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Non ho tempo da perdere: questa è la tua malattia

Fate largo, non ho tempo da perdere io! Il tempo, l’unica cosa che veramente è nostra, l’unica cosa che sembra mancare a tutti. Cosa dobbiamo raggiungere, cosa dobbiamo dimostrare, e perché? A cosa ambire, se non alla possibilità di fare ciò che vogliamo quando ne sentiamo il desiderio? Eppure facciamo di tutto per precluderci questa semplicità. Siamo nati senza responsabilità e con la libertà di giorni interi in cui giocare, sognare, vivere. Col tempo, abbiamo acquisito responsabilità e gradi superiori, e abbiamo ceduto pezzo dopo pezzo la nostra vita… fino a giungere alla non vita. È così, ma l’abitudine lo nasconde.

Non ho tempo da perdere: mantra comune

Non ho tempo da perdere è il pensiero rappresentativo del sistema del capitale, il tempo è denaro e il denaro compra il tempo. Quindi, fammi capire, devo perdere tempo per guadagnare denaro per poi comprare meno tempo di quello impiegato per guadagnare? certo amico, benvenuto nel mondo degli adulti.

Siamo istruiti come foche da spettacoli circensi. Siamo caduti tutti nel giogo della pallina. Ci alleniamo a fatica nel sorreggere col naso la pallina, siamo foche equilibriste perché qualcuno ci ha promesso una ricompensa.

Quando abbiamo assaggiato l’assegno, il comfort, la comodità, la popolarità e allora accettiamo di barattare una cosa scontata e banale come il tempo. Che vuoi che sia, non mi è mai mancato… e nel giro di qualche anno, valicheremo il punto di non ritorno, avremo trasformato la vita in una corsa ansiogena dove non si vince nulla e si perde tutto ciò che conta: il tempo.

Non avere più tempo è normale, ne va per logica che non ho tempo da perdere, che nessuno ha tempo da perdere, ma arriveremo alla sostanziale importanza di tale concetto alla fine di questa analisi. Voglio prima presentarti due situazioni che sono inevitabili nella privazione della libertà, e quindi del tempo.

Non ho tempo da perdere - Azione

Pensiero superficiale

Si dice che la massa è stupida, che è capra, che è facilmente manipolabile. Pecoroni inconsapevoli, gruppi di zombie senza cervello. È vero che una massa di individui è molto più manipolabile del singolo, e questo avviene perché siamo stati tutti deprivati di tempo ed energia.

Quando una persona ha accettato una vita normale, che lo vede indaffarato in una battaglia contro esperienze noiose, ripetitive e stressanti, non ha più tempo per fermarsi. Otto ore di lavoro, un’ora in media per spostamenti vari, un’ora per compensare lo stress attraverso il cibo, due per commissioni varie, quattro ore di compensazione tramite TV o Internet e via che la giornata è volata.

Quando non siamo più padroni della nostra vita, ma è la “vita” a far da padrona trascorriamo il tempo a reagire e ci dimentichiamo di come si agisce, fino a perdere totalmente la capacità del libero arbitrio. Succede un fatto molto grave, il nostro pensiero diviene superficiale, ed è normale. Come possiamo pensare di riuscire a studiare ciò che ci interessa quando siamo stanchi, quando la spinta vitale che trasmette voglia di conoscere ed esplorare è assente? Non si può credere di elevare i propri pensieri se non abbiamo nemmeno il tempo di stare quindici minuti senza fare nulla. Senza il tempo il pensiero diventa superficiale, senza la possibilità di gestire la propria vita diventiamo quello che la vita comune vuole: mediocri, fotocopie, automi dai pensieri identici.

Non ho tempo da perdere io, fate largo

Esiste un numero ragguardevole di esseri umani che possiedono una gran paura del vuoto. Sto parlando di coloro che son sempre di fretta, quelli che non si fermano mai. Un vasto numero che rappresenta questa tipologia di persona, la quale possiede una gran paura di quel vuoto interiore che tutti abbiamo e che pochi sono riusciti a riempire. Quel vuoto non è altro che la mancanza della felicità, quella vera e duratura. E allora si dà da fare continuamente, corre di qua e di la, si impregna di rumori, musica, parole, situazioni, lavoretti, compiti superflui, obiettivi superflui, relazioni scaccia tempo… Ha paura di quel metaforico specchio che riflette chi siamo; nella fattispecie: una persona infelice che sente un gran vuoto di fondo, e così cerca di riempirlo in modi diversi e sempre più numerosi. La caratteristica distintiva di questa tipologia di persona è l’esser sempre di fretta e, mio malgrado, è una caratteristica che vedo molto spesso.

Solo un barista lo sa

Dopo aver ceduto la libertà, si risponde alla mancanza di tempo con la fretta, col cercare di far tutto velocemente. Chi ha lavorato dietro a un bancone o nel settore della ristorazione è a conoscenza di un errore madornale: più agisci frettolosamente più tempo complessivo perdi.

