HomeConscio e inconscioLe frasi positive servono a qualcosa? L’uso delle parole [2/2]

Le frasi positive servono a qualcosa? L’uso delle parole [2/2]

Immagine Le frasi positive servono a qualcosa? L'uso delle parole [2/2]

Ti sei perso la prima parte di questo argomento? Vai all’articolo sulle affermazioni positive. Questa è la continuazione sulle frasi positive, perciò ti suggerisco prima di dargli una letta. 😉 Senza altri preludi mi aggancio al primo articolo, a partire dalla parole da eliminare che ti avevo anticipato. Ricordi le parole? Ci hai riflettuto sopra?

Frasi positive - Seconda parte

Alcune possono far trapelare semplicemente la loro pericolosità, ma altre possono presentarsi in modo più insolito, celando il loro veleno più in profondità. Abbiamo visto che ripetere frasi positive non risulta funzionale. L’azione verbale viene prodotta consciamente, per questo perdono di efficacia. Abbiamo visto invece come le affermazioni e le ripetizioni inconsce e negative che compongono il gergo comune siano molto funzionali, nella loro accezione negativa.

A cosa servono le frasi positive se ripeti sempre che non è facile?

Ricordi vero la ripetizione che spesso usiamo e sentiamo non è facile? Ricordi anche quali erano le parole da evitare? In questo articolo le andremo ad analizzare singolarmente. Iniziamo con la parola speriamo.

La parola speriamo

Non è la prima volta che parlo di speranza in questo blog. Se ci stai seguendo da un po’ probabilmente già lo sai. Quel consueto e glorificato atto del sperare, che viene molto (inconsciamente) sbandierato, serve solo alla passiva sopportazione della propria infelicità.

La speranza è la forma normale del delirio (Cioran).

Sperare rende passivi, deresponsabilizza e conduce alla rassegnazione ancor prima dell’azione. Il significato del speriamo è molto simile a quello del non è facile. L’effetto che produce nelle vite delle persone è lo stesso. È inutile ripetere frasi positive quando, nella vita quotidiana, utilizziamo continuamente parole che ci convincono del contrario. In merito ti consigliamo il nostro articolo sulla neolingua orwelliana.

Pensa. Quando ti fanno gli auguri per il tuo esame scolastico e meccanicamente rispondi speriamo che vada bene secondo te cosa stai comunicando a te stesso? Cedendo la responsabilità degli eventi della tua vita a qualcosa di non ben definito che non ha a che fare con te, ti stai già giustificando del tuo fallimento. In un certo senso, ti stai già rassegnando a una probabile sconfitta. Quante volte hai sentito dire speriamo nei discorsi di ogni genere? Facci caso. Quel vocabolo infetta continuamente i dialoghi odierni. Renditi consapevole ed eliminalo il prima possibile.

La speranza è l’ultima a morire, ma che senso ha morire sperando?

La parola affrontare

Poi c’è l’affrontare. Affrontare la vita in generale si traduce per logica nell’affrontare ogni singola cosa, dai problemi agli svaghi più divertenti. Affrontare il malanno, la malattia, la partita, il discorso ecc. Ma ci rendiamo conto o facciamo finta di non capire? Affrontare qualcosa, nel gergo comune, è addirittura un motivo d’orgoglio. Quando si affronta qualcosa, già si ha perso.

Affrontare la vita come se fosse una continua battaglia, una lotta da vincere faticosamente dovrebbe essere una cosa positiva? Divieni consapevole di questo. Abbiamo parlato di questo anche nel terzo capitolo della nostra serie Radice. So che spesso ti capita di usare questo vocabolo. So che magari la cosa ti può sembrare innocua e priva di importanza, ma credimi, ripetere abitualmente ogni giorno che affronti questo e affronti quello, renderà la tua vita una lotta continua. E chi ha studiato strategia del combattimento sa che nella battaglia, specialmente quella che si protrae per lungo tempo, non c’è mai nessun vincitore. Il percorso va goduto, va vissuto, non affrontato.

