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Non essere triste, tu sei unico e speciale

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Tranquillo, tranquilla, tutto va bene così. Sei imprigionato, assoggettato ad uno stile di vita inumano, in un luogo cementato. Sei sempre costretto a recitare, a prodigarti in azioni che non desideri. Sei costretto a rincorrere la sopravvivenza. L’ansia del denaro ti pressa ogni giorno. Il bello è che non ti sei mai opposto concretamente a tutto questo. Ma non essere triste! Tutto va bene così, se va così significa che doveva essere così. La tua anima doveva fare questo tipo di esperienza per evolvere. Tutto è perfetto perché tu sei unico.

Cause ed effetti: equilibrio

Queste sono tutte balle. È vero che in un certo senso tutto è perfetto, ma non dobbiamo confondere la perfezione dell’equilibrio universale col concetto travisato di perfezione. L’equilibrio è perfezione: le nostre azioni inumane, quelle che divergono da ciò che è conforme al nostro corpo/mente/spirito, generano dei mutamenti nel mondo; per effetto, la perfezione del tutto attuerà dei mutamenti equilibratori. Ma attenzione, non è una vera e propria decisione dell’universo, ma un semplice effetto delle nostre azioni. L’equilibrio è perfezione, che sia piacevole o no. Il mondo umano che abbiamo creato però non è perfetto e non va per nulla bene così. Per comprendere meglio la nostra visione universale ti consigliamo il nostro articolo Il significato della vita? Dio non gioca a dadi (forse). Quelle frasette in stile New Age sono tutte scusanti, teorie che cercano di lenire le ferite.

Chi sei? Non essere triste

Chi credi di essere?

Tu sei unico, tu sei speciale. Queste rassicurazioni arrivano dopo anni di bastonate, in preda a depressione e senza via di uscita. Risultano addirittura ammalianti. Questi “complimenti”, che vanno direttamente a sanare le ferite dell’ego, sono dei dolci che fanno una gran gola. Come poter resistere?

Ma tu non sei né unico né speciale. Te lo dico io, basta che osservi la tua esistenza. La tua vita è uguale a quella degli altri. Anche tu non sei libero e devi cercare di sopravvivere seguendo le regole di un sistema di vita assurdo. Tu in realtà sei come tutti gli altri, anche se pensi di avere qualcosa in più, anche se pensi di credere di possedere delle potenzialità inespresse. Credi che le altre persone non pensino le stesse cose? Molto probabilmente, non sei altro che il riflesso del luogo in cui vivi, perché le decisioni della vita non sono state prese da te ma dall’ambiente in cui sei immerso.

Dimmi in quale luogo e in quale epoca sei nato e ti dirò chi sei

Lo so, questo è un duro colpo. Qualcuno potrà prenderne consapevolezza (e non c’è cosa migliore), qualcuno potrà ancora pensare di essere diverso, che lui o lei al proprio interno non è come gli altri. Eppure contano solo le azioni. Tutti gli esseri umani al proprio interno sono umani, e cioè sostanzialmente empatici e privi di cattiveria. Tuttavia ciò che conta sono le azioni che giornalmente attuiamo perché, anno dopo anno, queste plasmano la personalità degli individui. Per questo dico che molto probabilmente non sei altro che il burattino del tuo ambiente sociale. Non voglio offendere nessuno, è solo una constatazione molto vicina al vero. Osserva la tua vita: fai qualcosa di realmente diverso, o come tutti cerchi di sopravvivere? Dopo una sincera auto-osservazione potrai scoprire di essere anche tu uno schiavo come lo siamo tutti, di non essere per nulla unico e speciale.

Esiste una piccola parte sopita, però, ad essere unica. Ogni cosa nell’universo è unica: i cristalli di neve, le stelle, un fiore, una persona, ma non è questo il discorso che sto facendo. Mi sto riferendo al comportamento umano nel mondo insulso che ha costruito. In tutto questo caos disordinato che paradossalmente rende standard la vita di ognuno, in quelle esistenze poggiate sulla sofferenza perpetua. Eppure una piccola parte che è unica ancora esiste.

