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Il più grande errore del movimento vegan

Attenzione questo articolo, molto probabilmente non servirà ad avvalorare le tue credenze in merito al tema vegan. Per questo ti consigliamo, prima di procedere col testo, di leggere il nostro articolo Anthony De Mello e la critica della ragion pura, oppure alcune righe più brevi nella nostra pagina Facebook: ti tolgo il like.

Qual è il più grande errore del movimento vegan? Beh, secondo noi la maniera in cui è stato divulgato.

Movimento Vegan: una nuova moda, una nuova setta

Partiamo subito a bomba, come piace fare a noi del Project Excape. La maggior parte dei divulgatori vegan hanno promosso le loro tesi da un podio costruito sull’ego. Hanno predicato l’esistenza di questo stile di vita alimentare e lo hanno fatto intendere come se fosse una pratica della nuova era. Come se, in sostanza, fosse un’invenzione dell’uomo, una delle ultime trovate per differenziarsi dagli altri e per sentirsi superiori. Sempre il solito discorso di identificazione. Ne abbiamo già parlato nell’articolo L’ego e i ritiri spirituali: chi fa la parte del cattivo?

Etica VS Uomo

A noi sembra che il movimento vegan si sia aperto alle persone come un movimento improntato principalmente sull’etica. Probabilmente ora risulteremo impopolari, ma poco ci importa. Secondo noi l’etica dietro la scelta vegana è in qualche modo nociva all’uomo. Aspetta, non chiudere il sito imprecando contro di noi e i carnivori mangiacadaveri. Fai un respiro. Continua a leggere e cerca di capire meglio quello che intendiamo.

La direzione (a nostro avviso non corretta) della scelta vegan (almeno da come è percepita dalla massa) è responsabile di una incomprensione generale che sfocia nei classici luoghi comuni. Rinuncia alla carne, puoi sempre sostituire le proteine mancanti coi legumi. Rinuncia al latte, ai formaggi, allo yogurt, puoi sempre integrare il calcio con quelle bustine che trovi in farmacia. Rinuncia alle uova, ma lo sai cosa fanno ai pulcini? Integra la vitamina B12.

Fin da bambini ci hanno insegnato che l’uomo è onnivoro e che gli serve una serie spropositata di alimenti per essere in salute. Perciò il messaggio inconscio che passa è: rinuncia a qualcosa, rinuncia alla tua salute per garantire la vita di altri esseri viventi. Rinuncia al piacere del mangiare. È naturale che alla persona media (e ignorante in campo alimentare) faccia pensare a ciò come a una sorta di trovata etica che va contro la natura umana. Chi mai rinuncerebbe alla propria salute e al proprio piacere per un miraggio di un bene superiore?

Seitan, tofu, miso, mopur, muscolo di grano, tempeh, soia-burger, soia-drink

La produzione e la vendita di alimenti sostitutivi poi non è servita certo a lenire questa credenza. Tutt’altro. Tutti questi budini alla soia. Tutte queste finte bistecche hanno marcato ancor più saldamente la visione di “trovata dell’ultima era”, contribuendo a far passare il veganesimo come un movimento radical chic sbandierato da persone benestanti e viziate. Hanno dato più valore al contorno piuttosto che alla portata principale. Senza contare, poi, che la produzione in massa (che sia di alimenti vegan o non) è contraria all’ambiente e dunque all’uomo e agli animali. Ma questo è un altro discorso.

Una semplice pasta al sugo può essere tranquillamente considerata vegana. Qualsiasi tipo di cereale è vegano. Lo è il grano e lo è il mais. Tutte le semplici verdure della nostra normale cucina italiana sono vegane: pomodori, zucchine, cetrioli, peperoni, melanzane, rape, carote, patate, asparagi, cicoria… Tutti i tipi di insalate e radicchio.
La frutta. Sì, la frutta, quella cosa sconosciuta che dovrebbe essere alla base del cibo umano e che invece è relegata a “dolcetto di fine pasto”.

Una persona può tranquillamente seguire un’alimentazione vegana molto varia senza spendere milioni.  Non ci credi? Leggi qualche articolo di Vivi come mangi. In realtà, con un po’ di impegno, si può arrivare a spendere molto meno di quel che si possa credere. Non sono necessari tutti i tofu e gli hamburger di soia. Non sono assolutamente indispensabili alla salute tutte quelle pappette pronte, panini vegani, zuppe di miso, bistecche di seitan ecc. Questi sono dei cibi che possono essere considerati degli sfizi, nient’altro.

Competizione e movimento vegan

Un sistema competitivo e individualista

Uno degli aspetti più negativi di questa esposizione poi è quella che vede l’altruismo del movimento. Viviamo in una società umana dove fin da piccolini ci viene insegnato a competere, ad accaparrare il più possibile perché i momenti bui sono sempre dietro l’angolo. Tutto il sistema è fondato sulla scarsità e sul prevalere sugli altri. Che si parli di sport, di lavoro, di beni posseduti o di relazioni, tutto è visto in relazione a una cosa: la competizione.

Le convinzioni degli individui sono strutturate nei termini appena descritti. Ogni componente della società ha a cuore solo il proprio orticello. Non gli interessa nulla della società. L’importante è che il suo mulino continui a girare. Non gliene frega niente delle altre persone, dell’ambiente o degli animali. Ha il tempo contato per provvedere alla propria sopravvivenza e a quella dei suoi cari. Non possiede il tempo per imparare cose nuove, fare esperienze nuove, conoscere persone nuove. Non possiede l’energia vitale per conoscere se stesso e quindi creare e portare originalità nel mondo. Non ha tempo per occuparsi della propria felicità. Cosa vuoi che gliene freghi degli altri?

Ed è qui il punto focale. Non si può andare a dire ad una persona rinuncia a questo per il bene di quest’altro. Ma cazzo! Sto già rinunciando a vivere, a cos’altro devo rinunciare ancora?  ti risponderebbe.

Secondo noi non si può improntare il discorso vegano sull’etica all’interno di un sistema dove tutto è per sé. Facciamo questo sacrificio a nostro discapito e a favore degli animali e dell’ambiente, poi in caso integriamo le carenze alimentari con le pillole.

Gli animali e l’ambiente sono l’ultimo dei pensieri dell’individuo comune. Se così non fosse, non saremmo qui a porci nessun problema del genere. Eppure siamo qui, e l’uomo è quello che è. Esso è malato, sta male. Sta male nel corpo, nella mente e nell’anima. Non ha il tempo di pensare che l’ambiente è esso stesso, e che esso stesso è l’ambiente. Vuole solo stare meglio. Vuole solo essere felice come quando era bambino.

Io lo faccio per me

Questo dovrebbe essere il vero messaggio vegano. Fallo per te. Informati, pensa con la tua testa, sperimenta e sii obiettivo. Cerca di capire la reale natura dell’uomo e giungi alla tua personale conclusione. Potrai così vedere se questo tipo di alimentazione è una trovata New Age o una situazione che fino a qualche secolo o millennio fa era normale. Fallo per te perché godrai di una salute di ferro. Fallo perché avrai energia da vendere. Perché non sarai più schiavo di fame chimica e ti libererai di tutte quelle fastidiose patologie comuni. Guadagnerai dunque salute, denaro, tempo e potrai essere più gioioso. Come quando eri giovane, ricordi?

A qualcuno potrà sembrare un discorso egoista. Si tratta invece semplicemente di spostarsi verso la vera natura umana, nient’altro. Tornare ad essere ciò che realmente si è. L’animale non si preoccupa di salvare il mondo né di distruggerlo. Noi che abbiamo cominciato a distruggerlo è inutile che ci preoccupiamo di salvarlo mentre la maggioranza non ha il tempo di accorgersene. È più intelligente ritornare senza sforzo alla propria natura umana così da dimostrarlo agli altri. Da ciò l’etica sarà la normale conseguenza. Se l’uomo è ciò che è tutto ritorna ad essere come deve essere: etico e giusto.

Siamo l’unica parte del puzzle in disequilibrio, e questo contribuisce a disequilibrare l’intero disegno.
Andrea Di Lauro

Per questo chiedo a chi divulga il veganismo di non spiegarlo come se fosse un atto amorevole per gli altri, perché viene percepito come una rinuncia. A nessuno frega niente degli altri. Anche chi recita quella parte è comunque sempre impegnato a seguire le regole del sistema per cercare di sopravvivere. Si dovrebbe affermare che il movimento vegan è un innalzamento della propria qualità della vita. Questa è la realtà. Così l’etica sarà la normale conseguenza. Le scimmie antropomorfe, in fondo, mica mangiano e vivono in quel modo per un bene superiore. Lo fanno perché è questo che sono.

Il volontariato lo lascio ad altri, io miglioro il mondo semplicemente migliorando me stesso.
Alessandro Missana

Una piccola goccia nell’oceano

Mi allontano dalla generalizzazione però. So che a molte persone è nato il desiderio di migliorare il mondo e di essere di reale aiuto agli altri esseri viventi. In questo senso si sono imbattuti nel movimento vegan, facendolo loro. Tuttavia sono una goccia nel mare. Non tutti hanno il tempo di ri-acquisire la naturale empatia umana perché sono sempre occupati in altro.

Non credi che la nostra tesi possa essere un approccio migliore? O forse più veritiera? Scrivici pure cosa ne pensi nei commenti. Che tu sia vegano, onnivoro o che tu viva di solo amore, se vuoi approfondire queste tematiche lo puoi fare anche leggendo il nostro articolo sull’alimentazione.

Lo stile di vita che fornisce questo progetto è improntato sull’energia vitale, dove una delle caratteristiche maggiormente rilevanti è proprio l’alimentazione. A noi non interessano etichette o schieramenti. Abbiamo uno scopo e, avendo sperimentato, siamo giunti a delle conclusioni. Per questo ti chiediamo di non affibbiarci etichette o giudizi precoci. Che tu sia onnivoro, vegetariano o altro, qualsiasi domanda o discorso costruttivo lo puoi fare qua sotto nei commenti. E adesso, buon appetito! 🙂

Pubblicato da

Andrea Di Lauro

Che dire... sono un eclettico. Quando mi chiedono cosa faccio nella vita, rispondo che la mia principale occupazione è vivere. Citando Thoreau “voglio succhiare tutto il midollo della vita, per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto”.

2 pensieri su “Il più grande errore del movimento vegan”

  1. Come sai, sono una simil-vegetariana tendente al vegano. Gli aspetti etico-ecologici-salutistici del veganismo sono tutti di grande importanza e toccano tipi di persone diverse, perciò non privilegerei l’uno sull’altro. E’ vero che chi vive in modo disinformato e poco consapevole difficilmente sarà sensibile alle sofferenze animali, ma molte persone inorridiscono nel rendersi conto di ciò che accade negli allevamenti. Allo stesso modo i cibi alternativi che fanno arricciare il naso ad alcuni piacciono ad altri, perciò dare per scontato che sia una rinuncia ai piaceri del palato mi sembrerebbe fuorviante. Più che altro mi piacerebbe vedere meno litigi e più informazione corretta, meno sorrisi di sufficienza e più intraprendenza nel prendere in considerazione modi per migliorare la propria vita. Mio figlio mi ha fatto notare che certa ironia sulle idee altrui è quasi assente dai dibattiti in rete in lingua inglese sull’argomento, per quanto accesi. Probabilmente siamo ancora abbastanza provinciali da vedere le nostre idee come uniche e immutabili. Detto tutto questo, ti dò ragione: prova a evitare i cibi animali, amplia la scelta di quelli vegetali, e vedi come vanno le energie e la salute. 🙂

    1. Anche io vorrei vedere meno litigi, ma qua sembra che ogni argomento sia buono per essere divisi e menarsi a suon di parole.

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