, e non siamo nemmeno in grado di godere di quei rari piaceri di una vita mediocre.

Micro come macro, macro come micro

Le nostre vite sono il riflesso di ciò che succede più in grande, nell’ambiente in cui viviamo, nel mondo. Osserva, nelle aziende lavorative si cerca di mettere le pezze e i cerotti dove le cose non quadrano. Guasti ai macchinari, tasse alte, regole fatte apposta per essere infrante ecc.

I luoghi e gli spazi anonimi sono in aumento, palazzi fatiscenti, pericolanti, dove nessuno possiede i fondi per utilizzare al meglio i terreni o le strutture. Un metaforico “giro di scotch” anche se molte volte non è poi così metaforico, è divenuto la soluzione ad ogni problema. Una pezza lì, un po’ di nastro adesivo qua, due colpetti di la, e andiamo avanti ancora un altro giorno.

Tutto rispecchia proprio lo stato energetico degli uomini d’oggi, perché se non si possiede spinta vitale le soluzioni scarseggiano. La voglia di fare e lo stato d’animo entusiasta latitano in un’ipotetica vita piacevole che mai si realizza per l’uomo medio. Ciò si traduce in una vita che rappresenta l’andamento del mondo, soltanto in una dimensione più piccola, se così vogliamo dire.

Essere senza energia è la normalità, così come è normale incontrare case diroccate, immondizia sulle strade, lavori noiosi e ripetitivi, servizi mal funzionanti, burocrazia “bradipa” o “tartarughica” se vuoi. L’individuo non può e non deve assolutamente sperare in un miglioramento da parte dall’esterno, deve crearsi un proprio piccolo mondo se vuol cominciare a vivere realmente.

Una vita vera, dove ci si tuffa in essa senza girarle attorno, sarà la spinta che farà nascere il desiderio di portare il proprio piccolo mondo nel mondo collettivo. Senza il combustibile, però, senza l’energia vitale, nessuno di noi esseri umani riesce in tale scopo. Ogni elemento, ogni ambizione, ogni azione, ogni pensiero, ogni reazione è il risultato di quanta energia abbiamo a disposizione.

Se hai trovato questo contenuto sulla rete perché ti senti spesso senza energia, ti consiglio tre articoli che rispondono alle tue domande. Li potrai leggere ora, oppure dopo aver concluso questo articolo.

Il primo spiega cos’è l’energia di cui stiamo parlando.
Il secondo è un test discorsivo per capire il tuo livello di energia.
Il terzo ti serve a capire come aumentare la tua energia in modo graduale e stabile.

Senza energia - 2 vite

Due possibili vite

Oggi, senza rischiare di ripercorrere i binari dei precedenti contenuti, voglio delineare due possibili strade: quella classica e quella meno battuta. La prima è la vita normale a cui tutti siamo stati istruiti, che anno dopo anno ci porta a un’esistenza con sempre meno forze, senza energia. La seconda è una festa continua, una rinascita giornaliera.

Da giovincello seguivo lo stile di vita normalmente insegnato: ero perennemente distratto da qualcosa, reagivo agli eventi, ero parte passiva della mia realtà e non parte attiva e creatrice.

La mattina mi svegliavo e lasciavo che l’abitudine vivesse per me, che scandisse l’esistenza. Mangiavo senza chiedermi il perché, senza gustare veramente il cibo, senza osservare il tipo di cibo. Andavo al lavoro, senza chiedermi la reale motivazione di quella scelta, reprimevo il disaccordo. Uscivo dal posto di lavoro, tornavo a casa, accendevo uno schermo, mi distraevo con un videogioco, uscivo con gli amici, parlavamo e sfogavamo gli stress nei party del sabato sera. E così per anni. Disperazione controllata e celata. Odiavo il lunedì e amavo il weekend, che però anch’esso finiva quasi sempre per deludermi perché non riusciva a reggere il peso delle aspettative. Della domenica nemmeno parlarne, perché conteneva già il preludio della nuova settimana lavorativa, l’oscuro lunedì.

