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Scegli la vita, il nuovo monologo di Mark Renton in T2

Immagine Scegli la vita, il nuovo monologo di Mark Renton in T2

Pochi giorno fa sono andato al cinema a vedere il seguito di Trainspotting, uno dei miei film preferiti di sempre. T2 non ha deluso le mie aspettative e, anzi, mi ha portato a nuove riflessioni profonde. Per chi ha una conoscenza superficiale del film (e soprattutto del libro) potrà sembrare l’ennesimo film che parla di droga. Trainspotting è sicuramente un film forte, sporco, cattivo. Ma nasconde al proprio interno un messaggio fortissimo. Scegli la vita, amico mio.

Scegli la vita, il messaggio di Trainspotting

Trainspotting parla del disagio che questa società crea nelle persone. Questa società ci ripete ogni giorno “o sei con me e diventi l’ennesimo criceto sulla ruota, oppure sei come loro, quei drogati che, invece di scegliere la vita, hanno deciso di auto-distruggersi”. È una scelta che tutte le persone fanno, ad un certo punto della loro esistenza. La maggior parte sceglie la strada già battuta da milioni di altre persone. I pochi che riescono a vedere oltre rischiano di perdersi, perché non supportati da nessuno.

Articolo di approfondimento che ti consigliamo: Sei una pecora bianca travestita da pecora nera?

In questo periodo di crisi dichiarare apertamente “fanculo ad un contratto a termine, ad un lavoro precario e alla mercificazione della mia mente con lavaggi del cervello continui” è un atto rivoluzionario e bandito dai benpensanti. Chi decide questo rischia di rimanere solo e di fare la fine dei protagonisti di Trainspotting. Quindi, in sintesi: puoi vedere il film come un film sull’eroina, oppure scegliere di leggere il messaggio tra le righe. È sempre una questione di scelta. Scegli la vita.

I due film a confronto, Trainspotting e T2

In questa parte cercherò di fare un’analisi dei due film senza tirarti nessuno spoiler 😀 e soprattutto dando importanza al vero messaggio dietro alle due pellicole. Metterò a confronto un paio di scene chiave dando il mio personale punto di vista su di esse. Ah si, non te l’ho detto ancora chiaramente? Scegli la vita!

Trainspotting

Nel film del ‘96 i protagonisti sono poco più che ventenni, disadattati cronici e preda di una forte dipendenza da eroina. Il film inizia con i protagonisti che corrono per le strade di Edimburgo inseguiti da dei poliziotti. Hanno appena rubato in un negozio e tentano la fuga. La dipendenza li porta a cercare i soldi per la droga in qualsiasi modo e a qualsiasi costo. Sono giovani, hanno rifiutato la vita medio borghese e in questo inizio si sente aria di libertà. Mentre corrono c’è la voce narrante di Mark Renton che recita uno dei monologhi che hanno fatto la storia del cinema.

Monologo Mark Renton Trainspotting - Scegli la vita
Il monologo del 1996

Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrici, macchine, lettori cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita, scegliete un mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici, scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina, scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete un futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos’altro, le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando hai l’eroina?

Brevemente, tra vicissitudini e casini vari, il film si conclude con Mark che decide di scegliere la vita e di avere quello che tutte le persone medie vorrebbero. Una famiglia, un lavoro, una casa, dei figli. Okay, è un piccolo spoiler, ma niente di che. C’è tutto il film in mezzo di cui non ti ho nemmeno accennato. In fondo non ti ho rovinato quasi niente. 😉

Trainspotting 2

T2 è ambientato ai giorni nostri, vent’anni dopo le vicende narrate nel primo film. Uscito da pochi giorni in Italia, l’inizio vede sempre il protagonista Mark Renton che corre. Questa volta si percepisce subito qualcosa di diverso. La scena è ambientata al chiuso. È bucolica. Renton sta sempre correndo, ma questa volta su un tapis roulant. Anche l’espressione è diversa, quasi come rassegnata, sofferente.

È un protagonista che ha scelto la vita e come tale ora corre sulla ruota, proprio come un criceto. Più avanti nel film si capirà come la sua esistenza sia comunque a pezzi, nonostante le sue decisioni sagge e condivisibili dai più. Tutto va in sfascio e si vede chiaramente come viva ancora nel passato. Nonostante fosse stato un tossico, ricorda quello che è stato con nostalgia. In una scena centrale del film farà di nuovo il suo monologo, questa volta rapportato al tempo odierno. Scommetto che in qualche punto ti ci ritroverai.

