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La felicità non è altro che la vita stessa, la storia di Giacomo

Immagine La felicità non è altro che la vita stessa, la storia di Giacomo

[alert]Chi sono? Giacomo, semplicemente. Lavoro come Mental Coach perché mi sembra uno strumento efficace per condividere la mia esperienza, le cose che imparo sulla mia pelle e aiutare gli altri a diventare felici, cioè imparare come affrontare qualsiasi problema la vita offra, senza perdere entusiasmo e voglia di divertirsi vivendola. Tutto qui ;)[/alert]

Ogni tanto leggo la storia di qualcuno che dice di aver scelto, quando era ragazzo, che nella vita avrebbe voluto essere felice. Quando condividiamo questi aneddoti sui social fioccano i “mi piace” e sembra che l’autore di questo pensiero sia un genio.

Ma chi vuole il contrario?

Non c’è bisogno di formalizzare il desiderio di felicità come la cosa che vogliamo fare da grandi: tutti, senza esclusione, che lo diciamo chiaramente o meno, vogliamo diventare felici.

[quote author=”Giacomo Papasidero”]La felicità per me non è altro che la vita stessa.[/quote]

Ho imparato che la felicità non è euforia H24, non è assenza di problemi o estasi. Felicità è benessere, calma, gioia, serenità, tranquillità. Felicità significa avere fiducia e voglia di andare avanti anche quando hai mille problemi. Possiamo essere felici mentre viviamo difficoltà, dolori e sfide. Ho scoperto che chi ti promette il contrario, l’assenza di ogni difficoltà, mente.

Non ricordo di aver mai pensato “da grande voglio essere felice”, penso che tutti abbiamo questa meta pur senza definirla formalmente. Ma a un certo punto ho capito che non sarebbe capitato. Ho compreso che potevo essere felice solo se imparavo le “regole della felicità”, chiamiamole così, solo se avessi capito cosa mi impediva di esserlo davvero, profondamente.

Come essere felici?

Perché in tanti, oggi che lavoro come Mental Coach, mi dicono che sono felici, salvo perdere questa presunta felicità di fronte a problemi e imprevisti. Questa per me non è affatto felicità. Sono felice quando so vivere in modo positivo qualsiasi cosa mi accada. Si dice che è facile credere in Dio se tutto va bene. È altrettanto facile illudersi di essere felici quando tutto va bene. Ora ci arrivo, prima devo dirti da dove è iniziato tutto.

[alert]Articolo consigliato: Come raggiungere la felicità, spiritualità, crescita personale e cliché[/alert]

La storia di Giacomo Papasidero

La storia di Giacomo

Mi licenziano nel 2008. Niente lavoro, niente soldi, torno a vivere con i miei genitori. Ma ero contento di poter ricominciare a essere padrone della mia vita, dei miei orari, di quel che avrei o non avrei fatto. Libero.
Però che fare? Studio, leggo, voglio spendere le mie competenze (sono laureato in economia) facendo il consulente per le imprese. Studio, leggo e mi interesso non solo di business, ma di psicologia, filosofia, spiritualità, insomma tutto quello che riguarda la nostra esistenza. E un giorno decido di leggere il Vangelo. Dal momento che mi sono sempre definito cristiano senza quasi saperne il contenuto, sarebbe stata una buona idea. E da quel momento tutto è cambiato.

Hai presente quando cerchi qualcosa e alla fine la trovi e pensi eccola, come ho fatto a non vederla prima visto che era davanti ai miei occhi! Stessa sensazione. Mi sono chiesto: perché la gente si lamenta di non sapere cosa fare, se leggendo il Vangelo ci trovi consigli pratici che rispondono bene a tutte queste domande? Ovviamente non sono diventato “Santo” dopo averlo letto. 😀

Da quel momento, però, ho scelto, e forse questa è la cosa che non siamo abituai a fare: avrei vissuto mettendo in pratica l’insegnamento di Gesù. Mi sembrava, e oggi ne sono certo, fosse molto più efficace, pratico e saggio di qualunque filosofia o stile di vita. Così ho orientato la mia “vocazione” alle persone, non più alle aziende, volendo aiutare gli altri a migliorare la propria vita. Anche se per mesi ho lottato con la mia “illuminazione”.

