HomeFilosofia praticaEssere creativi con la tecnica del non controllo

Essere creativi con la tecnica del non controllo

Immagine Essere creativi con la tecnica del non controllo

Oggi ti vogliamo proporre una fenomenale tecnica per imparare ad essere creativi fin da subito. Questa l’abbiamo scoperta dal blog di scrittura di Chiara Solerio. Il nostro progetto è incentrato maggiormente sul miglioramento e sulla comprensione della vera felicità. Quindi cogliamo la palla al balzo perché riteniamo questa pratica molto affine al nostro pensiero. Non è congeniale solo a chi è appassionato di scrittura e può rivelarsi utile praticamente ad ogni persona. Se vuoi capire nel dettaglio questo gioco e magari partecipare, l’articolo da leggere è I miei primi pensieri – invito ai blogger.

Metodo #3 - Essere creativi con la tecnica del non controllo

La tecnica del non controllo

La pratica consiste nel cominciare a scrivere trascendendo ogni tipo di controllo mentale. La classica scrittura di getto, ma portata ancor più allo stremo. Non deve esserci nessun argomento specifico né alcun fine. Alcune persone hanno interiorizzato profondamente lo spirito di questo gioco e si sono perfino presi la libertà di annullare la punteggiatura. L’elemento più importante dell’attività è fregarsene di ciò che si sta scrivendo, fregarsene del senso logico, degli errori, della punteggiatura ecc. Citando direttamente la frase del blog che mi ha permesso di conoscere quest’idea, il tutto è essenziale per abbandonare il controllo che la mente esercita sulla creatività. In pratica, essere creativi senza doverci pensare.

Essere creativi lasciando libero il tuo inconscio

Per quanto mi riguarda, dopo aver letto il post di Chiara, sono partito verso i 5 minuti più belli della giornata. La mia esperienza rispetto a questo gioco si è rivelata molto soddisfacente. Per questo ti consiglio di sperimentarla e di ripeterla ogni volta che ne sentirai il bisogno.

Ho percepito la liberazione della mia parte nascosta, che ormai da troppo tempo stazionava dietro le sbarre della cella mentale che tutti ci siamo auto-costruiti. Ho sentito la sua fame d’aria e di libertà. Potrai leggerne il risultato fra pochissimo.

Essere creativi nella vita è molto importante. Questo gioco non è utile soltanto per sguinzagliare la nostra parte inconscia o a far sgonfiare la nostra mente troppo stressata e colma di pensieri. I benefici possono essere molti. Potranno emergere delle idee assopite, verrà stimolata la tua creatività latente, ti staccherai dalla noiosa ripetitività sociale. Il tuo lato creativo ne beneficerà moltissimo. È un allenamento creativo, uno sfogo per calmare i nervi, una prelibata opportunità di ascoltare finalmente la tua voce. Concedere libertà al tuo vero io.

Un esempio: la mia esperienza

Come esempio ti lascio ciò che è germogliato dai miei 5 minuti di libertà mentale. Se non vuoi farti influenzare, in modo da compiere l’attività nel modo più neutrale possibile, non è necessario che tu legga queste brevi righe. Lo potrai fare in seguito. Ecco qua le panzane 😉 che ho scritto.

In questo momento sto pensando che questo non è il momento adatto per cominciare a scrivere. Ma perché lo sto facendo, perché sto gettando queste furie sulla carta che di carta nemmeno si tratta. Magari fosse carta, magari fosse cellulosa, ma ormai rimane solo cellulosa stantia, con un retrogusto fumoso della civilizzazione…
aspettate un attimo, non ho cominciato a scrivere queste righe così, di getto, per buttare fuori cose a caso, anche se in questo caso la cosa mi sta piacendo. Sono partito con un semplice pensiero, non mio sia chiaro. Questo di cui sto parlando arriva da una frase di Hemingway, non so nemmeno se si scrive così, anche per il fatto che non ho mai letto un suo libro. Strano che mi arrivi una sua frase , strano che questa ha dato il via a questa cosa che sto facendo, così, senza senso. Strano perché è sera, è tardi, ho ancora un paio di lavori più importanti da sbrigare, e voglio andare a riposare, a sognare. Ancora più strano è il fatto che, io, non ho mai espletato una tale arte, quella del gettare fuori senza mai fermaremi, senza mai nemmeno avere il tempo di pensare, acosa dire, a chi dire, come dire ecc. ma torniamo ad Hemingway. The way of Hemingway, ecco il titolo del mio prossimo libro… fermati mente fermati, focalizzati su ciò che vuoi dire a chi leggerà questo post, sei partita con questa idea ed ora ti stai talmente divertendo in questa libera uscita da non riuscire a riportare l’osso al tuo padrone? Sei come una cane appena sguinzagliato, che corre senza una meta precisa, che si bagna avidamente nell’acqua, che si ruzzola che schizza gocce fangose, che bava famelica di odori e di ancora qualche altra corsa, qualche altro passo ancora prima che il padrone torni a decidere la strad, che troppo spesso è lineare e noisoa e ripetitiva. Dopo tutte queste “e” mi sono ricordato di alcune righe di Hemingway, forse le uniche che ho letto, e ricordo che lui ne usava molte di queste “e”, e la cosa, al princpio la trovai strana, ma poi constatai che fu l’unica cosa che mi piacque di quelle poche righe. Ma torniamo a noi, cavoli, più scrivo e meno ricordo ciò che dovevo dire, c’è fame, fame di aria, fame di libertà, fame di un qualcosa di indefinito…

Eccoci, ho saltato una riga per ricompormi, vediamo se riesco a smettere… uno due, tre respiri…
Allora la frase diceva, mmmm, parlava, forse… era qualcosa sulla sincerità, ecco: scrivete la cosa più sincera che… no. Scrivi la frase più sincera che sai. Ecco qual era la frase. Ma ora temo che devo fermarmi, non tanto perché lo voglio, ma perché mi vergogno. Ho barato, maledizione ho barato, ho dovuto fermarmi un attimo per controllare l’aforisma di Hemingway, a proposisito, qual era il suo nome? Ho barato, ma ho cercato di essere veloce. Ho barato ma ho dovuto farlo, perché non potevo storpiare il messaggio di uno scrittore vero, chi sono io per deturpare una tale magnificenza? Ho barato, ho dato via alla non verità, sono venuto meno alla filosofia di quest’opportunità proprio per inneggiare alla sincerità. Ma vi rendete conto del paradosso? Ora la fame è sparita, ora ilca ne ha la coda tra legambe, ora si sente svuotato, già svuotato. Ora vuole accucciarsi perché sa di averla combinata grossa, ma almeno è stato sincero. Nel primo momento è stato sincero, è partito armato di tutta la sincerità e di tutta la spontaneità di cui era a conoscenza. Alla fine ha sgarrato, ma preferiamo dare la colpa a Hemingway. Scrivi la frase più sincera che conosci, e pensare che a me nemmeno piace questo Hemingway… però, che frase, ragazzi.

FINALMENTE È ARRIVATO

Se non ti piace leggere da Pc o smartphone è pronto l’ebook del Project Excape. Se lo desideri puoi sostenere il progetto leggendo in modo ordinato e cronologico gli articoli più significativi, come se fosse un libro.
Scopri l'ebook

In tutte le librerie digitali come Amazon, Kobo, IBS ecc.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *