HomeStile di vitaCome vivere felici? Nella “X” di Project Excape la chiave del forziere

Come vivere felici? Nella “X” di Project Excape la chiave del forziere

Immagine Come vivere felici? Nella “X” di Project Excape la chiave del forziere

Oggi, finalmente, dopo quasi due anni dalla nascita del Project Excape, sveleremo il perché di questo nome… di questa X. Potrai conoscere cosa si cela dietro a questo simbolo e perché può essere la chiave di come vivere felici.

Cercare la felicità nell’evasione

A un essere vivente privato della libertà non rimane che compiere in maniera nevrotica le poche azioni disponibili. Così come il cane segregato in terrazza, lasciato spesso solo, latra ossessivo e continuo, l’uomo cerca di evadere dai mali della sua esistenza. Il problema, però, sta nel fatto che non attua questa evasione nel concreto, ma in un mondo astratto, illusorio. Parlo di un mondo surrogato a quello reale, quello che qualcuno chiama la Matrix.

Nell’ultimo secolo la civiltà umana si è scostata sempre più dall’habitat naturale per chiudersi in se stessa (come reagiamo quando un insetto entra dalla nostra finestra?). Questo, come è naturale che sia, ha trasformato l’uomo in un essere diverso. Quando un organismo non è in armonia con la propria natura compaiono una vasta moltitudine di sintomi utili a far capire la deviazione errata, per ritornare alla propria natura.

L’umanità in generale è però ben lungi dal conoscere un sapere paradossalmente così semplice. Vengono sbandierate una serie infinita di cause che non rappresentano per nulla la radice dell’insoddisfazione. E anche chi è a conoscenza di questo fatto, alla lunga viene costretto ad arrendersi dalle bordate della civiltà moderna. Non riesce a difendersi dalle granate industriali, dal modo di pensare e di agire di chi gli sta accanto, dallo stress di dover continuamente rincorrere il denaro per mantenere bisogni primari e secondari.

E allora, sia chi ne è a conoscenza, sia chi ignora questa causa, è costretto a compensare le sofferenze di una vita non conforme alle proprie caratteristiche evadendo platonicamente dalla realtà. Se non si è felici si ricerca questa felicità altrove, un’azione mendace perché in cuor nostro sappiamo essere solo un’esigua consolazione.

Come vivere felici nel secondo mondo

Come vivere felici nel secondo mondo

Il secondo mondo è quello in cui viviamo quando non siamo in contatto con la realtà vera. Ad esempio quando dormiamo in piedi o sogniamo con la fantasia. Se in questo primo esempio, però, l’evento fa parte della nostra natura, perché pensare e fantasticare è senza dubbio una peculiarità umana, esiste una “sfera” maggiore che compone il secondo mondo. Principalmente si tratta del web, ora più che mai.

Dall’inizio degli anni ottanta, con l’avvento dei videogiochi e la crescita del tempo trascorso davanti alla tv, la vita dell’uomo comincia a spostarsi in modo rilevante dalla realtà a questo secondo mondo. Le ore trascorse davanti alle serie, alla partita di calcio, al programma serale, al film al cinema, ai videogiochi vengono sottratte alla vita vera nel mondo vero. Scorrere il dito sullo smartphone, guardare un film, leggere un romanzo o fantasticare, sono azioni che richiedono tempo, e il tempo è qualcosa di ben definito e in perenne scadenza.

Quando le persone comuni pensano al come poter vivere felici, i loro ragionamenti vanno ai divertimenti, all’intrattenimento di qualsiasi tipo: comprare tutti i libri del mondo, viaggiare, visitare New York, Parigi, rifarsi il seno, comprarsi la barca. Tuttavia questo è un chiaro sintomo di infelicità. Chi sente il bisogno costante di doversi intrattenere non è felice, e tutti i suoi gingilli non possono donargli la vera felicità.

Un soprammobile Wi-Fi

L’uomo è destinato a diventare un soprammobile Wi-Fi, un organismo “Ikea” perennemente collegato. L’umanità è destinata a trasmigrare nel secondo mondo, surrogato del mondo reale. Bambini delle elementari in gita sui monti, chiedono alle maestre dove sono le mucche viola. Una donna si mette piangere perché un ragno le cammina sulla spalla. Un ragazzo che guarda il cielo mi domanda se è normale questo blu così acceso…
No, non sono barzellette o aneddoti per creare effetto, ma fatti realmente accaduti.

Molte delle mansioni lavorative si sono spostate dal mondo reale all’informatica. Acquistiamo sulla rete, ci divertiamo sul web con i giochetti, i social, Youtube e le serie TV, interagiamo con gli altri tramite una tastiera e uno schermo, andiamo in cerca di informazioni, di passatempi. Cerchiamo addirittura di trovare le risposte più importanti sull’universo e sull’uomo in questo mondo illusorio, senza dimenticarci che le domande esistenziali possono essere soddisfatte solo dall’intuizione che giunge da un sincero contatto con la realtà.

