HomeConscio e inconscioCos’è realmente l’ego? Finiamola di bastonarlo

Cos’è realmente l’ego? Finiamola di bastonarlo

Immagine Cos’è realmente l’ego? Finiamola di bastonarlo

Cos’è l’ego? Qual è il suo significato? Come viene visto dalla “spiritualità” di oggi? Quali sono le sue origini e i motivi della sua nascita? Proviamo a farci queste domande. Conosco veramente cos’è l’ego o anch’io vado ripetendo frasi per sentito dire? Perché esiste l’ego? In questo articolo cercherò di costruire un ragionamento logico per rispondere a queste domande.

Quanti insulti si è dovuto sorbire l’ego in questi ultimi decenni. Quanti rimproveri e quante umiliazioni ha dovuto patire dalle diverse correnti di pensiero della spiritualità moderna. Poveraccio, povero ego. Ma che ho fatto di male, potrebbe pensare. E se io ti dicessi che senza ego a quest’ora l’umanità sarebbe bella che morta, cosa mi risponderesti?

Cos’è l’ego in realtà?

Gli animali secondo te possiedono un ego? E quelli che vivono nella società umana, i classici addomesticati? No e si. Questo è il preludio di una tesi che riprenderò tra poco. Ora voglio dirigermi in un’altra direzione. Scopriamo prima cos’è l’ego. A dir la verità non c’è nulla di complicato. L’ego è ciò che crediamo di essere. La parte invisibile dell’essere umano è composta da due blocchi: il primo intrinseco e immutabile, ossia ciò che caratterizza un essere da un altro, il secondo generato dall’ambiente in cui si vive. Per comodità le possiamo chiamare in questo modo:

[ul style=”list”][li]parte innata (anima);[/li][li]parte creata.[/li][/ul]

Eccoci al punto. L’ego è una frazione della parte creata. La parte creata è tutto ciò che la nostra mente assorbe dal luogo in cui viviamo e che serve alla nostra sopravvivenza. È tutto ciò che impariamo dall’ambiente esterno, tutti quei mattoni che vanno ad ergere il muro della parte creata. Secoli addietro esistevano credenze diverse da oggi. Esistevano abilità ormai perdute, come la zappatura, la difesa dai briganti, l’intreccio di nodi ecc. Oggi invece è essenziale imparare a scrivere, leggere, saper usare il computer. Tutto ciò ha sempre il fine di permettere la sopravvivenza all’interno di un luogo e di un tempo specifico.

La natura dell'ego e il suo significato

Il significato dell’ego

Da questo punto di vista si giunge alla conoscenza della natura dell’ego. Esso è il riflesso della sovrastruttura che l’uomo ha creato: la civiltà. Essendo una frazione della parte creata, possiamo paragonare l’ego ad una sorta di meccanismo di difesa che il nostro organismo (spirito-psico-fisico) si è dovuto inventare per sopravvivere al meglio all’interno della società umana.

È facile scagliarsi contro l’ego. Ormai lo fanno tutti, soprattutto nel campo della spiritualità, o meglio: pseudo-spiritualità. Questo succede perché in realtà non si conosce il significato dell’ego e da dove origina. Come ho detto, senza di esso gli esseri umani di oggi sarebbero spacciati. Non riuscirebbero a sopportare la direzione abietta che la civiltà ha preso. Lo stile di vita della società, col trascorrere dei secoli, si è spostato in linee sempre più innaturali e inumane. Con l’avvento delle prime civiltà è nato l’ego, che è il normale riflesso del vivere assieme ad altri simili seguendo pratiche che si discostano dalla natura. Guarda ad esempio le gelosie e i comportamenti similmente umani che apprendono gli animali domestici. Questi comportamenti, nel luogo naturale d’origine, non vedrebbero la luce. Questa è una prova di ciò che anticipavo qualche minuto fa. L’animale che non cresce in cattività non sviluppa un ego perché segue il suo essere. Fa ciò che deve fare senza dar vita a comportamenti che contrastano col suo ambiente.

Il miraggio dei ritiri spirituali e delle varie pratiche annesse

Tutti noi all’interno di questa società siamo costretti a recitare. Se vogliamo mantenere una certa reputazione, contatti con gli altri e vita sociale in generale, se vogliamo sopravvivere all’interno del luogo moderno dobbiamo recitare. Questo significa dar da mangiare alla propria parte egoica, permettendogli di crescere. Se, con le nostre scelte, tenderemo ad affamare il nostro ego, questo diminuirà di conseguenza.

Il tranello delle teorie e dei ritiri “spirituali” attuali sono sempre dietro l’angolo, pronte ad azzannare i nostri taccuini, come coccodrilli famelici in cerca di profitto. Nell’usuale weekend alternativo e “spirituale” viene promessa la risoluzione di ogni problema attraverso l’estirpazione dell’ego. Molti di noi però non hanno ancora capito che questa nostra parte invisibile non è una cosa puramente negativa. Al contrario, ci permette di non impazzire in un contesto che di veramente umano ha ben poco.

Identificarsi nell’ego

L’errore dunque non sta nel possedere una struttura egoica più o meno ampia. L’errore vero e proprio è identificarsi in essa. Tutti noi, oggi, siamo costretti a recitare.

[quote author=”Andrea Di Lauro”]Acuto è colui che recita la parte in cui non si identifica. [/quote]

Se continuerai a servirti della tua maschera in maniera inconsapevole finirà per diventare il tuo vero volto. Identificare se stessi nel lavoro che si svolge, nella bravura, nel talento posseduto, nell’aspetto fisico che sfoggiamo nelle foto è la natura stessa dell’errore. Mostrare agli altri quanto siamo belli e bravi serve a farci sopportare uno stile di vita non conforme alla natura umana. Recitare è utile ma identificarsi nel personaggio porta all’ansia da prestazione, all’insoddisfazione.

Saziare l’ego è un’azione da non demonizzare, come fanno le odierne correnti di pensiero che si definiscono spirituali. Esse stesse tendono a far identificare le persone nei loro precetti. Ho notato spesso che le persone che volevano rifuggire dall’ego ricoprivano tutte lo stesso tipo di personaggio. Calmo, pacato, tranquillo, con una voce bassa, sussurrata, lenta e incredibilmente fastidiosa.

Non posso dire che tutti quelli che ho incontrato stessero recitando un personaggio, ma posso affermare con tranquillità che la maggior parte stessero recitando un ruolo in cui ormai si erano identificati. Cercavano di recitare il personaggio del bravo monaco ed erano completamente identificati nel loro credo spirituale.

Il Project Excape non è un progetto spirituale

Il Project Excape non si definisce un progetto spirituale. Non è incentrato sulla vita oltre l’uomo, ma sul ritorno di esso a vero essere umano. Per noi va benissimo nutrire l’aspetto egoico, facendo solo attenzione a non identificarci in esso. Questo significa aver compreso il significato dell’ego e la sua natura. Sappiamo di non essere nulla di più che comuni esseri umani come tutti gli altri. Questo, al contrario di quello che normalmente si potrebbe pensare, ci da stimoli positivi.

[thrive_lead_lock id=’7316′]Hidden Content[/thrive_lead_lock]

[quote author=”Andrea Di Lauro”]Dalla scoperta della propria insignificanza può derivare un comportamento timoroso, arrendevole, passivo; oppure sereno, felice, non curante e privo di inutile speranza.[/quote]

Pertanto fai attenzione ai ritiri spirituali che promettono la cancellazione dell’ego. È impossibile estirparlo, almeno fino a quando sarai costretto a una vita nella civiltà. In questo caso le scelte sono poche, ma è necessario portarle a galla per fare finalmente chiarezza. Se vuoi liberarti completamente dell’ego devi rinunciare alla vita come la conosci, lasciarti indietro tutto ciò che hai fatto e vivere come nelle ere primordiali. Se la cosa ti spaventa è molto probabile che quella non sia la tua strada. Da ciò puoi decidere di accettare l’ego come meccanismo di difesa o di dargli battaglia, pur essendo inconsapevolmente identificato in esso. Cos’è l’ego? Se lo conosciamo il miglior amico all’interno di un luogo inumano.

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7 commenti su “Cos’è realmente l’ego? Finiamola di bastonarlo”

  1. Sai che non ho trovato, nella mia ricerca degli ultimi anni, maestri spirituali che veramente demonizzino l’ego? Almeno non è quello il messaggio che mi è arrivato. Che sia necessario trascendere l’ego per recuperare la nostra essenza e il rapporto con il divino, questo sì, ma non con l’intento di eliminarlo. Può anche essere che recepiamo le stesse voci in modo diverso, avendo filtri personali diversi. 😉

    1. Andrea Di Lauro

      Il vero messaggio è questo che hai appena scritto, ma la massa, come spesso accade travisa i precetti dei (veri) maestri e bastona l’ego al posto di trascenderlo. Sono anni che leggo e sento le persone criticare l’ego solo perché hanno sentito qualcun altro farlo, e senza nemmeno soffermarsi dieci minuti a capire cos’è questo strano vocabolo.
      Ciò che ho fatto è semplicemente questo, anche se ci ho messo più di dieci minuti 🙂
      Comunque qualcuno c’è, ma chiaramente non ricordo chi 🙂 ma non li considero maestri spirituali; più che altro persone che cercano un guadagno facile.

      1. Quelli ci sono sempre, purtroppo. Magari alcuni sono anche in buona fede.
        La mia impressione è che, dopo tanto tempo in cui è stato messo l’accento sul trascendere la dimensione materiale della vita, siano ora in molti a parlare del viverla intensamente E tramite essa arrivare al resto. Questa tendenza mi piace molto. Finché continuiamo a negare una parte di noi stessi, non credo che possiamo andare molto in là. Comunque non considero incoerenze questi cambiamenti di atteggiamento. Secondo me i maestri spirituali (non i ciarlatani!) interpretano quella che è la necessità del periodo storico, accompagnandone l’evoluzione. La sostanza resta sempre la stessa. 🙂

        1. Andrea Di Lauro

          Chiaro, ogni pratica è correlata al periodo storico. Sarebbe stato anacronistico un consiglio “spirituale” che indicasse di vivere nella natura a una persona di 4000 anni fa, per esempio.
          Oggi, come dici, a me sembra logico vivere realmente la vita, dato che fin da bambini le regole del sistema cominciano a estirpare questa libertà prima di passare a “oltre la vita”. Cerco di far capire che prima di trascendere è necessario sperimentare e comprendere la vita, ed è ciò che nel concreto cerco di esperire. Questo è nato come voglia di miglioramento, ma anche come reazione dall’osservazione degli altri. In passato vedevo molte persone parlare di contenuti così divini, così angelici, cosi oltre l’uomo, così spirituali, per poi compiere le stesse azioni di ogni individuo comune d’oggi. Riconoscendo il loro errore in me, con umiltà ho voluto cominciare a creare un percorso, quello che dovrebbe venir prima delle pratiche spirituali che portano oltre la vita normale (che non è la vita che crediamo tutti noi).
          Ogni tanto penso che mi basterebbe un semplice disegno per riuscire a spiegare questa concetto in soli 20 secondi 🙂
          Comunque sto scrivendo questo più per chi leggerà il commento, non tanto per te (ho visto che hai compreso buona parte dei nostri messaggi).

          Scusa la lentezza nel rispondere ma in questo periodo torno a casa la sera.

  2. Molto chiaro ed interessante. Sono contento di vedere sempre più voci che discostano dalla New Age di qualche anno fa, ancora in voga di fatto. Certe tendenze “americane” non trovano un buon terreno in Italia, dove siamo comunque più terreni, nel buon senso del termine.

    1. Andrea Di Lauro

      Grazie di capire Luca. Vedrò di esserci al prossimo ciuco raduno 🙂
      Ho visto anche il video del mulino, mi sa che la metto come una delle prossime tappe dove farmi una bella suonata.

      1. Abbiamo la fortuna di vivere in territori dove ci sono spazi quasi selvaggi o comunque a bassa densità umana, che ci permettono di recuperare le energie sottratte da tanti meccanismi innaturali. A presto!

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