Stress e distrazioni, sofferenza e divertimento compensatorio, piaceri droganti, distrazioni per rifuggire la noia. Noia che può essere, però, l’inizio di quell’unica rivoluzione propedeutica alla fioritura della vera felicità.

Le differenze tra una vita senza energia e una vita vera

Ricordiamo tutti l’energia che avevamo da adolescenti o nei primi anni dopo i venti, eppure ricordo anche delle giornate in cui mi sentivo come una batteria del tutto scarica. Oggi invece, pur essendo trascorsi numerosi anni, essere senza energia è una situazione molto rara.

Anche se, nella stagione invernale, certe volte mi sembra di essere diventato un vecchietto pantofolaio, quando seguo lo stile di vita su cui si regge questo progetto, mi sorprendo spesso della spinta vitale e creatrice che brucia in me.

Voglio consigliarti di non cercare rimedi veloci per sopperire alla tua stanchezza, pigrizia, voglia di far nulla, mancanza di forze o come vuoi chiamarla. Se studierai con calma i contenuti che ti ho indicato capirai il perché.

Se nel primo esempio, che rappresenta la vita normale, l’energia vitale scarseggia, allora non siamo capaci di costruire la strada che più ci piace. Accettiamo passivamente le condizioni esterne, e il massimo che riusciamo a fare è drogarci per non vedere quanto siamo patetici e quanto siamo infelici. Senza energia non siamo in grado di creare qualcosa di nostro, possiamo solo copiare in modo grezzo e sperare in un successo molto improbabile.

Cambiamento: energia o eventi nefasti

Nel secondo esempio sembra di essere divenuti delle divinità in terra, come qualcuno erroneamente potrebbe pensare. Niente di tutto ciò, ci stiamo soltanto avvicinando a quello che siamo: esseri umani che riacquistano libertà, tempo, pensiero critico e buon senso logico, forza vitale, fisico pulito, mente chiara e lucida, rinascita della parte spirituale. Tutto il mondo cambia per un uomo che è cambiato nel fisico, nella mente e nello spirito. E questo cambiamento può avvenire solo in due modi: aumentando il livello di energia vitale, o incappando in eventi molto dolorosi che stravolgono la vita e impongono necessità che richiedono cambiamenti. Se nel primo caso il risultato è assicurato nel secondo non sempre è così. Possiamo sempre arrenderci alla depressione e all’accettazione passiva di una non vita, come molti fanno.

Il mondo di chi possiede vigore vitale è una festa continua, un’opportunità di vivere esperienze nuove. Il mondo di chi è senza energie è una palude triste e noiosa.

Realtà verticale e realtà orizzontale

Prova a farti una domanda, perché oggi sono sempre più in voga contenuti semplificati, leggeri, veloci, predigeriti, per principianti ecc. Perché le persone sono sempre più zombificate da uno stile di vita artificiale e verticale; perché non serve molta energia per capire quelle informazioni. Verticale nel senso che si aspetta la pappa predigerita da chi è più in alto di noi, senza spostare l’attenzione nel mondo orizzontale, dove gli altri sono sul nostro stesso piano. E ricorda, fino a quando continuerai a servirti di contenuti per principianti rimarrai sempre un principiante.

Se siamo mezzi morti, pensare costa meno fatica che agire. Inoltre abbiamo più paura: paura degli altri, paura del giudizio, paura di agire. Se siamo energici agiamo, è più semplice, è quasi naturale essere spontanei e fare, creare, giocare, vivere…

La vita di chi è già stanco di vivere la si riconosce molto bene. Cerca di motivarsi, passando da periodi di estrema euforia a periodi di assoluta depressione, apatia o deperimento. Da ciò abbiamo il “normale” comportamento di non voler vedere i nostri problemi, e i problemi del mondo. Tuttavia non dobbiamo nemmeno fare l’errore di trasformare la vita in un continuo problema da risolvere. Qua possiamo individuare l’ennesima differenza.

Senza energia - No problem

What is the problem? No problem!

