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Nutrizione alimentare: fai la differenza per la tua energia vitale

Immagine Nutrizione alimentare: fai la differenza per la tua energia vitale

Come avere un’alimentazione sana e corretta con l’energia vitale fa parte della base del Project Excape, La radice. Qui sono concentrati anni di esperienza, errori e tante soddisfazioni. Per rendertela così com’è ora ci sono volute settimane di duro lavoro. È qualcosa di cui pochi parlano, e abbiamo deciso di metterla a disposizione di chiunque.

Oggigiorno parlare di alimentazione sana e corretta nasconde sempre dei rischi. Tuttavia noi, come progetto, ci caleremo in questo tema ostico da un diverso punto di vista. Il nostro intento è analizzare la relazione tra cibo ed energia vitale. Esiste una marcata differenza tra nutrizione alimentare e semplice alimentazione, o riempirsi la pancia, per dirla in parole povere. E soprattutto, ci teniamo a comunicare che non siamo assolutamente assoggettati ne schierati in nessun tipo di fazione alimentare. Non ci etichettiamo e non ci identifichiamo in nessun gruppo esistente.

La radice - Nutrizione alimentare

C’è una guerra in atto nel campo dell’alimentazione

C’è una guerra di opinioni sull’alimentazione che a mio avviso serve solo ad allontanare e a rovinare i rapporti tra le persone. L’alimentazione e le diete dividono il popolo. Come se non bastasse tutto il resto, oggi anche questo argomento gioca un ruolo guerrafondaio. Ma ti voglio rassicurare. Studio e mi informo sul settore alimentare da quando ho tredici anni. Sì, hai letto bene: tredici. Questo dato comunque non importa più di tanto. Ci tengo di più a farti presente che oltre ai dati e alle parole, abbiamo alle spalle numerosi anni di pratica concreta, di test empirici sul nostro corpo, e questo, secondo noi, vale molto di più delle mere parole. Questo per dirti che non ci siamo svegliati oggi, succubi di mode o di credenze obsolete e sorpassate.

Non hai idea, credimi. Non hai idea dell’ignoranza alimentare presente nella vita della grande fetta della popolazione. Pregiudizi, schieramenti, guerre verbali non portano a nulla se le argomentazioni che si sputano non sono provate per anni sulla propria pelle. Oggi vedo solo persone che parlano per stereotipi. Citano lo studio scientifico di quel famoso nutrizionista o di quel rinomato dietologo ma in realtà non sanno niente. Sono in pochi a parlare per conoscenza diretta. La maggior parte ripete solo per sentito dire. Ripete ciò che gli hanno insegnato fin da bambino, come negli altri settori della vita, tutto sommato. Ti interessa questo concetto? Teoria VS Realtà, tu cosa scegli?

Nessuno studio, solo l’esperienza diretta

E questo noi non intendiamo farlo. Non ci interessa citare quello studio, quel libro o quel professore. Noi parleremo della nostra esperienza positiva in relazione all’energia vitale.Della stretta relazione presente tra nutrizione alimentare e spinta vitale.

Le persone si scaldano molto quando si parla di alimentazione perché, tutto sommato, si sentono attaccate. Sono sempre schierate e identificate in qualche etichetta, e nel momento in cui qualcuno afferma il contrario delle loro tesi, si infervorano. Si fanno grossi come il gatto messo al muro. Noi vogliamo far partire l’argomento da un punto di vista diverso, ossia da quello antropologico. Come sempre, andiamo alla radice.

Due cose non devi permetterti di toccare alle persone: il cibo e il denaro. Il primo perché è l’unica compensazione e piacere non vergognoso da ostentare che gli hanno lasciato; il secondo perché è indispensabile all’acquisto del primo.

Un punto di vista antropologico

Non fatevi spaventare dalla parola, il discorso sarà molto semplice. Ciò che ci interessa non è inculcare la nostra opinione, ma resuscitare quel buon senso e quella logica che ogni essere umano possiede, sempre che abbia ancora qualcosa di umano. 😉

Sei d’accordo con noi quando diciamo che l’uomo è un animale di questo pianeta? Se a qualcuno da fastidio il termine animale non c’è problema. Diciamo che l’uomo è una specie che vive sulla Terra. Meglio? Allora, partiamo dal fatto che ogni specie possiede determinate caratteristiche e conformazioni fisiche che sono adatte e congeniali a un certo tipo di luogo. In pratica, ogni specie possiede il suo habitat naturale dove poter espletare la sua vita e le sue normali funzioni. Un tucano non potrebbe vivere al polo nord, così come una foca non vivrebbe adeguatamente qui in Italia.

Tuttavia l’uomo è un animale che si differenzia molto dagli altri. È stato l’unico a uscire spontaneamente dal suo habitat e a creare un disequilibrio planetario che per effetto ha portato anche altre specie ad uscire dal proprio luogo per cercare di sopravvivere. Quando è successo questo l’essere umano ha dovuto creare una sovrastruttura (culturale) per la propria sopravvivenza. È in questo preciso momento che il mondo umano si è staccato dal mondo naturale. Questa divisione assai anomala ha portato alla civiltà che tutti noi possiamo osservare.

Ogni animale ha il proprio luogo vitale. Questo cambia in base alla conformazione del terreno, del clima, della pressione atmosferica, dell’altitudine, agli altri esseri viventi con cui entra in contatto, tra cui anche le piante… E dal tipo di cibo che consuma. Stessa cosa vale per l’uomo. So che per alcuni la cosa può suonare strana, ma anche l’uomo possiede un proprio habitat privilegiato. E ancora più strano può sembrare il fatto che possieda anche un proprio cibo selettivo, come ogni altra specie sul globo terrestre. Ma come facciamo a capire qual è il luogo più adatto alla semplice sopravvivenza dell’uomo? E non mi riferisco alla mera sopravvivenza, ma a un’esistenza di alta qualità.

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14 commenti su “Nutrizione alimentare: fai la differenza per la tua energia vitale”

  1. Ciao Andrea! Dopo qualche newsletter soltanto annusata, arrivo a leggere questo tuo articolo interessante e molto logico. Non hai urtato i miei sentimenti alimentari, perché la penso come te. I cibi di origine animale sono molto limitati nella mia alimentazione, un cambiamento prodotto qualche anno fa (non solo per me, ma per tutta la famiglia) dalla lettura del libro di Foer “Se niente importa”. Quello che ho imparato è che i “sacrifici” di gusto in un cambio di regime alimentare sono soprattutto mentali. Per me è stato facile: assecondavo le mie nuove convinzioni, e in brevissimo tempo è stato il gusto stesso a rifiutare i cibi animali (che comunque sono soltanto una tessera del mosaico). Le energie, è vero, aumentano; ci si sente bene, più leggeri e mi verrebbe da dire “intensi”. Nel tempo si recupera anche l’istinto di cosa fa bene in un determinato momento e cosa no. Sento comunque il richiamo del crudo e del meno raffinato, perciò i miei prossimi passi andranno in quella direzione. Mi dispiace sentire come molte persone prendano spunto dalle proprie convinzioni alimentari per lanciarsi nelle stesse contrapposizioni e negli stessi sterili litigi che li collegano inesorabilmente a un modo di pensare non-connesso, che è l’origine prima del problema stesso. Grazie del post! Vado a rileggermi i precedenti.

    1. Andrea Di Lauro

      Ciao Grazia, non sai che piacere mi fa leggere il tuo commento. Il discorso sarebbe molto semplice, ma le convinzioni alimentari impiantate nei secoli richiedono numerose spiegazioni. L’articolo infatti ha richiesto qualche parola in più (come avrai visto), e dire che mi sono anche trattenuto. Ma potrei parlarne per giorni interi 🙂
      Sono molto contento anche di sentire la tua esperienza, molti punti sono simili a ciò che ho provato io, anzi, noi.
      Il libro di Foer non lo avevo mai sentito, ci do un’occhiata.
      Alla prossima e buona vita 🙂

    2. Alessandro Missana

      Mi aggiungo ad Andrea… per me il libro di Foer è stato il primo in assoluto a farmi pensare alle mie (cattive) abitudini alimentari È un gran libro, per un grande scrittore. Di lui ho letto anche “Ogni cosa è illuminata”, conosci?

      1. Vale la pena di dilungarsi su un argomento così complesso e importante. Si impegnano in tanti, e in tanti modi, a far circolare queste nuove idee (che in realtà sono antiche), e i risultati iniziano a vedersi.
        Ho provato a leggere “Ogni cosa è illuminata”, ma mi sono arenata dopo poche pagine; credo non fosse il momento giusto, ma ci riproverò, perché anche “Molto forte, incredibilmente vicino” mi è piaciuto molto.
        (Domanda tecnica: c’è un modo per ricevere via mail i vostri commenti?)

