HomeStile di vitaNutrizione alimentare: fai la differenza per la tua energia vitalePagina 2

Nutrizione alimentare: fai la differenza per la tua energia vitale

Immagine Nutrizione alimentare: fai la differenza per la tua energia vitale

Inizia a pensare - Nutrizione alimentare

Nutrizione alimentare: iniziamo a ragionare con la nostra testa

Hai mai osservato la natura nel suo complesso? Come ho detto in precedenza, voglio ravvivare quella logica critica che è stata assopita dall’alienante studia e ripeti privo di esperienza privo di esperienza del sistema scolarizzato.

Non nasce forse privo di vestiario l’uomo? Cosa ti suggerisce l’anatomia del corpo umano? Non potrebbe di certo sopravvivere in luoghi freddi, ostici e privi di vegetazione. Dovrebbe (come ha poi fatto) ricorrere a stratagemmi che esulano da una vita soddisfacente e naturale. Non è forse la vista il nostro senso più sviluppato e quello su cui facciamo più affidamento? Secondo te l’uomo predilige spazi luminosi e aperti o strette zone miopizzanti?
Non sono forse i colori tendenti al rosso quelli che maggiormente risaltano al nostro tipo di vista? E quali sono i cibi che più risaltano alla vista umana? E all’olfatto?

Facendo due semplici considerazioni, l’habitat della nostra specie è di certo un luogo caldo e pregno di vegetazione. Credo che nessuno possa asserire con precisione il luogo in cui l’essere umano abbia fatto la sua comparsa. Tramite una consapevolezza dei tempi antichi e da semplici ragionamenti si può pensare che la zona che meglio si sposa alle nostre caratteristiche innate sia la zona equatoriale. Anche gli studi storici lo confermano, ma come detto in origine, lasciamoli da parte e continuiamo ad usare la logica.

Tanto tempo fa, su una Terra ormai dimenticata

Prova a pensare alla situazione umana di alcuni millenni fa. L’uomo era privo di vestiario artificiale, di calzature, di abitazioni riscaldate, di utensili tecnologici, di sistemi idraulici, di acqua in bottiglia, di disinfettanti, di fornelli a gas. In queste condizioni poteva vivere solo in una zona perfettamente tarata alla sua esistenza. Prova a studiare la fascia equatoriale e l’ecosistema presente. Ancor meglio sarebbe andarci di persona per osservare con i propri occhi. Lì non si ha alcun bisogno di vestiti o di ogni altro tipo di attrezzo moderno per sopravvivere. Anzi, per vivere. Etnografi che hanno un trascorso di contatti diretti con popoli non civilizzati lo possono confermare.

La fascia equatoriale è un paradiso terrestre. Qui è presente la più alta densità vegetativa del pianeta. Sappiamo tutti come la nostra vita e il nostro benessere dipenda dalla relazione che abbiamo con le piante vero? Riparo, ossigeno, cibo, e perciò nutrizione alimentare di qualità.

L’uomo venne prima della caccia, del fuoco, dell’allevamento e dell’agricoltura

Eppure, in un certo periodo storico, la specie umana ha deciso di emigrare fuori da questo paradiso. Vuoi per necessità, vuoi per curiosità esplorativa. Da quel momento si dovette adattare a un ecosistema totalmente diverso dal suo congeniale. Dovette, come un bambino inesperto, inventarsi degli stratagemmi per sopravvivere. Si può ben vedere infatti che più ci si allontana dall’equatore, più sono necessari i rattoppi tecnologici.

Perché dirti tutto questo? Semplice, per capire la nostra vera natura alimentare bisogna tornare all’origine. Come ho detto, c’è una bella differenza tra l’alimentazione moderna e una nutrizione di qualità. La natura chi ha offerto un paradiso dove possiamo espletare in totale libertà le nostre potenzialità. Invece abbiamo scelto di occupare perennemente ogni centimetro della Terra in modo stazionario. L’agricoltura, l’allevamento di bestiame, la caccia, le elaborazioni del cibo, i condimenti, la cottura, la pastorizzazione, la sterilizzazione ci sembrano cose normali oggi, perché ci hanno insegnato che ciò è un bene, eppure queste sono tutte pratiche innaturali che hanno preso vita con l’adattamento a nuovi climi e territori.

Nell’odierno contesto sociale gli uomini sono costretti a ingozzarsi continuamente in preda a picchi glicemici, fame chimica, compensazioni nervose, scarsa qualità alimentare, nutrizione totalmente sregolata ecc. Al contrario, la specie umana è per natura una specie che mangia pochissimo. Ogni animale in natura mangia quanto gli basta. Non tutti sanno che siamo una delle specie più dotate di resistenza fisica relazionata alla quantità di cibo ingerita, ma questo è verificabile solo in un contesto totalmente (o quasi) non civilizzato.

