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Come superare un lutto? Goditelo fino in fondo

Immagine Come superare un lutto? Goditelo fino in fondo

Argomento delicato, la morte e il lutto. È quello che forse riesce a scuotere le zone più nascoste di noi stessi. La prima informazione che mi sento di scrivere, a te che leggi, è questa: se (come dice il titolo) vuoi sapere come superare un lutto, allora il post non fa per te. Se invece vuoi conoscere come vivere pienamente l’esperienza del lutto allora potrei (e ribadisco potrei) esserti d’aiuto.

Vivere VS affrontare

Perché questo breve preambolo? Secondo il nostro modo di intendere la vita, le esperienze non vanno combattute, non vanno rifiutate, non vanno superate. Vanno vissute. Che siano esse definite negative, come lo può essere un lutto, o positive.

La nostra mente è stata standardizzata. Ci dicono che le cose vanno affrontate di petto, che non possiamo arrenderci, ritirarci, che dobbiamo rialzarci. Perdere sì, ma mai arrendersi. Questi comandamenti però trasformano la nostra vita in una battaglia perenne, che rende le situazioni gioiose meno felici, e quelle definite sgradevoli ancor più croniche. Se quindi vuoi sapere come superare un lutto serenamente, e perciò come combattere contro quella esperienza, allora puoi passare direttamente ad un altro articolo. Il nostro progetto, per te, non ha soluzione.

Siamo venuti al mondo per vivere pienamente e assaporare qualunque esperienza. Combatterle e rifiutarle ne snatura l’essenza. Le rende sempre più fastidiose di ciò che realmente sono. Questo può dispiegarsi in ogni situazione. Quando mangiamo un gelato, quando ci punge una zanzara o, in questo caso, quando una persona cara lascia questo mondo.

Due facce della stessa medaglia

Le reazioni dopo un lutto divergono da individuo a individuo In base alle esperienze vissute, alle credenze, al carattere e, in generale, al modo che hanno di interpretare la vita. C’è chi piange e si dispera, il mondo gli è caduto addosso e non gli importa più di nulla. C’è chi si sente stralunato, stranito, anestetizzato. C’è chi prova un momentaneo stato di calma, o di normalità, per poi ritrovarsi in seguito alle prese con attacchi di panico ecc.

La maggior parte delle persone rispecchiano il primo caso, eppure la morte è vita e la vita è morte. Queste ultime parole non sono effetto di qualche bizzarro scritto di stampo New Age. È ciò che io credo. La cultura degli ultimi decenni, o forse degli ultimi secoli, ha allontanato il concetto, il pensiero e il rapportarsi alla morte. È una cosa che da noi deve stare alla larga, relegata nei meandri più reconditi della coscienza.

Ci viene sempre insegnato a rifiutare la morte, a percepirla così irreale e distante. In questo modo, però, non riusciamo a viverci realmente neanche un attimo di vita.

Il senso della vita, è la vita. La fine della vita, è la fine (Corrado Guzzanti).

Vita e morte - Come superare un lutto

Vita e morte

Vita e morte sono due facce della stessa medaglia più di quanto generalmente pensiamo. Per cominciare ad accettare il trapasso delle persone a cui siamo affezionati dobbiamo cominciare a sperimentare il concetto del nostro trapasso. Questo lo si può fare vivendo più intensamente. Andare oltre a quell’ignaro stato febbricitante di veglia che continuano a chiamare vita. Quando si comprende il concetto della fugacità della vita si inizia ad assaporare maggiormente ogni istante. Questo, attenzione, non deve avvenire come reazione alla paura di andarsene per sempre. Anzi. Più si vive realmente e intensamente, più il concetto di trapasso viene accettato. Stessa cosa vale al contrario. Più la morte viene percepita come un fatto normale più la vita diviene vera. Una persona che ha vissuto non ha paura di morire. Quella che invece è colma di rimpianti e sa di aver sprecato l’esistenza in scopi futili prova un timore incontrollabile.

La paura di morire si insidia nell’animo di chi ancora non ha iniziato a vivere.

Il processo deve trasformarsi in un piacevole allenamento, perché nessuno ci ha mai allenati a questo. Vivere il concetto del proprio lutto ci consente di riuscire a vivere quello di chi ci sta accanto. Nessuno è esente da questo tipo di esperienza. Si può decidere di viverla oppure di combatterla per tentare di superarla.

Allenarsi alla morte, trascendendo i ricordi, trascendendo ciò che si pensa di sapere della propria vita.

Perdersi nell’ignoto. Perdersi nella paura dell’ignoto, nel timore di non esserci più, perdersi completamente per rasserenare mente e spirito.

Come superare un lutto? Goditelo fino in fondo

Perché piangi?

Succede però che, anche quando pensiamo di essere centrati sul come superare un lutto, giungono esperienze e reazioni non ordinarie e quindi difficili da gestire. Può essere magari che siamo a conoscenza della probabile dipartita di un nostro amico o parente stretto. Sappiamo ormai da mesi che quella persona se ne sta andando, ci siamo preparati, in qualche modo rassegnati. Lo abbiamo accettato, eppure succede qualcosa di inaspettato. La triste notizia arriva. Eravamo consci che il momento sarebbe arrivato, ci credevamo pronti, ma un indefinibile gelo ci entra dentro, scuote ogni cosa. Afferra una parte di noi e se ne va poco dopo per lasciarci in ginocchio, mentre versiamo lacrime al terreno. È una reazione quasi automatica, come una sorta di sfogo liberatorio, anche se non credo si tratti proprio di questo.

Sappiamo già che la persona cara sta per morire e, in certi casi, dopo averne visto le sofferenze, perfino lo desideriamo. Per il suo bene, pensiamo, per la sua pace. Ma questo sembra non bastare. Quando arriva la notizia le lacrime sgorgano prepotenti e ci sentiamo svuotati. Perché? Perché piangiamo?

Secondo me non piangiamo perché la persona è trapassata ma perché abbiamo perso una parte di noi stessi. Questo distacco provoca la reazione automatica citata. Quella parte che viveva nell’essere a cui eravamo affezionati ora non c’è più. Ci hanno menomato a livello spirituale, ci hanno tagliato un arto invisibile, e cominciamo a “sanguinare” dagli occhi. Dov’è finita quell’intima parte che era depositata in te, di quando giocavamo insieme, di quando io scappavo e tu mi rincorrevi? Tu non ci sei più, quella mia parte non c’è più, io non sono più io.

Come superare un lutto? L’atto più sincero

Questo tipo di esperienze sono da tenersele strette come l’oro. L’evoluzione di ciò che siamo è anche questo. Se sappiamo viverle, allora possiamo trasformarci nella creatura che il mondo vuole da noi. Quegli istanti probabilmente potranno essere i momenti più sinceri di tutta la vita. Per questo è da stupidi sprecarli, cercare di scappare o di combatterli. Per questo chiedersi come superare un lutto è sbagliato. Non c’è niente da superare, ma da vivere.

Cosa può rendere un uomo così meramente sincero se non un vivo confronto con la morte? Per concludere, se ancora pensi a come superare un lutto serenamente ti esorto a rileggere queste righe. Non esiste superare serenamente. Non può esserci serenità nel cercare di valicare un ostacolo, un’esperienza, ma la si può trovare quando viviamo l’ostacolo. Quando vivi e assapori ogni cosa c’è serenità, qualunque sia il frangente.

Vivere è morire ogni secondo.

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