Se abbiamo energia viviamo il problema, lo facciamo nostro e ne assaporiamo ogni goccia. Se siamo stanchi e barcollanti: o giriamo la testa dall’altra parte o cerchiamo di lottarci contro. Così facendo, però, perdiamo ancora più energia nella lotta. Se rimandiamo il problema esso diventa sempre più grande, se ci lottiamo contro perdiamo vigore senza avere la sicurezza di valicarlo.

Lo zombie cerca di motivarsi e di imparare a essere disciplinato, l’energico è naturalmente disciplinato.
Che vuol dire?

L’autodisciplina è possibile se c’è vitalità

Se c’è energia è raro voler passare il tempo, o far passare il tempo. Il desiderio è quello di impiegarlo nel costruire nuove situazioni. Sarà raro quindi voler scacciare la noia coi talk show o le partite alla tv, non c’è mai noia. L’energico non deve forzarsi a essere disciplinato, è la stessa spinta vitale a generare azioni costruttive e non dispersive.

Essere disciplinati, in sostanza, significa rispettare la propria natura: un rigore che annulla ogni disciplina coercitiva e faticosa. Come riuscirci? Occupandosi della Radice e non delle foglie.

Uff che noia, ora mi tocca anche aspettare

Senza energia non c’è nemmeno pazienza, che non equivale nel tormento dell’attesa, ma nella capacità di capire le necessarie tempistiche delle cose. Un pomodoro è succoso e dolcemente acidulo quando gli è stato permesso il tempo necessario alla maturazione nelle giuste condizioni. Pazientare è una prerogativa di chi non è addormentato e pigro. Al contrario, lo zombie vuole subito la sua carne da divorare, perché non può aspettare, deve placare la sua sofferenza, deve distrarsi dal vuoto.

Vuole oggetti, vuole piccoli piaceri, così è stato abituato dal sistema economico. Eppure, nessuno di noi desidera veramente cose, oggetti, ma esperienze, le emozioni che esse donano. Tutti noi agogniamo la felicità, molti scambiandola per un’emozione.

La pazienza è il setaccio più ambito e virtuoso, perché fa si che l’inutile affondi e il necessario affiori.

L’espressione di sé come sinonimo di forza vitale

Perfino la capacità di esprimere se stessi ci viene negata dalla mancanza di forza energica. Non è forse una vita sprecata quella in cui non riusciamo ad essere noi stessi nel modo più sincero? Lo zombie non sa più giocare, non ha nemmeno più la forza di comprendere le regole del gioco. Non è capace di capire nemmeno le cose più elementari, perde addirittura la prima caratteristica umana di empatia e di conseguenza: di amore.

Trasforma così l’atto sessuale in una banale rincorsa all’orgasmo, meccanica e standardizzata. Si comincia così, poi si deve fare così, e si finisce sempre così. Non è capace di esprimere il proprio essere in totale libertà, non coglie l’opportunità di fondersi con l’altro per divenire nuova cosa in una nuova esperienza.

Se ci sono, allora sono. Se non ci sono, allora ho sonno.

In fondo, chi possiede la vitalità è vivo, dove la consapevolezza di esserci avviene con semplicità. Se siamo presenti possiamo essere registi attivi della nostra vita. Al contrario, se non abbiamo energia non riusciamo ad essere presenti, e se non siamo presenti qualcun altro o qualcos’altro giostra la nostra vita. Attenzione a non confondere la sonnolenza con la normalità e la vita col sogno.

L’ambiente artificiale atrofizza il libero arbitrio. Il tempo non viene più speso nel compiere azioni, ma nel scartare azioni che ci sono precluse. Scartare tutte le possibili varianti dell’azione che verrà attuata è l’ossessione moderna a cui ci hanno costretti.

Se essere senza energia è la normalità, allora devi capire che una vita considerata normale è una vita priva di vitalità. Come sempre, la scelta spetta a te, ma se non possiedi energia non sarai capace nemmeno di prendere una decisione e qualcun altro lo farà per te. In fondo, il costo energetico è minore e quindi più “vantaggioso”, non è vero?

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