Non ragionare per punti di vista, guarda il quadro completo

Ripeto nuovamente che (noi come progetto) non siamo succubi di nessuna etichetta. Non siamo onnivori, vegetariani, vegani, fruttariani o respirariani. Ognuna di queste categorie, come ogni altra qualsiasi etichetta (anche non alimentare), si identifica sempre nell’etichetta stessa. Sono solo dei punti di vista diversi.

Un individuo considerato normale, e cioè onnivoro, vedrà come un comportamento estremista nutrirsi di sola frutta e verdura. Un vegano vedrà come un comportamento estremista il dover macellare animali, tagliuzzarli, imbustarli e ingerirli. Sono sempre e solo dei punti di vista.

Tutto ciò per arrivare a dire che, se osserverete la zona dell’equatore, o ancora meglio, se proverete a viverci, la soluzione più semplice, più gustosa, che non necessita di alcun tipo di artificiosità, e dunque più logica, risiede nella frutta che gli alberi ci offrono.

Perché un umano dovrebbe mettersi correre dietro a qualche animale o a mungere una scimmia per berne il latte, quando vive in luogo che abbonda del cibo più adatto e maggiormente affine all’innato gusto? Tutto quello che ingeriamo oggi è manipolato per adattarsi al gusto, in seguito, è il gusto ad adattarsi e a abituarsi a sapori innaturali per diventarne addirittura dipendente. Tutto viene cotto, speziato, salato, dolcificato, mutato chimicamente. Niente possiede più il suo vero sapore.

Ecco, è caduto il palco. So che dopo quest’ultima affermazione molte persone staranno scuotendo la testa. Lo fanno perché stanno ragionando tramite meccanismi mentali talmente calcificati da essere divenuti invisibili. Non ne hanno consapevolezza. Lo fanno perché si sentono attaccati, perché si sentono inadeguati. Tuttavia non è importante soffermarsi su questa specifica informazione. Ciò che per il momento ci interessa è riuscire ad aumentare il nostro livello energetico in un contesto più o meno civilizzato. Nutrizione in relazione all’energia, nient’altro.

FINALMENTE È ARRIVATO

Se non ti piace leggere da Pc o smartphone è pronto l’ebook del Project Excape. Se lo desideri puoi sostenere il progetto leggendo in modo ordinato e cronologico gli articoli più significativi, come se fosse un libro.
Scopri l'ebook

In tutte le librerie digitali come Amazon, Kobo, IBS ecc.

Pagine: 1 2 3 4

14 commenti su “Nutrizione alimentare: fai la differenza per la tua energia vitale”

  1. Ciao Andrea! Dopo qualche newsletter soltanto annusata, arrivo a leggere questo tuo articolo interessante e molto logico. Non hai urtato i miei sentimenti alimentari, perché la penso come te. I cibi di origine animale sono molto limitati nella mia alimentazione, un cambiamento prodotto qualche anno fa (non solo per me, ma per tutta la famiglia) dalla lettura del libro di Foer “Se niente importa”. Quello che ho imparato è che i “sacrifici” di gusto in un cambio di regime alimentare sono soprattutto mentali. Per me è stato facile: assecondavo le mie nuove convinzioni, e in brevissimo tempo è stato il gusto stesso a rifiutare i cibi animali (che comunque sono soltanto una tessera del mosaico). Le energie, è vero, aumentano; ci si sente bene, più leggeri e mi verrebbe da dire “intensi”. Nel tempo si recupera anche l’istinto di cosa fa bene in un determinato momento e cosa no. Sento comunque il richiamo del crudo e del meno raffinato, perciò i miei prossimi passi andranno in quella direzione. Mi dispiace sentire come molte persone prendano spunto dalle proprie convinzioni alimentari per lanciarsi nelle stesse contrapposizioni e negli stessi sterili litigi che li collegano inesorabilmente a un modo di pensare non-connesso, che è l’origine prima del problema stesso. Grazie del post! Vado a rileggermi i precedenti.

    1. Andrea Di Lauro

      Ciao Grazia, non sai che piacere mi fa leggere il tuo commento. Il discorso sarebbe molto semplice, ma le convinzioni alimentari impiantate nei secoli richiedono numerose spiegazioni. L’articolo infatti ha richiesto qualche parola in più (come avrai visto), e dire che mi sono anche trattenuto. Ma potrei parlarne per giorni interi 🙂
      Sono molto contento anche di sentire la tua esperienza, molti punti sono simili a ciò che ho provato io, anzi, noi.
      Il libro di Foer non lo avevo mai sentito, ci do un’occhiata.
      Alla prossima e buona vita 🙂

    2. Alessandro Missana

      Mi aggiungo ad Andrea… per me il libro di Foer è stato il primo in assoluto a farmi pensare alle mie (cattive) abitudini alimentari È un gran libro, per un grande scrittore. Di lui ho letto anche “Ogni cosa è illuminata”, conosci?