La parola problema

Problema è una parola che spesso (se non sempre) viene associata al fatto di affrontare gli elementi. Se un problema va affrontato significa che a livello inconscio percepisci il problema come un qualcosa di fastidioso, come un fattore che sarebbe meglio non esistesse, da eliminare, da rifuggire. Può sembrare strano e anche complicato cancellare una tale parola dal nostro vocabolario, eppure è più semplice e diretto compiere questa rimozione che andare a modificare a livello inconscio la percezione delle problematiche stesse. Dico questo per esperienza diretta. Da anni ormai non intendo più il problema come una cosa problematica. È per questo che continuo a servirmi di questo vocabolo ancora oggi. Decidi tu allora se compiere uno o l’altro passo.

La parola devo

Altro termine che viene perpetuamente ripetuto a livello mentale e poi verbale è il verbo dovere. Quante volte i tuoi pensieri dicono: devo? Devo alzarmi presto, devo andare a letto, devo correre al lavoro, devo svolgere quel compito, devo guardare quel film, devo essere il numero uno, devo realizzare il mio sogno ecc. Questo devo è una forzatura latente che prende vita nei nostri primi anni d’infanzia, per poi divenire uno dei nostri comandi mentali più assidui. Il mio consiglio è di sostituire questo termine con il verbo volere. Cambia tutto. Non ci credi? prova a sostituire devo dimagrire a voglio dimagrire. Vedrai la differenza nelle tue azioni concrete. Forse non sembra nulla di speciale, razionalmente. Tuttavia inconsciamente siamo più propensi a dar vita a ciò che vogliamo piuttosto che a ciò che siamo forzati a fare e quindi dobbiamo.

La parola sogno

Ultima parola, una delle più importanti, dato che questo progetto si occupa frequentemente della concretizzazione degli obiettivi, è sogno. Innumerevoli volte ho sentito frasi positive del genere: il mio sogno è questo, il mio sogno è quello. Questo è uno dei sistemi più efficaci per sabotare la materializzazione del tuo sogno. Il sogno viene proprio percepito come un sogno dal nostro inconscio, cioè qualcosa di non reale, di non concreto, che non fa parte della realtà e che non potrà mai realizzarsi. È un concetto che viene inteso e collocato in un luogo lontano, sfumato, poco reale. Qualcosa in un futuro costante che deve sempre avvenire ma non si presenta mai. Capisci?

La soluzione migliore, che mi ha permesso di prendermi qualunque cosa volessi negli ultimi anni, è semplice. Quindi, da subito, mutare il termine sogno con meta, scopo, obiettivo, progetto ecc. Attenzione, non è vietato desiderare, o addirittura sognare, ma è necessario farlo possedendo la consapevolezza che quello a cui aspiri è reale, e non un sogno irrealizzabile. Tutto è semplice se non siamo infettati dai normali meccanismi mentali del sistema attuale.

Concludo col riepilogo di tutti i vocaboli che limitano la nostra vita. Ti consiglio di cominciare da subito, cambia le parole e le tue intenzioni cambieranno di conseguenza. Ecco il gruppo di parole da eliminare e le relative sostituzioni.

Vecchia frase                                                                             Nuova frase

Non è facile.                                                                               Tutto è facile.

Affrontare i problemi, la vita ecc.                                                Vivere i problemi, godere della vita.

Speriamo.                                                                                   (Da eliminare, non da sostituire).

Problema, difficoltà.                                                                    Opportunità, occasione, esperienza.

Devo.                                                                                          Voglio.

Sogno.                                                                                        Meta, scopo, obiettivo, progetto.

In conclusione, usa le frasi positive con le parole giuste

Questo che ti ho suggerito è un lavoro che non è per niente banale. Per essere funzionale deve diventare parte integrante dei tuoi pensieri e dei tuoi discorsi con gli altri. Non c’è fretta. Ricorda, tutto è facile, perché è realmente così. Lascia un commento se conosci altre parole che secondo te vanno eliminate o sostituite. Le prenderemo in considerazione per scrivere un ulteriore articolo riguardo il medesimo contesto. Buona sperimentazione.

Leggi la 1° PARTE dell’articolo.

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