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L’energia del corpo umano è alla base dei lavori creativi

Immagine L’energia del corpo umano è alla base dei lavori creativi

L’energia del corpo umano, meglio conosciuta come energia vitale, è la fonte primaria da cui nascono le nostre azioni. L’intero svolgimento della nostra vita, la qualità della stessa dipendono in modo categorico da questa energia. Se vuoi comprendere meglio cos’è quest’energia “nascosta” insita in noi ti rimando subito all’articolo Come cambiare la propria vita con l’energia vitale.

Lavori creativi VS lavori meccanici

Tutti noi abbiamo delle passioni, degli hobby o dei veri e propri lavori che desideriamo svolgere con tutto il nostro potenziale. Se hai aperto questo articolo, magari sei curioso di saperne di più su questa energia così misteriosa, perché in fin dei conti è il combustibile per la creazione di una vita di qualità.

I fiori della nostra vita (gli eventi) hanno un’unica radice: lo stato d’animo. Il nutriente a cui attinge la radice è l’energia vitale. Una persona che possiede per la maggior parte delle giornate uno stato d’animo sereno e attivo riesce a espletare al meglio ciò che ha in mente. Accetta e vive le esperienze, le comprende, fa ciò che vuole fare. Queste sono tutte azioni che vengono compiute in modo semplice e senza sforzo quando lo stato d’animo è vitale. L’energia primordiale del corpo umano è indispensabile per una vita felice e appagante al 100%.

L’energia del corpo umano per la nostra qualità divina

Qual è la qualità divina per antonomasia posseduta da ogni essere umano? La creatività, non c’è dubbio. Creare, esprimere ciò che siamo in modo totalmente sincero. Portare fuori le idee che abbiamo all’interno, capisci? Questo è un tipo di piacere che non ha nulla a che fare coi piaceri beceri a cui siamo abituati, ovvero quelli che vengono ricercati morbosamente e che creano dipendenza (come ho spiegato nell’articolo della scorsa settimana).

Essere costruttori attivi dona un appagamento duraturo. Non si tratta di spegnere la sete, di darsi un sollievo o di compensare per tirare avanti.

Vivere è esprimere, e per esprimere bisogna creare. La creazione non è mai qualcosa di vecchio, e di certo non è una banale ripetizione (Bruce Lee).

La difficoltà nel creare

Come fa notare Bruce Lee nella sua frase, la creazione non è mai qualcosa di vecchio, non è un’imitazione. Si tratta di esprimersi nel modo più pulito e sincero. Per soddisfare la propria volontà creatrice però, come ho già detto, è indispensabile la presenza del giusto stato d’animo.

L’energia vitale, questa nascosta energia del corpo umano, fa una differenza abissale. Se sei un’artista o semplicemente, senza dare definizioni, una persona che desidera creare qualcosa di suo, questo articolo potrà ispirarti. Potrai utilizzare le informazioni anche per aumentare le prestazioni lavorative, in particolare se hanno a che fare con la creatività.

Esiste una differenza ben marcata tra i lavori meccanici e ripetitivi e i lavori creativi. Per compiere i primi non serve molta energia. L’abitudine sopperisce alla ripetitività delle mansioni classiche. Quando si parla di creatività invece la questione è molto diversa. L’abitudine non può venirci in aiuto, perché l’atto del creare è sempre nuovo, e al nuovo non ci si abitua. Per dare la vita a qualcosa di nuovo serve molta energia vitale.

L’energia del corpo umano è alla base dei lavori creativi

Cosa dicono gli scrittori, i pittori, gli inventori, i costruttori…

Questo fatto è ben conosciuto dalle persone che quotidianamente hanno a che fare con il dover creare. Magari non conoscono i dettagli ma, che sia per lavoro o per volontà propria, questi artisti sono consapevoli della spinta vitale necessaria al parto creativo.

Chiedilo agli scrittori, ad esempio. Chiedi quanta energia hanno dovuto estrarre dal proprio corpo/mente/spirito per modellare la propria storia. Lo sai quanto lavoro c’è dietro a un libro? Quante giornate con la testa china sul PC, quanta energia canalizzata nel far prender vita alle parole? Sai quanta vitalità è doverosa per tradurre su carta un determinato stato d’animo? Quante ore di riflessioni, di prove, fallimenti, perseveranza, per dar vita all’atto creativo che ne segue.

Articolo consigliato: Il maestro di vita e la martellata magica.

Chiedi pure a pittori e scultori, o alle persone che in qualche modo sono coinvolti nella creazione. Chi non ha energia non può soddisfare l’atto creativo, a meno che…

Consumarsi ed invecchiare

C’è un modo per creare qualcosa di nuovo anche senza possedere uno stato d’animo vitale: sforzarsi. Questo modo di agire, però, porta dei risultati un po’ diversi. Per cominciare, il numero delle creazioni sarà molto minore, la qualità idem. Ma l’aspetto più importante lo troviamo nella parola chiave dell’articolo: l’energia del corpo umano. Quando ci si forza e non si ascolta il proprio corpo, l’organismo pesca l’energia vitale che è destinata ad altro, per utilizzarla nelle direzione voluta. Mi spiego. Immaginiamoci di essere dei pianisti. Vogliamo comporre una nuova melodia, ma lo stato d’animo è a terra. Siamo svogliati, annoiati, senza forze. La spinta vitale è latitante, la cerchiamo ma non la troviamo.

Il lavoro però è da fare, e allora ci forziamo a creare, cerchiamo di agire di volontà. Ecco, se non c’è energia vitale, il corpo umano la prende dalle proprie scorte, quelle che sono utili al proprio sostentamento. Ad esempio, le energie utili alla rigenerazione dei tessuti, della guarigione di malattie latenti, dei normali processi biologici saranno utilizzate nell’azione creativa. Si capisce dunque che questo gioco, forzarsi a creare (così come forzarsi in generale) arresta le normali funzioni del corpo. Tutto ciò porta ad un invecchiamento precoce. E come ho detto, questo modo di agire rende creazioni di minor qualità e in minor numero. L’atto creativo non viene vissuto naturalmente, come dovrebbe essere, ma in modo fastidioso. Così si alimenta un circolo vizioso che porta verso il basso il proprio stato d’animo. Giorno dopo giorno l’energia del corpo umano andrà esaurendosi.

C’è un altro modo per recuperare l’energia del corpo umano

Solo un’esistenza felice origina grandi risultati, ma si potrebbe dire che questo messaggio è incompleto.
Vediamo di chiudere il cerchio: solo un’esistenza felice origina grandi risultati, senza prosciugare l’energia vitale, la voglia di vivere.

La vita è pregna di cose da fare. Secondo me non ha senso prosciugare tutta l’energia del proprio corpo in un solo settore. Se anche tu non vuoi stare al gioco che il sistema propone, che ci vede a forzarci ogni giorno, sappi che c’è un altro modo.

È semplice: al posto di concentrarsi sullo sforzo dobbiamo immagazzinare energia vitale. Detto così sembra facile, e in realtà lo è, ma lo stile di vita odierno ci fa ricascare negli schemi passati. Si tratta di rivalutare e di rimodernare il proprio stile di vita.

Se sei un lettore assiduo del nostro blog, forse saprai già dove voglio andare a parare. So che lo hai sentito molte volte, ma è mio dovere rimandare alla serie Radice per indirizzare i nuovi arrivati. L’intero progetto è basato sulle informazioni della serie Radice. Questo nome non è scelto a caso. Puoi giocare tutta la vita con le foglie e coi fiori, leggere, studiare, forzarti ecc. ma se non vai alla radice non cambierà nulla. Sarai sempre la fotocopia degli altri, così come vuole il sistema. O al massimo potrai diventare un abile parolaio, un sofista dei nostri giorni.

Energia per realizzare se stessi

L’appagamento più profondo deriva dal creare, e creare è l’unico modo in cui riusciamo a realizzare noi stessi. Cosa significa realizzare se stessi? Non è una domanda banale. Realizzare se stessi, come suggeriva il filosofo Bruce Lee (sì, era anche filosofo), non ha nulla a che vedere con l’immagine che abbiamo creato di noi stessi.

Realizzare l’immagine che abbiamo di noi è un conto, realizzare se stessi è un altro. Nel primo caso si ha sempre un’imitazione, nel secondo si ha un atto creativo puro, che solo noi potevamo fare. E questo, il sommo Lee, lo ha dimostrato in modo concreto nella sua breve vita.

Se questo appagamento di fondo non giace sui nostri fondali, se non si è soddisfatti della persona che siamo e di ciò che facciamo, non siamo realizzati. Questo può essere un indicatore: molto probabilmente l’energia vitale scarseggia.

L’orgoglio è un senso di valore derivato da qualcosa che non fa organicamente parte di noi, mentre l’autostima deriva dalle potenzialità e dalle realizzazioni di sé (Bruce Lee).

Mancanza di energia: pazienza e insicurezza

Altri due indicatori della scarsità energetica sono l’assenza della pazienza e la presenza d’insicurezza.
Chi non è realizzato, chi non ha una buona stima di sé è insicuro. L’insicurezza sabota ogni nostra azione, e cerca risultati veloci, perché spesso mancano. Questo, per l’appunto, genera un’assenza di pazienza, che però non deve essere confusa con la definizione classica di pazienza. Ti consiglio l’articolo Vuoi esaudire un desiderio? Armati di pazienza per capire proprio come avere pazienza.

Questo mix di insicurezza e impazienza non può che diminuire se non annullare la creatività. L’impaziente vuole subito e perciò imita, il lavoro è già pronto per metà, o anche di più. L’insicuro non ha stima di sé, non crede nel suo creato, così si affida alle parole degli altri, delega agli esperti piuttosto che sporcarsi le mani.

Noi abbiamo più fede in ciò che imitiamo piuttosto che in ciò che creiamo (Bruce Lee).

Ti lascio qua in fondo altri due post che possono ispirarti nella tua ricerca o rinvigorire la tua creatività. Per capire meglio cosa intendo con la definizione di energia del corpo umano ti consiglio il primo dei due articoli.

La cosa più importante è ciò che l’autore realizza nell’atto stesso di creare, non quello che aveva in mente di realizzare. Ed è raro che le due cose coincidano (Picasso).

Articoli consigliati: Cos’è l’energia interiore? Come sapere se ne hai abbastanza? e Sei una pecora bianca travestita da pecora nera?

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2 commenti su “L’energia del corpo umano è alla base dei lavori creativi”

  1. Articolo molto interessante, che conferma le mie riflessioni fatte in questo ultimo periodo, piuttosto pesante. E’ verissimo: quando si abbassa il livello di energia vitale, subito si perde la pazienza e ci si innervosisce con niente. Solo quando si è deboli si è così (inutilmente) reattivi. In particolare mi fa riflettere il discorso sul dirottare energie dalle loro funzioni naturali per rendere possibile lo “sforzo” creativo. Mi hai dato qualcosa di importante su cui riflettere.

    1. Andrea Di Lauro

      Sono contento. Ho anche una mezza idea per un articolo più specifico su energia vitale e invecchiamento. Dentro di me ho tutto chiaro, ma voglio trovare un modo per rendere chiara la questione.

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