HomeStile di vitaLa felicità non è un sentimento, è una decisione… ma decidere non basta

La felicità non è un sentimento, è una decisione… ma decidere non basta

Immagine La felicità non è un sentimento, è una decisione... ma decidere non basta

Sarà capitato anche a te di leggere questo genere di consigli: la felicità non è un sentimento ma una decisione, la felicità è una scelta, la felicità si sceglie non si attende ecc. Se prendiamo la prima di queste frasi, possiamo notare due asserzioni: la felicità non è un sentimento e la felicità è una decisione. Andiamo ad argomentarle con criterio.

Essere felici non è un sentimento

La felicità non è propriamente un sentimento, né un’emozione. Lo abbiamo già detto in passato in un post che al momento mi sfugge. Questa distinzione di nome ma non (totalmente) di fatto, dato che felicità, emozioni, sentimenti, sensazioni sono tutte parti di un unicum chiamato essere umano. La si può comprendere solo in uno stato sincero di gioia. Fino a quando non c’è gioia pura la si equivoca con altri tipi di sensazioni, eccitamento, emozioni…

La felicità allora verrà fraintesa con la variazione di umore per delle specifiche cause.

il livello di felicità viene influenzato dai propri sentimenti, dalle emozioni e dalle sensazioni, è certo. Non stiamo parlando di una caratteristica che va al di la del mondo, anche se così potrebbe sembrare. Questo stato, più positivo o negativo di prima, è interconnesso alle caratteristiche appena elencate, ma nessuna sensazione sublime, nessuna emozione, nessun sentimento può essere la causa della felicità, poiché è la situazione normale dell’uomo. Possono aumentarne le probabilità, essere i vari combustibili che innescano la fiamma della gioia, ma non c’è sicurezza. E solo in seguito possono influenzarne il livello percepito, solo quando si è già felici, perché non serve nulla per esserlo.

Rispettando la propria natura si ritorna uomini, e dunque felici. Ne abbiamo parlato molto e non mi ripeterò.              Prima di continuare, se preferisci leggere su dispositivi più adatti al compito piuttosto che su pc o smartphone, allora dai un’occhiata all’Ebook del Project Excape.

La felicità non è un sentimento, è una decisione - Decisione

Essere felici è una decisione

Anche in questo caso siamo d’accordo, anche se non pienamente. Siamo certi che la felicità può ripresentarsi nella nostra vita solo per mezzo delle nostre scelte. Se ogni giorno ci accontentiamo di vivere come ci hanno comunemente insegnato questa sarà quasi impossibile. Se invece abbiamo compreso l’andamento generale della società, e sappiamo in quale direzione evadere, non ci resta che cominciare a prendere delle scelte quotidiane. Ancora, ancora e ancora, fino a quando non diverranno le fondamenta del nostro stile di vita.

Sul pianeta Terra vivono miliardi di persone che, consapevoli o meno di questo, vogliono e cercano di essere felici. C’è chi se la racconta in un modo, chi in un altro, chi la definisce in un modo, chi la chiama pace, serenità, beatitudine, ma tutti gli corrono dietro.

Molti hanno deciso di essere felici a un certo punto della vita, e sempre in molti non ci sono riusciti. Quindi è vero che la felicità non è un sentimento ma una decisione, ma saperlo non la garantisce. Decidere di essere felici senza sapere cos’è la felicità, senza sapere che questo termine corrisponde a una nostra caratteristica innata e che abbiamo perso in un modo preciso (e che possiamo ritrovare facendo il percorso a ritroso) non darà certo la vera felicità.

Tutto comincia dall’ammissione di infelicità, di malessere, di morte interiore.

La felicità non è un sentimento ma una decisione

Ma allora cos’è? Nulla che si possa descrivere nel dettaglio. Come si potrebbe descrivere il concetto di umanità, di essere umano ad esempio?

Quando sono felice sono semplicemente felice di essere vivo, di essere al mondo, di essere ora, qui. Sono felice per la possibilità che ho di interagire con la realtà, con gli altri esseri viventi, con i miei simili. Riconosco questa scintilla in loro, e se loro sono felici lo sono ancor di più. Tutto si rispecchia, così come io stesso rifletto in loro.

