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La Neolingua di Orwell: ecco come ci riducono ad automi

Articolo La Neolingua di Orwell: ecco come ci riducono ad automi

Nell’articolo 1984, il Grande Fratello di George Orwell ho spiegato perché quest’opera può essere utilizzata come uno strumento di difesa mentale. Ti avevo promesso un ulteriore approfondimento sulla neolingua. Se non l’hai letto ancora, ti consiglio di prenderti dieci minuti del tuo tempo, capirai meglio anche le delucidazioni di questo post.

1984 - Neolingua

Cos’è la neolingua? Lo dice la parola stessa. È un linguaggio di una storia inventata, si può dire fantastica, anche se tanto fantastica poi non è. Al contrario, mi verrebbe da dire che è più reale della stessa realtà, ma questo è un altro discorso.

Conoscere l’esempio della neolingua e servirsene come difesa mentale

Quali sono le caratteristiche di questa lingua e perché ho deciso di prendere in considerazione questo tema? Se conosci già il Project Excape sai già che a me piace trasporre nel quotidiano concetti e tematiche che possono sembrare molto astratte. Vediamo quindi a cosa può servirci conoscere la neolingua di 1984.

Marciando fin da subito verso il nucleo della questione, la neolingua si prefigge lo scopo di eliminare ogni tipo di pensiero diverso da chi l’ha generata. In questo caso, il protagonista della storia è un semplice uomo di nome Winston. Il personaggio è un membro del partito Socing, facente parte di un mondo diviso in tre grandi stati. Il Socing, come strumento di controllo mentale (e pertanto come strumento di controllo delle persone e della realtà), ha creato la neolingua. Questa ha la peculiarità di essere una forma di comunicazione ridotta all’osso e ricca (si fa per dire) di abbreviazioni. Anno dopo anno i vocaboli si riducono sempre più.

La neolingua di Orwell in 1984

Per capire lo scopo subdolo di questo, non mi resta altro che trascrivere uno dei dialoghi della trama di 1984. In una discussione in cui sono coinvolti due membri del partito, Syme, un addetto ai lavori per il dizionario della Neolingua, e Winston, il protagonista della storia, viene rivelata la natura della neolingua.
« Ogni parola già contiene in se stessa il suo opposto. Prendiamo “buono”, per esempio. Se hai a disposizione una parola come “buono”, che bisogno c’è di avere anche “cattivo”? “Sbuono” andrà altrettanto bene, anzi meglio, perché a differenza dell’altra, costituisce l’opposto esatto di “buono”. Ancora, se desideri un’accezione più forte di “buono”, che senso hanno tutte quelle varianti vaghe e inutili: “eccellente”, “splendido”, e via dicendo? “Plusbuono” rende perfettamente il senso, e così “arciplusbuono”, se ti serve qualcosa di più intenso. Alla fine del processo tutti i significati connessi a parole come bontà e cattiveria saranno coperti da appena sei parole o, se ci pensi bene, da una parola sola. Non è una cosa meravigliosa? »

Cominci a capire? Ma aspetta, il bello deve ancora venire

« Lo scopo principale a cui tende la Neolingua è quello di restringere al massimo la sfera d’azione del pensiero. Alla fine renderemo lo psicoreato letteralmente impossibile, perché non ci saranno parole con cui poterlo esprimere. Ogni concetto di cui si possa aver bisogno sarà espresso da una sola parola, il cui significato sarà stato rigidamente definito, priva di tutti i suoi significati ausiliari, che saranno stati cancellati e dimenticati. A ogni nuovo anno, una diminuzione nel numero delle parole e una contrazione ulteriore della coscienza. Anche ora, ovviamente, non esiste nulla che possa spiegare o scusare lo psicoreato. Tutto ciò che si richiede è l’autodisciplina, il controllo della realtà, ma alla fine del processo non ci sarà bisogno neanche di questo. »

« Si potrà mai avere uno slogan come “la libertà è schiavitù”, quando il concetto stesso di libertà sarà stato abolito? Sarà diverso anche tutto ciò che si accompagna all’attività del pensiero. In effetti il pensiero non esisterà più, almeno non come lo intendiamo ora. Ortodossia vuol dire non pensare, non aver bisogno di pensare. Ortodossia e inconsapevolezza sono la stessa cosa. »

Il linguaggio è uno dei maggiori filtri del nostro mondo

Ora capisci cosa intendeva comunicare il titolo di questo post? Nel passato articolo I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo ho parlato di un’argomentazione simile. Si integra molto efficacemente con la tematica sulla neolingua di Orwell. Nell’articolo su Wittgenstein ho parlato di come la maggior parte dei linguaggi di oggi, se paragonati a quelli più primitivi, siano molto scarni e privi di sfumature di significato. Questo è un fatto che non molti si aspettano. Chi avrebbe mai pensato che le rozze tribù primitive possedessero e tuttora possiedono una fraseologia più popolata di quelle moderne, e ben maggiore anche di una lingua ricca come l’italiano?

Stiamo parlando di forme di comunicazione che, al giorno d’oggi, stanno sparendo sempre più dall’uso comune per venire rimpiazzate da sms striminziti, messaggini, abbreviazioni, tweet, storpiamenti dei verbi e dei significati.

È anche vero che non bisogna affidarsi troppo al linguaggio, perché esso non è la realtà ma un simbolo, una sua rappresentazione. Tuttavia un lessico pregno di vocaboli, che cerca di descrivere e comunicare la realtà è certamente meglio di uno che utilizza una decina di parole. Provate a pensare alla piattezza mentale di un individuo che conosce soltanto un simile vocabolario.

Dico questo per un semplice motivo. Sarebbe meglio non conoscere alcun linguaggio piuttosto che ragionare per mezzo di un simile linguaggio striminzito. Perché ( e questa è una particolarità di cui non molti sono consapevoli) tutti noi quando pensiamo e ragioniamo lo facciamo per mezzo della nostra lingua madre. La maggior parte dei nostri pensieri vengono filtrati dalla lingua conosciuta per essere intesi razionalmente. In sostanza, noi pensiamo in parole.

Capisci ora a cosa serve conoscere l’esempio della neolingua?

Se tu pensi in parole, ma conosci solo tre vocaboli, in cosa può tradursi la tua realtà? Se nel tuo vocabolario è assente la parola cattivo il tuo padrone verrà percepito sempre come sbuono anche se si comporta male. Non potrai pensarlo come in effetti è, cattivo, perché non conoscerai il concetto di cattiveria. Questo è un effetto che non verrebbe prodotto in una totale assenza di linguaggio.

I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo (Wittgenstein).

L’illusione della scelta e la distorsione della realtà

Mi servo ancora delle righe di Orwell per descriverti al meglio ciò che mi preme condividere.

La neolingua non era concepita per ampliare le capacità speculative, ma per ridurle, e un simile scopo veniva indirettamente raggiunto riducendo al minimo le possibilità di scelta (George Orwell).

Ecco come ci rendono degli automi e come ci trasformeranno sempre più a dei robot automatizzati, privi di atti creativi e colmi di reazioni. Da molti decenni ormai hanno sostituito il libero arbitrio con l’illusione delle scelte più futili. Pollo o maiale per cena? Vestito bianco o nero? Pizza o cinema? Melone o pistacchio? Bagnoschiuma al pino o al mirtillo? Votare a destra o a sinistra? La vera decisione di scegliere come vivere non è nemmeno contemplata. Lo capisci il potere che hanno le modifiche sulla tua comunicazione? È un meccanismo sottile e molto interessante. Ti riporto un altro esempio tratto dal libro.

“Sfreddo” significava caldo; mentre “piùfreddo” e “arcipiùfreddo” significavano molto freddo e freddissimo (1984).

Vedi, in questo caso il caldo non esiste. Hanno eliminato il concetto di caldo dai tuoi pensieri. Quando starai grondando di sudore dirai e soprattutto penserai che fa sfreddo, distorcendo completamente la realtà.

Se hai l’impressione di star vivendo una vita non tua, o di non essere pienamente padrone delle tue scelte, ti consigliamo di leggere la nostra serie Radice, vedrai che ti sarà di grande aiuto.

Abbreviare per appiattire le associazioni mentali

Oltre che la riduzione dei vocaboli c’era la questione delle abbreviazioni, situazione che possiamo trovare anche noi nella realtà odierna. Avete mai fatto caso a tutte le abbreviazioni e a tutti gli acronimi che cercano di catalogare e descrivere il mondo?

Si era compreso che nell’abbreviare in tal modo una parola se ne restringeva e alterava sottilmente il significato, eliminando gran parte delle associazioni mentali a essa connesse (1984).

Facciamo un gioco. Prova a pensare alla parola Russia. Quante associazioni mentali ha fatto il tuo cervello in questi pochi secondi? Probabilmente ti sono passate davanti alcuni immagini. La neve, una bottiglia di Vodka, la vasta mappa del territorio dello stato. Oppure le singolari tonalità del gergo russo ecc. Ora prova a pensare alla parola URSS. Cos’è passato per la tua mente? Di sicuro l’esperienza è stata più sterile e piatta nel secondo caso. Stessa cosa la puoi riproporre con le definizioni Stati Uniti d’America e USA, o con altri esempi a vostra scelta.

Se non vuoi dirigerti verso la strada dell’automatismo, dell’inconsapevolezza, del meccanicismo, della mera esistenza sterile e ripetitiva carente di emozioni, medita sulla questione e serviti di questo esempio per cominciare a produrre qualcosa di pratico nel settore linguistico. Ad esempio? Evita di scrivere xke, asap, lol, rotfl e via dicendo nelle tue conversazione su WhatsApp. Noi ti forniremo dei piccoli aiuti che per quanto riguardano la nostra vita, generano degli ottimi frutti. Per esempio? Leggi il nostro articolo Quella volta che venni posseduto da Leonardo Da Vinci. Mi congedo con un ultimo estratto di quell’opera megaplusarcistrabiliante che è 1984.

Fine specifico della Neolingua non era solo quello di fornire a beneficio degli adepti del Socing, un mezzo espressivo che sostituisse la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero (1984).

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