        1. Alessandro Missana

          Riprendilo secondo me 😉 … E grazie, non avevamo ancora implementato questa cosa dei commenti, ora dovrebbe essere tutto a posto, forse non funzionerà su questo articolo, o forse si 😀 … ma sui prossimi dovrebbe essere tutto a posto.

  2. A proposito del vostro motto, vorrei dire la mia: non credo esista un modo buono di vivere sulla Terra che non includa la dimensione spirituale (e con questo non intendo religiosa). O i due mondi arrivano a unirsi – con tutta la fatica del caso, visto che la cultura occidentale ha relegato nel mondo del fantastico tutto quello che non è materiale – oppure si vive per metà, con una visione parziale della realtà che non consente un’evoluzione armoniosa. Questo non mi impedirà di seguirvi con interesse.

    1. Andrea Di Lauro

      Infatti, è quello che cerchiamo di divulgare anche noi. Lo spirituale è stato relegato nel fantastico, o alterato in frangenti che di spirituale hanno ben poco. Nel motto è riassunta la strada che secondo noi si deve compiere se si vuole veramente avvicinarsi a una vita più umana, e in seguito più spirituale. Nel corso dei millenni la società da noi creata ci ha disumanizzato, perciò è indispensabile un ritorno alla propria umanità prima di parlare di vera spiritualità. Questo motto spiega in poche righe l’illogicità del mondo “spirituale” del marketing: Persone che dicono di essere degli esperti meditanti quando si ingolfano di ogni tipo di sostanza eccitante, narcotizzante, calmante, o che usano tale pratica per scappare dalla loro vita. Individui che parlano di molte di vite, di reincarnazioni, di regressioni, di discorsi con angeli che poi sono schiavi del denaro e piangono per i motivi più futili…
      Ma è quello che abbiamo già scritto nei precedenti articoli e che scriveremo anche nei prossimi. Cercheremo di stimolare il tuo interesse e di esserti d’aiuto. E non vediamo l’ora di imparare qualcosa di nuovo, magari dai tuoi interventi 🙂
      Ah, mi ero dimenticato di dirtelo, ma sei stata il “primo commento” del Blog. Ti spetterà uno scagno imbottito vicino al nostro trono quando avremo conquistato il mondo 🙂

  3. Chiedo scusa ma in questo capitolo mi manca qualcosa: Non trovo consigli o comunque indicazioni all’alimentazione, sempre ovviamente basati sull’esperienza.
    Grazie.

  4. Ciao Andrea, ti ho scoperto ieri per caso e ho letto tutti i capitoli con molta curiosità. Oggi ho riletto con molta attenzione il capitolo 5 perché l’alimentazione naturale è un argomento a me caro e di difficile attuazione in un contesto sociale che ti stimola di continuo a mangiare di tutto in ogni occasione, come ai giustamente sottolineato.

    Dal momento che mangio prevalentemente frutta e verdura cruda mi ritrovo in tutto quello che dici. E’ vero che quando stai sul crudo l’energia è ai massimi livelli e quando stai sul cotto, anche solo vegetale senza elaborazioni, l’energia sia fisica che mentale crollano.

    Mi ha molto incuriosito l’affermazione che abbiamo bisogno di mangiare poco e mi piacerebbe conoscere il tuo parere, se hai tempo e voglia, sulla quantità necessaria in un regime completamente crudista (neanch’io amo le etichette, uso il termine crudista solo per definire lo stile alimentare). Te lo chiedo perché pur mangiando crudo da oltre 7 anni (ad eccezione di occasioni “conviviali”), non mi sono ancora emancipato dal riempirmi la bocca e la pancia e mangio veramente tanto. Sento che potrei mangiare molto meno, sono consapevole di avere una dipendenza psicologia dal cibo da cui vorrei liberarmi e mi piacerebbe mangiare solo quando il corpo me lo chiede, ma non so distinguere l’appetito dalla vera fame (o forse lo so ma mi piace riempirmi la pancia). Mi piacerebbe conoscere il tuo parere in proposito. Grazie

    1. Ciao Vincenzo, parto col dire che il campo dell’alimentazione dovrebbe essere considerato molto distante dai settori scientifici. Semplicemente perché i fattori in gioco sono così tanti e così soggettivi che a fatica si riesce a trovare un modello unico e perfetto per tutti. Questo non toglie che facciamo parte della stessa specie, e un modello più adatto a noi esiste, anche se questo deve per forza cambiare col cambiare di tutte le circostanze ambientali.

