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L’oltreuomo di Nietzsche, dove sta andando l’umanità?

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Nietzsche inizialmente era un filologo, cioè colui che indaga l’origine delle parole, mentre in seguito cambiò rotta per prendere in causa diverse tematiche. Tra queste analizzò la tragedia, il superuomo, Dio è morto, il nichilismo e l’eterno ritorno. Ciò che a noi interessa particolarmente è il pensiero di Nietzsche riguardo al superuomo, o oltreuomo. All’uomo che deve venire, perché per l’uomo odierno è giunto il momento di tramontare.

L’avvento dell’oltreuomo

Per molti siamo alle soglie di un cambiamento epocale: la venuta di un tipo di uomo oltre l’uomo. Per correnti di tipo spirituale new age, questa è la nuova era, cioè un periodo storico caratterizzato da mutamenti positivi in generale e da cambiamenti dello spirito umano. Una sorta di speciazione che evolverà l’essere umano in una creatura illuminata.

Alcune branche scientifiche invece sposano previsioni transumaniste, che vedono un superuomo robotizzato e potenziato artificialmente in un futuro molto più vicino di quel che si crede. Nietzsche, nella sua maggior opera Così parlò Zarathustra professava l’avvento dell’oltreuomo. Più che una previsione certa, si trattava della speranza dell’autore.

Noi del Project Excape, parlando dell’andamento della collettività e non del singolo, in base all’osservazione attuale, supponiamo una situazione diversa. Non siamo assolutamente in linea coi professi “spirituali” di stampo new age, perché il numero di persone che esulano dai comportamenti “normali” è molto esiguo, se comparato alla totalità del genere umano. Se poi si analizza la differenza tra i discorsi che promettono divinità in Terra e paradisi in Terra, e le azioni concrete dei “fedeli” di tali teorie, be’, questo numero si riduce a un granello di sabbia.

Non siamo nemmeno a favore della speranza (o previsione) di Nietzsche. Non crediamo nell’avvento di un oltreuomo nicciano, di cui leggerai tra poco le peculiarità. Purtroppo, l’osservazione non ci rimanda futuri rosei di pace, amore, baci, abbracci e positività. Siamo più in linea con la previsione transumanista (come previsione e non certo come ideologia) e con altre teorie scientifiche che affermano una degenerazione fisica-mentale (e dunque spirituale) dell’uomo rispetto ai nostri progenitori. Una delle svariate prove di questa prospettiva risiede nell’indiscutibile coesione di uomo e ambiente; basta osservare la degenerazione ambientale per comprendere lo sfacelo futuro dell’uomo.

Oltreuomo di Nietzsche - Non uomo

L’uomo non è più uomo

L’uomo non è più uomo da molti secoli ormai, forse millenni. Si potrebbe dire che ora sto cercando di delimitare un concetto che non può di certo competermi. Come posso affermare che cos’è l’uomo e cosa non può essere definito uomo? Non per nulla l’uomo è l’unica creatura della Terra a possedere particolarità e potenzialità estranee alle altre. Come si potrebbe dare un limite a ciò che è umano? Mi rendo conto di questo, ma da un altro punto di vista, nelle mie considerazioni cerco di essere sempre ispirato dai moti e dai disegni del mondo, della natura. Non sono certo così presuntuoso da poter innalzare a verità “cose mie”. Questo per dire che ogni specie vivente possiede un range, un raggio d’azione da cui non può uscire. Da cui non sente nemmeno di dover uscire. Ad esempio, una rondine, che spesso possiamo osservare sotto i tetti delle nostre abitazioni, è portata al volo, al zampettare tra i rami, alla ricerca del verme per il proprio nutrimento. L’idea di nuotare sott’acqua o di comporre uno sformato di vermi, foglie e susine per lei non è nemmeno contemplata.

Questo discorso lo si potrebbe fare anche per l’uomo, quando viene studiato e compreso l’habitat a lui più congeniale. Tuttavia l’essere umano è l’unica specie che può decidere di evadere dal proprio range. Uscire dal proprio range, però, non è garanzia di positività, anzi, secondo noi la maggior parte delle volte non lo è. Questo fatto è dimostrato dall’attuale situazione mondiale. Abbiamo creato delle isole d’immondizia e plastica nei mari che vanno dalla grandezza della penisola iberica fino a ricoprire quella degli Stati uniti d’America!
Questa è la dimostrazione che uscire dal proprio range senza le adeguate conoscenze è quasi sicuramente deleterio. Si tratta di un libero arbitrio inconsapevole. Ti consigliamo di leggere questo articolo per approfondire l’argomento e la filosofia di questo progetto: Ritornare umani per ritornare a sentirsi felici.

L’oltreuomo è già presente

L’inutilità di aspettare l’avvento dell’otreuomo è quello che sto evidenziando, perché l’oltreuomo è già qua. L’oltreuomo è l’uomo che ha valicato i propri confini umani. E questo è cominciato agli albori della civiltà. Con tutte le modifiche del caso, ambientali e perciò fisiche, mentali e spirituali, si può dire che facciamo tutti parte di una diversa specie di uomo. Ma si tratta di un superuomo in stile nicciano? Non credo proprio. Siamo uomini oltre l’uomo originale, ma non di certo superuomini.

Quando si esce dal range umano si può avere la possibilità di raggiungere lo stato di superuomo, ma, come ho detto, senza le adeguate conoscenze e motivazioni non forzate o indotte da cambiamenti coercitivi, le probabilità di incorrere in strade inumane e atrofizzanti sono molto più alte. Nasciamo uomini originali, con la potenzialità di divenire un superuomo come sognato da Nietzsche, ma la civiltà ci insegna e costringe ad essere sempre meno umani. Già dal pannolino e il ciuccio, agli svezzamenti innaturali, agli schermi degli smartphone che cominciano a creare menti lineari in bambini di pochi mesi o qualche anno. Vite chiuse in piccoli appartamenti, occhiali, farmaci e rimedi che mettono il bavaglio ai messaggi del corpo

In fondo siamo tutti portati al miglioramento perché il sistema ci ha pian piano peggiorato. Questa scelta giunge ad ogni umano prima o poi. Seguire le imposizioni del sistema o la propria natura (quando compresa)? Questa è una delle scelte più coraggiose, ma non di certo difficile, perché nulla è difficile per l’uomo che ha compreso.

È la collettività a creare e strutturare il singolo, non certo l’inverso. Questo è il modo che la collettività usa per perpetuare se stessa.

Il superuomo di Nietzsche: volontà di potenza

Ma quali sono le qualità di questo benedetto superuomo? Sia chiaro che non parliamo di un X-men, di un uomo potenziato, di un transumano robotizzato. Si tratta di un essere che si trova in una situazione completamente diversa dall’uomo attuale, una condizione superiore, e quindi difficilmente spiegabile.

In sostanza, il superuomo si dissocia totalmente dalle forme metafisiche che elevano anima o spirito e mortificano il corpo. Il superuomo non si rifugia nella metafisica, nelle religioni, nella speranza di qualcosa dopo la morte. Accetta in modo totale la vita, anche se dovesse ripetersi all’infinito nelle stesse modalità, così da rivivere le medesime sofferenze all’infinito (teoria dell’eterno ritorno). Questo è coraggio allo stato puro. Non si lascia soggiogare dagli istinti più bassi, animali, è soltanto lui a decidere le proprie azioni e ragioni. L’oltreuomo nicciano è un essere che uccide la sua parte animale, debole e famelica, ed è sospinto da una volontà di decisione, una volontà di potenza che tutto può fare in modo autonomo. Una volontà creatrice, che crea nuovi valori per approcciarsi alla realtà in modo totalmente nuovo dal precedente uomo. Il superuomo è l’uomo più forte nel senso filosofico del termine.

Nietzsche membro del Project Excape

Nietzsche sarebbe potuto essere un forte sostenitore del nostro progetto, per alcuni aspetti della sua filosofia. Qualche tempo dopo l’avvio del Project Excape mi sono sorpreso molto nel vedere le somiglianze filosofiche tra noi e Nietzsche. Se ci leggi fin dall’inizio, ricorderai il nostro primo motto: prima di chiedere aiuto al Cielo impara a stare sulla Terra.

Questo potrebbe rappresentare in modo perfetto il pensiero di Nietzsche, la filosofia del superuomo potrebbe rispecchiare alcune delle nostre tesi. Ogni volta che trovo nei grandi autori concetti a cui sono giunto dopo aver osservato, ragionato e provato, la cosa non può che darmi sicurezza e incoraggiamento.

Commettere il sacrilegio contro la terra, questa oggi è la cosa più orribile, e apprezzare le viscere dell’imperscrutabile più del senso della terra (Nietzsche).

La contrapposizione tra Nietzsche e le teorie spirituali della sua epoca, in particolar modo la religione cattolica, rispecchiano la contrapposizione tra questo progetto e la spiritualità moderna e illusoria. Anche se la nostra è soltanto una differenza di vedute, noi non vogliamo assolutamente schierarci contro qualcuno. Sono i concetti a entrare in contrasto, perché noi non amiamo i contrasti fini a se stessi.

Non sono tutte rose e fiori tra Nietzsche e il PX. Esistono molte raccomandazioni nicciane che al contrario cozzano con la nostra filosofia.

Le differenze tra il superuomo nicciano e quello del Project Excape

Nietzsche ha parlato spesso di accettazione totale della vita, e noi siamo in totale accordo con questo, tuttavia il filosofo intendeva questa accettazione come un’azione doverosa, difficoltosa, faticosa, pesante. Molta della sua filosofia si fonda sulla durezza della vita e sulla codardia nello sfuggire da questa durezza terrena nei conforti metafisici. In questo caso, per quanto riguarda la durezza della vita siamo in disaccordo. Perché ogni difficoltà, secondo noi, è generata dall’ignoranza umana, da cause create dal nostro modo artificiale di vivere. Accettare ogni singola cosa della vita non equivale a non poter scegliere di scansare ciò che non ci piace e ambire a ciò che ci fa stare meglio.

Se quindi il superuomo nicciano accetta le sofferenze e le ritiene indispensabili per la sua futura corazza, l’oltreuomo da noi immaginato è l’uomo dell’alba dei tempi, o quanto più vicino a questo. Come disse Diogene il cinico, nessuno patisce danno se non per propria mano. L’uomo originale è un essere che conosce quasi ogni cosa di se stesso e del suo ambiente, conosce la logica, e il buono del perché le cose sono come sono, ed è consapevole dei pericoli al di fuori della zona umana. Non è stato istruito da continue sofferenze, che al contrario di quanto si pensa, possono rafforzare solo se vengono comprese e abbandonate in un periodo di tempo non troppo esteso. Le sofferenze e le battaglie distruggono l’uomo giorno dopo giorno, vuoi perché esso non ne comprende i messaggi e continua ad errare, vuoi perché le sofferenze non vengono mai arrestate. Altro che corazza, possiamo vedere oggi quali sono i risultati delle sofferenze senza fine.

Solo quando la sofferenza comincia ad essere vissuta, per la grande “fortuna” e possibilità che siamo vivi in questo momento per poterla provare, la si può comprendere e abbandonare, e in seguito scansare a piacimento (sofferenza da non confondere col concetto di sofferenza eterna, sempre presente nel sottofondo umano, delucidato nel credo buddista).

Articolo consigliato: A cosa serve la filosofia? Te lo spiega un ignorante.

Origine Vs Ignoto

La nostra direzione punta a un oltreuomo, a un uomo nuovo ma simile a quello dell’origine. Riappacificato al proprio ambiente, riavvicinato ai propri parametri originali, sia nel fisico che nella mente che nello spirito. Questo è uno dei primi scopi del pilastro più importante del progetto: la Radice.

Il pensiero di Nietzsche invece punta verso un superuomo che non è ancora mai venuto. Punta dunque verso l’ignoto. Questa è una delle differenze più marcate tra il Project Excape e il suo superuomo. La nostra idea di uomo originale non significa retrocedere, regredire in un primitivismo inconsapevole. Non si torna indietro. Per descrivere il nostro cammino ci piace usare la frase che fa da titolo a uno dei testi di Vadim Zeland: avanti nel passato.

Oltreuomo di Nietzsche - Direzione

Dove stiamo andando?

Ma la direzione della popolazione umana non sembra andare di certo verso l’uomo originale, e nemmeno al superuomo nicciano. Secondo noi l’uomo del futuro sarà un essere sempre più lontano dai suoi parametri primordiali, e quindi sempre più malato, infilzato da palliativi artificiali, sempre più infelice.

Scorgiamo una direzione transumana con connotazioni spirituali, le quali fanno da fazzoletto alle lacrime di una vita vissuta all’estremo delle proprie caratteristiche. Una realtà meccanica giustificata dalle famose astrazioni “spirituali”: tutto va bene così, è così che deve essere. Informazioni che contengono della verità se comprese e rapportate alla vita del singolo, ma non all’andamento della società umana. La new age, questo nuovo periodo lo vediamo sempre più come spirituale di facciata, ma molto animale (nel senso bestiale e feroce del termine) nei veri scopi e nella pratica concreta.

Noi siamo l’ambiente, ecco perché le teorie new age non stanno in piedi

Secondo noi il vero uomo di spirito è colui che varca i confini umani da una situazione di origine, in modo da sapere che cos’è e dove vuole andare. Il vero uomo è colui che si sente spinto a varcare i confini umani, non per sofferenza, ma per vocazione. L’uomo spirituale medio di oggi invece si trova sperduto nel mondo spirituale perché non è partito da una condizione di origine umana, sa poco e nulla del mondo e di se stesso. Per questo il percorso del Project Excape è molto più umile, autentico, attuabile ed efficace delle varie propagande definite spirituali. Non vuole sondare l’ignoto ma avvicinarsi al noto, e solo da quella posizione sondare ciò che non è noto.

La falsità delle teorie celesti che vedono un’evoluzione della specie umana in divinità in Terra, in un innalzamento collettivo della vibrazione (di non si sa bene che cosa), in un risveglio di massa, le possiamo riscontrare nel mondo che ci circonda. Come ho detto, essere vivente e ambiente sono la stessa cosa, uno rispecchia la condizione dell’altro. Pertanto, ti sembra forse di vivere in un mondo con una società illuminata, guidata da alti valori etici, morali, spirituali? Ti sembra forse una società risvegliata, un mondo pulito e sincero?

È inutile ricercare percorsi spirituali quando il tuo piano fisico e quello mentale sono disumanizzati. La (vera) spiritualità è la normale conseguenza del ritorno a un “piano” più umano.

Un barlume di umanità

Eppure c’è ancora un barlume di umanità in tutti noi, anche negli esseri più disumanizzati. Siamo nati umani originali, e tutti possediamo la possibilità e il desiderio di tornare uomini. Che si riesca o meno in questa scelta, tendere a questa scelta può portare solo benefici alla propria vita, a quella dei nostri cari e al mondo intero. Perché l’etica, secondo la mia interpretazione, non significa sacrificare la propria vita per qualcosa di più grande. L’etica si traduce in questo precetto: ciò che è bene per me è bene per il mondo. Ma per conoscere il bene, che non consiste nell’assuefazione del piacere, bisogna essere veri umani.

Come Nietzsche ha detto, anche chi rinuncia alla vita terrena per sposare una speranza celeste prende una scelta, possiede una volontà di potenza, per quanto esigua. E questo dimostra quel barlume di umanità che mai potrà estinguersi totalmente fin quando si è in vita.

L’ideale ascetico ha preso il suo indirizzo: questo odio contro l’umano, più ancora contro il ferino, più ancora contro il corporeo, questa ripugnanza ai sensi, alla ragione stessa, il timore della felicità e della bellezza, questo desiderio di evadere da tutto ciò che è apparenza, trasmutamento, divenire, morte, desiderio, dal desiderare stesso – tutto ciò significa, si osi rendercene conto, una volontà del nulla, un’avversione alla vita, una rivolta contro i presupposti fondamentalissimi della vita, e tuttavia è e resta una volontà! L’uomo preferisce ancora volere il nulla, piuttosto che non volere. Anche l’ideale ascetico esprime pur sempre una forma di volontà e, in quanto tale, è anch’esso espressione della vita; l’unica differenza è che tale volontà ha per oggetto il nulla (Nietzsche).

L’oltreuomo è già presente, il suo avvento non deve essere atteso. Ciò che va atteso è l’avvento del vero uomo.

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