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Il significato della vita? Dio non gioca a dadi (forse)

Immagine Il significato della vita? Dio non gioca a dadi (forse)

Dio non gioca a dadi. La conosci questa famosa citazione che riguarda il significato della vita e che viene attribuita ad Einstein? Sembra ormai che ogni pensiero arguto sia attribuito al famoso fisico. 😀 Eppure credo proprio che questa fosse proprio sua.

[alert title=”Attenzione”]questo è un articolo per niente banale o superficiale. Se hai iniziato la lettura con l’intenzione di riempire qualche minuto della tua vita ti consiglio di riprendere in mano l’articolo in un secondo momento.[/alert]

Dio gioca a dadi con l’universo o no? Ti sei mai fatto questa domanda? Tutto segue uno schema logico oppure è frutto della casualità? Tu cosa ne pensi?

Dal caos - Il significato della vita

La perfezione dietro al caos

Mi espongo fin da subito. Non sono molto d’accordo con Einstein in questo caso. Credo che Dio giochi a dadi ma, a dispetto dell’uomo, credo anche che conosca la vera natura del gioco. Da sempre possiedo un modo di intendere il tutto. Mi piace pensare all’universo come un frullatore ordinato che centrifuga cause ed effetti mischiandoli illogicamente. Hai presente la teoria dell’effetto farfalla o dell’entropia, o addirittura del Karma? Ecco, alcuni di questi concetti somigliano molto a ciò che intendo. Quando sono venuto a conoscenza di queste correnti di pensiero ne sono stato felice, perché hanno dato solidità e possibilità di sviluppo a questo mio pensiero.

Dio non gioca a dadi, ma solo nel tempo infinito

Io credo in un moto caotico che ordinatamente procede nell’eterno. E no, non mi sono fumato la cicoria. 🙂 Credo, in poche parole, che ci sia un ordine nel caos. Ma come può essere ordinato il caos? Mettiamola così. Il caos è il miglior ordine possibile quando viene fornito di tempo illimitato. Ancora non ti è chiaro?

Sono stati fatti numerosi esperimenti scientifici per comprendere la natura della casualità, per scovare un disegno logico o intelligente. Secondo il mio parere in questi esperimenti c’è un errore di fondo. Quale? Gli esperimenti vengono racchiusi in brevi porzioni di tempo. Quanto possono durare? Qualche ora, due giorni, alcuni mesi? Periodi sempre troppo insignificanti per raggiungere la verità dietro al caos.

Secondo me non c’è nulla di più ordinato del caos quando non viene racchiuso in brevi periodi di tempo. Dai tempo al caso ed esso farà quadrare intelligentemente ogni cosa.

In molti dicono che la perfezione non fa parte di questo mondo. La stessa natura procede in un percorso costituito da errori e miglioramenti, ed è vero. Tuttavia la perfezione di questi continui errori la si può comprendere fuori dal tempo, o in una porzione di tempo molto ampia. La completezza del disegno la si può osservare solo da un punto di vista più alto. Ma la sua essenza la si può intuire anche in un misero secondo.

L’equilibrio dell’universo è il caos costituito da infiniti squilibri che intrecciandosi tra loro danno vita a un perfetto equilibrio. Ma il significato della vita allora? Ci sto arrivando, pazienta ancora un pochino.

Un esempio per spiegare la mia concezione del tutto

Paragoniamo l’universo ad una sfera vuota costituita da tanti piccoli fori di diversa ampiezza e forma. Questi fori hanno la forma di quadrati, triangoli, cerchi ed infinite altre forme geometriche precise. Questa sfera, a sua volta, è racchiusa in una sfera più grande anch’essa bucherellata, che a sua volta è all’interno di un’ennesima sfera di dimensioni maggiori, e così via in un numero indefinito, come in una specie di matriosca di sfere. Immaginiamo poi tutte queste sfere in rotazione perenne. Infine, immaginiamo una vera e propria pioggia di forme geometriche e non geometriche più o meno grandi che giungono da ogni direzione.

Esempio Dio non gioca a dadi

Rettangoli, ottagoni e infinite altre sbattono sulla superficie della sfera esterna, si scontrano tra loro, girano e sballottano fino a quando non azzeccano la forma corrispondente sulla superficie della sfera, così da penetrare in essa perpetuando il loro moto caotico nella sfera che segue. Questo continuerà a ripetersi all’infinito, sfera dopo sfera. Questo disegno universale risulterebbe disordinato se fosse costretto ad avere un inizio ed una fine. In quel caso nessuna forma avrebbe il tempo di immettersi nelle sfere. Ma disponendo dell’eterno, prima o poi ogni pezzo entrerà nella propria incanalatura, per farlo nuovamente nella sfera a seguire e via dicendo. Ecco ciò che intendo quando dico che la perfezione non è nient’altro che il caos fornito del tempo infinito.

