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Postumano e postumanesimo, ma dove diavolo stiamo andando?

Articolo Postumano e postumanesimo, ma dove diavolo stiamo andando?

Scorgo un futuro dove gli uomini saranno simili a soprammobili, vegetali saldati ai loro divani, che li proteggono dal mondo, dai pericoli della vita. Vivranno in un mondo oltre il mondo, oltre il corpo, oltre il sensibile fisico, il sentimento, la ragione e l’intuizione che crescono dalla e nella realtà. Uno spazio astratto ma non per questo finto, una connessione prettamente mentale alla rete, agli spazi cibernetici, dove un corpo in decadimento viene mantenuto in vita tramite impalcature meccaniche e nano-innesti diversi dalla struttura originale. Siamo alle soglie dell’era del postumanesimo.

Postumanesimo - Steve Cutts

Immagine dell’artista Steve Cutts

Meglio il passato del presente?

Vedo un futuro non molto lontano, dove questi esseri “informi”, privi di tutto ciò che era umano, spadroneggeranno sulla Terra. Saranno privi della propensione all’empatia, al cooperare, alla percezione di sé, delle zone ignote più spirituali (e non uso questo termine a caso, per chi non avesse mai letto le mie argomentazioni sulla spiritualità). Esseri attaccati a cannucce e tubi e flebo per mantenersi biologicamente in vita, ma che vita non può più essere chiamata. Non pensi il transumanista di realizzare quell’aberrazione di spostare la coscienza umana in un super-computer o in qualche altro strumento meccanico, nemmeno tra un migliaio di anni. Queste sono ipotesi che possono a mio avviso dimenarsi soltanto nelle fantasticherie del sci-fi, della fantascienza.

Ciò che fa paura è che questo tipo di condizioni vengono sempre più auspicate, come se fossero la salvezza per l’umanità. Specialmente la grande fetta dei cittadini in età giovanile crede che la strada sia quella dell’avanzamento tecnologico, e questo è naturale, dato che hanno potuto sperimentare solo questo contesto. Chi è nato qualche decennio prima, ha avuto la possibilità di esperire una vita, un mondo più adatto alla conformazione umana. Non vuole essere questo il discorso che inneggia al passato rifiutando un futuro sempre più grigio. Sono ben consapevole del fatto che il passato sembra sempre migliore, soprattutto per il fatto che da bambini e da adolescenti tutto veniva vissuto in modo diverso, con più spensieratezza. Non è questo l’errore del classico anziano nostalgico, ma un’analisi il più possibilmente oggettiva.

Il postumanesimo è adesso

Ho visto e vissuto la differenza tra una vita meno invasa dai gingilli tecnologici e quella odierna. Devo rivelare un’informazione importante: il postumanesimo non è nel futuro, oggi siamo già nel periodo postumano, perché l’uomo non è più uomo da tanti decenni, se non secoli… solo che è avvenuta una forte accelerazione dopo gli anni novanta.

Si fa fatica a trovare un organismo in ottime condizioni di salute fisiche e mentali. Le persone sono sature di sostanze chimiche che non dovrebbero dimorare in esse, ne cambiano la conformazione ormonale nel corso degli anni, cosa che ho visto coi miei occhi accadere nel corso di qualche decennio. L’alimentazione è sempre più industriale e distante dalla terra, le nanotecnologie sono a mio parere già in uso da un bel po’, ma per quanto ne concerne non voglio approfondire dato che non posseggo prove di questo. Si tratta di un parere soggettivo.

Insomma, non desidero continuare nell’elenco per non fare il già sentito discorso similmente catastrofista, dato che non vorrei essere catalogato come complottista incazzato col mondo, o disfattista, o nostalgico ecc. Tuttavia, tutti possono fare tra sé e sé una breve analisi di coscienza, per rendersi appunto consapevoli di come tutta quest’accozzaglia tecnologica non sia riuscita nemmeno lontanamente a mantenere le promesse dei decenni scorsi. Questo mondo sempre più transumano non rende felice l’uomo a lungo termine. Questi gingilli donano un’euforia di breve durata che innesca processi droganti, di dipendenza. Così, l’individuo non è più nulla, non è più se stesso, o ciò per cui è nato.