Non essere triste, tu non sei unico, è la tua anima ad essere unica

Tu non sei unico, è la tua anima ad esserlo, ma tu non sei soltanto la tua anima, anche se è ciò a cui somigli di più. Strane parole vero? Partiamo dal fatto che ognuno di noi nasce con un’anima portatrice di un imprinting diverso da ogni altra. Oppure che ogni anima viene al mondo neutra, per poi consolidarsi in modo diverso dalle altre in base alle prime esperienze con cui viene in contatto. Che sia vero il primo o il secondo caso ogni anima è diversa dalle altre perché possiede strade differenti.

Ma come può un uomo giungere alla scoperta della propria anima quando non è nemmeno consapevole di essere una riproduzione standardizzata del sistema?

Finché rimaniamo generici chiunque può imitarci, mentre il nostro particolare non può imitarlo nessuno; perché? Perché gli altri non lo hanno vissuto (Goethe).

Come divenire unico

Prima però, dico io, è necessario aver vissuto. Fino a quando non si ritorna in quella dimensione fanciullesca equipaggiata tuttavia da una consapevolezza “adulta”, fino a quando, in sostanza, non si ritorna ad essere svegli, vivere è la cosa più distante dalle “vite” di oggi. Vivere significa dare ascolto al proprio volere, che è il volere dell’anima. Basta una sola occhiata per scorgere una persona che è viva, a differenza di una che esiste soltanto e che si è arresa.

La radice di tutto questo discorso è lo stile di vita che si segue. Se cominci a creare un tuo personale modo di vivere, allora si che potrai cominciare a crederti unico. Nella serie Radice abbiamo cominciato a fornire i primi consigli per uno stile di vita più umano.

Come ripetiamo spesso, di bei discorsi ce ne sono tanti. In fondo anche questo articolo può essere definito un bel discorso. Veri cambiamenti concreti invece sono più rari, e questo è correlato all’energia vitale posseduta dal singolo. Quando, nel mondo di oggi, qualcuno ti dice non essere triste perché tutto va bene così o è la reincarnazione del Budda, o è un illuso che si è arreso, perché privo di vigore vitale. Molti confondono l’accettazione con la passività e con la resa.

Crea la vita che vuoi tu

Con ciò non dico che si deve combattere. Bisogna creare la vita che si vuole. Quello che cerco di dirti è che serve energia per dare avvio alla comprensione della propria unicità, per creare nuove situazioni e per scorgere nuovi “mondi”. Al contrario è più comodo dormire. Se il livello energetico è basso non si può far altro che recitare il personaggio che ha preso vita dal luogo in cui viviamo. Anche se talvolta sentiamo dei bei discorsi, e li sentiamo risuonare nell’anima, dopo alcune ore l’esaltazione si affievolisce, e torneremo alla non vita.

Voi non volete svegliarvi, state recitando e nemmeno lo sapete (Anthony De Mello).

Come dice De Mello, tu non vuoi svegliarti, e anche se lo vuoi, aggiungo io, non ne hai l’energia. Questa forza va sprecata nel soddisfacimento dei bisogni del sistema. Ognuno di noi è unico, eppure nei comportamenti siamo tutti uguali. Essere veramente unici è una questione di scelta. Prendendo in prestito l’ennesima citazione voglio dirti che:

Non è tanto chi sei, quanto quello che fai che ti qualifica (Batman).

Non essere triste amico lettore, anzi, comincia veramente ad esserlo. Entra nella tua tristezza, sonda ogni aspetto della tua tristezza, vivila… È solo allora che non sarai più triste.

Articolo consigliato:Trovare la pace interiore: vedo me stesso in ogni cosa. L’amore non corrisposto non esiste. E Che cos’è la libertà e come aumentarla oggi.

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