      Mi spiego: Per logica, il modello alimentare più adatto all’uomo è quello che viene fornito da un habitat più adatto ad esso, se pensiamo a questi due fattori, sono quelli in cui non è necessario alcun tipo di artefatto: proteggersi dai cambiamenti climatici con costruzioni fuori contesto, vestirsi, elaborare il cibo per renderlo commestibile… Tutto ciò che ci vede a faticare dalla mattina alla sera per la sola sopravvivenza.

      Tenendo quindi conto dell’intero contesto, non sarebbe logico cercare di eseguire il modello più adatto in un contesto inadatto, ma tendere ad esso con rilassatezza. Se è nostra convinzione che il modello più adatto è quello di mangiare 100% verdura e frutta cruda, ma abitiamo in Norvegia, probabilmente il rischio di far peggio è maggiore. Parlando per la mia esperienza, abito in Nord Italia, al confine con l’Austria, dove gli inverni sono lunghi, molto lunghi, e le altre stagioni piovose, molto piovose. Nei mesi in cui babbo natale e la befana scorrazzano nei cieli trovo pochissime varietà di frutta e di pessima qualità, che quasi quasi è molto meglio sostituire con altro. Quindi sono costretto ad adattarmi all’ambiente in cui vivo in altri modi. Aumentare più i cibi grassi, tipo la frutta secca, i cereali integrali, qualche legume ecc. e facendo scorpacciate di tutte le verdure di stagione. Come ho detto l’importante è tendere al modello più adatto senza stressarsi, in base al contesto in cui ci si trova.
      Senza contare che tutto questo è connesso all’attività fisica svolta, all’attività mentale, al quantitativo di stress, al lavoro.

      Ho voluto scriverti questo perché non credo esista una quantità da poter consigliare. Se proprio dovrei dare un suggerimento, quando senti la mente che ti dice “dai, mangiamo qualcosa”, aspetta 10 minuti prima di farlo. E se dopo quei 10 minuti la voglia scompare di sicuro non era fame. Se invece la voglia ti martella tutto al giorno, allora quella è vera e propria dipendenza da un particolare cibo (zucchero ad esempio). Saprai benissimo che la maggior parte delle volte mangiamo per noia, e soprattutto per darci piacere, per compensazione. Ma, di nuovo, se ad esempio siamo persone che non si fermano mai, e fanno molta attività fisica, e se siamo indirizzati verso un alimentazione non elaborata dalle mani dell’uomo, mangiare a sazietà è l’ultimo dei nostri problemi.

      Anche sul discorso calorie e giusti quantitativi ci sarebbe molto da dire, perché in primis, ho sfatato quei modelli con la pratica, e stanno ormai cedendo il passo alle ultime scoperte riguardo al microbiota intestinale

      Fammi sapere se hai qualche altro dubbio, magari dalle tue domande me ne tolgo qualcuno anche di mio 😉 a presto.

      1. Innanzitutto grazie per il tempo che mi hai dedicato.

        Sul discorso calorie mi trovi pienamente d’accordo, da quando mangio crudo mangio solo secondo le voglie del momento e sono disinteressato alla ripartizione dei nutrienti.

        Sto alla grande e sono guarito da un’allergia ai pollini trentennale (via per sempre asma, antistaminici e broncodilatatori).

        Del microbiota ne so poco e niente ma mi hai messo curiosità, magari mi andrò a leggere qualcosa.

        Si, come dici tu quando ho fame dovrei aspettare 10 minuti per vedere se la fame persiste e resistere alla tentazione di mangiarmi tutto l’ecosistema 🙂

        Mi complimento per il tuo blog, hai un modo di spiegare le cose in modo molto lucido e riesci a creare nel lettore una chiara immagine di quello che intendi. Continuerò a seguirti e se ho altre domande non mancherò di scriverti.

        1. Grazie mille dei tuoi feedback Vincenzo, ti consiglio anche di guardare alcuni video su Youtube riguardo al microbiota, c’è più materiale di ciò che si potrebbe pensare.
          A presto.

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