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Essere infelici: Piaceri droganti VS Piaceri primari

Immagine Essere infelici: Piaceri droganti VS Piaceri primari

Tra cemento, palazzi, teleferiche, inquinamento e sonorità intense, siamo tutti destinati a essere infelici. In un ambiente distante da quello primario, conforme all’uomo, l’organismo deve attuare tutta una serie di meccanismi di difesa che generano sintomi dolorosi.

Compensare per riportare in equilibrio il livello Piacere/Dolore

Le situazioni stressanti della vita moderna richiedono compensazioni per mantenere un’accettabile sanità psicofisica. Senza compensazioni a dolori e a tensioni protratte, si corre verso l’esaurimento, così l’equilibrio tra piacere e dolore verte verso quest’ultimo. Ho approfondito l’argomento del livello piacere/dolore in un articolo vincitore di un contest per la rivista Il sigaro di Freud: Orientarsi tra piacere e dolore.

Drogati di piacere: The walking pleasure

La compensazione avviene sempre con la ricerca di sensazioni piacevoli, e non a caso, se osserviamo le masse d’oggi, vediamo che tutti siamo drogati di piacere.. Non è un termine usato a caso. Se osservi, la situazione comune si basa sulla noia e sullo stress, che via via si cronicizza, il tutto per sopportare azioni ripetitive e poco stimolanti e per mandare giù i bocconi amari d’ogni giorno. Routine, ancora e ancora… lavoro, casa, lavoro. Il resto del tempo, quel poco che resta, si vive nella costante ricerca di piaceri. Cibi dolci, cibi salati, super-saporiti, piccanti. Intrattenimento, film, serie tv. Videogiochi, sesso, musica, saune, massaggi… parliamo di una sovrastimolazione dei sensi che deve sopperire allo stress divenuto cronico negli anni. Questo meccanismo di vita ci rende degli esseri infelici. Andiamo in profondità per far emergere un’informazione vitale. Le esperienze date dal sistema donano piaceri droganti, creano un circolo vizioso di logorio e compensazione da cui è quasi impossibile uscirne.

Un individuo che si accorge di questo schema, e prova il desiderio di cambiare la situazione perché sa di non essere assolutamente felice, seguirà i metodi comuni della nostra società. Prima di vedere quali sono, dobbiamo individuare qual è la fonte maggiore della costante angoscia di vivere del periodo attuale.

Essere Infelici - Libero Arbitrio

Libero arbitrio atrofizzato

Innanzitutto, il bisogno incessante di provare piaceri è un campanello d’allarme che indica la propria infelicità di fondo. Come ho detto, i piaceri a cui siamo abituati nel luogo artificiale creano dipendenza, e si cade così in un circolo debilitante.

Andando a ritroso, prima della catalogazione di tutti i comportamenti stressanti, dolorosi, noiosi a cui siamo sottoposti, esiste la causa primaria che li comprende tutti quanti. L’impossibilità di vivere la vita come si vorrebbe è la radice di questo male: la privazione della libertà, un’impossibilità che nel corso degli anni si cronicizza in incapacità di vivere in libertà. Alcuni, dopo anni di prigionia, per mezzo delle proprie forze o per caso, si ritrovano “liberi”, ma non sanno più esserlo. Per capire meglio, ti consiglio: Che cos’è la libertà e come aumentarla oggi.

Questa incapacità di essere liberi racchiude tutti gli esempi che si potrebbero fare, dal lavoro per sopravvivere e acquistare il cibo, dalle norme sociali che contrastano la natura umana, alle ingiustizie. In sostanza, da tutti i ricatti e i compromessi da accettare per poter soltanto sopravvivere e continuare a essere infelici.

Nei secoli la civiltà ha prodotto comodità e conquiste tecnologiche, io stesso non sono un tifoso del vivere in una capanna. O meglio, non credo nell’improvvisarsi uomini della tribù senza essere andati alla radice della questione. A chi volesse farmi questo tipo di critica consiglio invece: Ho tutto ma sono triste: il fallimento del progresso tecnologico.

I piaceri droganti ci rendono sempre meno liberi

Torniamo a noi. Quando ci si accorge che il piacere calma i nervi ma non ci rende realmente soddisfatti della propria vita, i consigli classici propongono la lotta. Sappiamo che i dolci, per quanto piacere ci danno, ci incatenano al loro gusto. Siamo dipendenti da quella sensazione, è il meccanismo usato dall’organismo per sopperire allo stress odierno.

Quando dipendiamo da qualcosa, che sia una persona o un cibo, non siamo liberi di vivere in libertà. Molti pensano che fare tutto ciò che si vuole significa essere liberi, e molti confondono questo col mangiare dolci, bere, fumare, alzarsi alle due del pomeriggio, fare festa, shopping… ma quella non è libertà, ma anzi è ciò di più distante da essa.

Questa consapevolezza di dipendenza dà fastidio: vediamo un’immagine di noi stessi che non ci piace, e allora seguiamo i consigli classici perché l’energia vitale scarseggia nell’uomo medio. Questo è l’ennesimo effetto del circolo: piacere, dipendenza, compensazione drogante. E allora comincia la lotta verso il sintomo e verso il meccanismo di dipendenza. Questo, però, genera altro stress, e se in un primo periodo si può resistere, nel lungo periodo la somma di questi stress richiede nuove compensazioni. Il palco cade, combattere contro le proprie dipendenze porta alla sconfitta totale, che si chiama: spreco dell’esistenza..

Strade diverse per eliminare le dipendenze

L’uomo medio, allora, cerca come motivarsi, come trasformarsi nel guerriero per vincere questa battaglia, mentre altri si arrendono alla vita classica. Come abbiamo spiegato fin dagli albori di questo progetto, la motivazione è nulla, e la sua durata è veramente ridicola. Ci si deve affidare ad altro, non alla motivazione. Anche in questo caso, se vuoi approfondire: Perché il motivatore personale ha fallito?

Altri, nel frattempo, frugheranno nella rete in cerca di soluzioni facili. Non ho nulla contro le soluzioni facili a patto che siano efficaci, ma per esperienza succede di rado. Di solito questi consigli sono banalità e cliché che tutti più o meno conoscono già (prova a cercare “ridurre le fonti di stress” e vedrai se non è così). Combattere lo stress, gestire lo stress ecc. sono tutti palliativi che non riescono a mantenere le promesse di questi titoloni.

Il problema è che magari alcune informazioni, per quanto semplici, potrebbero essere anche efficaci, ma non tengono conto della mancanza di libertà del cittadino moderno. Fai così, fai questo, fai quello… ma se non si possiede né il tempo né le energie per farlo come diavolo faccio a farlo? Questo è il motivo del perché ci siamo sempre concentrati sul rivoluzionare lo stile di vita piuttosto che eseguire qualche tecnica o esercizio che abbandoneremo in qualche settimana.

Per riappropriarsi man mano della libertà allora si deve cambiare il modo in cui si intende la vita. È indubbio giungere all’incombenza di un radicale cambiamento nello stile di vita. Le fondamenta di tutte le nostre argomentazioni le trovi nella serie: Radice.

Essere Infelici - Angosce

Debellare le angosce: Piaceri droganti VS Piaceri primari

Ed ora andiamo a conoscere quali sono i piaceri primari che dovremmo sostituire a quelli che creano dipendenza. Se sei veramente intenzionato a estinguere lo stress cronico, le preoccupazioni, le ansie, allora leggi con attenzione questa analisi e poi passa alla serie Radice. La nostra prima risposta al problema non è un esercizio da qualche minuto al giorno, ma delle modifiche alle radici della vita, come è sempre stato nel nostro stile. Per esperienza diretta, è l’unica cosa che funziona, e che permette anche di eseguire alcune tecniche con costanza. Si tratta di sostituire gradualmente i piaceri droganti coi piaceri primari. Cosa intendiamo con questo termine?

I piaceri primari

Con piaceri primari intendiamo tutta quella serie di piaceri che nel corso dei secoli abbiamo perso e che sono stati sostituiti con quelli artificiali. Avrai capito che, se quelli artificiali generano dipendenza da cui non si riesce più a staccarsi, dove sono necessari i soldi per reperirli (che prevede lo stress lavorativo), quelli primari non hanno controindicazioni.

Per questo è logico puntare a questi piaceri. Sono in conformità con ciò che siamo, ci mantengono liberi perché non innescano voracità e dipendenza. Siamo noi ad avere il controllo, godiamo della sensazione senza esserne controllati. Non avrebbe senso per la natura creare un essere schiavo dei suoi piaceri, il quale si autodistrugge per soddisfarli. Non c’è nessuna lotta tra istinto e ragione, ma troppa distanza da un habitat più umano.

Il maggior piacere per non essere infelici

Il piacere primario più considerevole è la sensazione di sentirsi liberi. La capacità di decidere come vivere, di scegliere in totale autonomia. Ci si accorge di questo quando ci trasformiamo da consumatori a creatori. Quando la vita è azione e non reazione. Questo è il capostipite dei piaceri e anche quello che si trova in cima alla montagna. Sulle nuvole, invece, è nascosta la felicità. Se siamo liberi di balzare in alto, allora possiamo tornare ad essere felici come bambini e anche di più. Ma ricorda, se vuoi raggiungere le nuvole con un balzo poniti l’obiettivo di toccare le stelle.

Elogio dell’ozio

Questo tipo di soddisfazione è una derivazione del precedente. La maggior parte dei piaceri primari sono conseguenza della libertà. E, al contempo, la maggior parte di questi servono a creare questa condizione di libertà. In questo caso parliamo del godimento dell’ozio, il piacere del far nulla. Quanti di noi possono dirsi di potersi ritagliare uno spazio giornaliero per non far nulla? Per alcuni potrebbe essere addirittura una tortura, tanto sono affondati nella fretta patologica.

Amo che vi sia un largo margine di respiro nella mia vita /Thoreau).

Vista e spazi chiusi

Potrebbe sembrare quasi una presa in giro, eppure la negazione degli orizzonti genera stress sottili inconsapevoli. Il cittadino trascorre il suo tempo nei paesi e nelle città, e non nel suo ambiente congeniale. Rinchiuso al lavoro, negli uffici, negli autobus, nell’auto, nei supermercati, nei centri commerciali, nei cinema, ristoranti, caffè, biblioteche, nelle abitazioni. Ha sempre un muro dinnanzi, che gli sbarra la vista. Oltre alla mancanza di luce solare e all’aria consumata, è la privazione di spazi aperti a costruire mattone dopo mattone lo stress cronico in questione. Io ci ho fatto caso. Quando in passato ho trascorso molte ore al lavoro, e a lavorare a casa, percepivo del nervosismo, del malessere, e mi sono accorto che veniva dalla ristrettezza delle abitazioni. Non poter lasciare libera la vista e non potersi muovere in libertà non ci fa di certo impazzire, ma a lungo andare è una privazione di un piacere primario che si somma agli altri. Cosa che di norma, si compensa con piaceri droganti.

Muoversi nel luogo adatto

Connesso a quello precedente, quando abbiamo il tempo di essere liberi, possiamo riacquistare il piacere di muoverci nell’ambiente a noi adatto. Quand’è stata l’ultima volta che hai assaporato la sensazione dei fili d’erba sotto i piedi? Il piacere di danzare sulla spiaggia, mentre la linea del cielo che si fonde al mare gonfia le vele della tua gioia. Sentire i sassi che massaggiano l’avampiede in mezzo a un bosco. Fare le capriole al parco.

I massaggi, e in questo caso, i massaggi ai piedi sono nati come rimedi a causa di queste privazioni. Camminare scalzi è il massaggio naturale, azione negata dai pavimenti artificiali. Se per pagarsi un massaggio dobbiamo trascorrere due ore al lavoro, camminare in riva a un fiume è un atto di libertà che non costa nulla e che non prevede compensazioni. Possono essere considerate soddisfazioni banali e di poco conto, invece dovrebbero essere alla base delle esperienze giornaliere. Dovrebbero essere il pane quotidiano proprio perché non innescano assuefazione.

Tatto e contatto

Per non parlare del piacere originario di sentire il calore solare sulla pelle, il vento su ogni centimetro del corpo, l’umidità del terreno sulla schiena quando guardiamo le nuvole. Hai mai provato a fare una bagno in un torrente, a sentire le pietre sotto i piedi, ad asciugarti al vento e al sole? Si chiama contatto con l’ambiente; non solo guardarlo, ma viverlo. Non so se hai mai fatto caso ai cani che si rotolano nell’erba quando escono dalle case. Mi piace pensare che lo facciano per risposta alla nostalgia di un luogo più vivo.

Odori e suoni

Gli odori di selvatico, di corteccia o di salsedine poi, danno un’impronta serena al nostro animo. Ricordi di quando da bambino, al mare, che eri felice senza motivo? I rumori dei boschi, delle vette, dei passeri, dei grilli non rendono caotica la mente come fanno i rumori delle città. Se uniamo questi due fattori, ci siamo privati di un sottofondo sensoriale perfetto per la nostra struttura, e lo abbiamo sostituito con sensazioni fastidiose. Odori nauseabondi, smog persistente, gas di scarico… continuo brusio di gente che parla senza dire niente. Schermi rumorosi, le corse incessanti dei mezzi di trasporto. Non serve reiterare i numerosi studi a riprova del fatto che l’inquinamento acustico genera uno stress sottile ma che si somma agli altri in questione. Io stesso lo sto sperimentando in questi ultimi anni per colpa di vicini che sembrano impossessati dalle peggiori entità degli abissi oscuri. 🙂

Il piacere del cibo adatto

Hai mai fatto caso che i cibi considerati più gustosi sono quelli che creano anche una forte dipendenza? Parlo dell’effetto uno tira l’altro. Sono quei cibi che innescano una marcata salivazione, estremamente dolci o salati. Appena mangiamo un biscotto dobbiamo per forza attaccarci al pacchetto intero. Proprio non ne riusciamo a fare a meno. Un pasticcino tira l’altro. Il barattolo di Nutella in cui, come esperti archeologi, scaviamo cucchiaino alla mano. Arachidi salati, patatine, pietanze super-oliate, grasse, panini strabordanti di salsa. Per non parlare di quei cibi industriali in cui si ha il mix dolce e salato: biscotti salati cioccolatosi, o cioccolate in cui si percepisce anche una piccola dose di sale. Ti è venuta l’acquolina vero?

Questo tipo di cibo è drogante. Se fornisce pochi minuti di piacere, poi richiede un pegno in cambio, che si chiama dipendenza e malattie di ampio genere. Si potrebbe pensare di un errore della natura, eppure la dipendenza è un meccanismo di difesa in risposta allo stress. In breve, gli stati ansiosi fanno si che avvenga un rilascio anomalo di sostanze chimiche nell’organismo, ma il piacere derivato da certi cibi rilascia altre sostanze che servono da tampone (vedi dopamina, serotonina, ossitocina ecc.). Per rimarcare il concetto, è un processo utile a mantenere stabile la sanità psicofisica a discapito di problemi futuri che l’organismo (incosciente) non può prevedere. Com’è logico, la priorità va alla sopravvivenza istantanea.

Anche in questo caso, abbiamo sostituito il piacere primario naturale di alimentarsi con uno dopante. Hai mai mangiato un cibo buono, pienamente soddisfacente, al tempo stesso dissetante e soprattutto che non provoca l’effetto uno tira l’altro? Forse qualcuno se ne è dimenticato, ma questo si chiama frutta. Esistono dei frutti, quelli maturi e possibilmente cresciuti al sole nel luogo a loro adatto, che riescono in questo. Sono assai gustosi, zuccherini ma senza innescare dipendenza. Il fruttosio non si comporta come lo zucchero classico. Verdura e frutta sono cibi ricchi di acqua, fibre e micronutrienti, i quali sono richiesti dalle cellule per vivere in normalità. Quelli commestibili e maggiormente affini all’uomo non generano mai effetti droganti. Sono sempre i macronutrienti: carboidrati complessi, grassi e proteine a renderci dipendenti. Un comportamento intelligente allora sarebbe quello di fare il pieno di micronutrienti, tutta la gamma delle vitamine, sali minerali, oligoelementi, per poi nutrirci dei macronutrienti. Questo ci rende vitali e liberi dalla morsa di fame nervosa o falsi appetiti mascherati da voglie zuccherine ecc. C’è una bella differenza tra il piacere nel nutrirsi e l’ansia di placare i propri dolori inconsci col cibo.

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Mente calma

Conosci il piacere primario di avere una mente serena e pulita? Lo stress che diviene cronico fa macinare la mente come un ingranaggio sempre sotto sforzo. Questa dinamica avviene specialmente quando i pensieri sono rivolti al futuro. C’è preoccupazione per ciò che succederà, c’è attrito con qualsiasi tipo di avvenimento che non sia il momento in cui ci droghiamo, in qualsiasi modo. È inutile far finta di nulla, ci hanno trasformati in esseri che fagocitano forme di droga più o meno concentrate, di ogni tipo, altrimenti impazziremmo per il profondo mal di vivere.

Essere tranquilli, sereni, con una mente calma, può derivare solo da un ambiente calmo e sereno. Ma può sembrare a questo il luogo in cui vivi? Anche questo è un piacere primario che abbiamo dimenticato e di cui gioiamo molto raramente.

Essere Infelici - Vero Uomo

Un vero uomo

Mettiamo insieme questi piaceri primari, a cui si dovrebbero aggiungere altri che ho tralasciato, e nasce la sensazione, l’emozione, l’autocoscienza di sentirsi uomini originali. Percepirsi in piena forma, forti, agili, adatti al proprio ambiente, sicuri, in salute. Un po’ come quando eravamo bambini, ma con la sicurezza di conoscere perfettamente la conformazione dell’ambiente e le sue dinamiche. Questo è un piacere che ormai veramente in pochi provano al giorno d’oggi. Non so quanti se ne potrebbero contare in tutti i miliardi di umani robotizzati e scimmie ammaestrate che compongono la Terra. Eppure, è uno dei piaceri primari maggiori, e dovrebbe essere il più normale. Così come l’essere estremamente felici di essere in vita.

Sia chiaro che non si può far nostri questi piaceri e scollarsi dalle dipendenze in pochi giorni, è un’esperienza graduale. Parlando per me, ho cominciato ad andare in questa direzione dieci anni fa, e ad ora mi ritengo molto soddisfatto. Parlo per esperienza, e la prova di questo discorso si trova nei fatti. Si trova nei ricordi di quando periodi della vita più stressanti richiedevano sempre un bisogno di piacere intenso. Da lì è facile cadere nei piaceri droganti che a lungo andare cambiano la struttura psicofisica. Diveniamo esseri apatici, privi di energia, vogliosi di piaceri sempre più estremi, e allora il gioco è fatto. Siamo spacciati.

L’unico modo per eliminare gradualmente lo stress cronico non è lottare contro le dipendenze, ma sostituire i piaceri artificiali con quelli primari che ti abbiamo elencato. In questo, fatti aiutare dalle informazioni che trovi nella serie Radice.
Passare da essere infelici a normalmente felici sarà la semplice conseguenza, altro che segreti millenari nascosti per l’illuminazione.

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