Anche quando mi dimentico di essere felice sono felice, anche quando provo dolore, quando litigo, o quando vago con la mente dal passato al futuro.

Un punto di svolta per il Project Excape: per noi e per voi

Nel corso di questi 3 anni (poco meno), alcuni ci hanno scritto che nella teoria funziona tutto molto bene, ma far quadrare il tutto oggi risulta impossibile. Eppure è proprio dalla pratica che sono sbocciate tutte le informazioni che divulghiamo fin dall’inizio del progetto. Non ci siamo svegliati una mattina: “e mo’ apriamo un blog, me faccio er sito sulla felicità, me faccio er blog sulla crescita personale…”. Abbiamo addirittura già spiegato e ribadito più volte che è proprio il modo di vivere attuale il vero problema. Oltre alle doverose critiche dell’attualità abbiamo lavorato con molto impegno a un’alternativa, ma ancora percepiamo che sia stata sottovalutata e poco praticata. Ma ci metto un “forse”, perché non ne siamo totalmente sicuri.

A questo punto non ci resta altro che produrre un’esperienza totale… totale nel senso di completamente esaustiva dal punto di vista della teoria e della pratica. Un percorso, come si suol dire, dalla A alla Z.

Si partirà dalla comprensione della felicità: tutto sarà ordinato e chiarito definitivamente, anche nei punti in cui i contenuti del blog non lo sono stati. Si investigherà nuovamente la parte organica dell’uomo, una modifica derivata dal cambio di stile di vita. Verrà analizzato l’aspetto mentale/psicologico dell’essere umano come mai abbiamo fatto nei nostri articoli. Tutto questo andrà a formare il PsychoBioSystem, modello su cui si basa quest’esperienza. E per finire si potranno conoscere gli aspetti spirituali di ognuno di noi, anche se qua, come saprai, ci siamo andati cauti, per non scadere in informazioni o soluzioni di dubbia veridicità.

Abbiamo condensato il tutto in 12 settimane e lo abbiamo condito con alcuni esercizi giornalieri da mettere in pratica senza forzature inutili. Ma questo è un percorso che abbiamo deciso di non rendere più disponibile per varie motivazioni.

Articolo consigliato: Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo, a morte l’attualità.

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Se la felicità non è un sentimento ma una decisione, in passato ho conosciuto alcune persone a cui mancava soltanto quella decisione. Parlo di quel tipo di individuo che è più che stabile a livello economico, può permettersi qualunque cosa ma senza motivo se ne priva. Non ha problemi di salute, possiede una mansione lavorativa che concede una buona parte di libertà, priva di stress significativi.

Come scriveva Stanislaw Lec: Ad alcuni per essere felici manca davvero soltanto la felicità. Ma in questi casi forse è la profonda solitudine che la maggior parte di noi è destinata a patire senza mai dipanarla del tutto a generare quel vuoto dentro. Forse è la consapevolezza di star sprecando la propria vita a dire a quel tipo di persona che non è realmente felice. Forse si sono accorte di aver trascorso la vita ad accrescere gli averi, senza mai aver migliorato la propria persona. Forse manca la capacità di capire, di amare gli altri. Forse la parte spirituale è atrofizzata per effetto di una mente dormiente e di un fisico poco umano. Come possono scegliere di essere felici se non conoscono tutto ciò pur avendo tutto quello che nel pensiero comune dice di dare la felicità?

Molti all’infuori di questo progetto non sanno nemmeno di cosa stiamo parlando, mentre alcuni, all’interno del Project Excape potrebbero essere tediati dagli argomenti sulla felicità. Io dico, beati quest’ultimi, e mi auguro che dal tedio passino alla pratica costante.

La felicità non è un sentimento ma una decisione. Sei d’accordo con quest’affermazione? E secondo te, cos’è la felicità? Alla prossima settimana per un’analisi sulla società attuale e sulla moralità dell’uomo.

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