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Nutrizione alimentare: fai la differenza per la tua energia vitale

Immagine Nutrizione alimentare: fai la differenza per la tua energia vitale

Il cibo vivo - Nutrizione alimentare

Un semplice esperimento per avvicinarci alla nostra natura

Qual è allora la nutrizione alimentare più consona a un alto livello di energia vitale? Se segui da tempo le nostre argomentazioni saprai che la nostra risposta non giungerà a nulla di artificioso. Anzi, tenderà alla semplicità di uno stile di vita originale (inteso come origine dei tempi).

Prova a fare un piccolo esperimento. Partiamo dal presupposto che il luogo naturale in cui viviamo offra del cibo in diverse forme per diverse specie. Non tiene assolutamente conto delle elaborazioni a cui possono venir sottoposti questi alimenti, come ad esempio la cottura o il condimento. Reperisci quindi un pezzo di carne, un uovo, un chicco di riso o un singolo rigatone o fusillo. E ancora una nocciola, una foglia d’insalata, un pomodoro, una pesca o una mela. A questo punto prova ad annusarli, poi assaggiali o prova a mangiarli. Attenzione, tutti questi alimenti devono essere rigorosamente crudi e privi di alcun tipo di condimento. Anche se il nostro senso del gusto è completamente sballato dai cibi artificiali non sarà complicato per il tuo corpo farti capire quali sono gli alimenti che madre natura offre alla nostra specie.

Spesso il nostro progetto afferma di voler condurre alla Terra prima di guardare al Cielo. Per questo motivo preferiamo attenerci alla saggezza della Terra piuttosto che alle rassicurazioni delle informazioni del sistema. Il sistema cerca solo e soltanto la nostra energia vitale e il profitto monetario. Preferiamo attenerci a ciò che la Terra ci dona riducendo per quanto possibile tutte le elaborazioni che l’uomo civilizzato si è inventato. Dopo questo discorso, lo dico in due parole: mangiamo cibi crudi, e con meno condimenti possibili..

Lo so, può sembrare una raccomandazione proibitiva, inattuabile nel contesto moderno, ma per favore, non metterti dei paletti prima ancora di aver cominciato il percorso. Chiediti sempre da che punto di vista stai guardando la questione. Ricorda che stiamo discutendo di un contesto atto ad accrescere l’energia vitale e la qualità della propria vita, nient’altro.

Nutrizione alimentare originale: cibo vivo per essere vivo

Noi non vogliamo far diventare vegano o vegetariano nessuno. Noi in primis non ci definiamo con simili etichette. Stiamo solo spiegando ciò che è necessario attuare per possedere un alto grado di energia vitale. Sta al lettore praticare o meno le informazioni divulgate.

Siamo esseri vivi e abbiamo bisogno di nutrirci di strutture vive. Anche un bambino che non è stato infettato dalle pratiche sociali lo può capire. Quando un cavolfiore o una rapa viene sradicata dal terreno comincia a deteriorasi, a marcire, ossia a morire. Più giorni passano dal quel fatto più la radice, la pianta o il frutto tenderà a peggiorare. Tenderà a morire, ad andare in putrefazione. La cottura accelera questo processo in maniera esponenziale. L’alimento diverrà perciò “morto”. Se noti, un alimento cotto dura di più, perché una materia morta è un terreno dove certi tipi di batteri proliferano in modo molto minore. So anche che ora potrò sembrare estremista, ma ricorda che parlo sempre da un punto di vista energetico: la cottura è una delle migliori invenzioni per la sopravvivenza, ma una delle peggiori per la vita vera (colma di energia).

Articolo consigliato: Microbiota e microbioma umano: loro decidono la tua vita.

Il processo di cottura fa evaporare l’acqua colma di sostanze nutritive. Elimina in pochi minuti tutti i microorganismi vivi contenuti nell’alimento. Ne modifica la microstruttura cambiando sostanze chimiche da adatte a cancerogene. L’alimento crudo e fresco, quello che contiene un tasso di energia vitale maggiore, è la frutta, che è stata progettata dalla natura per la specie umana. Possiede tutte le sostanze nella quantità equilibrata per l’organismo umano. Già solo il fatto che non serve cuocerla ne condirla per mangiarla (senza disgusto) dovrebbe farci capire la logicità della questione. La natura predilige sempre la via più semplice.

C’è ancora molto da dire sull’alimentazione

Ora, la questione è ancora molto pregna di informazioni. Potrei consigliarti di adornare la tavola con tanta frutta e verdura cruda di stagione, ma tutti noi arriviamo da stili alimentari completamente sregolati e malsani, perciò saranno necessarie delle modifiche graduali per non incorrere in effetti indesiderati. Se vuoi saperne di più puoi scriverci personalmente. Ricorda comunque che stiamo portando la nostra esperienza. Non abbiamo la supponenza di dirti qual è il percorso più adatto a te, ma tieni conto che facciamo tutti parte della specie umana.

Voglio dire a chiunque sia interessato a questo tipo di percorso di non cominciare a farlo con un atteggiamento di rinuncia. Puoi mangiare tutto quello che vuoi al principio. Quando comincerai a fare i primi passi sentirai fisicamente quali sono gli alimenti morti, privi di carica vitale. Non rinuncerai a nulla. Anzi, ti riapproprierai del tuo livello energetico, troppo a lungo trascurato.

C’è una guerra di informazioni nel settore dell’alimentazione che fa paura. Ognuno dice la sua per portare acqua al suo mulino. Ognuno ha la sua pillola magica, la sua idea di alimentazione sana e corretta. Le persone oggi sono del tutto perse e rincitrullite dalle continue raccomandazioni. Bevi il latte che ti da il calcio, mangia il salmone che ti servono gli omega 3, mangia quel cibo che è ricco di zolfo, quell’altro contiene il ferro ecc.

Lasciate perdere, queste sono tutte cazzate

Il Project Excape esorta sempre alla pratica. Solo tramite la sperimentazione potrai realmente capire la verità e ciò che funziona. Lo vedrai nella vita di ogni giorno. Voglio darti un ultimo consiglio. Se vuoi dare avvio ad uno stile di vita alimentare di questo tipo, comincia col fare e non col parlare: fai e stai zitto. Non sprecare parole ed energia con chi ti attacca o con chi ti deride. I fatti parleranno, nient’altro.

Chi ti dice che non ti godi la vita, che rinunci ai piaceri della vita perché non ti concedi la grigliata estiva non ha provato la lucidità mentale e il vigore fisico che derivano da un corpo e una mente liberi da tossine. Chi pensa che il piacere di vivere si traduce in quei quaranta secondi zuccherini mentre si ingurgita un bombolone alla crema ha una concezione molto bassa del godersi la vita, secondo me. E ha una concezione molto bassa anche di se stesso. Ma questo non dovrà vietarti la grigliata o la bistecca, niente deve essere vietato. Solo tu potrai scegliere se fare a meno o no di alimenti che non ritieni necessari.

Preferisci un alto vigore che infonde un costante stato d’animo gioioso, che ti conduce all’azione priva di sforzo, oppure un bombolone alla crema, che ti offre quaranta secondi di scarso piacere, ma che poi innesca un senso di colpa, dove giorno dopo giorno, cornetto dopo cornetto, ti attira nel baratro di un’esistenza priva di energie, infruttifera e dunque infelice? Come spesso ripeto: è sempre una questione di scelta. Sappi che un tipo di nutrizione alimentare lontana da quelli comuni è alla base di un alto livello di energia vitale.

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14 commenti su “Nutrizione alimentare: fai la differenza per la tua energia vitale”

  1. Ciao Andrea! Dopo qualche newsletter soltanto annusata, arrivo a leggere questo tuo articolo interessante e molto logico. Non hai urtato i miei sentimenti alimentari, perché la penso come te. I cibi di origine animale sono molto limitati nella mia alimentazione, un cambiamento prodotto qualche anno fa (non solo per me, ma per tutta la famiglia) dalla lettura del libro di Foer “Se niente importa”. Quello che ho imparato è che i “sacrifici” di gusto in un cambio di regime alimentare sono soprattutto mentali. Per me è stato facile: assecondavo le mie nuove convinzioni, e in brevissimo tempo è stato il gusto stesso a rifiutare i cibi animali (che comunque sono soltanto una tessera del mosaico). Le energie, è vero, aumentano; ci si sente bene, più leggeri e mi verrebbe da dire “intensi”. Nel tempo si recupera anche l’istinto di cosa fa bene in un determinato momento e cosa no. Sento comunque il richiamo del crudo e del meno raffinato, perciò i miei prossimi passi andranno in quella direzione. Mi dispiace sentire come molte persone prendano spunto dalle proprie convinzioni alimentari per lanciarsi nelle stesse contrapposizioni e negli stessi sterili litigi che li collegano inesorabilmente a un modo di pensare non-connesso, che è l’origine prima del problema stesso. Grazie del post! Vado a rileggermi i precedenti.

    1. Andrea Di Lauro

      Ciao Grazia, non sai che piacere mi fa leggere il tuo commento. Il discorso sarebbe molto semplice, ma le convinzioni alimentari impiantate nei secoli richiedono numerose spiegazioni. L’articolo infatti ha richiesto qualche parola in più (come avrai visto), e dire che mi sono anche trattenuto. Ma potrei parlarne per giorni interi 🙂
      Sono molto contento anche di sentire la tua esperienza, molti punti sono simili a ciò che ho provato io, anzi, noi.
      Il libro di Foer non lo avevo mai sentito, ci do un’occhiata.
      Alla prossima e buona vita 🙂

    2. Alessandro Missana

      Mi aggiungo ad Andrea… per me il libro di Foer è stato il primo in assoluto a farmi pensare alle mie (cattive) abitudini alimentari È un gran libro, per un grande scrittore. Di lui ho letto anche “Ogni cosa è illuminata”, conosci?

