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I pensieri spirituali del bosco in autunno

Articolo I pensieri spirituali del bosco in autunno

Oggi ho voluto fare lo spaccone e, spavaldamente, ho infilato le Five Fingers per andare a immergermi, dopo troppo tempo, nella natura. Dopo un lungo periodo da buon ometto civilizzato, dopo interminabili giornate costretto all’immobilità fisica dai compiti civili e sociali, dopo l’atrofizzazione dei muscoli e delle articolazioni, ho voluto finalmente ricongiungermi a ciò che sento più affine al mio essere. È per questo che mi sono imbattuto nei pensieri spirituali della natura.

I pensieri spirituali del bosco in autunno

« Ma non puoi, caro uomo »,  mi hanno suggerito gli alberi « entrare nel nostro luogo con boria e inconsapevolezza della tua debolezza ».

Non ho dato ascolto ai primi pensieri spirituali del bosco. Non sono riuscito nemmeno a sentire la sua voce fatta di non parole. Risultato? Dopo alcune ore di cammino, con il tremolio delle gambe che cominciava a schernire il mio orgoglio, ci ho quasi rimesso una caviglia e un ginocchio. È in quel momento che ho iniziato a percepire il pensiero delle foglie, dei sassi, dei ciuffi erbosi e delle lucertole che mi intimavano a tornarmene al sicuro nel mio nido artificiale.

Le foglie, i sassi

« Torna giù, oggi non sei adatto a questo luogo ».

Se avessi avuto la coda, l’avrei tenuta tra le gambe tutto il tempo. La giornata di oggi è stata un insegnamento grazie ai pensieri spirituali che mi sono giunti. So bene anch’io di non essere pronto a ritornare attivo e naturalmente più vicino alla mia vera essenza umana. Spesso mi isolo nei boschi, non per un motivo particolare, mi va di farlo e lo faccio. Qualche volta però (capita di rado) mi giungono delle informazioni.

Sinceramente non conosco ancora la fonte. Forse sono gli alberi, le formiche, il vento o l’insieme di tutto ciò a parlarmi. Non so se è una mia auto-illusione, o l’altro me stesso che parla con me. Sinceramente non mi interessa più di tanto. Preferisco focalizzarmi sul pensiero.

Quel giorno i ciondolanti rami spezzati, le foglie cadenti e imbrunite, gli alberi smunti, rachitici e così immobili, mi hanno rivelato la decadenza dell’autunno. Di primo acchito la cosa non ha rincuorato il mio stato d’animo. Tuttavia, qualche secondo dopo, tutto mi è stato chiaro.

Decadenza e rinascita - I pensieri spirituali

L’autunno è decadenza, e la decadenza è morte. Ma l’autunno è una decadenza che contiene la consapevolezza della rinascita primaverile. Ogni foglia contiene il progetto del fiore futuro. Quando essa cade, quando va alla terra per morire, lo fa adagio. Essa non conosce il nostro significato di morte. Forse dovremmo imparare a morire dalle foglie d’autunno.

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