Monologo Mark Renton T2 - Scegli la vita
Il monologo del 2017

Scegli biancheria intima firmata, nella vana speranza di dare una botta di linfa vitale a una relazione defunta. Scegli le borse, scegli le scarpe con i tacchi, cachemire e la seta, così sentirai quello che spacciano per felicità. Scegli un iPhone fatto in Cina da una donna che si è buttata dalla finestra, e mettilo nella tasca della giacca, fresca di una fabbrica di schiavi del sud-est asiatico. Scegli Facebook, Twitter, Snapchat, Instagram e mille altri modi per vomitare la tua bile contro persona mai incontrate. Scegli di aggiornare il tuo profilo, di al mondo cos’hai mangiato a colazione e spera che a qualcuno da qualche parte freghi qualcosa. Scegli di cercare vecchie fiamme, augurandoti caldamente di non essere inguardabile come loro. Scegli di scrivere un live blog dalla prima sega fino all’ultimo respiro, l’interazione umana ridotta a niente più che dati. Scegli 10 cose sconosciute sulle celebrità che hanno fatto la plastica. Scegli di strepitare sull’aborto, scegli battute sullo stupro, di sputtanare, il porno per vendetta e un’ondata infinita di deprimente misoginia. Scegli che l’11 settembre non è mai successo e semmai che sono stati gli ebrei, scegli un contratto a 0 ore, un viaggio casa lavoro di 2 ore, e scegli lo stesso per i tuoi figli ma peggio, e magari di a te stesso che era meglio se non nascevano. E poi sdraiati, e soffoca il dolore con una dose sconosciuta di una droga sconosciuta fatta in una qualche fottuta cucina. Scegli le speranze non realizzate, desiderando di aver agito diversamente. Scegli di non imparare mai dai tuoi errori. Scegli di osservare la storia che si ripete. Scegli di riconciliarti lentamente con quello che puoi ottenere, invece di quello che hai sempre sperato. Accontentati di avere meno e fai buon viso a cattiva sorte. Scegli la delusione, scegli di perdere le persone care e quando spariscono dalla vista un pezzo di te muore con loro, finché non vedrai che un giorno, nel futuro, una per volta saranno sparite tutte e di te non rimarrà niente né di vivo né di morto. Scegli il futuro. Scegli la vita!

Cosa significa tutto questo?

Nel primo film il protagonista Mark Renton sceglie di non scegliere la vita. L’alternativa la trova comunque in una strada sbagliata: la droga. Nel secondo film sembra aver fatto tutte le scelte del caso, eppure si capisce subito che la vita che ha scelto è comunque sbagliata. Nonostante una moglie e un lavoro si ritrova comunque nella merda più totale. Sembra quasi che la soluzione non ci sia. Sembra quasi che questa società, che tu ci voglia far parte o meno, ti fotta comunque. E questo succede.

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Se hai letto attentamente i due monologhi è probabile che tu ci abbia visto all’interno parte della tua vita. Ricorda molto il discorso che fa Tyler Durden in Fight Club. Lì la via alternativa era il combattimento. In Trainspotting invece passa attraverso la droga.

Ma allora la soluzione non esiste? Siamo comunque fregati?

Secondo noi del Project Excape la soluzione esiste. Mark Renton ha scelto di non scegliere la vita nel primo film. Nel secondo invece l’ha scelta. Ma questa non era e non sarà mai la sua vera vita. Questa è la vita che gli ha imposto il sistema. È la vita che il sistema ha imposto a tutti noi. Nascita, crescita, indottrinamento scolastico, lavoro cinque giorni alla settimana, famiglia, prole, si tramandano gli errori ai figli, quindi pensione e morte. Auguri e figli maschi, insomma.

[alert]Vuoi sapere quale potrebbe essere una soluzione applicabile nell’immediato? Potresti, ad esempio, mollare tutto ed andare a farti un tè col Cappellaio Matto. Pensi che ci siamo fatti di qualcosa, come il protagonista di Trainspotting? Prima leggi Mollo tutto e vado a farmi un tè col Cappellaio Matto, poi ne possiamo riparlare. ;)[/alert]

Noi del Project Excape invece parliamo di vita vera. Non accettiamo i dogmi ma creiamo la nostra vita, la nostra realtà. Come? Con lo stile di vita che porti alla vera felicità. Con quello come arma ti sarà molto più facile perseguire tutti i tuoi obiettivi. Sei curioso di sapere come fare? Perfetto, inizia a leggere la serie Radice. Dentro troverai un sacco di informazioni gratuite che contribuiranno a costruire il tuo nuovo stile di vita che ti porterà alla vera felicità.

Vivere nel sistema ma secondo le nostre regole. Questo dovrebbe essere l’obiettivo di tutti. Ormai l’idea di staccarsi dal sistema è quasi impraticabile. Perché allora non rimanerne all’interno creando delle nostre personali regole? Basta imposizioni dall’alto. Basta dogmi. Basta accettare il tutto senza un cazzo di senso critico. Scegli la vita. Sì, ma scegli la tua versione personale!

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9 commenti su “Scegli la vita, il nuovo monologo di Mark Renton in T2”

    1. Alessandro Missana

      Probabilmente anche più d’una… Quello che trovi li scritto è la sintesi tra: quello che ricordo dal film (non avendolo registrato) e quello che ho trovato in rete in lingua originale. Fidati che è fedele all’originale 😉 … Dici che ho fatto una figura barbina? Ma davero davero? o_o

      1. Bel monologo direi , non manca assolutamente niente se si è visti il film e se ne è capito il significato, bella anche l’iniziativa della serie “Radice”

        1. Andrea Di Lauro

          Ciao Davide, grazie. La serie Radice è alla base di una vita di qualità, dove i risultati non dipendono dallo sforzo, ma dallo stato d’animo. In sostanza, faccio le cose perché mi va di farle, senza sforzo, e ottengo risultati migliori 🙂

      2. nn c è niente da scegliere siamo tutti fottuti , chi più chi meno , nessuno sceglie , piuttosto ti piove tutto addosso , fino a che nn tiri le cuoia in un letto d’ospedale , solo come un cane.

      3. Questo articolo è bellissimo! Trainspotting è il mio film preferito ed è vero che nel monologo di T2 mi sono rivista in certe cose… È stato davvero emozionante!

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