HomeL'angolo ecletticoIl maestro di vita e la martellata magica

Il maestro di vita e la martellata magica

Immagine Il maestro di vita e la martellata magica

Il maestro di vita e la martellata magica - La storia

Un anziano ometto dall’aria assonnata scrutava l’orizzonte marino, focalizzandosi nel punto in cui la linea del mare diveniva quella del cielo e viceversa. Correva voce tra i pescatori del luogo che egli fosse un abile carpentiere, nonché maestro di vita. Lui odiava quelle parole, non si sentiva rinchiuso in alcuna definizione. Per lui il cancello era semplicemente un pezzo di metallo, il martello una semplice estensione del proprio corpo, una martellata una semplice martellata.Il giorno dopo giunse al porto un’immane nave zoppicante. Nonostante le dimensioni, risultava alquanto malmessa. Le riparazioni del gigante di ferro durarono qualche giorno. Tutto sembrava funzionare, eppure il pesce d’acciaio, così si chiamava, non voleva saperne di partire. Così il capitano decise di chiamare il miglior carpentiere del paese. Per via del prezzo, a suo dire troppo elevato, alla fine ripiegò sul secondo per fama.

Dopo alcune ore giunse sul ponte della nave un omone panciuto, tutto agghindato a festa e con un cilindro in pelle nera che troneggiava sul capo. Passi goffi si dirigevano verso la sala macchine, scortati da tre aiutanti carichi di valige colme di attrezzi. L’ispezione durò tutta la giornata, ma il carpentiere non trovò nulla di anomalo.

Il capitano riversò tutta la sua amarezza sul mastro carpentiere, intimandolo a restituirgli l’ingente somma versata. Dopo una breve seppur tesa discussione, l’omone se ne andò senza sborsare una misera monetina. Disse che il lavoro era stato svolto e che la colpa non era certo sua. Il capitano non poté far altrimenti che lasciarlo andare impunito.

La mattina seguente il pesce d’acciaio stazionava ancora adiacente agli scogli. Per questo il primo dell’equipaggio dovette far chiamare il migliore, scartato inizialmente. Questa volta si presentò un personaggio dall’aspetto più o meno normale. Il suo vestiario era elegante ma non eccessivo, lavorava solo e portava una sola borsa d’attrezzi.

Trascorsero due giorni interi e, nonostante le ripetute ispezioni, non fu riscontrata nessuna anomalia. Il primo carpentiere sostituì alcune parti del motore, lubrificò gli ingranaggi, si incaponì su ogni piccolo particolare che gli sembrò poter essere la cagione del guasto, ma ancora una volta, il pesce d’acciaio non ne volle sapere. La nave non si accendeva.

Il capitano ora era furioso, voleva indietro il denaro. Gli uomini dell’equipaggio udivano alcune parole dalla stanza nautica, ma non riuscivano a capire come sarebbe andata a finire. Dopo un’ulteriore analisi, il carpentiere decise di tenere per se il dieci per cento della somma, per ripagare i componenti sostitutivi. Il restante fu restituito.

A quel punto, alcuni pescatori infastiditi dall’ingombrante imbarcazione, chiesero di incontrare il comandante per consigliare l’ingaggio del vecchietto imperscrutabile, maestro di vita, che viveva in una modesta casetta in riva al mare. La nave doveva ripartire ad ogni costo! Per questo il capitano fu costretto a richiedere l’intervento di quest’uomo misterioso.

Visti i precedenti la fiducia non era molta. Quando l’intero equipaggio vide salire sul pesce d’acciaio il minuto ometto privo di attrezzi o aiutanti, il capitano perse ogni speranza. Così propose all’ambigua figura di pagarlo solo dopo l’avvenuta accensione dei motori. L’anziano signore, dall’alto della sua calma parvenza, non solo rifiutò, ma rilanciò chiedendo un milione di denari come pagamento del suo lavoro. La cifra era più del doppio di quanto non avesse domandato il carpentiere venuto prima di lui.

Sempre più furioso il comandante congedò maleducatamente l’ospite ma, dopo qualche ora, conscio del problema da risolvere lo mandò a richiamare. Non rimaneva altra soluzione se non quella.

Il vecchietto ebbe il suo milione di denari. Osservò per qualche minuto la nave, prima da fuori, poi alcune stanze. Si diresse dentro la sala macchine e, sotto gli occhi sospetti dell’equipaggio, si mise a picchettare con le nocche su una delle pareti. A quel punto sfilò dalla tasca un piccolo martelletto che a guardarlo non sarebbe riuscito nemmeno a ferire una zanzara. Caricò il colpo e generò una martellata che emise un tonfo assordante.

“Tutto apposto”, disse il vecchietto ingobbito incamminandosi verso l’uscita. Il capitano tese il braccio. “Cosa pensi di aver risolto con una semplice martellata? Non ti ho pagato un milione di denari per una semplice martellata”.

Con riluttanza ordinò di procedere con l’avviamento. Con stupore di ogni imbarcato, i motori del pesce d’acciaio presero vita, echeggiando in tutta la baia.

