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Vuoi ritrovare la tua creatività? Angela è pronta ad ispirarti

Immagine Vuoi ritrovare la tua creatività? Angela è pronta a ispirarti

Buona vita amico lettore, quest’oggi voglio portarti una testimonianza che, a mio avviso, è di enorme valore. Parliamo di un’intervista, di alcune domande che ho sottoposto a un’amica conosciuta sulla rete. Non credere che sia la solita e noiosa intervista pregna di domande piatte e di risposte standard.

Vuoi ritrovare la tua creatività? Angela è pronta a ispirarti - Intervista #4

Nelle nostre interviste cerchiamo sempre di portare un contenuto diverso ma di valore, e in questo caso mi sento di dire che, in queste poche risposte, si possono scorgere messaggi utili a problematiche attuali e messaggi di una profondità difficile da spiegare.

Se di solito parliamo di felicità, quest’oggi viriamo sull’argomento creatività, che comunque non è da escludere dalla questione basilare del Project Excape.

Vi presentiamo quindi l’ospite di oggi: Angela.

Ritrovare la Creatività - Intervista

Per far sì che il lettore ti conosca un po’ meglio e per scaldarci un po’, ti chiediamo una breve e libera presentazione. Magari puoi elencarci alcune tue passioni creative.

Mi chiamo Angela Verardo, genovese, 45 anni. Svolgo la professione di avvocato da molti anni, ma questo ruolo non mi ha mai assorbito completamente, in quanto ho sempre avuto il bisogno di ascoltare tutte le spinte creative che mi arrivano costantemente e in maniera variabile.

La creatività mi accompagna dall’infanzia, da quando ho ricordi: mi piaceva inventare giochi, luoghi immaginari, scrivevo poesie e disegnavo. In età più matura, ho scritto di tutto (poesie, storie zen e sufi, fiabe, aforismi, articoli) e ho sviluppato idee nelle arti figurative, utilizzando tecniche improvvisate, come la creazione di bassorilievi in stucco (lo stucco usato nell’edilizia) e la composizione materica (con i materiali più disparati: carta igienica, pietre, foglie, spago, colle). Ho, poi, pensato di rendere l’arte più fruibile, dipingendo capi di abbigliamento e accessori per la persona e per la casa, muri, porte, mobilio, nonché creando bigiotteria realizzata e dipinta a mano.

Potrei essere definita un’artista e un’artigiana, ma non credo che esaurisca il mio vero essere questa parola. Ho partecipato a mostre di arte figurative e concorsi letterari, ma nonostante i consensi e i premi talvolta ricevuti, trovo che il mondo dell’arte sia chiuso e auto-celebrativo, poco pratico e avulso dalla realtà circostante. Se è vero che sono un’artista, convive in me un’altra vena altrettanto forte, di tipo pratico, pragmatico e logico, che si soddisfa altrove.

Per esempio nell’ambito della crescita personale e professionale, in rapporto al quale creo e comunico contenuti da molti anni, sia scritti che video. Ho seguito corsi formativi propedeutici, tra cui una scuola triennale di counseling a indirizzo umanistico, un master in coaching, seminari di enneagramma. Ho tenuto docenze di comunicazione interpersonale, competenze manageriali e laboratori esperienziali. Anche in questo campo ho iniziato a creare, non solo nella realizzazione delle lezioni e dei percorsi, ma anche nella composizione e nell’approfondimento delle competenze acquisite che mi hanno portato a scrivere un libro sulla Missione di Vita, avvertendo il bisogno umano di seguire una direzione che risponda al proprio più autentico essere. Non so quando – e se – il libro verrà pubblicato, ma è stato utile per me stessa, avendomi permesso di scoprire la radice, quello che definisco una sorta di minimo comune denominatore, da cui discendono tutte le azioni più propizie che ho compiuto. Si tratta della capacità di produrre idee di ogni tipo, persino nel campo meno probabile, come quello della mia professione forense.
Ultimamente la mia creatività si è spostata nel campo del branding, che sto studiando e applicando, in vista della costruzione di un nuovo progetto di consulenza di idee per le persone che stanno cercando di trovare una chiara identità professionale.

Per concludere, penso sia difficile definirmi, ma se lo dovessi fare, userei l’espressione “ideatrice creativa”, perché l’idea è la parte centrale e nasce dall’immaginazione, che a sua volta nasce dalla profonda osservazione della realtà, per poi essere composta in maniera diversa e utile, seguendo un senso logico, estetico ed armonico.

Per adesso è tutto qui (o quasi), ma domani non saprei, perché il mio essere si muove incessantemente.

Il libro più bello o che ti ha cambiato la vita?

Mi sono piaciuti moltissimi libri ed è dipeso dal momento della mia vita, dai bisogni che perseguivo e dagli interessi coltivati, quindi i miei libri preferiti sono moltissimi e fare esempi sarebbe riduttivo.

Posso dire che c’è un libro che ha cambiato la mia vita, anche se non è il più bello e che, nel suo campo, è anche estremamente rudimentale e commerciale, ma in quel momento della mia esistenza è arrivato come la risposta che ha innescato un processo evolutivo. Sto parlando del noto libro “The Secret”, di Rhonda Byrne, letto in un periodo estremamente negativo della mia vita, digiuna di qualunque nozione di spiritualità, fisica quantistica e crescita personale. Leggere questo libro, allora, mi ha permesso di osservare la negatività che albergava nella mia mente e convertire progressivamente la rotta, ma soprattutto, proprio, attraverso l’osservazione costante e la gestione del pensiero, mi ha portato a sentire che “Io non sono il mio pensiero”.

Non è un libro che consiglio, perché penso che non esiste un momento uguale omologabile per tutte le persone. Mi è solo servito in allora, in quello specifico momento e ci sono opere senz’altro più profonde e approfondite.

In cosa credi?

Trovo difficoltà nel credere e preferisco il sentire, soprattutto quando si tratta dei “misteri della vita” e a questo proposito posso dire che:

sento che il tempo coesiste in tutta la sua estensione, passato, presente e futuro; sento che la morte non esiste, non tanto perché credo nella reincarnazione o in altre forme di prosecuzione della vita, ma per il semplice fatto che il tempo è sempre qui: se il tempo coesiste (non ha inizio né fine) in tutta la sua estensione, coesiste con tutto ciò che porta con sé, comprese le vite umane; sento che siamo i Creatori e il Creato, in un disegno che costantemente muta nonostante già coesista contemporaneamente (la coesistenza non è fissità).

Se sei felice sei creativo o se sei creativo sei felice? Qual è l’ordine esatto?

Sono sempre creativa, indipendentemente dalla felicità. Sono stata creativa anche nei periodi peggiori della mia vita, ma la creatività non mi ha aiutato, di per sé, a ritornare felice.

La creatività non è per me un antidoto per l’infelicità, ma solo il mio principale canale di espressione. L’unica medicina che conosco per la felicità è la consapevolezza, non la creatività.

Se sono felice, la creatività prende, comunque, una maggiore spinta: divento un vulcano che sparge idee in ogni direzione.

Per parlare del rapporto che esiste tra la mia creatività e la felicità, dovrei parlare della piramide dei bisogni di Maslow. La creatività per me è espressione del più alto gradino della piramide che risponde al bisogno di realizzazione e di trascendenza; la felicità tuttavia risponde all’insieme di tutti i bisogni soddisfatti, quindi se un gradino più basso venisse a vacillare in un momento della mia vita, la creatività non mancherebbe, ma non mi sentirei comunque pienamente felice.

Dicono che la creatività sia la più grande qualità che ci distingue dagli altri esseri, una peculiarità divina. Cosa ne pensi? Siamo l’unico essere a poter creare qualcosa di nuovo?

Penso che l’arte del creare sia una funzione della natura tutta. Il mondo vegetale e animale si trasformano nel tempo, dando origine a nuove specie, il fiume segna le terre modificandole, la pioggia e le nevi scavano le montagne, i mari modificano le coste, quindi non credo proprio sia una prerogativa solo umana. L’unico aspetto che può distinguerci dal resto della natura, anche nella creatività, è la consapevolezza: la capacità di creare consapevolmente.

Tutti gli esseri umani creano in continuazione, anche quelli che non si definiscono creativi, ma non sempre lo fanno in maniera vantaggiosa per sé e per gli altri, proprio perché pochi lo fanno consapevolmente.

Possiedi dei metodi particolari per riattizzare la spinta creativa quando si spegne, o lasci che si presenti o meno senza fare nulla?

Non si è mai spenta, non si spegne neppure quando dormo. A volte faccio fatica ad addormentarmi per le idee che mi frullano in testa e al mattino mi sveglio con qualcosa di nuovo.

Ritieni possibile esprimere la propria creatività all’interno del mondo del lavoro attuale, che ci vuole così settoriali, incasellati o alienati dall’azione ripetitiva?

Potrei dire che si può essere creativi ugualmente anche in un lavoro di routine, tradizionale, con i suoi ruoli e i suoi schemi prefissati e penso di dire una verità, nel senso che la creatività può trovare espressione ovunque; tuttavia, seppur possibile, non è entusiasmante, perché si tratta di adattare la propria creatività al mondo, agli impegni, alle scadenze, alle bollette da pagare.