Come si può pensare di vivere felici dissociandosi dalla realtà? Sì, lo riconosco, forse fa meno male, il mondo fa schifo ed è meglio scappare nel secondo mondo, vero? Assolutamente no, perché questo mondo farà sempre parte della realtà, e i nostri sensi, la nostra mente, il nostro animo non smetterà mai di dirci che qualcosa non quadra, che in fondo non siamo felici.

Come vivere felici nella meta

E allora che fare, accettare una realtà che non ci piace, non conforme all’uomo? Nemmeno questa è la strada. L’evasione, scappare da qualcosa di infausto è la strada giusta, e non lo considero un atto codardo, ma intelligente. Ma parlo di un’evasione pratica, fatta di atti pratici, non di un sogno a occhi aperti. Parlo di un’evasione dove è presente una meta vera, non di un’evasione che abbia lo scopo di cura temporanea. Che senso ha curarsi se poi ci atteggiamo nuovamente da malati in un mondo malato? Vogliamo forse passare tutta la vita ad ammalarci e a curarci?

Non mi riferisco al leggere libri di mondi fantasy perché quello vero non ci piace. Mi riferisco alla necessità di crearsi un proprio piccolo mondo, una sfera che, però, sia a stretto contatto con la realtà vera.

Il doppio significato della X

Ed ora veniamo al significato che si cela dietro alla X di Project Excape. Fai attenzione, perché quanto è stato detto fino adesso non era un inutile riempitivo.Excape non è escape. Può sembrare un’associazione esatta, e in parte lo è, ma il significato è diverso. Excape prende origine da escape, che significa evasione. Fuga da un modo di vivere che non si confà all’essere umano e alla sua felicità. In molti post ho parlato delle ragioni di questa mia affermazione. C’è dunque un motivo preciso della sostituzione di quella S con la X.

Come ho scritto poco fa, escape significa fuga, ma non quella classica, quella fine a se stessa. La X di Excape simboleggia l’evasione verso una meta ben determinata, che non è l’illusione, ma il suo contrario: come capire il mondo e vivere felici. Perché la felicità è maestra, e capire la realtà accresce la felicità.

La X è il simbolo che si usava sulle mappe per segnare la meta da raggiungere o il tesoro da scoprire, ma in questo caso la questione diverge. Questa meta, se raggiunta veramente, rivela la sua vera natura di non meta. Si tratta di un ritorno al proprio essere, da cui può aver inizio la vera vita destinata all’uomo. Questo è il primo motivo del perché abbiamo voluto inserire la X in Excape. Se non lo hai ancora capito, la destinazione non finale, ma bensì iniziale, è la vera felicità.

Radici forti per frutti dolci

Il secondo motivo, più celato alla vista, si trova scavando nella terra. Il primo motto di questo progetto di vita dice tutto, ricordi?

Prima di chiedere aiuto al Cielo impara a stare sulla Terra.

Logo Project Excape

Guarda l’immagine, nulla è fatto a caso. La X può rappresentare una pianta, un albero nello specifico. Noterai che è stata aggiunta una sorta di divisione tra la parte sotto e quella sopra della X. Questa divisione rappresenta la terra, colei che divide la radice dal fusto, rami, chioma. Le due aste sottostanti sono le radici, quelle sopra la terra i rami. Radici e rami della meta che ora ben conosciamo.

La X simboleggia l’importanza della radice a cui spesso non si bada, perché incavata nella terra, al contrario delle foglie colorate che risaltano alla vista. Questa metafora può essere trasposta in ogni ambito della vita, e noi ne abbiamo tratto proprio uno stile di vita. Un metodo che parte da principi precisi e che si dirama in azioni quotidiane. Radici forti per frutti dolci.

Cos’è la radice, cos’è il frutto?

Come ho detto, la radice è lo stile di vita, pensieri e azioni quotidiane, i frutti invece, sono gli effetti generati. Questi effetti riguardano i risultati di ogni tipo e in ogni ambito: lo stato d’animo, di vitalità percepita. Lo stato di salute, la produttività e i conseguenti obiettivi che si desidera raggiungere. Così come la semplice concretizzazione dei propri desideri, quelli che si ritengono più utopici.

La radice è forte e fa il suo lavoro, si forma per alimentare l’albero che, sempre nel modo più semplice possibile, genera i frutti. Ciò che la maggior parte delle persone ritiene fuori dalla propria portata, sogni irrealizzabili che relega a vane speranze, sono esperienze facili e normali per ciò che io considero un vero uomo. Ma l’uomo ibrido di oggi ha bisogno di tornare ad una vita connessa col suo habitat, ha bisogno di tornare alla terra, se vuole tornare ad essere umano. La strada per il vivere felici è quella del post-umano che torna all’origine, non quella transumanista.

Se non si è ancora capito, l’unione di questo sotto e di questo sopra, le due parti della X, possono dare avvio a una vita felice e capire finalmente come vivere felici. La meta da cui ha origine l’inizio della vera vita.

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