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Non ho tempo? La sindrome del Bianconiglio

Articolo Non ho tempo? La sindrome del Bianconiglio

La senti vero? Quella tenue ma incessante sofferenza generata dalle doti che possiedi e da ciò che invece riesci ad esprimere. Non ho tempo è il mantra più ripetuto degli ultimi decenni. Con l’avanzare verso la modernizzazione, la globalizzazione, la comodità sfrenata, la civiltà ha trasformato i suoi individui in piccoli conigli bianchi, sempre di fretta. Tutti i cittadini, chi in maggior misura chi meno, sono affetti dalla sindrome del Bianconiglio. Ricordi Alice nel paese delle meraviglie?

È tardi, è tardi, ho fretta è tardi! (Bianconiglio).

Non ho tempo da perdere in cazzate!

C’è tutta una vasta moltitudine di persone che, nel momento in cui gli viene proposta un’attività discostante dall’usuale monotonia, ribattono: non ho tempo da perdere! Oppure non riuscirei nemmeno volendo. Tutte affermazioni che sanno di ambigue spiegazioni o scusanti. Non ho tempo da perdere in queste cose, in eventi che magari potrebbero essere diversi e stimolanti, ma non c’è tempo, ho fretta, è tardi.

E allora? Cosa combina l’uomo moderno nelle sue giornate? Perché nessuno ha più tempo? Perché ogni anno ci viene proposto il nuovo strumento tecnologico che ci promette un guadagno di tempo ma poi tutti dispongono sempre di minor tempo? Siamo come il bianconiglio che si imprigiona da solo e poi deve perdere tempo a lucidare le sbarre.

Sono molti gli aspetti che incatenano l’uomo medio di stampo occidentale. Alcuni possono sembrare necessità indiscutibili, inderogabili. Altre magari più lievi, di cui ci si può sbarazzare. Quando però penso a questo, emerge un unico pensiero. Qualunque sia la situazione le scelte le ho prese sempre io. Io ho voluto incatenarmi a quella pratica, io ho voluto sottostare a quell’etichetta. Io ho voluto cominciare e abituarmi a quella dipendenza, io ho scelto quella compagna, io ho acquistato quell’auto. Se non ho tempo è solo colpa mia.

Il motivo più grande di questa mancanza di tempo (non potrai avere dubbi in merito) è il lavoro. Abbiamo già scritto di questo nell’articolo Sono sempre stanca e debole… C’è un solo motivo. Sarai d’accordo con me che trascorrere 5/6 giorni a settimana 8/10 ore al giorno al lavoro prenda molto tempo. Anzi, ci viene tolto quasi tutto il tempo utile. Senza ribadire il concetto precedente, quello della scelta, dove sono stato sempre io a decidere di vivere in un certo modo e di aver bisogno di un determinato budget, e per questo di aver deciso di lavorare, vediamo invece cosa facciamo nel poco tempo rimasto.

Il poco tempo a disposizione come lo utilizziamo?

Possiamo affermare che chi vuole fare qualcosa la fa. Gli esempi sono assai numerosi. Anche tu conoscerai una o più persone che pur lavorando riescono a portare a termine i loro personali progetti o comunque a prodigarsi in svariate azioni extralavorative che non siano la semplice visione di un film. Ma la grande fetta della popolazione invece cosa fa? Si incatena, cede quel po’ di tempo che gli è stato concesso e si dedica all’arte del cazzeggio. Magari fa di tutto per accaparrarsi qualche gingillo che lo renderà ancor più prigioniero. In questo caso l’orologio del bianconiglio calza a pennello. Il bianconiglio è tardi, non ha tempo, e questo gli viene ricordato da un enorme orologio. L’auto sgargiante è per noi l’equivalente dell’orologio per il bianconiglio. Bella, fiammante, che pagandola a rate ci sta richiedendo un ulteriore sacrificio di tempo.

Sudo, lavoro e mi sacrifico per 10 anni col fine di acquistare il mio bolide. Mi identificherò in esso. Penserò a come gli altri mi vedono. Sarò in ansia per la manutenzione. Mi recherò spesso all’autolavaggio, lustrerò le gomme, profumerò l’abitacolo, uscirò di casa solo per farla ammirare agli altri. La notte non riuscirò ad addormentarmi velocemente per paura che qualcuno mi faccia qualche scherzetto vandalico.

Nella vita di ognuno di noi questi esempi sono all’ordine del giorno. Queste sono tutte catene che ci sottraggono tempo. Nessuno, un giorno, ce lo restituirà.

Non ho tempo, c’è la finale di lega Pro stasera. Non ho tempo devo spolverare la credenza, pulire il forno, gonfiare i piumini, lavare la giacca e rinvigorire i tappetti. Non ho tempo, stasera c’è l’ultima puntata dell’isola dei famosi. Non ho tempo, venerdì aperitivo, sabato divano e discoteca, domenica divano e sessione di critica al prossimo sui social. Non ho tempo, devo portare il bambino a scuola, poi a calcio, poi gli devo preparare la merenda, poi a violino, poi devo preparargli la cena, e poi lo devo aiutare a fare i compiti.