      1. Vale la pena di dilungarsi su un argomento così complesso e importante. Si impegnano in tanti, e in tanti modi, a far circolare queste nuove idee (che in realtà sono antiche), e i risultati iniziano a vedersi.
        Ho provato a leggere “Ogni cosa è illuminata”, ma mi sono arenata dopo poche pagine; credo non fosse il momento giusto, ma ci riproverò, perché anche “Molto forte, incredibilmente vicino” mi è piaciuto molto.
        (Domanda tecnica: c’è un modo per ricevere via mail i vostri commenti?)

        1. Alessandro Missana

          Riprendilo secondo me 😉 … E grazie, non avevamo ancora implementato questa cosa dei commenti, ora dovrebbe essere tutto a posto, forse non funzionerà su questo articolo, o forse si 😀 … ma sui prossimi dovrebbe essere tutto a posto.

  2. A proposito del vostro motto, vorrei dire la mia: non credo esista un modo buono di vivere sulla Terra che non includa la dimensione spirituale (e con questo non intendo religiosa). O i due mondi arrivano a unirsi – con tutta la fatica del caso, visto che la cultura occidentale ha relegato nel mondo del fantastico tutto quello che non è materiale – oppure si vive per metà, con una visione parziale della realtà che non consente un’evoluzione armoniosa. Questo non mi impedirà di seguirvi con interesse.

    1. Andrea Di Lauro

      Infatti, è quello che cerchiamo di divulgare anche noi. Lo spirituale è stato relegato nel fantastico, o alterato in frangenti che di spirituale hanno ben poco. Nel motto è riassunta la strada che secondo noi si deve compiere se si vuole veramente avvicinarsi a una vita più umana, e in seguito più spirituale. Nel corso dei millenni la società da noi creata ci ha disumanizzato, perciò è indispensabile un ritorno alla propria umanità prima di parlare di vera spiritualità. Questo motto spiega in poche righe l’illogicità del mondo “spirituale” del marketing: Persone che dicono di essere degli esperti meditanti quando si ingolfano di ogni tipo di sostanza eccitante, narcotizzante, calmante, o che usano tale pratica per scappare dalla loro vita. Individui che parlano di molte di vite, di reincarnazioni, di regressioni, di discorsi con angeli che poi sono schiavi del denaro e piangono per i motivi più futili…
      Ma è quello che abbiamo già scritto nei precedenti articoli e che scriveremo anche nei prossimi. Cercheremo di stimolare il tuo interesse e di esserti d’aiuto. E non vediamo l’ora di imparare qualcosa di nuovo, magari dai tuoi interventi 🙂
      Ah, mi ero dimenticato di dirtelo, ma sei stata il “primo commento” del Blog. Ti spetterà uno scagno imbottito vicino al nostro trono quando avremo conquistato il mondo 🙂

  3. Chiedo scusa ma in questo capitolo mi manca qualcosa: Non trovo consigli o comunque indicazioni all’alimentazione, sempre ovviamente basati sull’esperienza.
    Grazie.

  4. Ciao Andrea, ti ho scoperto ieri per caso e ho letto tutti i capitoli con molta curiosità. Oggi ho riletto con molta attenzione il capitolo 5 perché l’alimentazione naturale è un argomento a me caro e di difficile attuazione in un contesto sociale che ti stimola di continuo a mangiare di tutto in ogni occasione, come ai giustamente sottolineato.

    Dal momento che mangio prevalentemente frutta e verdura cruda mi ritrovo in tutto quello che dici. E’ vero che quando stai sul crudo l’energia è ai massimi livelli e quando stai sul cotto, anche solo vegetale senza elaborazioni, l’energia sia fisica che mentale crollano.

    Mi ha molto incuriosito l’affermazione che abbiamo bisogno di mangiare poco e mi piacerebbe conoscere il tuo parere, se hai tempo e voglia, sulla quantità necessaria in un regime completamente crudista (neanch’io amo le etichette, uso il termine crudista solo per definire lo stile alimentare). Te lo chiedo perché pur mangiando crudo da oltre 7 anni (ad eccezione di occasioni “conviviali”), non mi sono ancora emancipato dal riempirmi la bocca e la pancia e mangio veramente tanto. Sento che potrei mangiare molto meno, sono consapevole di avere una dipendenza psicologia dal cibo da cui vorrei liberarmi e mi piacerebbe mangiare solo quando il corpo me lo chiede, ma non so distinguere l’appetito dalla vera fame (o forse lo so ma mi piace riempirmi la pancia). Mi piacerebbe conoscere il tuo parere in proposito. Grazie

    1. Ciao Vincenzo, parto col dire che il campo dell’alimentazione dovrebbe essere considerato molto distante dai settori scientifici. Semplicemente perché i fattori in gioco sono così tanti e così soggettivi che a fatica si riesce a trovare un modello unico e perfetto per tutti. Questo non toglie che facciamo parte della stessa specie, e un modello più adatto a noi esiste, anche se questo deve per forza cambiare col cambiare di tutte le circostanze ambientali.