[quote author=”Giacomo Papasidero”]Il guaio, quando apri gli occhi, è che non ti rendi conto che li hai aperti al tuo momento, e pretendi che tutti sconvolgano le proprie vite grazie a te.[/quote]

Non essere troppo rigidi sulle proprie posizioni

Così so di essere stato rigido, rompiscatole, presuntuoso con chi mi stava vicino. E uno degli episodi più importanti accadde qualche anno dopo, aprendomi il cuore, questa volta, perché solo gli occhi non bastano.
Lavoravo in campagna con mio padre, raccogliendo le olive. Con lui abbiamo avuto sempre un rapporto normale: discussioni, punti di vista diversi, incomprensioni. Insomma, un classico rapporto tra genitori e figli. 😀
Lui molto critico, io al tempo molto rigido. Ennesima discussione e lavoriamo insieme senza quasi parlare, ognuno nervoso per i fatti suoi. Quel giorno, però, ho deciso che doveva cambiare qualcosa. Io dovevo fare dei passi in avanti sul mio percorso personale. Non solo con lui. Ero sempre molto rigido nelle mie posizioni, non lasciavo passare nulla, ribattevo sempre. Gli altri dovevano rendersi conto che avevo ragione e seguire il mio esempio.

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Poi ho scoperto che lo facciamo quasi tutti. Ma a me non stava bene, volevo migliorare e iniziai uno dei lavori interiori più profondi e importanti mai sperimentato: capire. Ma per davvero. Gesù insegna una cosa: amare. In fondo non è così articolato il Suo messaggio. Amavo? No. Ero consapevole di tante cose, efficace, concentrato, lucido, ma non amavo. Così iniziai a immaginare mio padre come una persona normale. Non qualcuno che mi criticava, ma un uomo, come me, che sapeva piangere, emozionarsi, ridere, come me. Che aveva i suoi momenti di sconforto e di debolezza, come tutti. Che sapeva gioire di piccole cose che io avrei potuto considerare insignificanti. Ho immaginato le sue paure, le insicurezze, i sogni e i sacrifici. Ho messo da parte l’immagine che tutti abbiamo degli altri (le cose che non ci piacciono!) e ho iniziato a capire che eravamo uguali, due anime simili, con le stesse forze, le stesse fragilità. Non è durato un giorno. Non ho semplicemente mai più smesso di farlo.

Ricordo che un giorno, in ufficio postale, vidi un anziano col viso teso. Mi immaginai il suo sguardo dolce verso i nipoti, le sue fragilità, avrei voluto abbracciarlo e dirgli che sarebbe andato tutto bene. Quante volte avremmo bisogno che qualcuno lo faccia, che ci abbracci e ci ricordi che andrà tutto bene?

Sperimentare l’amore

Se davanti a te c’è un “mostro”, o semplicemente uno stupido, un criticone, un arrogate, non potrai mai amare nessuno. Ma noi ci definiremmo così? O per ogni difetto sapremmo dire quale paura, debolezza, brutta esperienza giustifica i nostri comportamenti magari aggressivi o poco gentili? Siamo uguali. Gli altri siamo noi. Il punto è che gli altri non ti mostreranno quasi mai questa loro umanità, le loro debolezze o fragilità, le loro lacrime. Non lo faranno perché hanno paura di sentirsi vulnerabili. Se non impari che lo sono, come te, che amano, ridono e piangono come te, se non impari a immaginarli completi, invece di fermarti a piccoli, per te fastidiosi aspetti, non arriverai mai ad amarli.

Così ho iniziato a guardare oltre l’apparenza e cercare l’anima di ognuno. E il mio cuore si è aperto, la rigidità è venuta meno, ho iniziato ad amare. Scoprendo che per essere felici devi fare una cosa sola: amare senza condizioni. Cioè dare tutto quello che sei senza chiedere nulla in cambio. Senza escludere nessuno, senza fermarti, senza stancarti, senza misura. Semplice, direi banale, chiunque può farlo, non serve nulla. Non hai bisogno di avere un buono stipendio, non importa che lavoro fai, dove vivi o con chi, che lingua parli, che partito voti, come trascorri il tempo e dove abiti. Non importa se hai accanto persone gentili o scontrose, se la società è corrotta o vivi in un paradiso terrestre.

[alert]In questo senso noi del Project Excape ti consigliamo di leggere anche il nostro articolo Perché accontentarsi in amore? Troverai molte cose in comune con il pensiero di Giacomo.[/alert]

Amare senza chiedere dipende solo da te. Non c’è niente di esterno, nulla o nessuno che possa impedirtelo.
Sai cosa ho imparato e che nessuno vuole accettare? Che niente e nessuno rendono felici. Niente e nessuno, mai. Mai, niente e nessuno. Sì, l’ho scritto tre volte, ma ancora non ci credi. 😀

Da quando l’ho capito, sono felice. E non che tutto vada come dico io. Semplicemente non mi lamento di niente, vivo ogni cosa come viene, mi do i miei obiettivi, mi impegno, uso al massimo il mio tempo e do il meglio. Ma prendo ogni cosa come viene pensando solo a cosa posso fare io per cambiare, migliorare le cose.

Come posso amare?

Solo questa domanda conta nella vita. Diventare felici è così semplice, che non lo fa quasi nessuno! E allora ho aperto, nel 2014, il mio sito: diventarefelici.it guarda caso, da cui poter condividere e insegnare quello che imparavo e continuo a comprendere ogni giorno. Perché diventare felici è una cosa semplice, che tutti possono capire e fare oggi stesso, ma è anche la sfida più impegnativa che esiste, perché amare è impegnativo. La vita sa essere saggia e giusta, e così la cosa più difficile di tutte, amare, è anche la sola che conti davvero ma anche qualcosa che tutti possono fare: molto democraticamente è per tutti, quale che sia la nostra condizione.
Niente scuse, quindi, dipende solo da te.
[quote author=”Giacomo Papasidero”]Vuoi essere felice? Ama senza condizioni. Non serve altro. Se non vuoi essere felice, invece, avrai bisogno di tutto il resto e non ti basterà mai comunque.[/quote]

7 commenti su “La felicità non è altro che la vita stessa, la storia di Giacomo”

  1. Bellissimo articolo! E’ sempre entusiasmante sentire parlare di argomenti che spesso vengono mantenuti privati per pudore, o per timore del giudizio altrui. L’amore non è fatto per il buio, ma per la luce. 🙂

    1. Anche a me è piaciuto molto, e si tratta di una rarità. Quando leggo dei testi sulla felicità mi capita spesso di roteare gli occhi.

  2. Ciao Giacomo .
    È un bellissimo racconto e condivido in pieno quando dici che bisogna amare incondizionatamente, però quando là vita ti bastona così tante volte e ricevi tantissimo male da persone che poi dopo tutto davvero non ne avevano motivo arrivi al punto di non amare più nemmeno te stesso .
    Come si suol dire si raschia il fondo del barile.

    1. Ciao Antonio,
      spesso è “sul fondo del barile” che trovi le cose di cui hai bisogno per rialzarti anche dopo enormi bastonature. L’errore è spesso di cercare fuori ciò che solo dentro possiamo costruire.
      Amare significa anche questo: sapersi aprire anche dopo tanti problemi, senza mai spegnersi. Non conta quante volte cadi, ma quante ti rialzi e finché scegli di rialzarti, nulla può fermarti 🙂

  3. la semplicità di lettura e la freschezza che trasuda dei concetti semplici ma efficaci bravo dal tuo scrivere ho ricevuto aiuto e serenità grazie

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