Cosa fai nel tempo che ti resta per modificare questa situazione? Ti sei forse già arreso? Hai forse accettato il tuo modello di vita? Torneremo tra qualche riga sull’argomento. Per il momento fatti questa domanda: sto facendo qualcosa per alzare la qualità della mia vita? Sai cosa fa compiere passi da gigante? La completa sincerità con se stessi.

La relatività al contrario

Non ricordo precisamente se l’informazione che leggerai riguarda la relatività ristretta o quella generale. Quindi, onde evitare “strafalcioni fisici”, mi riferirò semplicemente alla relatività di Einstein. Una delle formule di questa geniale scoperta afferma che più un corpo va veloce più il tempo percepito rallenta. Nel nostro caso però la questione si ribalta.

Una carenza di tempo fa si che i compiti debbano essere svolti più velocemente. Questo contribuisce ad accrescere la frettolosità con cui si agisce. Per riflesso verrà generata l’ansia. Tutta questa fretta e ansia di non riuscire a portare a termine quell’obbiettivo, o rispettare quella scadenza, generano una percezione del tempo distorta. Di sicuro la tua esperienza può confermare che le giornate colme di compiti trascorrono velocemente. Ma attenzione, fretta non equivale a velocità, ed è univoco che velocità non significhi fretta.

Non ho tempo

Non ho tempo perché sono sempre di fretta

Lo sai perché non hai tempo? Perché sei sempre di fretta. In realtà il tempo ce l’hai. È una delle poche cose che possiamo dire di avere, se lo vogliamo. La fretta, come hai visto, altera la percezione del tempo e fa sembrare che non ce ne sia mai abbastanza. La fretta è l’effetto di uno stile di vita inumano, e viene confusa con la velocità, che invece non ha nulla a che vedere con la fretta.

Tutti i praticanti di arti marziali più esperti sanno che la velocità nasce dalla calma.

La prima cosa che io consiglio alle persone che mi dicono di non aver tempo è di rallentare. Non riesci a far quadrare tutto? A fatica adempi a tuoi compiti? Arrivi sempre 10 minuti in ritardo? Più cerchi di far veloce e meno ci riesci? E allora rallenta.

Il duro si combatte con il morbido (SunTzu).

Rallenta. Fermati. Solo così potrai vedere l’inutile a cui hai voluto incatenarti, per poi decidere cosa fare e cosa invece lasciarti scivolare di dosso. Solo così potrai essere veloce. Rallenta.

Quando la velocità diventa fretta, allora è un veleno (Anthony De Mello).

Cosa fai nel tempo libero, ma soprattutto, come lo fai?

Come vivere sereni è una domanda. È un pensiero che sta crescendo esponenzialmente. Sta prendendo l’egemonia delle menti di un numero crescente di persone.
Cosa fai nel poco tempo che ti rimane? Se anche tu non hai mai tempo, usi quel ristretto lasso per cercare di guadagnare libertà o ti sei completamente arreso?

Molti si sono arresi, si sono abituati, e col trascorrere degli anni si sono convinti che tutto sia normale così. Il fatto negativo è che poi trasmetteranno questa convinzione ai loro figli e conoscenti. Ma cosa intendo con “arrendersi”? Cerco di esprimerlo con questo breve scritto di Lorenz.

Il bisogno di farsi “divertire” da qualcosa è il sintomo di uno stato d’animo abbattuto dall’infelicità e dalla tristezza. “Quando mi viene voglia di leggere un giallo o di accendere la televisione vuol dire che sono così stanco oppure così svogliato, per una qualsiasi ragione, che non sono in grado di fare nulla di più intelligente. Lasciarsi divertire passivamente è l’esatto contrario di quel gioco che è la quintessenza di ogni attività creativa, senza la quale non esiste vera natura umana” (K. Lorenz – Il declino dell’uomo).

Ora ti è più chiaro? Hai capito perché ho detto che la maggior parte della popolazione si è arresa? Ma da cosa dipende questa passiva e costretta accettazione? Non smetteremo mai di dirlo, ma non smetteremo nemmeno di fornire le soluzioni, perché questo progetto si fonda proprio su questo. La causa è la carenza di energia vitale.
Le pratiche odierne, che comprendono tutto lo stile di vita insegnatoci, consumano anno dopo anno questa particolare energia, rendendo gli uomini e le donne sempre più addormentati.

Se la tua situazione rispecchia quella classica, quando un amico ti rivelerà che ti stanno imbrogliando, che ti stanno avvelenando, che ti stanno rubando e ammazzando, quasi certamente la tua risposta sarà: ma io che cosa ci posso fare?

