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Nutrizione alimentare: fai la differenza per la tua energia vitale

Immagine Nutrizione alimentare: fai la differenza per la tua energia vitale

Convinzioni - Nutrizione alimentare

Convinzioni alimentari trapassate

Se da una parte quindi abbiamo la nostra vera natura e struttura umana, che semplicemente ci dice che siamo esseri assolutamente non sedentari e che si nutrono di pochi alimenti non elaborati, dall’altra troviamo quella creatura che ancora chiamiamo uomo che si gonfia tre, quattro, cinque volte al giorno di cibo trastullato, devitalizzato, cotto, ri-cotto, riscaldato, pastorizzato, sterilizzato, micro-ondizzato, pompato, estratto, mescolato, disinfettato.
Leggendo queste righe possiamo capire il nostro stile di vita aberrante. Eppure viene considerato normale e, anzi, molto spesso l’unico.

Permangono in tutti noi informazioni obsolete e fortemente debilitanti per la nostra salute ed energia, anche quando il nostro corpo tenta in tutti i modi di farcelo capire. Pensiamo sempre che le malattie e la pigrizia derivino dalla mancanza di quella vitamina, di quel particolare aminoacido, di quei carboidrati, ma la vera causa si trova all’estremo di queste convinzioni. Ogni tipo di malessere fisico moderno è relazionato al troppo mangiare e all’ingerire cibo che è non cibo. Un tipo di nutrizione alimentare inadatta alla struttura umana.

Io stesso ricordo la mia infanzia. Da bambino sempre malato quale ero, venivo riempito di integratori, di vitamine, olio di fegato di merluzzo, medicine per quello e per questo. Avrei dovuto essere un supereroe o un super-bambino con tutti quei super-aiuti. Eppure, specialmente d’inverno, arrivavano immancabilmente febbri da cavallo. Ora so che quelle erano crisi che il corpo creava per cercare di espellere e disintossicare l’organismo.

Mangia che devi crescere

Mangia che devi crescere. Mangia che hai bisogno di rimetterti in forze. Mangia che sei senza energie. Lascia perdere questi consigli obsoleti, perché i pasti continui a cui siamo abituati sottraggono energia più di quel poco che ne donano. E non parliamo di calorie, attenzione. Tutte le giornaliere abbuffate di alimenti non affini all’uomo rilasciano digestioni lente e, col trascorrere degli anni, patologie di ogni genere. Il corpo delle persone di oggi viene continuamente stressato. Questo avviene costantemente giorno dopo giorno, in un continuo stipare ed espellere scorie, stipare ed espellere, fino alla saturazione.

Ti chiedo di non offenderti se ti senti attaccato. Non è il mio scopo, anzi. Approfittane, può essere l’inizio di un cambiamento, anche se solo di un paradigma mentale. Siamo l’unico essere del pianeta a nutrirsi di ogni cosa, come se l’uomo fosse una creatura così debole da doversi necessariamente alimentare di ogni tipo di materia più o meno commestibile. Cacciamo animali quando la nostra anatomia fisica è da preda e non da predatore. Siamo l’unica specie a bere il latte dopo lo svezzamento, e per di più di altre specie diverse dalla nostra. Siamo gli unici a coltivare, a rivoltare il terreno, a distruggere la biodiversità che la natura ha saggiamente creato per ergere schiere di piante tutte dello stesso tipo. Ci siamo inventati ogni tipo di stratagemma per poter mettere in bocca l’ennesimo “pezzo” di mondo.

Queste sono informazioni che ormai in molti sanno, o che molti rifiutano girando il capo da un’altra parte. Non voglio fare un discorso etico, poiché, se miglioriamo la nostra vita riallineandoci alla natura e a ciò che siamo, l’etica diverrà una normale conseguenza.

Cercherò invece di rimanere in un contesto energetico. Siamo animali prevalentemente digiunatori, nel senso che la maggior parte del nostro tempo la passiamo a non mangiare. Possediamo caratteristiche anatomiche frugivore, ma ci riempiamo di farine raffinate, salate, zuccherate, di condimenti di ogni sorta, di grassi bolliti che scatenano processi chimici degeneranti, di latticini, alimenti fermentati, in putrefazione, di carni frollate, lavorate, cotte, e chi più ne ha più ne metta. Un animale così non può avere un alto livello di forza vitale, perché quella forza verrà utilizzata in altro. Digerire ed eliminare tossine, digerire ed eliminare. Non è stato strutturato per quel tipo di vita, perciò sarà una vita di bassa qualità rispetto le sue vere potenzialità.

Il cibo è la più grande droga della nostra epoca

Di questo il sistema ne è ben conscio. Guarda in cosa abbiamo trasformato il mondo e la vita. Ormai una delle poche cose che ci è concesso fare è mangiare, ma ci viene ritorta contro. Il cibo è diventato la più grande forma di compensazione per la nostra mancanza di libertà.

