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L’effetto forer che frega anche gli intelligenti

L'effetto Forer che frega anche gli intelligenti

L’effetto Forer, conosciuto anche come effetto Barnum, è un Bias cognitivo dagli aspetti negativi. Parliamo principalmente di un atteggiamento che emerge quando ci vengono elencate delle informazioni che riguardano la nostra personalità. Non a caso questo bias viene portato alla luce dal famoso test della personalità di Forer.

Non voglio essere ripetitivo, sulla rete ci sono già decine di articoli che forniscono le spiegazioni di questo atteggiamento, e che riportano il testo dell’esperimento. Cercherò quindi di essere il più breve possibile nelle prime delucidazioni ormai conosciute, e mi dedicherò con più vigore nelle congetture personali.

Quali sono le principali caratteristiche di questo fenomeno mentale?

Si parla innanzitutto di un’immedesimazione al profilo psicologico che ci viene presentato. Come ad esempio un oroscopo dedicato al nostro segno zodiacale o un test di personalità. Ma se ci si sofferma qualche attimo a osservare ci si accorge che le informazioni date sono così vaghe e generiche da poter calzare alla maggior parte delle persone. Difatti l’effetto Forer viene spesso citato nei contenuti che spiegano il perché gli individui credono ai chiromanti, chiaroveggenti, astrologi o altri praticanti simili.

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Secondo me al giorno d’oggi un’argomentazione come il test di Forer ha molto meno presa. Diciamo che le generalizzazioni saltano subito all’occhio dato l’accrescimento dell’istruzione e dell’abbondanza dei contenuti. (Se ancora non lo conosci, il test della personalità di Forer lo puoi leggere qua)

Tuttavia ancora molte persone sono preda di simili sotterfugi e di questo tipo di bias che collabora con altri modelli di pensiero, come vedremo tra poco. Anche persone che possono avere una consapevolezza culturale di tutto rispetto o più istruite della media. Chiediamoci allora il perché di questo e cerchiamo di rispondere.

L’effetto Forer oggi

Innanzitutto si deve tener in conto dell’evoluzione dei mezzi. Così come si è evoluta la consapevolezza delle persone si sono evoluti i metodi comunicativi, le tecnologie utilizzate, il coinvolgimento di più sensi ecc.

Oggi un test come quello in questione difficilmente può generare un effetto Forer nell’universitario medio, ma potrebbe riuscirci più facilmente il professore che, sorretto dalla sua autorità intellettuale, ti descrive e categorizza in un certo tipo di studente. Ad esempio, potrai essere descritto come ancora inesperto ma molto sagace, creativo, e con spunti geniali…

Gli aspetti positivi della convalida soggettiva

Altro aspetto importante che va a congiungersi con ciò che ho appena detto, sono le opinioni positive. Senza uscire dall’esempio precedente, lo studente sarà molto propenso a identificarsi nella descrizione del professore quando esso esprime pareri positivi. Mentre ci sarà dell’attrito e del rifiuto riguardo descrizioni critiche tendenti al negativo.

Questo ha a che fare con l’“anonimato” del nostro tempo, ossia un bisogno dell’ego per sfuggire a questo anonimato. Parlo di quel piacere che emerge quando qualcuno si accorge di noi, quando veniamo elogiati e innalzati rispetto agli altri. E questo ha proprio a che fare con quella struttura chiamata ego che ha preso vita nell’uomo agli albori della civiltà, dove per l’appunto, i primi uomini hanno cominciato a innalzarsi socialmente rispetto agli altri. Questa una mia personale speculazione che puoi approfondire in: Cos’è realmente l’ego? Finiamola di bastonarlo.

Bias di autorità

Per finire abbiamo la tendenza dello studente a credere alla descrizione del professore. Non solo per il fatto delle opinioni positive, ma anche per l’autorità e il prestigio che esso rappresenta.

Ricapitolando, i mezzi di comunicazione si sono adattati all’intelligenza generale, all’istruzione corrente. Anche i sotterfugi quindi si sono adattati al tempo corrente. Il nostro ego è attirato da ciò che viene raccontato della nostra persona, che siano test di personalità o il nostro ipotetico futuro. Meglio ancora se vengono evidenziate le nostre doti, il nostro talento, e se chi lo fa ricopre uno status sociale maggiore del nostro. L’effetto Forer o Barnum quindi lavora a stretto contatto col bias di autorità, dove ci pensa il più famoso bias di conferma ad amalgamare il tutto.

Attenzione a voi che vi ritenete immuni


A chi di noi non piace ricevere previsioni personali con prospettive positive del futuro? A chi non piace essere descritti in modo da sembrare intelligenti o altruisti o talentuosi? Ecco come anche attualmente un effetto evoluto e adattatto alla nostra epoca può irretire le menti degli individui, anche quelli più istruiti e intelligenti.

Queste secondo me sono le principali motivazioni per cui anche oggi si può cadere in questo tipo di bias. Anche se i contenuti possono risultare ancora generici e poco specifici come nei classici test di personalità, ci passiamo sopra perché il ritorno emotivo è importante. E qua sarebbe necessaria un’altra parentesi su questo episodio. Su questa carenza emotiva che sembra essere esplosa negli ultimi decenni. Preferisco parlarne altrove, anche perché entrano in gioco altri tipi di bias legati all’emozione come la famosa euristica affettiva, di cui probabilmente parlerò nel prossimo articolo.

Se vuoi stare lontano dall’effetto Forer allora ti consiglio di leggere l’articolo che riguarda l’ego, dove potrai trovare ulteriori collegamenti e approfondimenti. Se in te noti una ricerca di socialità che viene spinta dal ricavo di un piacere egoico, allora due domande me le farei.

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