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Luca e la strada per la felicità

Luca Vivan è un travel blogger, si occupa di raccontare luoghi, percorsi e modi di essere. Lo fa attraverso le parole, le immagini ed insegnando agli altri quello che ha imparato cammin facendo.

Ho conosciuto Andrea e Alessandro nel bosco estivo di un campeggio del Friuli, circondati da giovani di mezza Italia ed Europa che arrivavano in quella valle per dei festival alternativi. Qualcosa di particolare in quell’incontro c’era già, anche se avevo già letto qualcosa di fuori dal comune nel loro sito, trovando un po’ di aria fresca rispetto a chi sta cavalcando le tendenze del momento: esoterismo spiccio stile new age, il mito post crisi 2008 del giovane che ha abbandonato il posto fisso per trovare se stesso viaggiando o l’esaltazione incondizionata di questa epoca di grandi opportunità, tutte dovute alle start-up e il web marketing.

Seduti ad un tavolo di legno abbiamo cominciato a raccontarci un po’ di noi. Loro mi hanno poi stimolato a continuare in questo spazio, assecondando anche una mia inclinazione, scrivere.

La storia di Luca - La strada per la felicità

La storia di Luca

Da alcuni anni sono infatti un blogger, che si occupa prevalentemente di viaggi, anche se non disdegno di affrontare temi come l’innovazione sociale e l’ecologia, nonché il benessere fisico e mentale.

La mia storia è lunga come quella di ogni persona che rintraccia e congiunge gli elementi della vita tra di loro. Sono sempre stato una persona molto riflessiva e sensibile, attenta ai segni che si presentano nel cammino.

Ho i miei pensieri riguardo le cose del mondo ma pubblicamente, nel web, evito di esprimerli, perché non credo sia utile fare proclami a senso unico, né aizzare polemiche che scaldano gli animi, fanno perdere tempo e non portano a nulla, perché credo sia più importante usare il mio blog o i social media su cui sono presente, per raccontare la bellezza che esiste nel mondo, i buoni esempi, le persone che non si arrendono al cinismo diffuso e cercano la loro strada per la felicità.

La strada per la felicità

Io stesso cerco ostinatamente questa strada, senza cedere alle sirene di questa epoca che predica l’uniformità, l’adeguarsi a standard che non rispettano la nostra intima unicità. Non è un cammino facile e ogni tanto, sempre più raramente, invidio quelle persone che sembrano a loro agio in questa realtà, che hanno studiato senza mai perdersi per strada, che hanno trovato un lavoro, che hanno fatto famiglia ed una volta all’anno fanno una bella vacanza da qualche parte.

La comodità è bellissima. È per questo che il nostro sistema economico e sociale ha un grande fascino. La vita è per sua natura incerta, non si sa mai quando potremo morire. Noi siamo riusciti a renderla prevedibile, a smussarne gli angoli, a controllare tutto per mezzo di strumenti che misurano e prevedono (pensate agli orologi o le previsioni meteorologiche).

Io sono invece una persona creativa e insofferente alle linee dritte. Apprezzo molto la pragmaticità in chi incontro o in chi lavora con me ma non sono mai riuscito a credere che questo fosse il migliore dei mondi possibili.

Sono un sognatore o forse sarebbe meglio dire un individuo che vede più lontano, che sente ad un livello pre-logico le tendenze che probabilmente diventeranno reali. Sono soprattutto una persona che non si arrende alle falsità di un mondo che sta distruggendo se stesso per inseguire chimere di potere.

Essere saldi nei propri passi

Un tempo soffrivo molto per le ingiustizie che da secoli si ripetono e si amplificano. Ora cerco di fare il mio, di rafforzarmi, di essere più saldo nei miei passi e se possibile di dare un esempio.

A lungo ho sofferto perché non sapevo cosa fare da grande, perché pensavo di aver perso i famosi treni che non passano mai due volte, perché ho fatto studi “inutili”. Poi, ho deciso di provare a seguire la mia strada, senza intravvedere una direzione precisa, senza nessuna sicurezza di arrivare da qualche parte ma con la sensazione di fare qualcosa che fosse mio.

Se mi guardo indietro vedo un giovane che in mezzo ad una crisi economica permanente si è creato un lavoro, senza aver fatto prima nessuna università o master in linea, un uomo che soprattutto ha cominciato la cosa più importante al di là delle etichette che possiamo mettere su Facebook o nel biglietto da visita: comprendersi, ascoltarsi e cercare di migliorarsi, non per inseguire risultati economici ma per stare meglio davvero e poter far uscire un po’ di quella luce che tutti abbiamo chiuso a doppia mandata dentro di noi.

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1 commento su “Luca e la strada per la felicità”

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