La creatività dovrebbe essere libera, libera di esprimersi. E ad essere sincera fino in fondo, se ascoltassi la mia creatività, cambierei lavoro in continuazione.

Il mio lavoro perfetto sarebbe quello di offrire alle persone la mia creatività in tutti i campi in cui si manifesta: dal quadro, al progetto di branding, dal copywriting, alla scenografia, dall’arredamento alla crescita personale, ma in un ordinamento come il nostro non esiste un settore P.IVA identificato con la professione di “creativo tuttologo”.

Mi piacerebbe contemperare tutto questo e trovare il modo. Ci sto lavorando e questa per me è la più grande sfida creativa.

In merito alla tua indole creativa, qual è l’epoca in cui avresti voluto vivere?

La mia vena romantica mi porterebbe nello scenario di “Midnight in Paris”, nei circoli di poeti e scrittori, ma come donna non so quanto credito avrei ricevuto all’epoca.

Inoltre, non sono cultrice del motto “era meglio una volta” e davvero penso che ogni presente possa dare il giusto spazio, se sei disposto a trovarlo.

Sono, dunque, felice di essere qui e ora: “qui”, nella mia città anche se un po’ ristretta, ma pur sempre bella e fonte di ispirazione ed “ora”, in questo momento storico che con la sua complessità ha anche le sue grandi opportunità. La velocità della comunicazione agevola l’osservazione e la conoscenza in più campi, oltre alla divulgazione. L’era digitale ha i suoi vantaggi, se utilizzata bene.

Quale parola o concetto ritieni più vicino al pensiero di creatività?

Associo la creatività a queste parole:

costruzione: creare per me è costruire con gli elementi che la realtà già offre;

idea: la costruzione nasce sempre dall’idea, quando la realtà incontra l’immaginazione;

trasformazione: l’idea creativa trasforma la realtà in qualcosa di nuovo (o di non ancora scoperto, visto, capito);

armonia logica: il prodotto della creatività non è mai caos ispirato, ma un costrutto logico che persegue i canoni di estetica e armonia (il mandala rappresenta figurativamente questo concetto).

flusso: la creatività è sempre in movimento, aperta a nuove visioni e idee.

E quale, invece, lo ritieni agli antipodi dell’atto creativo?

Per me agli antipodi della creatività sono i seguenti concetti:

conformismo: se ti conformi vedi la realtà sempre uguale a se stessa, precludendoti nuove visioni e nuove idee;

la staticità: essere fermi, fissi nel modo di vivere e di pensare, addormenta la creatività che ha bisogno di muovere e di apertura al cambiamento;

la credenza: se credi in qualcosa con assoluta fede, è difficile che tu possa creare qualcosa di nuovo, perché la creatività ha il potere di stupire e di rovesciare persino quello che hai sempre creduto di te stesso;

l’incapacità logica: non ho mai ritenuto veramente creative, certe espressioni prive di senso logico ed estetico. Certe arti figurative, poesie e scritti vari per me sono solo uno sfogo emozionale, ma non creatività.

Hai la possibilità di risolvere ogni problema della tua vita, ma a disposizione possiedi solo un elastico, uno zaino, una banconota da 100 euro, una radio e un triciclo. Come faresti?

Questa domanda avrebbe potuto mandarmi in crisi, ma poi ho letto la premessa: “hai la possibilità di risolvere ogni problema della tua vita” e mi son detta: “quali problemi ho?” In fondo nessuno. L’unica cosa che vorrei cambiare è qualche normativa che non si adatta molto al mio essere multipotenziale creativo, ma gli strumenti che mi offri per risolvere il problema, non si adattano facilmente e vanno oltre il mio concetto logico di creatività.

Ma se proprio dovessi rispondere farei questo: partendo dal fatto che ho una radio (e voglio pensare in grande: quando dici radio, penso all’emittente, al canale e non alla radiolina portatile) lancerei un annuncio di un concorso: “vince 100 € chi risponde in maniera più creativa al quesito ……. (quello che mi hai appena fatto)” Avrei la possibilità di sentire tante risposte e magari componendole tutte, nasce l’idea.

Qual è una delle tue convinzioni che ritieni falsa?

È radicata in me l’idea di non essere sufficientemente credibile nelle mie svariate attività. So che è falso perché ricevo molti riscontri positivi, ma ha origini profonde che ancora mi bloccano inconsciamente.

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2 commenti su “Vuoi ritrovare la tua creatività? Angela è pronta ad ispirarti”

    1. Anche a me sono piaciute molto le risposte di Angela, per nulla scontate o noiose, e come dice il titolo, magari potranno trasformarsi in piccole fiammelle ispiratrici.

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