E chi non ha ali non deve mettersi al di sopra di abissi

Siamo i figli del nostro ambiente, e allora nell’era postumana l’uomo diviene sempre più simile al suo ambiente elettronico. Anche i suoi processi di pensiero e i suoi comportamenti divengono meccanici, lineari, standardizzati. Non c’è creatività ma solo una “scelta” binaria tra 0 e 1, tra pollo o pizza, tra cinema o videogioco…

Siamo sempre più dipendenti dalle macchine in generale, e a questo ne segue una mancanza di libertà, di arbitrio, di individualità, di personalità. Quante volte mi avete sentito dire che la libertà è il combustibile della felicità?

Articolo consigliato: Che cos’è la libertà e come aumentarla oggi.

La nostra direzione diverge da quella comune

Detto questo, la speranza di un futuro migliore è ancora troppo futura, ed è ancora troppo speranzosa. Abbiamo avuto tutto il tempo per vedere i risultati di questa direzione, ma credo che ormai il sistema e la massa sia così imbrigliata e dipendente dalla tecnica che solo un evento catastrofico può riuscire in un cambio di direzione. Questo è il motivo del perché il Project Excape si rivolge al singolo! Non abbiamo nessuna fiducia nel movimento generale. Abbiamo spiegato nel dettaglio queste due direzioni in uno degli articoli più importanti del progetto: Ritornare umani per ritornare a sentirsi felici.

La modernità è un patto. Tutti ci impegniamo a rispettarlo il giorno in cui veniamo al mondo e sappiamo che regolerà le nostre vite fino a quando moriremo. Solo pochi noi riescono a rescinderlo o a trascenderlo. Determina il modo in cui ci nutriamo, le nostre occupazioni, i nostri sogni; stabilisce dove possiamo vivere, chi possiamo amare e come possiamo morire. A una prima occhiata, la modernità può sembrare un patto estremamente complicato e per questo pochi cercano di comprendere davvero i termini di quanto hanno sottoscritto. Proprio quando si scarica un nuovo software e ci viene richiesto di firmare un contratto di licenza che consta di dozzine di pagine scritte in giuridichese: diamo un’occhiata, scorriamo rapidamente fino all’ultima pagina, spuntiamo la casella “Accetto” e poi ce ne dimentichiamo. Ma a ben vedere si tratta di un patto molto semplice, e il contratto può essere riassunto in una sola frase: gli esseri umani accettano di rinunciare al significato in cambio del potere (Homo Deus, Harari).

A un aumento del progresso tecnico è corrisposto un…

Ciò che a me spaventa sono gli uomini acuti, intelligenti e ben istruiti che però conducono uno stile di vita errato (disumano), imposto dal modello sociale corrente. Per questo fatto essi fraintendono la natura del mondo, dell’uomo e della vita, ma lo fanno in modo così acuto e accattivante che le loro teorie diventano lucenti e granitiche.

Molti di questi uomini portano avanti quella credenza che afferma: La tecnologia non è un male, dipende da come la usi, argomentazione a cui ho già risposto in: Ho tutto ma sono triste: il fallimento del progresso tecnologico.

Questo è uno dei più grandi principi ideologici del postumanesimo o transumanesimo, anche se ci sono delle differenze tra i due termini che secondo me passano tranquillamente in secondo piano, dato la loro identica prospettiva. Non nego la propensione morale dei transumanisti, del loro auspicio di miglioramento delle condizioni di vita umane, che è il nostro stesso obiettivo (come scrivevo in un articolo simile), ma sono i fatti a parlare. Più il progresso tecnologico cresce più l’uomo è diviene malato, depresso, alienato, debole, timoroso… E, attenzione, non sto parlando di comodità.

Postumanesimo - Problemi

Il solito circolo vizioso della soluzione al problema che crea altri problemi

Qualcuno potrebbe contrastare queste parole, e sarei ben felice di questo, potrebbe nascere una discussione costruttiva. Ma ancora una volta i fatti parlano. Il principio postumano dichiara di voler superare l’invecchiamento e la mortalità dell’essere umano e tutti i limiti connessi. Questo significa una mancata accettazione dei cardini dell’universo biologico, cosa assai pericolosa. Si cerca di aggirare un problema quando non esiste nessun problema. Da questo pensiero non può che nascere una serie infinita di compromessi che donano un vantaggio a breve termine ma creano danni irreparabili nel lungo periodo.

