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La più grande disparità di genere è tra uomo e donna

La più grande disparità di genere è tra uomo e donna

No, la più grande discriminazione non è quella razziale, oppure quella dell’orientamento sessuale, o altre più in voga e discusse, no. Oggi porterò alla luce un fatto che nel 99% dei casi non avete ascoltato da nessuno. Una disparità di genere che non riguarda un punto di vista sociale, ma una dinamica più individuale. Se ora non è chiaro capirete meglio proseguendo.

Sto proprio sputando fuori queste parole perché sento di non poterle più trattenere. L’effetto che questo atteggiamento ha sulla mia vita e su quella altrui fa male a tutti, non riesco più a ignorare questo fenomeno. La vita potrebbe essere così piena e vasta, e variegata, infinita di sfumature. E invece…

In passato ho discusso poche volte di questo con persone meritevoli, ma sempre poco, troppo poco. E allora? A cosa mi sto riferendo?

La barriera invisibile

Avete presente quella barriera invisibile presente in quasi tutte le esperienze condivise tra uomo e donna? Ecco, di questo parlo. Di quella mannaia incorporea che tronca o nel migliore dei casi limita le possibilità tra maschio e femmina.

Ora si comincia a capire perché ho detto che si tratta di una disparità più a livello individuale che sociale. Non sto prendendo in causa un tipo di discriminazione che può essere prettamente maschile o femminile. Se non l’hai capito, la questione è diversa. Metto in luce quella disuguaglianza che tu uomo attui automaticamente e inconsciamente verso la collega di lavoro accanto a te. O quella discriminazione che nella stessa modalità avviene nella mente della donna verso il suo vicino di casa.

Limitazioni a possibili esperienze

Volete una sintesi chiara e semplice dell’argomento? Vi propongo una semplice domanda allora:

Mettiamo che al momento siete felicemente fidanzati e, in pausa lavoro, conoscete la nuova o il nuovo collega. Ci parlate un po’ e scoprite avere idee affini e modi di fare piacevoli.

Ora vi chiedo, da li in avanti cosa farete con quella persona? Nel 99% dei casi non ci farete proprio nulla, nulla di nulla. Nulla se non chiacchierare qualche volta sul lavoro o altre banalità comunemente accettabili da una persona già fidanzata.

Perché non ci farete nulla? Semplice, perché lei è una donna, perché lui è un uomo!

Per comodità viriamo in un contesto maschile, dato che riesco a calarmi meglio in questi panni. Non ci farò nulla con la collega perché sono già fidanzato, e da sempre sono stato abituato a rappresentare la donna sotto un contesto prettamente sessuale. Questa esclusività sbarra le altre possibili strade, preclude il resto delle innumerevoli possibilità.

Vedo il suo corpo, ma vedo anche ciò che mi piace di lei a livello intellettuale, o più emotivo…

Tutto questo si riduce nel: può essere o non può essere la mia futura, moglie, fidanzata o avventura di qualche notte? Dove il tutto si traduce non necessariamente nella specifica domanda mentale, chiara e consapevole, ma spesso in pochi pensieri inconsci e in qualche secondo.

Discriminazione inconscia


Non c’è altro spazio se non per questa scelta, e la stessa cosa vale al contrario, quando è la donna a valutare il simpatico collega. Non è solo il senso di colpa del tradimento che ci blocca, non e di questo che sto parlando, altrimenti nel caso dei single questo non varrebbe. Dico che in questo contesto la nostra mente è limitata. Viene attuata una discriminazione femminile, oppure una maschile in modo automatico ed inconscio.

Fa parte di quelle abitudini che in molti campi della vita agiscono per noi senza che ce ne accorgiamo. Sono i nostri schemi di pensiero che decidono “per noi”, poiché sprecano poca energia e ci fanno sentire bene (zona confort). Ma ripeto, in certi casi appiattiscono la vita, radono al suolo le possibilità, smussano gli angoli di ogni esistenza in egual modo per trasformarle in recite fotocopiate.

Una differenza biologica dominante

Quante volte avete giocato una partita a tennis con una donna o se donne con un uomo?

Quante volte avete inventato filastrocche o, per stare al passo coi tempi, canzoni rap assieme? Quante volte vi siete confrontati sui temi più intimi o su quelli esistenziali?

Quando siete andati a vedere le stelle stesi sul prato estivo senza che l’esperienza venisse limitata da quella barriera sessuale?

Quando vi siete abbracciati e voluti bene, così è basta, perché siete due esseri viventi, felici di essere lì in quel momento, senza l’ombra di quella barriera?

O, quando siete andati a cena senza secondi fini, o senza aver paura di sbrodolarvi per timore di non essere all’altezza dei suoi ipotetici standard?

Quando siete stati liberi di essere voi stessi, senza dovervi comportare in un certo modo, ostentare sicurezza o, truccarvi, nascondere possibili imperfezioni…?

Se ci fate caso, e se non ci avete mai fatto caso in modo attento, da ora in poi ve ne accorgerete. La sentirete quella sensazione, quella barriera che vi divide, soltanto perché siete biologicamente un po’ diversi. Riusciamo a essere noi stessi col nostro cane, il quale fa parte di un’altra specie, ma non riusciamo a esserlo col sesso diverso della propria.