Il cibo, oggi, è presente in ogni attività. Anzi, è diventata l’attività stessa.

Guarda, osserva. Il cibo oggi è ovunque. Centri commerciali, supermercati, trattorie, ristoranti messicani, cinesi, giapponesi, thailandesi, italiani, pizzerie, Burger King, kebbabari, bar, paninoteche, caffè, gelatai, pasticcerie. Masterchef, cucine da incubo, la prova del cuoco, unti e bisunti, man vs food, orrori da gustare, quattro ristoranti ecc. Nel mondo moderno non possiamo fare più niente se non mangiare. Le possibilità sono molto limitate. Ormai usciamo di casa soltanto per recarci al lavoro, per comprarci il cibo e per mangiare. Come dice la frase poco sopra, il cibo è presente ovunque, anzi, è divenuto l’attrazione maggiore. Ecco come si passa da nutrizione alimentare naturale a droga che dona piacere ed effetti collaterali.

Cosa mangiamo di buono stasera?

A quel determinato evento teatrale ci sarà il buffet. Stessa cosa a quella conferenza di crescita personale. Usciamo dalle nostre mura per fare la classica colazione caffè e cornetto. Ci incontriamo con gli amici per bere una birra al bar o per l’aperitivo o l’aperi-cena. E per la cena, ovviamente. Non sappiamo far altro che mangiare in ogni contesto sociale. Ogni altra attività è stata quasi totalmente eliminata o ridotta drasticamente. Anche in quelle poche che restano si cela la tentazione dei dolcetti, delle bevande zuccherate, dei morbidi fagottini salati, i pop-corn del cinema, lo zucchero filato al parco, le cene delle festività e via dicendo.

La più grande preoccupazione di oggi non è “come posso esprimere al meglio ciò che sono”, non è quella di “giocare col proprio talento”, né “vivere una vita felice”. Neppure “migliorare il mondo col proprio passaggio”. La nostra più grande preoccupazione è: “cosa mangiamo di buono stasera?”.

Una prova di tutto questo ci viene sempre dalla semplice osservazione del mondo. Basta visionare i profili dei social delle persone comuni per trovarci quantità abnormi di foto col calice in mano, di mega-panini super-farciti, toast, patatine, salse, birre da ettolitro, piatti curati, primi gustosi, secondi ricercati, contorni di lusso, dolci, torte cioccolatose, sformatini al caramello, panne cotte ai frutti di bosco, coppe gelato da Guinnes dei primati.

Tutti a reprimere le loro complicazioni vitali in piatti di tiramisù. Mangiare e bere come maiali è diventato il mantra di chi dice di godersi la vita, come se ci fosse un qualche merito o talento particolare nel sorseggiare un bicchiere di vino o nel divorare un panino da due kg. Ma è questo godersi la vita? E soprattutto, di quale vita stiamo parlando?

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14 commenti su “Nutrizione alimentare: fai la differenza per la tua energia vitale”

  1. Ciao Andrea! Dopo qualche newsletter soltanto annusata, arrivo a leggere questo tuo articolo interessante e molto logico. Non hai urtato i miei sentimenti alimentari, perché la penso come te. I cibi di origine animale sono molto limitati nella mia alimentazione, un cambiamento prodotto qualche anno fa (non solo per me, ma per tutta la famiglia) dalla lettura del libro di Foer “Se niente importa”. Quello che ho imparato è che i “sacrifici” di gusto in un cambio di regime alimentare sono soprattutto mentali. Per me è stato facile: assecondavo le mie nuove convinzioni, e in brevissimo tempo è stato il gusto stesso a rifiutare i cibi animali (che comunque sono soltanto una tessera del mosaico). Le energie, è vero, aumentano; ci si sente bene, più leggeri e mi verrebbe da dire “intensi”. Nel tempo si recupera anche l’istinto di cosa fa bene in un determinato momento e cosa no. Sento comunque il richiamo del crudo e del meno raffinato, perciò i miei prossimi passi andranno in quella direzione. Mi dispiace sentire come molte persone prendano spunto dalle proprie convinzioni alimentari per lanciarsi nelle stesse contrapposizioni e negli stessi sterili litigi che li collegano inesorabilmente a un modo di pensare non-connesso, che è l’origine prima del problema stesso. Grazie del post! Vado a rileggermi i precedenti.