      1. Vale la pena di dilungarsi su un argomento così complesso e importante. Si impegnano in tanti, e in tanti modi, a far circolare queste nuove idee (che in realtà sono antiche), e i risultati iniziano a vedersi.
        Ho provato a leggere “Ogni cosa è illuminata”, ma mi sono arenata dopo poche pagine; credo non fosse il momento giusto, ma ci riproverò, perché anche “Molto forte, incredibilmente vicino” mi è piaciuto molto.
        (Domanda tecnica: c’è un modo per ricevere via mail i vostri commenti?)

        1. Alessandro Missana

          Riprendilo secondo me 😉 … E grazie, non avevamo ancora implementato questa cosa dei commenti, ora dovrebbe essere tutto a posto, forse non funzionerà su questo articolo, o forse si 😀 … ma sui prossimi dovrebbe essere tutto a posto.

  2. A proposito del vostro motto, vorrei dire la mia: non credo esista un modo buono di vivere sulla Terra che non includa la dimensione spirituale (e con questo non intendo religiosa). O i due mondi arrivano a unirsi – con tutta la fatica del caso, visto che la cultura occidentale ha relegato nel mondo del fantastico tutto quello che non è materiale – oppure si vive per metà, con una visione parziale della realtà che non consente un’evoluzione armoniosa. Questo non mi impedirà di seguirvi con interesse.

    1. Andrea Di Lauro

      Infatti, è quello che cerchiamo di divulgare anche noi. Lo spirituale è stato relegato nel fantastico, o alterato in frangenti che di spirituale hanno ben poco. Nel motto è riassunta la strada che secondo noi si deve compiere se si vuole veramente avvicinarsi a una vita più umana, e in seguito più spirituale. Nel corso dei millenni la società da noi creata ci ha disumanizzato, perciò è indispensabile un ritorno alla propria umanità prima di parlare di vera spiritualità. Questo motto spiega in poche righe l’illogicità del mondo “spirituale” del marketing: Persone che dicono di essere degli esperti meditanti quando si ingolfano di ogni tipo di sostanza eccitante, narcotizzante, calmante, o che usano tale pratica per scappare dalla loro vita. Individui che parlano di molte di vite, di reincarnazioni, di regressioni, di discorsi con angeli che poi sono schiavi del denaro e piangono per i motivi più futili…
      Ma è quello che abbiamo già scritto nei precedenti articoli e che scriveremo anche nei prossimi. Cercheremo di stimolare il tuo interesse e di esserti d’aiuto. E non vediamo l’ora di imparare qualcosa di nuovo, magari dai tuoi interventi 🙂
      Ah, mi ero dimenticato di dirtelo, ma sei stata il “primo commento” del Blog. Ti spetterà uno scagno imbottito vicino al nostro trono quando avremo conquistato il mondo 🙂

  3. Chiedo scusa ma in questo capitolo mi manca qualcosa: Non trovo consigli o comunque indicazioni all’alimentazione, sempre ovviamente basati sull’esperienza.
    Grazie.

  4. Ciao Andrea, ti ho scoperto ieri per caso e ho letto tutti i capitoli con molta curiosità. Oggi ho riletto con molta attenzione il capitolo 5 perché l’alimentazione naturale è un argomento a me caro e di difficile attuazione in un contesto sociale che ti stimola di continuo a mangiare di tutto in ogni occasione, come ai giustamente sottolineato.

    Dal momento che mangio prevalentemente frutta e verdura cruda mi ritrovo in tutto quello che dici. E’ vero che quando stai sul crudo l’energia è ai massimi livelli e quando stai sul cotto, anche solo vegetale senza elaborazioni, l’energia sia fisica che mentale crollano.

    Mi ha molto incuriosito l’affermazione che abbiamo bisogno di mangiare poco e mi piacerebbe conoscere il tuo parere, se hai tempo e voglia, sulla quantità necessaria in un regime completamente crudista (neanch’io amo le etichette, uso il termine crudista solo per definire lo stile alimentare). Te lo chiedo perché pur mangiando crudo da oltre 7 anni (ad eccezione di occasioni “conviviali”), non mi sono ancora emancipato dal riempirmi la bocca e la pancia e mangio veramente tanto. Sento che potrei mangiare molto meno, sono consapevole di avere una dipendenza psicologia dal cibo da cui vorrei liberarmi e mi piacerebbe mangiare solo quando il corpo me lo chiede, ma non so distinguere l’appetito dalla vera fame (o forse lo so ma mi piace riempirmi la pancia). Mi piacerebbe conoscere il tuo parere in proposito. Grazie

    1. Ciao Vincenzo, parto col dire che il campo dell’alimentazione dovrebbe essere considerato molto distante dai settori scientifici. Semplicemente perché i fattori in gioco sono così tanti e così soggettivi che a fatica si riesce a trovare un modello unico e perfetto per tutti. Questo non toglie che facciamo parte della stessa specie, e un modello più adatto a noi esiste, anche se questo deve per forza cambiare col cambiare di tutte le circostanze ambientali.

      Mi spiego: Per logica, il modello alimentare più adatto all’uomo è quello che viene fornito da un habitat più adatto ad esso, se pensiamo a questi due fattori, sono quelli in cui non è necessario alcun tipo di artefatto: proteggersi dai cambiamenti climatici con costruzioni fuori contesto, vestirsi, elaborare il cibo per renderlo commestibile… Tutto ciò che ci vede a faticare dalla mattina alla sera per la sola sopravvivenza.

      Tenendo quindi conto dell’intero contesto, non sarebbe logico cercare di eseguire il modello più adatto in un contesto inadatto, ma tendere ad esso con rilassatezza. Se è nostra convinzione che il modello più adatto è quello di mangiare 100% verdura e frutta cruda, ma abitiamo in Norvegia, probabilmente il rischio di far peggio è maggiore. Parlando per la mia esperienza, abito in Nord Italia, al confine con l’Austria, dove gli inverni sono lunghi, molto lunghi, e le altre stagioni piovose, molto piovose. Nei mesi in cui babbo natale e la befana scorrazzano nei cieli trovo pochissime varietà di frutta e di pessima qualità, che quasi quasi è molto meglio sostituire con altro. Quindi sono costretto ad adattarmi all’ambiente in cui vivo in altri modi. Aumentare più i cibi grassi, tipo la frutta secca, i cereali integrali, qualche legume ecc. e facendo scorpacciate di tutte le verdure di stagione. Come ho detto l’importante è tendere al modello più adatto senza stressarsi, in base al contesto in cui ci si trova.
      Senza contare che tutto questo è connesso all’attività fisica svolta, all’attività mentale, al quantitativo di stress, al lavoro.

      Ho voluto scriverti questo perché non credo esista una quantità da poter consigliare. Se proprio dovrei dare un suggerimento, quando senti la mente che ti dice “dai, mangiamo qualcosa”, aspetta 10 minuti prima di farlo. E se dopo quei 10 minuti la voglia scompare di sicuro non era fame. Se invece la voglia ti martella tutto al giorno, allora quella è vera e propria dipendenza da un particolare cibo (zucchero ad esempio). Saprai benissimo che la maggior parte delle volte mangiamo per noia, e soprattutto per darci piacere, per compensazione. Ma, di nuovo, se ad esempio siamo persone che non si fermano mai, e fanno molta attività fisica, e se siamo indirizzati verso un alimentazione non elaborata dalle mani dell’uomo, mangiare a sazietà è l’ultimo dei nostri problemi.

      Anche sul discorso calorie e giusti quantitativi ci sarebbe molto da dire, perché in primis, ho sfatato quei modelli con la pratica, e stanno ormai cedendo il passo alle ultime scoperte riguardo al microbiota intestinale

      Fammi sapere se hai qualche altro dubbio, magari dalle tue domande me ne tolgo qualcuno anche di mio 😉 a presto.

      1. Innanzitutto grazie per il tempo che mi hai dedicato.

        Sul discorso calorie mi trovi pienamente d’accordo, da quando mangio crudo mangio solo secondo le voglie del momento e sono disinteressato alla ripartizione dei nutrienti.

        Sto alla grande e sono guarito da un’allergia ai pollini trentennale (via per sempre asma, antistaminici e broncodilatatori).

        Del microbiota ne so poco e niente ma mi hai messo curiosità, magari mi andrò a leggere qualcosa.

        Si, come dici tu quando ho fame dovrei aspettare 10 minuti per vedere se la fame persiste e resistere alla tentazione di mangiarmi tutto l’ecosistema 🙂

        Mi complimento per il tuo blog, hai un modo di spiegare le cose in modo molto lucido e riesci a creare nel lettore una chiara immagine di quello che intendi. Continuerò a seguirti e se ho altre domande non mancherò di scriverti.

        1. Grazie mille dei tuoi feedback Vincenzo, ti consiglio anche di guardare alcuni video su Youtube riguardo al microbiota, c’è più materiale di ciò che si potrebbe pensare.
          A presto.

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