È inutile innestare una parte meccanica nel cervello di un non vedente col pretesto di proiettare in lui una realtà artificiale. Potrebbe donare del sollievo momentaneo, dell’euforia, della contentezza, ma ogni cambiamento ha conseguenze. Nel particolare, ogni modifica nel corpo ha conseguenze mentali e spirituali. In questo caso, stiamo parlando di innestare componenti non biologiche in un organismo vivo, biologico, fatto di strutture totalmente diverse da queste.

Una struttura che non è viva all’interno di una struttura viva non dovrebbe essere chiamata biocompatibile, come al contrario viene spesso fatto. È anche vero che in certi casi è bene accettare qualche compromesso, come ad esempio la risoluzione dei danni da trauma, vedi protesi ecc. tuttavia ci penserei più di cento volte a farmi aprire il cranio per metterci dentro un chip o qualsiasi altra diavoleria che non ha una genesi naturale e una struttura biologica.

Robocop Vs Homo

Sia noi, come lo stesso principio del postumanesimo, crediamo di poter ravvivare un potenziale umano ancora inespresso. Come immaginerete, le due direzioni sono totalmente agli antipodi. Se il transumanista crede di poter raggiungere questo potenziale con gli innesti meccanici, o comunque seguendo i principi tecnologici, noi siamo più affini alla terra, alle origini, senza per questo dover tornare nelle caverne. Non sto certo dicendo questo, anche se a molti gioverebbe di certo. 😉

In sostanza, se questo tipo di movimento vuole vedere la creatura che siamo oggi trasformata in superuomo, il Project Excape la vuole nuovamente umana, come in origine ma con la conoscenza e la consapevolezza odierna, nuovamente vicino alla condizione di Homo Sapiens.

Troppe nozioni poche azioni, troppo tempo nel pensare poco nel fare

Ripeto che questo non vuole essere l’ennesimo discorso che decapita il nostro periodo storico senza proporre nessun altro tipo di finalità. Possono essere questi degli interessanti mezzi informativi, ma poi bisogna passare oltre, perché alla fin fine si tratta sempre di ciò che si può fare o non fare nella propria esperienza. Altrimenti restano sempre e solo parole e, parlando parlando, la vita ci sfugge di mano, transumanisti o meno. La nostra risposta l’abbiamo resa sotto forma di percorso online, basato su un modello pratico di ristrutturazione organica e psichica denominato “PsychoBioSystem”. Questo però non è più disponibile, quindi consiglio la lettura della serie Radice, per conoscerne una buona parte.

Dovendo raggruppare e generalizzare un po’, esistono tre vie che divergono da quella classica del lavorare per soddisfare le normali funzioni di sopravvivenza, darsi piacere coi mezzi somministrati dal sistema e finita che sia. Parlo della via transumanista, che comunque ha molti tratti in comune col percorso classico. Esiste poi una via che si distacca dal mero materialismo e si professa più spirituale. Infine c’è la via che fornisce il Project Excape.

Tre vie: dal transumanesimo alla spiritualità alla terra

La prima via viene maggiormente accettata da quasi tutte le persone nate dagli anni novanta in poi, ma anche da una grande parte nati negli anni ottanta e settanta. Ed è naturale, dato che (quelli nati dopo il novanta) non hanno osservato quell’accelerazione di cui parlavo, dato che ci sono nati dentro.

La seconda via viene per la maggior parte sposata da persone più attempate, per i motivi che più volte ho spiegato in questo blog.

La terza via è quella che si distanzia dall’artificialità estrema della tecnica così come dalle falsità di mondi celesti e metafisici, che non prevede nessuna appartenenza a nessun tipo di categoria, se non in quella di essere umano.

La scelta è tra un periodo postumano, un postumanesimo sempre più egemone delle vite dei singoli, e una via più spirituale, che di spirituale ha ben poco nella maggior parte dei casi. Oppure, si può optare per quella via che riavvicina alla terra. Ognuno è malleato dall’ambiente in cui vive, ma giungono spesso dei momenti, nella vita di ognuno, in cui si sente che qualcosa non va, e da quel momento può ribaltarsi ogni cosa. Non reprimere mai quel sentimento. Per completare il discorso consiglio anche la lettura dell’articolo sui transumanisti che trovi linkato subito qua sotto.

Articoli consigliati: Chi sono i transumanisti e perché starne lontani e Popper e falsificazionismo: la scienza non è certa.

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