    1. Andrea Di Lauro

      Ciao Grazia, non sai che piacere mi fa leggere il tuo commento. Il discorso sarebbe molto semplice, ma le convinzioni alimentari impiantate nei secoli richiedono numerose spiegazioni. L’articolo infatti ha richiesto qualche parola in più (come avrai visto), e dire che mi sono anche trattenuto. Ma potrei parlarne per giorni interi 🙂
      Sono molto contento anche di sentire la tua esperienza, molti punti sono simili a ciò che ho provato io, anzi, noi.
      Il libro di Foer non lo avevo mai sentito, ci do un’occhiata.
      Alla prossima e buona vita 🙂

    2. Alessandro Missana

      Mi aggiungo ad Andrea… per me il libro di Foer è stato il primo in assoluto a farmi pensare alle mie (cattive) abitudini alimentari È un gran libro, per un grande scrittore. Di lui ho letto anche “Ogni cosa è illuminata”, conosci?

      1. Vale la pena di dilungarsi su un argomento così complesso e importante. Si impegnano in tanti, e in tanti modi, a far circolare queste nuove idee (che in realtà sono antiche), e i risultati iniziano a vedersi.
        Ho provato a leggere “Ogni cosa è illuminata”, ma mi sono arenata dopo poche pagine; credo non fosse il momento giusto, ma ci riproverò, perché anche “Molto forte, incredibilmente vicino” mi è piaciuto molto.
        (Domanda tecnica: c’è un modo per ricevere via mail i vostri commenti?)

        1. Alessandro Missana

          Riprendilo secondo me 😉 … E grazie, non avevamo ancora implementato questa cosa dei commenti, ora dovrebbe essere tutto a posto, forse non funzionerà su questo articolo, o forse si 😀 … ma sui prossimi dovrebbe essere tutto a posto.

  2. A proposito del vostro motto, vorrei dire la mia: non credo esista un modo buono di vivere sulla Terra che non includa la dimensione spirituale (e con questo non intendo religiosa). O i due mondi arrivano a unirsi – con tutta la fatica del caso, visto che la cultura occidentale ha relegato nel mondo del fantastico tutto quello che non è materiale – oppure si vive per metà, con una visione parziale della realtà che non consente un’evoluzione armoniosa. Questo non mi impedirà di seguirvi con interesse.

    1. Andrea Di Lauro

      Infatti, è quello che cerchiamo di divulgare anche noi. Lo spirituale è stato relegato nel fantastico, o alterato in frangenti che di spirituale hanno ben poco. Nel motto è riassunta la strada che secondo noi si deve compiere se si vuole veramente avvicinarsi a una vita più umana, e in seguito più spirituale. Nel corso dei millenni la società da noi creata ci ha disumanizzato, perciò è indispensabile un ritorno alla propria umanità prima di parlare di vera spiritualità. Questo motto spiega in poche righe l’illogicità del mondo “spirituale” del marketing: Persone che dicono di essere degli esperti meditanti quando si ingolfano di ogni tipo di sostanza eccitante, narcotizzante, calmante, o che usano tale pratica per scappare dalla loro vita. Individui che parlano di molte di vite, di reincarnazioni, di regressioni, di discorsi con angeli che poi sono schiavi del denaro e piangono per i motivi più futili…
      Ma è quello che abbiamo già scritto nei precedenti articoli e che scriveremo anche nei prossimi. Cercheremo di stimolare il tuo interesse e di esserti d’aiuto. E non vediamo l’ora di imparare qualcosa di nuovo, magari dai tuoi interventi 🙂
      Ah, mi ero dimenticato di dirtelo, ma sei stata il “primo commento” del Blog. Ti spetterà uno scagno imbottito vicino al nostro trono quando avremo conquistato il mondo 🙂

  3. Chiedo scusa ma in questo capitolo mi manca qualcosa: Non trovo consigli o comunque indicazioni all’alimentazione, sempre ovviamente basati sull’esperienza.
    Grazie.

  4. Ciao Andrea, ti ho scoperto ieri per caso e ho letto tutti i capitoli con molta curiosità. Oggi ho riletto con molta attenzione il capitolo 5 perché l’alimentazione naturale è un argomento a me caro e di difficile attuazione in un contesto sociale che ti stimola di continuo a mangiare di tutto in ogni occasione, come ai giustamente sottolineato.

    Dal momento che mangio prevalentemente frutta e verdura cruda mi ritrovo in tutto quello che dici. E’ vero che quando stai sul crudo l’energia è ai massimi livelli e quando stai sul cotto, anche solo vegetale senza elaborazioni, l’energia sia fisica che mentale crollano.