Il maestro di vita si girò verso il comandante. “È vero, era una semplice martellata, ma tutti quei soldi non hanno pagato la martellata in sé, ma il sapere dove darla, il punto preciso in cui agire. Hanno pagato il sapere quanta forza andava utilizzata e la direzione del colpo. Vedi amico mio, forse una vita intera non basta per apprendere al meglio tutte queste informazioni”.

Il vecchietto tornò a scrutare la linea che congiungeva il cielo al mare. Il pesce d’acciaio tornò a solcare intrepidamente gli oceani.

Dove ho conosciuto il saggio carpentiere, maestro di vita

Questa breve storia è stata l’unica cosa positiva che ho avuto modo di assorbire in uno di quei pochi corsi di formazione a cui partecipai in passato. Non sono mai stato un assiduo frequentatore di eventi o seminari che siano. Il gioco non valeva la candela. I prezzi erano molto alti rispetto a quello che poi veniva offerto, senza contare che più o meno tutti amavano frullare alla meno peggio i soliti cliché triti e ritriti.

A quel particolare corso niente era stato lasciato al caso. Tutto era stato orchestrato nei minimi dettagli. La disposizione delle sedie, le luci, la musica, le pause tra una sessione e l’altra, le voci impostate dei relatori.

Tutto era perfetto, tranne ciò che veramente doveva esserlo: i contenuti. Se voglio intrattenimento me ne vado al cinema, ma se vado a un corso di formazione esigo informazioni che possono trasformare la mia vita. Senza contare che il filmetto al cinema lo pago 8/10 euro e di certo non 500 carte. Sì, vabbè, nel prezzo era compreso il vitto e l’alloggio. Come ho detto, se voglio andare in vacanza due giorni, spendo meno e godo di un servizio nettamente migliore.

Il maestro di vita e la martellata magica - La morale

Qual è la morale?

Qual è perciò la morale di questa interessante storia? Solitamente, i professionisti più bravi, che si occupino di informatica, di idraulica o di formazione, richiedono delle somme che possono sembrare troppo care agli inesperti del settore, come succede appunto nel caso del primo carpentiere. Sono presenti però anche delle aziende o dei personaggi che amano spennare i polli offrendo in cambio prodotti o prestazioni scadenti, come hai visto con l’esempio del secondo carpentiere, o in quella riguardante la mia esperienza al seminario. Ma ora non voglio focalizzare l’attenzione qua, quanto sul caso del maestro di vita.

Pensa a uno scrittore che ogni mattina si sveglia alle 6 e trascorre tre o quattro ore sulla tastiera. Dopo mesi o anni di scrittura, riletture, aggiustamenti e correzioni, per tutto il suo lavoro viene retribuito qualche spicciolo bucato, bene che vada. Pensa a tutte le interminabili ore che sono necessarie al programmatore di robotica, per far si che la sua macchina muova un braccio meccanico dal basso verso l’alto. Pensa quanto tempo ci è voluto a un fumettista per cucire su carta una trama accattivante e che lasci un messaggio da ricordare, per poi tradurre il lavoro sotto forma di disegni, che racchiudono personaggi carismatici, ombre, angolature perfette ecc. Tutte queste ore di lavoro, che riguardano anni e anni di studi e pratica di sceneggiatura, stesura dei testi, abilità nel disegno ecc. per poi vederselo sfogliare in qualche minuto al modico prezzo di qualche euro.

È proprio come la semplice martellata dell’esempio. Il gesto in se dura pochi secondi, ma per conoscere il punto esatto, la giusta forza, la precisa angolatura ci sono voluti anni di studio e di prove.

Il Project Excape vuole essere come il saggio carpentiere

Tutto ciò che potrai leggere quindi su questo spazio, tutto il Project Excape è frutto di numerosi anni di prove ed esperienze quotidiane. Ricorda dunque che, se una cosa potrà sembrarti banale, a me ci sono voluti anni per individuarla, comprenderla e spiegarla al meglio per altri. Se un contenuto è gratuito non significa che sia scadente e che quindi vada sottovalutato. Ci sono voluti mesi di lavoro soltanto per poterti presentare in maniera più semplice possibile tutto questo progetto. La cura nel singolo dettaglio per noi è importantissima. Questo, per essere fatto a modo, porta via molto tempo ed energia. In sostanza, quando leggi una qualsiasi informazione, a noi ci sono voluti anni di sperimentazioni. Prima abbiamo constatato la veridicità, poi l’abbiamo resa di facile accesso a chiunque.

È anche vero che siamo giovani e non possediamo l’esperienza dell’anziano maestro di vita. Tuttavia invecchiare non sempre è sinonimo di miglioramento. Non è crescendo che si diventa più saggi, è la pratica quotidiana della saggezza a renderci tali. La prossima volta che osservi un quadro, non soffermarti all’immagine in sé. Immagina e prova a raccogliere tutte le ore e tutto il sentimento che l’artista ci ha messo. Solo così potrai assaporare l’intero lavoro.

FINALMENTE È ARRIVATO

Se non ti piace leggere da Pc o smartphone è pronto l’ebook del Project Excape. Se lo desideri puoi sostenere il progetto leggendo in modo ordinato e cronologico gli articoli più significativi, come se fosse un libro.
Scopri l'ebook

In tutte le librerie digitali come Amazon, Kobo, IBS ecc.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *