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Le 3 fondamentali domande esistenziali sulla vita

Immagine Le 3 fondamentali domande esistenziali sulla vita

Partiamo col dire che le domande esistenziali sulla vita che un essere umano può porsi sono più di tre. Sono innumerevoli i quesiti esistenziali che ci si potrebbe chiedere, anche se i principali non credo superino le cinque o le dieci dita della mano. In questa sede abbiamo raggruppato tre domande fondamentali di cui abbiamo già discusso in passato.

Domande esistenziali sulla vita nell’epoca moderna

Ma è davvero necessario farsi questi pipponi mentali, come direbbe qualcuno? È indispensabile alla vita domandarsi della vita? Di sicuro, se relazioniamo questo ragionamento al modus operandi della vita moderna, questo tipo di ragionamenti (o domande che siano) non sono utili. L’utilità del mondo umano, ovvero la società moderna, viene correlata ad un unico e inderogabile fattore: sopravvivere… e tutti sappiamo che la sopravvivenza di quest’epoca è correlata esclusivamente al denaro.

Il profitto, pertanto, sarà lo scopo principale di ogni individuo facente parte della società moderna. Le domande esistenziali quindi non sono utili al profitto, non sono utili alla sopravvivenza, al portare a casa la pagnotta; in egual modo potremmo tirare in ballo ragionamenti filosofici, trattati ecc.

Ma l’uomo pensa, è un pensatore per natura, si chiede, si fa domande anche se la stessa domanda racchiude la grande possibilità di un’assenza di risposta.

Eppure continuiamo a domandarcelo

Per quale motivo, dall’alba dei tempi, ci domandiamo e continuiamo a domandarci cosa c’è dopo la morte, se può esistere un’anima che in qualche modo sopravviva al trapasso? Perché continuiamo a chiederci cosa c’è oltre l’universo, cos’è l’infinito, se esiste un Dio o una creatura intelligente che ha creato il tutto. Come possiamo giungere alla più alta verità?

Kant, filosofo rivoluzionario, asserì che l’uomo non sa se le cose posseggano un fine ultimo o se tutto sia senza scopo, ma ricerca da sempre il fine. Siamo animali che cercano lo scopo, che esprimono il fine, questo è il nostro modo di stare al mondo. Questa è la peculiarità umana di stare al mondo.

Perché, allora, dovremmo porci domande esistenziali sulla vita, quando sappiamo che non portano a nessun fine? Perché dal mio canto, questa credenza è errata.

È vero affermare che non portano a nulla se le rapportiamo al profitto e alla sopravvivenza nel mondo umano (anche se non è completamente vero, perché si può generare profitto anche con questo tipo di argomentazioni). Sono però utili, nel modo più assoluto, ad esprimere la nostra essenza umana. Non c’è modo di esprimere il nostro essere più sincero se non quello del domandarsi. Non esiste modo più utile nel contesto dell’apprendimento e dell’educazione se non quello del chiedersi. La domanda è l’atto più congeniale alla propria crescita, all’evoluzione di una psiche che impara a ragionare.

La ragione si sviluppa dalle domande

Imparare a pensare non significa immagazzinare dati, ma fare nostro un modo di esprimere questa peculiarità, che riesce anche a traghettarci alle soluzioni dei problemi o ad avvicinarci al vero. Quando sappiamo pensare riusciamo ad avvicinarci al vero senza il bisogno dell’apprendimento di informazioni. Ad esempio, si potrebbe risolvere una problematica di natura sociale senza aver studiato sociologia: attuando un naturale buon senso potremmo riuscire dove l’esperto sociologo non ha intravisto la soluzione.

Non è mia intenzione denigrare lo studio, perché è anche tramite lo studio che impariamo a pensare, ma dipende sempre da come si studia. Soprattutto, l’apprendimento deve essere farcito da domande, che siano domande esistenziali sulla vita, del cosa verrà dopo di essa, o di altro genere. Come ho detto, non tanto per giungere a un fine ma per esprimere ciò che siamo, per diventare ciò che siamo. Quando leggo un libro non lo faccio per imparare qualcosa di nuovo (anche se questo succede in modo inconsapevole, chiamiamolo un effetto collaterale positivo), ma per aprire nuove finestre di pensiero, per dar vita a nuove sinapsi, associazioni di fattori che prima erano sconosciuti.

Domande esistenziali sulla vita - Cos'è la realtà

Dove sto vivendo?

Di norma l’essere umano di oggi trascorre una vita nella completa ignoranza rispetto alla sua realtà. Ci sono individui che arrivano fino agli ultimi giorni senza essersi posti un quesito fondamentale: cos’è la realtà? Come abbiamo visto, questo genere di domanda non è direttamente utile alla sopravvivenza economica, ma quante ramificazioni può far germogliare al nostro interno?

Questa domanda ha fatto scervellare numerosi scienziati e filosofi, e anche se può sembrare inutile, ha fatto progredire verifiche concrete (di cui molte nell’abito scientifico) fino a livelli inimmaginabili. Pensiamo ad esempio alle scoperte sulla fisica quantistica dell’ultimo secolo. In questa sfera, e anche in molte altre più o meno simili, la domanda in questione è stata il propulsore, la spinta necessaria all’evoluzione. Senza questo tipo di domande esistenziali, la vita scientifica non avrebbe prosperato come oggi possiamo osservare.

In questo caso, però, è nostro desiderio farti approcciare a questa domanda da un diverso punto di vista. Non siamo esperti scienziati e non vogliamo nemmeno ripetere il solito tipo di informazioni che si trova sulla rete. Per questo abbiamo creato un’indagine che meglio ci rappresenta, e che riesca a essere tradotta nella pratica quotidiana dal lettore. Ne abbiamo parlato nell’articolo che ti lasciamo subito qui sotto.

Articolo consigliato: Cos’è la realtà?

Domande esistenziali sulla vita - Esiste la reincarnazione

Dove vivrò dopo? Anzi, vivrò dopo? E in quale forma?

Tutti, almeno una volta nella vita ci siamo chiesti cosa ne sarà di me dopo la morte? Di certo si tratta sempre di una domanda necessaria a esprimere il nostro essere, questa peculiarità esploratrice, ma d’altro canto la riteniamo molto inconcludente.

Fin dalla sua nascita, il Project Excape ha mantenuto l’intento di concentrarsi sulla vita terrena, non pretende di voler dare indicazioni “spirituali” (ciò che è ignoto e che va oltre la vita umana come la conosciamo). Perché, già quando si prende in causa tutto ciò che può riguardare la vita, per fare un gioco di parole, non ci basterebbero nemmeno un milione di vite, per conoscere ogni cosa. Quindi, perché voler andare oltre la vita quando siamo ancora in vita, e quando conosciamo così poco della vita? E soprattutto, quando non stiamo nemmeno vivendo, perché ci siamo adeguati a un modo di vivere che estirpa giorno dopo giorno il vigore vitale? La domanda in questione può essere utile nel portare la sua essenza astratta nel concreto di ogni giorno, ma questo è un percorso molto personale in cui non si sento in grado di dare consiglio. Ti consigliamo di approfondire il nostro pensiero a riguardo.

Articolo consigliato: Esiste la reincarnazione?

Domande esistenziali sulla vita - Cos'è la verità

Cos’è la verità?

L’ultima delle tre domande esistenziali sulla vita che voglio farti conoscere è: che cos’è la verità? E, si può giungere alla verità?

Articolo consigliato: Cos’è la verità assoluta? La saggezza dell’acqua

Nell’articolo che ti consigliamo potrai venire a conoscenza della nostra visione della verità. Sul secondo quesito credo sia inutile dire che un uomo solo non potrà mai conoscere la verità più alta. Più logico sarebbe il domandarsi se la somma dell’intera conoscenza umana può avvicinarsi a questo scopo. Ed è proprio su questo termine specifico che voglio soffermare l’attenzione: “avvicinarsi”. Sì, perché tra il bianco e il nero esistono infinite sfumature. Se partiamo dal bianco e puntiamo al nero, o viceversa, se il nostro scopo è il bianco, durante il tragitto facciamo esperienza di sfumature diverse. Anche se siamo consci dell’impossibilità di vedere il bianco (la verità), possiamo ammirare tutte le gradazioni e sfumature intermedie. Questo non può far altro che migliorare la propria vita.

Avvicinarsi per quanto possibile alla verità migliora la qualità della nostra vita, ma solo se le informazioni veritiere vengono tradotte in pratica. Quando si comincia ad avere un barlume del quadro generale, della verità del mondo, siamo già ad un punto fenomenale. Auguro a tutti i lettori questa visione.

Se credi che le domande esistenziali sulla vita non servano a nulla hai ragione, oppure puoi avere tremendamente torto, dipende a quale vita ti riferisci e quale vita stai conducendo.

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