    Mi ha molto incuriosito l’affermazione che abbiamo bisogno di mangiare poco e mi piacerebbe conoscere il tuo parere, se hai tempo e voglia, sulla quantità necessaria in un regime completamente crudista (neanch’io amo le etichette, uso il termine crudista solo per definire lo stile alimentare). Te lo chiedo perché pur mangiando crudo da oltre 7 anni (ad eccezione di occasioni “conviviali”), non mi sono ancora emancipato dal riempirmi la bocca e la pancia e mangio veramente tanto. Sento che potrei mangiare molto meno, sono consapevole di avere una dipendenza psicologia dal cibo da cui vorrei liberarmi e mi piacerebbe mangiare solo quando il corpo me lo chiede, ma non so distinguere l’appetito dalla vera fame (o forse lo so ma mi piace riempirmi la pancia). Mi piacerebbe conoscere il tuo parere in proposito. Grazie

    1. Ciao Vincenzo, parto col dire che il campo dell’alimentazione dovrebbe essere considerato molto distante dai settori scientifici. Semplicemente perché i fattori in gioco sono così tanti e così soggettivi che a fatica si riesce a trovare un modello unico e perfetto per tutti. Questo non toglie che facciamo parte della stessa specie, e un modello più adatto a noi esiste, anche se questo deve per forza cambiare col cambiare di tutte le circostanze ambientali.

      Mi spiego: Per logica, il modello alimentare più adatto all’uomo è quello che viene fornito da un habitat più adatto ad esso, se pensiamo a questi due fattori, sono quelli in cui non è necessario alcun tipo di artefatto: proteggersi dai cambiamenti climatici con costruzioni fuori contesto, vestirsi, elaborare il cibo per renderlo commestibile… Tutto ciò che ci vede a faticare dalla mattina alla sera per la sola sopravvivenza.

      Tenendo quindi conto dell’intero contesto, non sarebbe logico cercare di eseguire il modello più adatto in un contesto inadatto, ma tendere ad esso con rilassatezza. Se è nostra convinzione che il modello più adatto è quello di mangiare 100% verdura e frutta cruda, ma abitiamo in Norvegia, probabilmente il rischio di far peggio è maggiore. Parlando per la mia esperienza, abito in Nord Italia, al confine con l’Austria, dove gli inverni sono lunghi, molto lunghi, e le altre stagioni piovose, molto piovose. Nei mesi in cui babbo natale e la befana scorrazzano nei cieli trovo pochissime varietà di frutta e di pessima qualità, che quasi quasi è molto meglio sostituire con altro. Quindi sono costretto ad adattarmi all’ambiente in cui vivo in altri modi. Aumentare più i cibi grassi, tipo la frutta secca, i cereali integrali, qualche legume ecc. e facendo scorpacciate di tutte le verdure di stagione. Come ho detto l’importante è tendere al modello più adatto senza stressarsi, in base al contesto in cui ci si trova.
      Senza contare che tutto questo è connesso all’attività fisica svolta, all’attività mentale, al quantitativo di stress, al lavoro.

      Ho voluto scriverti questo perché non credo esista una quantità da poter consigliare. Se proprio dovrei dare un suggerimento, quando senti la mente che ti dice “dai, mangiamo qualcosa”, aspetta 10 minuti prima di farlo. E se dopo quei 10 minuti la voglia scompare di sicuro non era fame. Se invece la voglia ti martella tutto al giorno, allora quella è vera e propria dipendenza da un particolare cibo (zucchero ad esempio). Saprai benissimo che la maggior parte delle volte mangiamo per noia, e soprattutto per darci piacere, per compensazione. Ma, di nuovo, se ad esempio siamo persone che non si fermano mai, e fanno molta attività fisica, e se siamo indirizzati verso un alimentazione non elaborata dalle mani dell’uomo, mangiare a sazietà è l’ultimo dei nostri problemi.

      Anche sul discorso calorie e giusti quantitativi ci sarebbe molto da dire, perché in primis, ho sfatato quei modelli con la pratica, e stanno ormai cedendo il passo alle ultime scoperte riguardo al microbiota intestinale

      Fammi sapere se hai qualche altro dubbio, magari dalle tue domande me ne tolgo qualcuno anche di mio 😉 a presto.

      1. Innanzitutto grazie per il tempo che mi hai dedicato.

        Sul discorso calorie mi trovi pienamente d’accordo, da quando mangio crudo mangio solo secondo le voglie del momento e sono disinteressato alla ripartizione dei nutrienti.

        Sto alla grande e sono guarito da un’allergia ai pollini trentennale (via per sempre asma, antistaminici e broncodilatatori).

        Del microbiota ne so poco e niente ma mi hai messo curiosità, magari mi andrò a leggere qualcosa.

        Si, come dici tu quando ho fame dovrei aspettare 10 minuti per vedere se la fame persiste e resistere alla tentazione di mangiarmi tutto l’ecosistema 🙂

        Mi complimento per il tuo blog, hai un modo di spiegare le cose in modo molto lucido e riesci a creare nel lettore una chiara immagine di quello che intendi. Continuerò a seguirti e se ho altre domande non mancherò di scriverti.

        1. Grazie mille dei tuoi feedback Vincenzo, ti consiglio anche di guardare alcuni video su Youtube riguardo al microbiota, c’è più materiale di ciò che si potrebbe pensare.
          A presto.

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