Questa è una disuguaglianza di comportamento tra uomo e donna. Perché con un uomo riesco a parlare più liberamente di ogni argomento, a invitarlo a bere, a fare quasi ogni tipo di esperienza assieme che non con una donna? Perché non c’è quel sospetto, non c’è la barriera sessuale. Questa disparità di genere è una piaga individuale celata, ma che poi ha i suoi effetti sul sociale, dato che ognuno di noi ne sperimenta gli effetti e agisce di conseguenza.

Articolo consigliato: Sessualità di coppia oggi: una banale rincorsa all’orgasmo.

Reppressione di sé

Provate a ricordare con sincerità a tutte le volte che avete modificato le vostre relazioni sociali con l’altro sesso. Della maggior parte non vi ricorderete nulla, perché come ho detto sono automatismi inconsci, ma di alcune di certo vi ricorderete. E ora vi chiedo: perché diavolo non posso semplicemente gustarmi un gelato in compagnia di una donna se sono sposato o fidanzato? Perché? Perché?

Certo che lo posso fare ma… per colpa dell’opinione sociale, per colpa di ciò che lei pensa, o pensa di sapere di me, e per colpa di ciò che io stesso penso, per colpa di quella barriera, allora quell’esperienza verrà cancellata. O, se per qualche caso l’esperienza si farà, verrà sicuramente influenzata da quella barriera. E questo è triste cari lettori, è deludente. Per un essere che aspira alla vita, quella vera, al nuovo, al divertente, agli stimoli, al godimento di qualsiasi esperienza, questo è molto triste. Si tratta di un vigore chiuso in gabbia. Un essere affamato che vive in una fabbrica di contenitori per alimenti… ma vuoti, senza una briciola di cibo.

Qualche anno fa spiegavo perché secondo me, per giungere a una relazione di coppia soddisfacente, bisognerebbe prima ancora di essere amanti essere amici. Per completare questo discorso consiglio la lettura di: Cosa significa amare una persona? I rapporti complicati di oggi.

Una disuguaglianza sessuale ben presente anche in relazioni già datate

Questa è una pura e netta disparità di genere che l’uomo ha verso la donna e che la donna ha verso l’uomo. E che sia più o meno consapevole è ben presente e prosciuga le vite di tutti noi. Complica anche le relazioni amorose, le rende soverchianti, false, ipocrite, e limita le relazioni extra-amorose. Sfido a negarne l’evidenza.

Non sto dicendo che non devono esistere pensieri d’amore o che riguardano il sesso nelle esperienze tra uomo e donna. La componente sessuale è molto importante nella relazione di coppia. Questi però non devono sovrastare il resto, prevaricare tutto ciò che può nascere da un primo contatto o condivisione. Quando sono nel prato sotto le stelle non deve esserci imbarazzo né malizia, perché mi inducono a recitare, cosa che mi allontana dalla realtà, dalla sincerità della stessa esperienza. La recita pone in campo una certa dose di sofferenza. Riduciamo il nostro campo di libertà, la possibilità di essere ciò che siamo e di vedere l’altro per ciò che è. La sincerità è una questione importante della vita.

Articolo consigliato: Perché perseguire la sincerità in una società falsa e ipocrita?

Se abbiamo qualcosa da perdere nella condivisione sessuale allora la recita e la vergogna emergeranno automaticamente come meccanismo difensivo. Se nella condivisione sessuale pensiamo di poter perdere status sociale, reputazione, stima di sé allora ci difendiamo recitando. Trasformiamo un’esperienza di estrema condivisione in una più egoica, più falsa, più meccanica, adiacente agli standard, e che alla lunga annoia.

Che la gelosia sia figlia di questa barriera? Della impossibilità di vivere pienamente con l’altro sesso? Dove con pienamente intendo: non solo un rapporto classico di coppia.

Dov’è questo grande amore?

Tutti noi possiamo ricordare di quante volte nelle relazioni di coppia passate non ci siamo sentiti a nostro agio. Di come invece con un amico o amica d’infanzia riuscivamo a mostrare noi stessi, con pregi e fragilità, senza imbarazzi e paure. Non conto più ormai le chiacchierate o le confessioni di amici e addirittura conoscenti sulle loro fidanzate o conviventi che siano. E allora? Dov’è questo grande amore se non riesce nemmeno a estinguere quella sofferenza di fondo che giunge dalla recita?

Penso che si sia capito cosa volevo esprimere riguardo questa disparità di genere che si tratta di una vera e propria discriminazione sessuale che tutti noi applichiamo quotidianamente. Ma se per qualche ragione non sono riuscito a spiegarmi bene, potete scrivere i vostri dubbi o domande nello spazio per i commenti qua sotto. Potrei capirlo, dato che ho scritto questo breve post più d’istinto che di ragione. Per finire non dimenticate gli altri articoli consigliati che possono far comprendere meglio questo argomento.

Articoli consigliati: Come essere felici nella vita? Smetti di cercare l’amore. E Nazifemminismo o femminismo estremo: un pretesto per odiare.

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