[alert]Vuoi leggere un altro articolo in cui analizziamo il tempo (e reinterpretiamo la sua natura, così come la conosciamo oggi)? Allora ti consigliamo di leggere anche Trovare la felicità nel futuro di adesso.[/alert]

L’equità del caos

Io non credo all’ingiustizia. È vero che in qualche modo il comportamento umano e le scelte che ha preso ci dimostrano come tutto sia ingiusto, ma questo succede all’interno del mondo umano, all’interno del sistema di cui l’uomo si è circondato. Le ingiustizie presenti nel mondo umano non sono ingiustizie. È l’azione del caos che riporta all’equilibrio ogni cosa. Nel mondo naturale tali ingiustizie non sono presenti. La casualità è equa, ed equalizza ogni forma che si allontana troppo dalla sua vera natura, ogni vita che combatte contro la vita stessa.

Dai tempo al tempo e ad ogni tua azione ci sarà il ritorno della medesima forma generata. Generando un cerchio prima o poi tornerà un cerchio. Con questo voglio dirti di non pensare che qualcuno possieda una vita migliore della tua in base a qualche scherzo del destino. È vero che tutto è casuale ma il moto casuale delle nostre esistenze viene generato dalle nostre azioni, così come il moto delle sfere e delle infinite forme viene generato da quella misteriosa forza che qualcuno chiama Dio o che millenni or sono in oriente chiamavano Tao. Non credere che chi ti sta sopra se la spassi più di te, perché il caos equalizza la vita di ognuno tramite la felicità.

Il significato della vita

La natura del caos e il significato della vita

In molti credono che niente succeda per caso e che ogni cosa abbia uno scopo. Questo pensiero secondo me è stato forzato dagli ultimi anni di spiritualità spicciola. Come sempre la falsa spiritualità degli ultimi decenni cerca sempre di dire ciò che l’uomo medio vuole sentirsi dire, trovando delle belle storielle e delle scusanti  che lo giustifichino. Queste sfociano nella sua completa inattività. Se tutto ha uno scopo e tutto è già scritto che senso ha darsi da fare? Che senso ha svegliarsi la mattina e scegliere dove vogliamo andare e cosa vogliamo fare? Tutto è già scritto no? Vale la pena chiedersi qual è il significato della vita a questo punto?

Dove starebbe il divertimento se tutto fosse già scritto e prestabilito? La miglior caratteristica della vita è la sua imprevedibilità. Questa riempie di valore ogni singolo momento. Non voglio peccare di superbia dicendo questo ma penso che l’essenza del caos sia l’imprevedibilità. In essa credo che risieda il significato della vita. L’imprevedibilità della vita la rende un’esistenza felice e ricca. È solo da una concezione di universo imprevedibile che possiamo goderci quel grande gioco chiamato vita. Siamo qua per sperimentare, per giocare, per agire e osservarne gli effetti, per assaporare ogni cosa. È così emozionante non sapere cosa ci si può aspettare dal domani.

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È anche vero che ogni persona, in base alle sue caratteristiche innate, possiede un sentiero che differisce da quello degli altri e che risulta perfetto. Ma tutti noi possiamo decidere si spostarci dove vogliamo, anche se procediamo all’interno del nostro sentiero. È per questo che intraprendiamo tutti il percorso che abbiamo chiamato vita.

Il libero arbitrio

È vero, possiamo anche decidere di uscire dal nostro sentiero. Questa cosa avviene spesso inconsciamente o per via di tutti quei condizionamenti avversi a una vita felice che impariamo dal sistema. L’essere umano è l’unica creatura terreste che possiede il dono o il fardello del libero arbitrio. Che sia dono o fardello questo lo può decidere solo il singolo individuo. Per la mia situazione presente lo definisco un dono. Secondo me più un uomo rispetta la sua vera essenza umana, più fa quello per cui è nato, più il libero arbitrio diventa un dono. Al contrario, più svolge un’esistenza inumana più il libero arbitrio diviene un fardello.

L’uomo, a differenza di qualsiasi altro animale, può porsi delle domande esistenziali, proprio come il significato della vita, perché, ad un certo punto della sua storia, ha preso auto coscienza di se stesso. Questa presa di coscienza si esprime, per l’appunto, nel nostro libero arbitrio.

Tutto il mondo si lascia guidare dal perfetto moto caotico. Solo una cosa (per ciò che io conosco) può discostarsi da esso: il comportamento umano. Il libero arbitrio è l’unico fattore che può liberarsi dall’effetto del caos, ma lo può fare soltanto per un breve periodo di tempo. Come ho già detto le leggi del caos riportano ogni cosa all’equilibrio.

Il giusto equilibrio della vita

Se un uomo comincia a dare vita ad atteggiamenti innaturali che contrastano la sua natura, che lo voglia o no dovrà aspettarsi l’azione equilibratrice, perfetta ed equa del moto caotico. Se comincerà a vivere in zone che non sono conformi alle sue caratteristiche, se si rinchiuderà in piccole scatole di mattoni, se si nutrirà di materia morta, se perseguirà compulsivamente le stesse azioni, se ucciderà altri esseri viventi, se avrà pensieri di odio, se diverrà schiavo di dipendenze, dovrà aspettarsi l’armonico equilibrio. In questo caso l’azione del caos sarà semplicemente lo specchio contrario delle proprie azioni. Alle scelte innaturali corrisponderanno effetti innaturali, come ambiente ostile, esseri ostili, malattie psichiche, fisiche, incomprensioni, infelicità, insoddisfazione ecc. Osservando lo schema qui sotto si può capire che l’equilibrio si verifica sempre. Ovviamente questo può essere costruttivo o distruttivo. Più ci spingiamo verso il mondo umano, più incorriamo nella malattia a 360°. Più ritorniamo al mondo naturale, alla nostra radice, più recupereremo una salute a 360°.

Forze equilibratrici - Il significato della vita

La strada per l’armonia

Quale può essere la risposta ad un simile concetto? Quale può essere l’atteggiamento che riesce a far si che il libero arbitrio sia un dono e non un fardello che contrasta l’armonia caotica? Di sicuro la conoscenza della vera natura umana è alla base di ciò. Tuttavia, gli innumerevoli frangenti della vita non concedono, alla maggior parte delle persone, un’ampia conoscenza, specialmente in quest’ultimo periodo dove la superficialità regna sovrana.

Dato che le nostre vite sono costrette nell’inseguimento di scopi che non sono affini alla natura umana (vedi il profitto), possediamo meno tempo per conoscere ciò che veramente è utile a una vita più vera. Ma questo non ci deve spingere a lottare contro la vita o in questo caso contro il caos. La soluzione è nella domanda. Il significato della vita, secondo me, è nel comprendere come funziona la vita e, in seguito, riconoscere che non è più necessario porsi alcuna domanda esistenziale. Questa perde di importanza, una volta capito ciò che in questo articolo ho cercato di divulgare.

L’atteggiamento più intelligente è lasciarsi trasportare dal caos e godere dell’imprevedibile gioco della vita. Quando siamo chiamati a prendere una scelta, non conta tanto scegliere destra o sinistra. Non è salutare rimuginarci sopra per troppo tempo. È inutile scervellarsi per tentare di capire se andare a destra o a sinistra. La perfezione del caos si rivela quando assaporiamo la nostra possibilità di scelta come esseri pensanti. E questo comportamento incurante spesso ci fa individuare la direzione più consona a una vita felice. Noi esistiamo, siamo qua per vivere realmente, per dispiegare la nostra natura umana, per conoscere e conoscerci. Siamo qui per scegliere e godere della possibilità di scelta. In fondo siamo una delle poche parti dell’universo a poter scegliere. Assaporare questa possibilità, secondo me è la chiave per l’armonia.

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4 commenti su “Il significato della vita? Dio non gioca a dadi (forse)”

  1. Mi sento molto in sintonia con il tuo pensiero, in cui ho ritrovato echi delle parole di tanti maestri che sto “frequentando” in questi anni. Concetti come karma e libero arbitrio sono parole vuote, o peggio travisate, se manca una cultura spirituale di base. Non dico che basti studiare per capire, ma ampliare gli orizzonti è necessario. Quanto ad Einstein, sto proprio leggendo una sua biografia, perché mi sembrava un tipo da conoscere meglio.

    1. Andrea Di Lauro

      Infatti, non basta studiare, è necessario vivere realmente per comprendere.
      Wow, la biografia. Potrai entrare a far parte di quella stretta cerchia di persone che cita Einstein dopo aver letto qualcosa di suo o di approfondito su di lui 🙂

      1. E’ tutta colpa di Bruce Lee, come sai. (Off-topic: scusa per le iscrizioni multiple, ma la prima era dovuta al fatto che non mi sono arrivate le notifiche dei due ultimi articoli, perciò ho voluto vedere se mi ero “sganciata” dal blog; la seconda doveva riparare un clic inconsulto.)

        1. Andrea Di Lauro

          Ah, se ci fosse un po’ di Bruce in tutti noi. Hehehe.
          Tranquilla per le iscrizioni, tanto non mi ero nemmeno accorto di nulla.

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