Questo è il modo di pensare e di agire di chi non possiede un buon grado di energia vitale. Ossia, di chi si è arreso. Attenzione però, non diciamo che devi combattere o, all’opposto, accettare ogni cosa. l’accettazione è stata fraintesa dai cultori delle correnti “spirituali” di stampo New Age. Se, nel poco tempo che ti resta, cerchi di compensare alla mancanza facendo tutto di fretta, non avrai scampo. L’unica tua salvezza è la pensione. 🙂

Ma allora cosa devo fare per avere più tempo?

Le persone cercano di gestire le proprie frazioni di tempo, tentando di guadagnare qualche minuto alla volta. In questo ci riescono raramente. Succede perché ci si concentra sulle foglie e non sulla radice (quante volte ormai lo abbiamo ribadito). Non bisogna cercare (invano) di gestire il tempo. È la gestione della mente che conta.

Non è tanto la gestione del tempo quanto quello della mente che conta.

L’unico modo da noi scoperto è cambiare il proprio stile di vita. Quindi non desiderare del tempo, senza però essere disposti a scompigliare le disposizioni della nostra vita. Lo abbiamo già spiegato in uno degli articoli più importanti di questo progetto. Se vuoi guadagnare tempo non devi far altro che raggiungere il fondamento di ogni tua azione. Ti consiglio di approfondire il tema leggendo Stati d’animo positivi VS forza di volontà: smettila di combattere.

L’unica cosa da fare per guadagnare tempo e vivere più sereni è chiedersi, in qualunque nostra azione, se questa dipende dal nostro volere o dal volere del sistema in cui viviamo. Perché mi sto comportando in questa maniera? Perché faccio questo? Lo voglio veramente?

Così riuscirai a liberarti da tutte quelle attività inutili, meccaniche e ripetitive che consumano tempo inutilmente. Ricorda, il vero obiettivo è quello di lavorare senza lavorare. Tutto sta nel rivalutare la normalità dell’esistenza classica.

Posso percepire il tuo rammarico. Questa breve risposta sembra non aver accontentato le tue aspettative. Quando si parla di tempo, il discorso implica moltissimi fattori, e non potevamo di certo prenderli in considerazione in un unico articolo. Tutto è correlato a tutto ciò che fai nella tua vita. Pertanto ti dico che la risposta alla domanda non ho tempo, come posso guadagnarlo? la puoi trovare nella maggior parte degli articoli di questo progetto. Se cercherai con questo obiettivo ben scolpito nella tua mente riuscirai ad estrarre dei comportamenti pratici che te ne faranno guadagnare parecchio. Prova e vedrai.

Non ho tempo? Butto via l’orologio e mi scelgo un bel cappello

Fu Jim Rohn a dire “se non si è disposti a sacrificare l’usuale ci si dovrà accontentare dell’ordinario”. E cos’è l’ordinario oggi? Una vita frettolosa dove non si possiede mai il tempo per fare qualcosa di nuovo, di entusiasmante, o che si desidera fortemente. Non essere anche tu come il coniglio bianco di Alice, non ne vale la pena. Per quanto tu possa correre frettolosamente il traguardo rimarrà sempre un miraggio. Non preferiresti la filosofia del cappellaio matto piuttosto? Di questa filosofia ne ho parlato in Mollo tutto e vado a farmi un tè col cappellaio matto.

Articoli consigliati: Che cos’è la libertà e come aumentarla oggi. E Essere infelici: Piaceri droganti VS Piaceri primari.

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3 commenti su “Non ho tempo? La sindrome del Bianconiglio”

  1. Senza andare alla radice, come giustamente dici, finisce che non sappiamo più cosa abbiamo scelto e cosa ci è davvero imposto. Ci pensavo proprio oggi: anni fa, quando mi trovavo davanti una delle tante scelte quotidiane, ragionavo in questi termini: “potrei fare X o Y, ma ovviamente devo fare X”. Consideravo la libertà come qualcosa di teorico, non realmente applicabile alla vita, e mi sentivo legata e piena di rancore. E’ stato un bel colpo scoprire che mi stavo legando da sola. 🙂

    1. Andrea Di Lauro

      Esatto, ci leghiamo sempre da soli e accettiamo regole assurde solo perché abbiamo visto gli altri farlo.
      Inutile asserire che la colpa è del sistema, anche se è così. Quando avevo 10 anni, pur dovendo starmene seduto per cinque ore in una stanza controvoglia, avevo tutto il tempo che volevo. Il tempo sembrava non scorrere mai, e un anno durava un’eternità. Arrivato a 22 anni invece il tempo non bastava mai, e non avevo né moglie né figli, sia chiaro. Ma quella situazione è stata generata da tutte le scelte che ho preso e da tutte le catene che ho deciso di accettare perché vedevo gli altri farlo. Tutte le responsabilità e i compiti da rispettare li abbiamo scelti noi nessun altro. Fortunatamente intorno ai 23 anni mi sono affidato alla completa sincerità, in primis verso me stesso.
      Auguro a tutti di trasformarsi da conigli bianchi a cappellai matti 🙂
      Oppure non so, in regine di cuori o in alici, marinate, ehm, no, sob.
      Scusa la battuta scadente.

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