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Mollo tutto e vado a farmi un tè col cappellaio matto

Immagine Mollo tutto e vado a farmi un tè col cappellaio matto

Basta, mollo tutto! Quante volte l’hai pensato? Hai mai soddisfatto questo desiderio? Sei sempre indaffarato dai tuoi compiti lavorativi, dai doveri familiari, scolastici, sociali. E ancora studio, lavoro, etichette, apparire, sopravvivere. Sei il coniglio bianco sempre di fretta che non ha mai un attimo per accorgersi di essere in vita. Sei così assoggettato alla normalità da non capire più cosa vuoi veramente. Non sarebbe meglio seguire la filosofia del cappellaio matto?

Mollo tutto in qualsiasi momento

Hai presente il cappellaio matto di Alice nel paese delle meraviglie? C’è tanta roba dentro quel bizzarro capolavoro. Se fai parte delle ultime generazioni e non lo hai mai visto ti consiglio di recuperare. Credi di essere troppo cresciuto per darti ai cartoni animati? Non commettere l’errore di privarti di questa esperienza.

All’interno di questo mondo fantastico ci sono due personaggi, contrapposti per carattere. Uno è il coniglio bianco, stressato e sempre di fretta, mentre la sua nemesi è il cappellaio matto. Mollo tutto quando voglio è il motto del cappellaio. Se una cosa non gli va non la fa, oppure la fa, ma può mollare quando vuole, la scelta è sempre sua. Non è ristretto in schemi angusti, non ha orari da rispettare né imbarazzi da mascherare, non ha una reputazione da annaffiare e decorare. Non recita nessun ruolo e al tempo stesso li recita tutti, secondo la sua volontà.

Si fa beffe della normalità, inzuppa il piattino nella tazzina e se lo mangia. Nella sua mega tavolata, addobbata ad arte per il tè pomeridiano in stile inglese ma priva di persone, cambia posto continuamente. Fa domande ma non gli interessa nulla della risposta, risponde ma non direttamente alla domanda che gli viene posta, pone quesiti e indovinelli irrisolvibili, è spiritoso e ironico. È irritante agli occhi dei normali (quelli che vedono il mondo in maniera classica). Questo è il cappellaio matto! Fermiamo per un momento la nostra recita e andiamo a farci un tè assieme a lui.

Mollo tutto? Buon non compleanno

La filosofia del non compleanno

Quando Alice si presenta alla tavola imbandita, vi ci trova il cappellaio e il leprotto bisestile (lepre marzolina nel libro) che cantano, saltano e fanno festa. Cosa festeggiano? È chiaro, il proprio non compleanno. Secondo me questo modo di vedere la vita è assolutamente normale, o meglio, dovrebbe esserlo. Come sempre, nella nostra società, deve essere un matto a farcelo vedere.

La civiltà vuole l’uomo a struggersi in lavori diversi per la durata di quasi tutto l’anno solare. I festeggiamenti concessi sono irrisori, una goccia nel mare. Ferragosto, Natale e, se si è fortunati, il proprio compleanno. Abbiamo creato un mondo dove si festeggia pochi giorni all’anno. Nel mondo del cappellaio è l’inverso, si festeggia 364 giorni su 365. Questo è un inno alla vita!

Gli uomini seriori di oggi potrebbero condannare questo comportamento, darebbero dell’immaturo al nostro protagonista. Mica siamo venuti al mondo per divertirci ed oziare, sentenzierebbe. Potrebbe nascere un dibattito ora, che non vedrebbe mai fine, ma lo voglio chiudere con la frase seguente.

C’è solo un modo per capire se la tua vita, se il tuo percorso è quello vero o quello giusto: chiediti se sei realmente felice.

Cappellaio VS Tempo

A un certo punto entra in scena il nemico naturale del cappellaio, anche se, sia chiaro, il cappellaio non ha nemici. Il coniglio bianco compare in fretta e furia senza chiedere permesso, ma viene comunque incanalato ai festeggiamenti dai due matti. Ora assistiamo ad una delle scene più significative. Se anche tu l’hai vista la ricorderai con gioia e divertimento.

L’enorme cipollotto che il coniglio si porta sempre appresso segna sempre un’ora tarda. Per lui è sempre tardi. Il cappellaio, matto ma non stupido, arraffa l’aggeggio e tenta di aggiustarlo. Ma come si può aggiustare un orologio che segna sempre un ritardo?

Il cappellaio e l’orologio

Qui c’è molto più significato della mera apparenza. Questo è uno smacco che il cappellaio infligge al tempo o, se vogliamo essere più precisi, al controllo del tempo. Siamo al mondo per fare i matti e per godere del tempo a disposizione, non per frazionarlo, controllarlo e, per risposta, essere controllati da esso. Il cappellaio è libero, il coniglio bianco è schiavo del tempo, e questo dice tutto.

Perché credi che mollo tutto sia una delle parole più ricercate del Web? Sì, è così. La voce silenziosa e repressa delle persone di quest’epoca cerca di uscire allo scoperto, ma lo fa in un luogo virtuale che difficilmente gli darà una risposta soddisfacente. Oggi si cerca di essere felici perseguendo un’esistenza che ci rende infelici. Questa voglia di evasione, di mollare tutto, è il meccanismo di difesa che la nostra parte umana più sincera rivela a noi stessi. Purtroppo la maggior parte di noi è costituita solo da gran chiacchieroni. Siamo conigli, altro che cappellai. Il mollo tutto è più uno sfogo, una chimera, un miraggio tutt’altro che concreto.

Qualsiasi sia la tua situazione, magari hai voglia di mollare tutto, ma non lo fai perché hai paura di perdere quel tutto, quello che hai finora costruito. Fino a quando la penserai così però non sarai mai felice. Niente riesce a donarti la felicità. Il cappellaio non ha nulla, se non il suo cappello, ma è libero di poter festeggiare la vita 364 giorni all’anno. Lui si che è felice.

Si può sempre avere più di niente (Cappellaio matto).

Non sempre un matto è sano di mente

Ma non sempre c’è da dare ascolto ai matti, perché ci sono vari tipi di pazzia al mondo. In particolare due: quelli che sono terribilmente lontani dalla realtà… e quelli che gli sono estremamente vicino.

In sostanza c’è la pazzia sana, sana perché contrapposta alla normalità. Chi ha un po’ di sale in zucca riesce a vedere la pazzia dello stile di vita definito normale, e per questo può definire sano ciò che comunemente viene etichettato a pazzia perché contrario al pensiero comune. Poi troviamo la pazzia a livello patologico, dove l’essere umano non è più tale nel suo completo, ma malato. E qua non c’è nulla di sano.

Se ti senti quindi oppresso dalla tua vita significa che stai andando incontro al secondo tipo di pazzia: malattia mentale e non sana pazzia. Mollare tutto in molti casi non può essere la risposta perché, come abbiamo detto fin dall’inizio di questo progetto, scappare senza conoscere una meta non è la soluzione. Ma ricorda, un vero pazzo, quello sano e vicino alla realtà più pura, è felice. Mollo tutto e vado a farmi un tè col cappellaio matto potrebbe essere la risposta di oggi, se hai abbastanza paura di continuare con la vita inumana che vogliono farci recitare.

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