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Cuore o ragione? Segui…

Immagine Cuore o ragione? Segui...

Basta non ce la faccio più! Non ne posso più di vedere sempre le solite frasi fatte che continuamente ballonzolano da una bacheca social all’altra. Estremismo a parte, le insensatezze della massa inconsapevole spesso mi fanno meditare sullo stile vita odierno, così da giungere a pensieri che mi sono molto utili. Per questo ringrazio spesso l’ottusità delle masse di pecoroni.

Da queste prime parole ti potrò sembrare saccente, superbo. Magari in parte è anche vero, ma preferisco la sincerità a una finta modestia. A cosa mi sto riferendo con questo articolo? Voglio evidenziare quel concetto che spesso viene sbandierato sul web, attraverso frasi e immagini tutte uguali, dove solitamente viene rappresentata quasi sempre la contrapposizione tra cuore e ragione.

Quindi, cuore o ragione?

Segui il cuore, non la mente. Cuore o ragione, chi dobbiamo ascoltare? Decidere in base alla testa o al cuore? In pratica viene sempre espressa una battaglia tra ragione e sentimento. Potrai pensare che non ci sia nulla di male in questo modo di pensare. Peccato che questo pensiero prende vita dal continuo processo di divisione della figura umana a causa del pensiero occidentale.

Cuore o ragione

Perché dobbiamo continuare a dividere gli organi in apparati perdendo la visione d’insieme? Perché separare mente, corpo e spirito, quando sono un tutt’uno inscindibile? Perché sradicare il cuore dalla ragione? Perché schierarsi a favore del cuore quando le nostre emozioni amorose (che vengono associate al cuore) le possiamo sperimentare solo per mezzo dell’unione di ciò che siamo? Senza la mente non riusciremmo mai a percepire la sensazione di amore che proviamo per il nostro fidanzato, figlio o genitore che sia.

La teoria dei due emisferi

Ma non bastava separare sentimento e ragione, lo stesso encefalo doveva essere a sua volta scisso e pensato come a una costruzione composta da due emisferi. Questo pensiero è molto recente. Tutto parte da una serie di esperimenti di Roger Sperry, nobel per la medicina del 1981, in cui venivano praticate delle particolari procedure di natura neurologica in pazienti in cui la comunicazione delle varie parti del cervello era interrotta. Da ciò è divenuto pensiero comune che l’emisfero destro servisse a determinati elementi e il sinistro ad altri. Venne quindi stabilito che in qualche persona fosse dominante uno più dell’altro, come se fossero totalmente separati. Ma non è così. È vero che determinate aree del cervello si attivano più di altre in determinati contesti, ma fanno parte di un tutt’uno in continua comunicazione e interrelazione. È solo il modo chirurgico occidentale di vedere le cose che annebbia la visione d’insieme degli individui.

Lo diceva anche Jung

Non dico che non esiste separazione. Tutti i giorni la sperimentiamo. Tutto è unito e separato allo stesso tempo. Sto soltanto evidenziando la maniera patologica occidentale di dividere e scindere ogni cosa. In questo caso, come se sentimento e ragione fossero due cose distinte.

Senza cuore non ci sarebbe ragione, senza ragione non ci sarebbe cuore. La mente umana è quello che è per mezzo dei sentimenti, delle emozioni, del cuore umano. L’emotività umana è quello che è per mezzo della mente umana. Nel suo ostico e unico saggio Mitobiografia, Ernst Bernhard (colui che ha avuto l’onore di portare la psicologia junghiana in Italia) accenna due righe proprio in relazione a questo argomento.

Jung è pienamente nel giusto quando, con apparente paradosso, afferma che il sentimento è una funzione razionale come il pensiero (Mitobiografia)

Non che Jung avesse tutte le risposte del mondo, ma questa, almeno per me, è stata un’ulteriore conferma del mio pensiero. È anche più logico pensare al proprio corpo-mente-cuore-spirito come a tutt’uno piuttosto che a singoli elementi dove la loro funzione è scollegata dalle altre. Quindi smettiamola di ripetere delle informazioni senza prima capire il messaggio  che contribuiamo a divulgare.

Tutta colpa della mente

Oltre a questa battagliera scissione del cuore e della ragione ha preso piede nell’ultimo periodo un accanimento che a mio avviso è totalmente privo di logica. È quello verso la mente. Fantomatici santoni e seguaci che si accaniscono sulla mente dell’uomo. La reputano reietta, che se potessero la segregherebbero in umidi scantinati sotterranei. La mente è il male, dicono. La mente ci illude, la mente ci svia dalla retta via, la mente così, la mente su, la mente giù. Ciò che bisogna disprezzare non è la mente ma gli schemi di pensiero appresi dal sistema. Lì va rivolta l’attenzione, e non alla mente che mente. La mente nasce neutra.

La vera fonte delle stupidaggini umane non è la mente ma il sistema che insegna determinate regole, modi di pensare e di intendere il mondo, la vita, e se stessi. Sono i modelli appresi dalla società ad essere nocivi.

Continua pure a denigrare la mente, e mi raccomando, continua a servirti della mente nel farlo.

È importante capire che senza mente non potremmo nemmeno riuscire nell’atto di screditarla. Sinceramente mi fanno ridere tutti quei “finti spiritualisti” che credono di giungere al “vuoto cosmico” praticando qualche sporadica o costante meditazione, o pratiche simili. Una mente vuota non significa assenza di mente.

Non è smettendo di pensare che troveremo la soluzione, ma proprio sviluppando il pensiero, cioè una facoltà di conoscenza superiore (Focault).

Articolo consigliato: Quello che tutti dovrebbero sapere sull’Amore Incondizionato e L’amore non corrisposto non esiste.

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4 commenti su “Cuore o ragione? Segui…”

  1. Ma dove li trovi questi santoni e guru cui spesso accenni? Tra quelli che conosco, nessuno fa affermazioni tanto insensate. Non starai ragionando un po’ per cliché, magari basandoti su qualche frase piuttosto che sulla conoscenza effettiva del loro pensiero? Io sento criticare non la mente in sé, che è uno strumento fondamentale, ma l’uso che siamo abituati a farne. Se mi sveglio la mattina e, ancora prima di mettere i piedi giù dal letto, i miei pensieri già ronzano su quella cosa che ieri mi ha dato fastidio, sulle vacanze troppo lontane, sulla preoccupazione per cose che forse non si verificheranno mai… non si può proprio dire che questo sia un uso utile della nobile mente! Se poi consideri che spesso non riusciamo a disattivare i pensieri inutili e dannosi nemmeno volendo, mi sembra chiaro che c’è qualche squilibrio da sanare. Se ci fossero maestri spirituali che caldeggiano la lobotomia, però, non credo che durerebbero molto! Ma forse tu alludi ai truffatori che ogni tanto ci propone la cronaca. In tal caso, perché non ignorarli e scegliere come riferimento le tante persone di cui vale la pena conoscere il pensiero? A meno che non partiamo dal presupposto di dover ripercorrere il pensiero umano da zero, senza imparare da nessuno… nel qual caso possiamo ripartire dall’invenzione della ruota. 😉

    1. Il web ne è pieno, articoli sulla crescita personale, sulla spiritualità, video su youtube, facebook ecc. che ripetono sempre le stesse informazioni. Li ascolto spesso criticare proprio la mente, non l’uso che l’uomo ne fa. Non so se sia un errore nell’esprimersi, ma dicono proprio che la mente svia, che bisogna seguire il cuore e tutti questi luoghi comuni simili. Percepisco molta inconsapevolezza in queste persone. Di certo non critico gli antichi filoni spirituali ma i fraintendimenti moderni. E ancor di più il parlare privo dei fatti. Purtroppo ne ho visti anche di persona di questi personaggi, ma non tanti, altrimenti sembra che sia perseguitato 🙂
      La frecciatina sull’invenzione della ruota ci sta tutta. A me piace rimettere in discussione molte cose, ma senza cadere nel baratro del dubbio estremo. Tuttavia riconosco di possedere quella spinta di voler fare tutto da solo e da autodidatta che può essere tanto un pregio quanto un difetto.

      1. Pregio e difetto insieme… immagino che tu abbia ragione. Tieni presente – dico un’ovvietà, lo so – che valutare un certo tipo di pensiero basandosi su chi ne parla, senza andare alla fonte, è foriero di grossi fraintendimenti. In assenza di conoscenze approfondite, si rischia di diffondere dis-cultura in un ambito delicato e importante, che tocca la vita delle persone – non importa che siano tre o tre milioni. Spero di averti suscitato almeno un po’ di sana curiosità… 😉

        1. Certo, infatti con questi discorsi mi riferisco al personaggio che ad esempio parla di meditazione, chiaramente non alla pratica meditativa. Sempre usando questo esempio, potrei criticare un guru moderno che insegna la meditazione facendola intendere come una fuga dalla realtà quotidiana per stare bene. Nulla di così malvagio. Ma ancora meglio sarebbe giungere alla vera natura della meditazione, che fa parte della realtà, che può far “vedere” la realtà più pura, e che si può meditare in ogni momento. Forse ho divagato, e spero di aver capito ciò che intendevi nel tuo commento, altrimenti abbi pietà 🙂 Oggi sono una mezza cartuccia, giornata molto piena 🙂

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