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Quella volta che venni posseduto da Leonardo Da Vinci

Immagine Quella volta che venni posseduto da Leonardo Da Vinci

Ricordo la prima volta che venni posseduto da Leonardo Da Vinci. Era notte fonda e stavo guidando. La guida era automatica, tanto ero focalizzato sulla mia possessione. Tutto era così stupefacente e affascinante. Le luci fluorescenti dell’abitacolo, quegli strani segni e simboli luminosi, la morbidezza del sedile, l’ambiente esterno che scorreva così velocemente, la leggiadria con cui l’automobile cambiava direzione, la spinta dell’accelerazione, per non parlare di quella strana leva che spesso veniva spostata dalla mano destra. Che mezzo di trasporto affascinante, quanta distanza si può percorrere in così poco tempo? Chissà qual è l’energia che utilizza? Mi ritrovavo nel futuro, stando contemporaneamente nel presente. Guardare il mondo attraverso gli occhi di Leonardo Da Vinci è proprio un’emozione unica.

Metodo #5: Leonardo Da Vinci

Attraverso gli occhi di Leonardo Da Vinci per cambiare il mondo

Oggi voglio esprimere una mia esperienza, una rappresentazione mentale che a volte mi capita di vivere, quasi sempre senza deciderlo razionalmente. La voglia di osservare il mondo attraverso gli occhi di un altro personaggio (che non sia io) arriva, e la lascio semplicemente essere. Quelli di Leonardo giungono più spesso degli altri. Il perché non serve neanche chiederlo. Pensate al fascino con cui un tale genio guarderebbe la società di oggi. Il gusto per i particolari, i dettagli tecnici o quelli più artistici, la visione d’insieme… Conosciamo tutti l’eclettismo di Leonardo, le sue opere, dalla pittura (vedi la Gioconda), passando per lo studio dell’anatomia umana (autopsie, L’uomo Vitruviano) fino ad arrivare alle costruzioni (macchine volanti, primi carri armati). È un uomo che ha cambiato la storia. Era un puro visionario, ma di una concretezza impareggiabile.

Quale può essere l’utilità di questo tipo di immaginazioni? Attenzione, questa non è una tecnica che promette risultati specifici associati ad un qualche tipo di vantaggio o di guadagno nel mondo sociale di oggi. I benefici sono altri. La cosa magnifica è che  potrai ricavarne alcuni, da questa esperienza, che nemmeno io ho provato. Dico questo perché non sei obbligato a vedere l’ambiente esclusivamente dalla vista del Da Vinci. Ognuno possiede i suoi personaggi preferiti, che siano del presente, del passato, realmente esistiti o meno. Inoltre l’immagine che ho io di Leonardo può differire in gran parte dalla tua, generando delle esperienze molto diverse.

Alcuni vantaggi della tecnica

Questo piacevole esercizio non è per nulla faticoso. Anzi, è molto stimolante. Aiuta a scacciare i momenti noiosi a cui siamo costretti dalla normalità. Pensa a quando devi trascorrere le tue otto ore quotidiane sul posto di lavoro. Sempre la solita gente, sempre le solite macchine, ingranaggi, sempre i soliti attrezzi da maneggiare, i movimenti ipnotici dei bracci meccanici e robotizzati. Ma pensa invece come Leonardo potrebbe vedere tutto questo. Pensa alla magia del suo punto di vista. Tutto si trasforma in un mondo interessante. È fantastico vero?

Cammina nelle strade della tua città e fatti possedere dallo spirito di Dante, gioca ai videogiochi guardando lo schermo con gli occhi di Napoleone, prendi l’aereo e vivi l’esperienza come se tu fossi Giulio Verne. Puoi guardare il mondo anche dal punto di vista di personaggi irreali. Prova a immaginare cosa penserebbe della nostra società un Wiston Smith del romanzo di Orwell 1984, oppure prova a calarti nei panni dello stesso scrittore.

Vedere il tutto con nuovi occhi è anche un grandioso esercizio di consapevolezza. Possono giungere all’attenzione dei particolari che cercavi da anni ed erano sotto il tuo naso. Non hai idea di quanto sia alta la probabilità che capiti. Tutto quello che vogliamo e che desideriamo lo abbiamo molto più vicino di quello che la normalità ci fa pensare.

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3 commenti su “Quella volta che venni posseduto da Leonardo Da Vinci”

  1. La tua immedesimazione va un passo oltre quella che provo io leggendo la biografia o autobiografia di personaggi che mi affascinano. Non sempre sono famosi; a volte sono “soltanto” cicloturisti che arrivano fino in Turchia e raccontano il loro viaggio, per dire. Comunque l’effetto è lo stesso descritto da Siddharta Gautama quando ai bambini spiegava cosa significa mangiare uno spicchio di mandarino con consapevolezza. Che bella parola, consapevolezza! 😉

    1. Andrea Di Lauro

      C’è qualcuno che è andato in Turchia in bicicletta? Ed è pure riuscito a tornare per raccontarlo??
      Umorismo a parte (ma forse neanche tanto) ora che mi hai dato lo spunto, la prossima volta cercherò di farmi possedere dallo spirito di Siddharta 🙂
      Consapevolezza, è proprio bella. In fondo è tutto lì.

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