      Mi spiego: Per logica, il modello alimentare più adatto all’uomo è quello che viene fornito da un habitat più adatto ad esso, se pensiamo a questi due fattori, sono quelli in cui non è necessario alcun tipo di artefatto: proteggersi dai cambiamenti climatici con costruzioni fuori contesto, vestirsi, elaborare il cibo per renderlo commestibile… Tutto ciò che ci vede a faticare dalla mattina alla sera per la sola sopravvivenza.

      Tenendo quindi conto dell’intero contesto, non sarebbe logico cercare di eseguire il modello più adatto in un contesto inadatto, ma tendere ad esso con rilassatezza. Se è nostra convinzione che il modello più adatto è quello di mangiare 100% verdura e frutta cruda, ma abitiamo in Norvegia, probabilmente il rischio di far peggio è maggiore. Parlando per la mia esperienza, abito in Nord Italia, al confine con l’Austria, dove gli inverni sono lunghi, molto lunghi, e le altre stagioni piovose, molto piovose. Nei mesi in cui babbo natale e la befana scorrazzano nei cieli trovo pochissime varietà di frutta e di pessima qualità, che quasi quasi è molto meglio sostituire con altro. Quindi sono costretto ad adattarmi all’ambiente in cui vivo in altri modi. Aumentare più i cibi grassi, tipo la frutta secca, i cereali integrali, qualche legume ecc. e facendo scorpacciate di tutte le verdure di stagione. Come ho detto l’importante è tendere al modello più adatto senza stressarsi, in base al contesto in cui ci si trova.
      Senza contare che tutto questo è connesso all’attività fisica svolta, all’attività mentale, al quantitativo di stress, al lavoro.

      Ho voluto scriverti questo perché non credo esista una quantità da poter consigliare. Se proprio dovrei dare un suggerimento, quando senti la mente che ti dice “dai, mangiamo qualcosa”, aspetta 10 minuti prima di farlo. E se dopo quei 10 minuti la voglia scompare di sicuro non era fame. Se invece la voglia ti martella tutto al giorno, allora quella è vera e propria dipendenza da un particolare cibo (zucchero ad esempio). Saprai benissimo che la maggior parte delle volte mangiamo per noia, e soprattutto per darci piacere, per compensazione. Ma, di nuovo, se ad esempio siamo persone che non si fermano mai, e fanno molta attività fisica, e se siamo indirizzati verso un alimentazione non elaborata dalle mani dell’uomo, mangiare a sazietà è l’ultimo dei nostri problemi.

      Anche sul discorso calorie e giusti quantitativi ci sarebbe molto da dire, perché in primis, ho sfatato quei modelli con la pratica, e stanno ormai cedendo il passo alle ultime scoperte riguardo al microbiota intestinale

      Fammi sapere se hai qualche altro dubbio, magari dalle tue domande me ne tolgo qualcuno anche di mio 😉 a presto.

      1. Innanzitutto grazie per il tempo che mi hai dedicato.

        Sul discorso calorie mi trovi pienamente d’accordo, da quando mangio crudo mangio solo secondo le voglie del momento e sono disinteressato alla ripartizione dei nutrienti.

        Sto alla grande e sono guarito da un’allergia ai pollini trentennale (via per sempre asma, antistaminici e broncodilatatori).

        Del microbiota ne so poco e niente ma mi hai messo curiosità, magari mi andrò a leggere qualcosa.

        Si, come dici tu quando ho fame dovrei aspettare 10 minuti per vedere se la fame persiste e resistere alla tentazione di mangiarmi tutto l’ecosistema 🙂

        Mi complimento per il tuo blog, hai un modo di spiegare le cose in modo molto lucido e riesci a creare nel lettore una chiara immagine di quello che intendi. Continuerò a seguirti e se ho altre domande non mancherò di scriverti.

        1. Grazie mille dei tuoi feedback Vincenzo, ti consiglio anche di guardare alcuni video su Youtube riguardo al microbiota, c’è più materiale di ciò che si potrebbe pensare.
          A presto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *