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Vuoi esaudire un desiderio? Armati di pazienza

Immagine Cover per Facebook di “Vuoi esaudire un desiderio? Armati di pazienza”

La pazienza è la virtù dei forti. Quante volte abbiamo sentito questo proverbio, forse ne abbiamo pure la nausea, tuttavia non possiamo negare il fatto che la pazienza sia la chiave quando si vuole esaudire un desiderio o conseguire i propri obiettivi.

Esaudire un desiderio non è facile, o forse sì?

Se ci dedichiamo alla concretizzazione del nostro obiettivo oggi, magari anche domani, ma il giorno seguente ci arrestiamo, esaudire un desiderio diverrà quasi impossibile. Se al contrario saremo costanti, allora le probabilità aumenteranno di molto. Ma questo lo sanno tutti.

Nella costanza ci vuole pazienza. È necessario pazientare perché l’uomo comune moderno non è più abituato a pensare a lungo termine. Tutto deve essere subito, perché se trascorre qualche giorno in più, il desiderio verrà scalzato dall’ultima pubblicità o distrazione di turno. Le tempistiche naturali sono state completamente sfasate nella civiltà umana, e dato che la mente si forma in merito al luogo in cui fa esperienza, anche i processi di pensiero saranno diversi da quelli che in natura dovrebbero essere.

Puoi convenire con me che la chiave è abituarsi ad avere pazienza, ma senti come il consiglio suona fastidioso? Abituarsi ad aspettare, non è forse noioso? Io voglio vivere adesso!

Mi guardo attorno e vedo come tutti gli esseri umani sono costretti a ripetere sempre le stesse cose ogni giorno, e leggo nei loro volti l’insoddisfazione per la mancanza di una vita stimolante e creativa. Tutto questo scolpisce nelle menti una definizione di vita che dice a noi stessi: questa è la vita, e pensandoci bene, non è un granché.

L’essenza della pazienza e dove trovarla

Nessuno ha pazienza, nessuno! Nessuno prende ciò che vuole pazientando, eppure senza pazienza non riuscirai ad esaudire un desiderio, un obiettivo o ciò che ti sei posto di raggiungere. Qualche uomo, sì, qualcuno degno di invidiabile fermezza è riuscito ad essere paziente. Conosci il Siddharta di Hesse? “Io so aspettare, io so digiunare, io so…”. Oltre a questi personaggi illuminati, altri sono riusciti ad avere pazienza, per anni hanno atteso, ma negli anni sono cambiati, e dopo tutto quel tempo, quando finalmente il sogno si è avverato, il brivido che doveva presentarsi non è stato quello sperato.

Cerco di dirti che per esaudire un desiderio la pazienza è alla base, eppure aspettare e pazientare è deleterio. Paradossale? Certo, la soluzione va scovata sempre nel paradosso, nel punto in cui si incontrano i due estremi.

Lo vuoi sapere qual è il mio trucco per avere pazienza? Possedere un personale stile di vita, un’inclinazione che anni fa non avevo. Questa mi ha portato a interessarmi alla qualità della vita. Sono un appassionato di vita e quindi sono interessato a una vasta moltitudine di cose. Vario molto i miei interessi e le mie azioni durante il giorno, non mi dedico soltanto ad un settore come la società vuole farci fare oggigiorno. “Specializzati, diventa uno dei migliori e ti pagheranno” dice, ma fare sempre la stessa cosa uccide la passione, anche se è una cosa che che veramente ci piace. Questo secondo me è uno dei primi aspetti da prendere in considerazione se si cerca la pazienza senza ottenerla.

Io non cerco di avere pazienza. Io vivo e lavoro, e mi diverto, e mi diverto mentre lavoro. E così la pazienza scorre senza far gravare su di me il suo peso. Aspetto attivamente, paziento senza accorgermene. Se voglio esaudire un desiderio ma vedo che serve del tempo non c’è problema, faccio qualcos’altro, e poi mi dedico al desiderio in questione. E domani mi alzo dal letto e mi dedico all’obiettivo, e se mi da noia faccio altro, e se anche quello mi da noia passo ad altro. E così ogni tanto spilucco qualche briciola, il giorno dopo invece lavoro sodo, e mese dopo mese la piramide vede comparire il suo vertice.

Si può seguire coerentemente uno scopo per tutta la vita, se quello si sposta di continuo (S. Lec).

Io VS Zen

Uno dei maggiori principi della filosofia Zen, se non l’unico, comanda di essere totalmente qui ed ora in ciò che si sta compiendo o facendo. Essere completamente qui ed ora in un’azione annulla senza dubbio il multitasking. La filosofia Zen bandisce a colpi di spada il fare più cose contemporaneamente. Quando preparo la polenta devo essere totalmente presente, devo sentire il contatto del fuoco sulla padella, il calore, l’ebollizione del mais in crema che scoppietta, mescolare con la giusta calma e vigore, lento ma non troppo. Odorarne l’aroma, percepire l’essenza di ogni mio movimento e pensiero… Stai pur sicuro che sarà buonissima! 🙂

Non posso, mentre cucino, ascoltare dalle cuffie, guardare la TV, pensare alla fidanzata, e nello stesso momento smanettare col cellulare. Il mio stile di vita eterogeneo sembra andare a cozzare contro questa filosofia, eppure non è così. Portare avanti numerosi progetti, interessi ed obiettivi non contrasta lo Zen.

Molti mi dicevano in passato che a fare tante cose non ne porti a termine nessuna. Io invece credo che questo sia il trucco della costanza, e quindi della pazienza. Non c’è sforzo, quasi mai, ma solo piacere. Come ho affermato in articoli precedenti, ciò che si fonda sullo sforzo ha vita breve, e trasforma l’esistenza in una lotta debilitante. Sono uno di quelli che pensa come in quello spot pubblicitario famoso… “la vita va assaporata, lentamente”. 🙂

Riprendendo il discorso, io sposo la concezione Zen perché non faccio tutte queste cose assieme. Prodigarsi in numerosi progetti non significa lavorarci nello stesso momento. Fare tante cose, sì, ma una alla volta. In questo caso, lo slogan potrebbe diventare: una cosa alla volta come principio Zen, ma tante cose nella vita come principio vitale.

I passi della pazienza: dal sognare all’esaudire un desiderio

Vuoi esaudire un desiderio? Armati di pazienza

Il bello dell’inizio

Secondo me non c’è cosa più bella che cominciare a fare nuove cose, nuove esperienze, dare avvio a nuovi obiettivi, programmare i prossimi desideri da materializzare. Questo è il bello di una vita eclettica, è sempre presente quel pepe che dà aroma alle proprie giornate. Altro che solita routine. Non conosco più la noia da anni, e pensare che una volta mi capitava di pensare: “e adesso cosa faccio? Non so proprio cosa fare”. Oggi mi sembra inconcepibile, come i ricordi di un’altra persona o addirittura di un universo parallelo.

Siamo troppo concentrati sul risultato

Più o meno tutti si pongono degli obiettivi per ricavarne qualcosa, per cercare di campare, per avere degli sbocchi lavorativi e via dicendo. Questo però annichilisce il corpo, la mente, lo spirito, l’intera vita e la sua stessa concezione. Concentrarsi troppo sul risultato è dannoso anche per la realizzazione dello stesso. Una volta che l’euforia iniziale passa, se costretti otto ore al giorno a fare la stessa cosa, anche il lavoro più gradevole può trasformarsi in tedio. Per questo è utile accantonare momentaneamente ciò che da noia e lavorare su altro, o buttarsi in nuove situazioni. Un’esperienza va assaporata e deve piacere come un gelato alla nocciola o una torta ai mirtilli. Non bisogna farsela piacere solo perché ci hanno detto che il mondo gira così e che mi devo adattare a questo o a quello.

Il miglior risultato è il percorso che fai

Meno pensieri e concentrazione sul risultato e più nel vivere ciò che si sta facendo. Assaporare la possibilità che abbiamo di scegliere e di poter fare qualunque cosa vogliamo. Questo atteggiamento serve da monito, una marcia in più che spinge più velocemente verso la realizzazione della meta.

Più soddisfazione nel cominciare che nel raggiungere

Come ho detto prima, c’è una grande soddisfazione nel cominciare nuove esperienze, si freme e ci si frega le mani. Per quanto posso dire, mi sono accorto che c’è molta più soddisfazione all’inizio di un progetto che alla sua fine. Ti sembrerà strano ma per me è così. Forse ritengo così normale giungere alla fine della meta che l’euforia finale viene dimezzata, ma questo non m’interessa più di tanto, perché quando comincio nuovi lavori sono al settimo cielo. Quando li portò avanti sono soddisfatto, e quando concretizzo l’obiettivo per cui ho lavorato sono contento. Contento, sì, ma non salto di gioia. Ormai ho vissuto quell’esperienza, mi ha donato ciò che cercavo, la realizzazione di un desiderio è solo la normale conseguenza.

Arrivare è la normale conseguenza di un percorso piacevole

L’ho già anticipato. Esaudire un desiderio è solo la normale conseguenza della gioia iniziale e di un percorso piacevole. Secondo me i maratoneti migliori sono quelli a cui piace di più correre. Sì, è vero, fanno una fatica enorme, ma solo quelli che assaporano la loro fatica giungono al traguardo per primi.

Io la vedo così, altrimenti è tutta una lotta continua per qualche briciola, e se dovesse essere così, preferisco morire di fame. Ne sarei più felice. Ma c’è sempre una scelta, sempre.

Ripetere ci rende sicuri ma variare ci rende liberi (Robert Hass).

Articoli consigliati: Il significato dell’atarassia: realizza i desideri ma non la felicità. Come raggiungere un obiettivo: ecco come saboti i tuoi piani. Come posso far avverare un desiderio? Soltanto precedendo il futuro.

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2 commenti su “Vuoi esaudire un desiderio? Armati di pazienza”

  1. Non ti dico quanto concordo con questo articolo. Scrivendo, sono lezioni che impari, oppure smetti. La gioia di vivere è il motore principale di tutto, e la esprimo quotidianamente come fai tu. Sottoscrivo! E condivido. 🙂

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