L’azione ansiosa e frettolosa può farti guadagnare qualche secondo in questo preciso minuto, ma a lungo andare aumenta le probabilità di errore. È matematico, è certo: agisci con fretta e plaff! Ecco che il bicchiere si sfracella al suolo. I pochi secondi guadagnati da un movimento frettoloso verranno persi in tre minuti per raccogliere i vetri sparsi.

L’azione veloce, precisa e pulita nasce sempre dalla calma, non dalla fretta, ma questo solo un egregio barista, cuoco o cameriere lo sa. Solo chi ha maturato una certa consapevolezza. Questo è uno di quei settori lavorativi che può regalare questo insegnamento. O impari a lasciarti alle spalle la fretta del novizio, o non avrai scampo, in cucina così come nella vita.

Sei sempre di fretta perché non hai tempo o non hai tempo perché sei sempre di fretta?

Non ho tempo da perdere, ma ogni giorno ho sempre più fretta! Capisci che la cosa non quadra? Si fa di tutto per non perdere tempo e il tempo sembra essere sempre meno. Non c’è scampo, stiamo inseguendo una chimera, si pensa che nel fare tutto in fretta un giorno giungeremo a una vita tranquilla; non è così. Nella lotta non si ha il tempo di scorgere l’unica vera soluzione: più si è liberi e più si ha tempo. È sbagliato cercare di far quadrare un tutto saturo di troppi fattori. Ci si deve slegare da fattori inutili e superflui.

Come disse un certo tizio anonimo di nome Sempronio, niente ci può far perdere più tempo della fretta. E qua mi vedo costretto ad aggiungere un doveroso concetto, fai molta attenzione. Non leggere frettolosamente. 🙂

Chi non ha mai tempo da perdere in realtà ne perde molto, più di ogni altro; si perde l’intera vita. Chi vive di fretta non è mai presente, si lascia guidare dai compiti e dalle azioni decise dall’habitat, che (come ho detto) sono reazioni e non azioni. Senza la presenza, senza la sosta, senza la possibilità di dire ora mi fermo, ora mi stendo a guardare le nuvole, non possiamo accorgerci di esistere. Siamo vivi ma non ne siamo consapevoli. Senza consapevolezza perdiamo un’intera vita, ci passa davanti, continuiamo a inseguire i nostri sogni e trasformiamo (così) la vita in un sogno. Un frettoloso esserino dormiente che cerca di unire tutti pezzi di un puzzle che lo rende schiavo, perché non si riesce mai a completare. Eppure possiamo chiudere quella scatola in qualunque momento, a meno che non abbiamo investito troppo. In quel caso consiglio sempre una retromarcia lenta e graduale. Levare un pezzettino alla volta, decostruire lentamente un puzzle che non ci regala vera soddisfazione, perché in fondo non lo abbiamo scelto noi. Siamo stati ammaestrati a sceglierlo.

Non è che il tempo è relativo, è che ogni cosa ha suo tempo

Amico lettore, più ci si allontana dalle logiche moderne, dalle abitudini, dalle cose ritenute normali, più tempo si guadagna (se è ciò che veramente vuoi). Più cose inutili vuoi, perché così va il mondo, più dovrai dedicare tempo al lavoro per guadagnare denaro. Tuttavia questo è solo uno dei tanti modi di interpretare la vita, ma è l’unico che ci hanno insegnato a ritenere normale. Attenzione al normale.

Se cerchiamo sempre di essere al passo coi tempi la risposta sarà sempre l’ansia e la fretta. Il sistema è fondato sulla fretta e sul prurito, e ci fornisce i grattini a pagamento.

Una risposta può essere quella di materializzare il tempo, di portarlo dal piano astratto a quello concreto. Qualcuno dice che il tempo non esiste, e se si ragiona in termini astratti può essere anche vero, in parte. Ma siamo esseri materiali. Cos’è il tempo se non il mutamento incessante della materia? Non è il tempo a cambiare, ma sono le cose a farlo in tempi diversi. Se quindi riprendiamo a vivere a stretto contatto con la realtà, a giungere all’essenza di ogni cosa, a capire qual è la vera funzione di un secchio, di un auto, del cibo, della luce… La vera motivazione di ogni nostra azione, allora ogni cosa, ogni azione avrà un suo tempo, quello giusto per lei. Se nella nostra vita, ogni cosa ha suo tempo, non c’è tempo per la fretta.

Se vuoi continuare questo viaggio nel tempo, e se magari queste ultime righe ti sembrano poco pratiche, allora ti consiglio il primo articolo sull’argomento. Non era mio intento ripetermi in consigli più empirici in questo post, ma aizzare qualche spirito ansimante, o dare man forte a qualche persona che ha momentaneamente smarrito la sua via. Magari parlo a me stesso. Ma che dire per finire? Niente, ho già detto troppo, lasciamo parlare qualcun altro più bravo di me, che in così poco è riuscito a esprimere l’infinito.

Si sta così comodi nell’eterno presente (Alan Watts).

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