HomeConscio e inconscioL’effetto priming in psicologia: chi sceglie i tuoi pensieri?

L’effetto priming in psicologia: chi sceglie i tuoi pensieri?

L'effetto priming in psicologia: chi sceglie i tuoi pensieri?

L’effetto priming è stato ampiamente sperimentato nelle ricerche della psicologia. Non si tratta di un tipo di bias raro o difficile da individuare, anzi, direi proprio che accade migliaia di volte durante la giornata.

Ricordate la distinzione che ho fatto nel primo articolo sui vari tipi di bias? Se non sapete di cosa parlo ecco il link che riporta al testo: Tutti i tipi di euristiche e bias cognitivi, e cosa sono nello specifico.

Nell’articolo ponevo un’importante distinzione tra i modelli di pensiero (bias) che sono innati, o probabilmente innati, e quelli che invece vengono appresi dall’ambiente, in particolare la società in cui viviamo. In questo articolo parleremo di uno dei bias che maggiormente rappresentano la categoria di quelli innati. Vi accorgerete che si tratta di un modello che fa parte del pensiero di molti esseri viventi, e non solo di noi umani.

Esperienze che influenzano esperienze

L’effetto priming avviene quando uno stimolo (uditivo, tattile, visivo ecc.) influenza le esperienze che seguono. Per capirci, ogni stimolo sensoriale ma anche non sensoriale influenza l’esperienza futura. Così, una canzone nelle cuffie ci farà correre più veloci. Il calore del sole, la vista di un cielo blu e terso, una brezza mattutina leggermente pungente ci metteranno di buon umore, e saremo più predisposti ad apprezzare gli eventi che seguiranno subito dopo. Tutto cambia in base a ciò che cambia, in base a come percepiamo quei cambiamenti. È uno dei meccanismi di base di come funziona la nostra mente.

Si capisce quindi che il bias del priming non fa nemmeno parte di quei bias deleteri che, guarda caso, fanno spesso parte di quelli che vengono appresi dall’ambiente. È una nostra struttura di pensiero che però, se non conosciamo, può essere limitante, può limitare e peggiorare molte esperienze. Senza essere consapevoli di questo fenomeno mnemonico siamo più soggetti agli eventi, specialmente quelli negativi. Innumerevoli volte in passato degli stimoli fastidiosi ci hanno reso più irritabili, meno produttivi e meno propensi a esperienze nuove.

Cosa possiamo capire dall’effetto priming?

Quanto è “libero” il nostro pensiero? In base a ciò che stiamo dicendo lo è molto poco. I pensieri non giungono a caso, stessa cosa le azioni. Il momento presente è prodotto dal momento precedente, così come, ad esempio, dai pensieri precedenti che riguardano il proprio futuro.

I pensieri giungono dallo stretto contatto con l’ambiente, ogni pensiero e azione vengono decisi dall’ambiente.

Il bias del priming è un’ulteriore prova a sostegno del discorso principale del Project Excape. L’ho scritto in tutte le salse in questo blog:
la forza di volontà è nulla in confronto allo stato d’animo.
Lo stato d’animo dipende dall’energia vitale posseduta.
Se vuoi cambiare te stesso o la tua vita non devi cambiare te stesso o la vita direttamente.
Devi modificare l’ambiente, e per effetto indiretto cambierai tu stesso e la tua vita
.
Gli 11 articoli del percorso Radice sono stati scritti per spiegare approfonditamente questo fenomeno.

Se ogni stimolo influenza quelli successivi, e se gli stimoli vengono dettati dall’ambiente, allora va da sé che tutto dipende da dove viviamo. Ogni scelta, tutto ciò che facciamo. Può essere un duro colpo per quelle persone che pensavano di essere i totali controllori della propria vita, in totale libertà, ma il fatto di sapere questo ci rende più liberi di prima.

Le potenzialità della mente

Dal priming possiamo imparare altro. Se indirizziamo le nostre esperienze e quindi gli stimoli verso una direzione determinata, allora avremo un potenziamento. Se ad esempio assorbiamo degli stimoli simili tra loro viene potenziata la capacità di comprensione. Come quando ci interessiamo di uno specifico argomento. Leggiamo testi che parlano di sport agonistici, della storia del nuoto sportivo, dove le parole sono comuni, e per associazione la nostra velocità di comprensione aumenta. Non a caso anche il meccanismo di associazione è alla base del funzionamento della mente.

E poi, sempre continuando con l’esempio, leggiamo testi di anatomia, del funzionamento del corpo, dei processi di locomozione, dei muscoli e dei tendini, dell’alimentazione sportiva. E nello stesso periodo, mentre stiamo nuotando, per via di tutti questi stimoli mentali, saremo più propensi a percepire il nostro corpo in movimento. Dell’attrito con l’acqua, di come diminuire questo attrito. Di come si muove il nostro braccio e il nostro piede. Di come si gonfiano i polmoni…

Tutto questo potenzierà la nostra esperienza del nuoto e volendo la prestazione.

Ma ciò non si ferma a un solo settore. Rimanendo in tema, leggere un testo tecnico aumenta la capacità di capire parole tecniche. Leggere un testo tecnico di anatomia umana può aumentare la comprensione di testi diversi, come un libro di biologia o di psicologia.

Come servirsi di questo meccanismo

Stimoli che potenziano altri stimoli, possiamo vedere il priming in questo modo. Consiglio sempre di buttarsi in esperienze nuove, di fare cose diverse, specialmente perché l’ambiente moderno è stato reso troppo “ordinato” e prevedibile, e noioso. Se vogliamo tenere in allenamento questo potenziamento è necessario fare, fare molto, e tuffarsi in esperienze diverse dall’usuale. Altrimenti, per colpa di un ambiente monotono saremo preda i stimoli noiosi e sensazioni negative, e dunque di un effetto priming debilitante.

La vita classica ci vede 8 ore a svolgere compiti ripetitivi e fastidiosi, che abbiamo imparato a odiare. E magari chiusi all’interno di qualche magazzino, fabbrica o comunque sempre dentro alle solite quattro mura. Per poi tornarcene a casa nelle solite altre quattro mura. Il mesetto di ferie all’anno che basta soltanto a respirare un attimo ed accorgersi di essere ancora vivi è un misero contentino. Per questo è imprescindibile cambiare gradualmente l’ambiente in cui viviamo. Non c’è scampo né rimedio.

Articolo consigliato: Non ce la faccio più! O cambi o ti arrendi al peggio.

Il bias del priming nella psicologia del marketing

Dato che l’uomo moderno è prima di tutto un consumatore, e dato che questo bias è alla base dei nostri processi di pensiero, vien da sé constatarne la pregnante presenza nel mondo degli acquisti. Molte aziende si servono della induzione di stimoli precisi che, ad esempio, inducono emozioni propedeutiche alla compravendita. Anche quelle che non conoscono nel dettaglio il priming.

Mettiamo che volete acquistare una bici elettrica, così visitate due negozi. Nel primo vi viene chiesto che durata dovrebbe avere la batteria della vostra bici ideale, mentre nel secondo ci viene chiesto qual è il budget massimo di spesa. Nel primo caso è molto più probabile un acquisto di una bici con batteria ad autonomia sopra la media. Nel secondo invece il fattore preponderante del nostro acquisto sarà il prezzo. E questo non perché ci è stato consigliato qualcosa, ma semplicemente la nostra attenzione è stata spostata o da una parte o dall’altra. In questo modo sembra che siamo stati noi a scegliere, ma in realtà è stato l’ambiente, ovvero il negozio, ovvero il negoziante (che fa parte dell’ambiente negozio).

Ora il consiglio comune riguardo questa conoscenza sarebbe il seguente: se non vuoi essere preda di tali tecniche sii più consapevole e attento. Ma sono le solite banalità che non servono a nulla. Magari oggi, dopo la lettura dell’articolo farai più caso ai tuoi pensieri, forse anche domani, ma la prossima settimana tornerà tutto come prima. Cerco sempre di stare lontano da simili banalità e di fornire consigli a lungo termine che coinvolgono azioni costanti. Approfondisci in questo articolo: Impara a essere felice scoprendo la vera consapevolezza.

Non ti direi mai di essere più consapevole nella tua vita, perché non serve a nulla. Ti elencherei invece tutte le cose che durante le tue giornate ti rendono ogni anno più stanco e meno consapevole. Come ho già fatto a iosa in passato.

Dopo questa breve finestra, cerchiamo di individuare un comportamento positivo connesso all’effetto priming.

Chè cos’è l’effetto ideomotorio?

L’effetto ideomotorio conosciuto anche come effetto carpenter, potrebbe non suonare nuovo agli sportivi che stanno leggendo queste definizioni. Questo avviene quando immaginiamo una determinata situazione, come un tiro a canestro. Questa immagine, se vissuta nel dettaglio e ripetuta più volte aumenterà le probabilità che si rispecchi anche nella realtà.

Non si tratta di argomenti New age in stile legge di attrazione. Si tratta semplicemente di esperienza cinestesica e memoria neuronale che vengono stimolate dai pensieri. Questo può avvenire anche quando osserviamo alcune gesta ripetutamente, e le impariamo senza praticarle. Compiere un’azione aumenta di molto il processo. Poi abbiamo l’immaginazione attiva e infine l’osservazione.

Questo non ha a che fare soltanto con lo sport, ma con ogni effetto che i pensieri hanno sul corpo fisico. Pensieri pacifici, rasserenanti e piacevoli ad esempio rilassano la muscolatura, sciolgono le contrazioni involontarie della mascella, delle spalle ecc.

Gli stimoli mentali che noi decidiamo di generare possono in seguito cambiare la realtà concreta, l’esperienza vissuta.

Sforzo vs divertimento

Prendendo spunto da questo vorrei soffermarmi brevemente sugli stimoli emotivi per quanto riguarda il priming. Non solo un odore o un’immagine riescono a cambiare i momenti che susseguono, anche e specialmente le emozioni modificano il modo in cui esperiamo le situazioni.

Tutti noi siamo alle prese con l’imparare o il migliorare. Che sia in campo lavorativo, scolastico, sportivo o di obiettivi personali diversi, tutti noi vogliamo migliorarci e progredire più velocemente e con risultati crescenti. Il ruolo che gioca la componente emotiva nel campo dell’apprendimento e fondamentale e spesso sottovalutata.

Le esperienze che facciamo mentre ci divertiamo e proviamo piacere si saldano in noi più solidamente. Mettiamo che siamo alle prese con un nuovo gioco di carte collezzionabili. Siamo all’inizio, e i nostri amici hanno appena cominciato a spiegarci le regole del gioco. Se durante il gioco ci divertiamo è probabile un apprendimento preciso di ogni dettaglio e regola. E in modo più veloce. Al contrario, se il gioco ci annoia, l’apprendimento risulta macchinoso, difficoltoso, dove è necessario uno sforzo volontario per imparare. Potremmo dire che a parità di sforzo il risultato migliore pende sicuramente nella situazione in cui ci divertiamo. Ma anche quando lo sforzo non è pari.

Nulla di nuovo, ma questo discorso serve a indirizzare le nostre scelte. Come ad esempio la scelta della facoltà universitaria. la scelta di un lavoro rispetto a un altro, o di un hobby piuttosto che un altro. La componente emotiva per quanto riguarda il bias del priming è un grande padrone rispetto la nostra vita di tutti i giorni, per questo ho voluto evidenziare questi esempi.

Essere consapevoli di queste informazioni è già un buon punto di partenza. Unire la conoscenza di questa caratteristica mentale, all’effetto ideomotorio e alla componente emotiva nell’apprendimento. Capire che in fondo i pensieri e le azioni vengono generati dal proprio ambiente, ed essere consapevoli che dire: “devo essere più consapevole” serve a poco o nulla. Come decidiamo di pensare, di osservare, di imitare e di agire. Dipende tutto da dove siamo.

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Oppure quel modello di pensiero che limita tutti noi: la fissità funzionale.
Buon apprendimento, e non dimenticare l’emozione quando studi o impari.

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