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Come superare la tristezza e trasformarti nell’essere più felice al mondo

Immagine Come superare la tristezza e trasformarti nell'essere più felice al mondo

Questo articolo farà da guida a molti dei nostri futuri articoli. Rimanderemo spesso a questa pagina per far comprendere uno dei più importanti atteggiamenti di una vita più vera. L’esempio della tristezza e del come superare la tristezza fa proprio al caso nostro. Ciò che leggerai è incentrato sulla tristezza, ma potrà essere applicato in molti altri ambiti.

Supero dunque rifiuto

La questione non è di certo nuova al Project Excape, ma non posso certo chiedere al lettore di conoscere tutte le argomentazioni trattate nei numerosi articoli del nostro blog. Abbiamo toccato l’argomento negli articoli Come superare la timidezza? Recita la parte del timido e Come superare un lutto? Goditelo fino in fondo. Se desideri approfondire non devi far altro che leggere.

Prendiamo ora in causa un sentimento come la tristezza. Sappiamo tutti che superare è il verbo più utilizzato assieme a risolvere quando si parla di problemi. Ci troviamo di fronte già a due pericolosissimi modi di pensare che deviano il normale volgersi di un’esistenza infelice. Mi riferisco in primis all’intendere il problema come un evento problematico. Senza ripetermi, magari dopo aver finito questo articolo, puoi capire cosa intendo leggendo Non riesco ad essere felice, esiste un modo per risolvere i miei problemi?

In seguito troviamo il pernicioso condizionamento del superare. Ascolta: quando si presenta un ostacolo nella tua vita, qual è la risposta più usuale? Cercare di superarlo, non è vero? Qualcuno che si crede più furbo dirà: cercare di aggirarlo. Che sia uno o l’altro, prima della volontà di superare il problema avviene qualcosa di molto importante.

Quando individui un problema che sbarra il tuo cammino, un ostacolo fastidioso, in qualche modo cominci a generare dei sentimenti di rifiuto verso di esso. Dopo il rifiuto viene la lotta, il combattere per vincere lo scontro e superarlo. Il rifiuto però è una delle prime cause di infelicità, senza tralasciare il fatto che le problematiche non vedono mai una fine nella vita dell’uomo, specialmente in quello che continuamente se le cerca.

La domanda giusta non è come superare la tristezza

Per ritornare al tema specifico della tristezza, la vera domanda non dovrebbe essere come superare la tristezza. Una domanda che coinvolge un cambiamento di paradigma, di pensiero, di azione, dovrebbe essere: come vivere la tristezza? Questo balzo inaspettato cambia tutto.

Fino a quando vedrai la tristezza come qualcosa di esterno, che ti sta dinnanzi e che non ti permette un quieto vivere, sarai triste. E la tristezza provocherà sofferenza, odio, pessimismo e di nuovo tristezza… Fino a quando la tristezza (o un problema in generale) sarà percepita come un ostacolo da superare, l’azione (del superare) sarà lubrificata dall’odio, dallo sforzo, dalla sofferenza. Questo significa intendere il problema problematicamente. Questo significa intendere la tristezza come un problema da superare, da vincere.

Posso superare me stesso?

Come vivere allora la tristezza? Ripeto, fai attenzione, non leggere velocemente, scolpisci queste parole nella tua mente. Non come superare la tristezza ma come posso viverla. La soluzione è che non c’è soluzione. La tristezza non è un ostacolo che ti si para davanti per farti star male, la tristezza sei tu, fa parte di te. Quando capisci questo puoi incorporare nuovamente dentro di te il problema. Perché non è un problema, sei tu.

Vedi, se intendi il problema esterno a te, ci sarà lotta tra te e il problema. Se invece lo incorpori, lo porti dentro per accorgerti che il problema sei tu e viceversa, non ci sarà nessuna battaglia. Non c’è nulla da superare. Un ostacolo lo puoi superare ma non puoi superare te stesso, così come la lama non può tagliare se stessa e l’occhio vedere se stesso.

Perdere l’idea che si ha della tristezza

Perdere l’idea che si ha del problema e in questo caso della tristezza, riesce a farci vivere la situazione “triste”. Perdere se stessi e divenire tutt’uno col problema, liberarsi dalla volontà di sconfiggerlo, perché è lui che ci guida al cambiamento necessario.

In ogni evento possiamo decidere tra molti aspetti diversi: lo possiamo ritenere un evento privo di importanza, oppure utile alla propria evoluzione. Così possiamo scavare ed accorgerci dell’opportunità nascosta nell’evento definito triste o doloroso.

Impara a non pensare come ti hanno insegnato a pensare.

Come superare la tristezza - Sii acqua

Sii acqua amico mio

Facendomi aiutare da alcune immagini mentali, voglio suggerirti di essere come l’acqua. Trasforma il tuo intero essere in un essere liquido muta-forma. L’obsoleta domanda come superare la tristezza non ha senso quando sei acqua. L’acqua non combatte, prende la forma del problema e lo scioglie al suo interno.

Se qualcuno ti insulta e ti provoca, sii acqua. Prendi la sua forma, comprendi che la sua rabbia deriva dalla sua sofferenza, la conosci perché non ti è estranea, non sta attaccando te, tu sei solo un mezzo per sfogare la sua insoddisfazione. Se capisci questo, scivoli come acqua tra gli insulti e con poche parole riuscirai a calmare il tuo interlocutore, perché non avrà incontrato un muro su cui sfogarsi, un ostacolo da superare, ma acqua muta-forma.

Se la persona che ami ha deciso di troncare il rapporto, prendi la sua forma, o vai ancor più in profondità, come l’acqua che scorre anche tra gli interstizi più sottili. Prendi la forma del vostro rapporto e guarda i suoi lineamenti. Qual è la forma del vostro rapporto, a cosa assomiglia, che immagina emerge? Su cosa si basava quella relazione? Lascia che il dolore ti infilzi, fino a quando sta fuori, ma prendi la sua forma e tu stesso sarai il dolore, e capirai il perché, e non potrai più sentire dolore, avrai la sua forma.

Andai da solo a navigare su una giunca. In mare ripensai a tutti gli allenamenti che avevo fatto, mi infuriai con me stesso e sferrai un pugno nell’acqua! Proprio allora – in quell’istante – ebbi un’intuizione: non era forse l’acqua l’essenza stessa del Kung fu? Non mi aveva forse quest’acqua appena mostrato il principio del Kung fu? L’avevo colpita con tutta la mia forza, ma non si era fatta niente. L’avevo colpita di nuovo con forza, ma non si era minimamente ferita! Avevo provato ad afferrarla, ma era stato impossibile. Quest’acqua, la sostanza più arrendevole del mondo, che può essere contenuta nel vaso più piccolo, era debole solo in apparenza. In realtà, era in grado di penetrare la materia più dura al mondo. Era così! Volevo diventare anch’io come l’acqua (Bruce Lee – Il Tao del Dragone).

L’esperienza del fatto negativo

Il problema, nello specifico la tristezza, viene percepito negativamente, quindi deve essere superato e lasciata alle spalle. Ma come ho detto finora, non riesci a “lasciartelo alle spalle” fino a quando non lo incorpori in te stesso. Fino a quando continuerai a cercare di superare la tristezza sarai triste per tutta la vita. Non sto dicendo che bisogna illudersi che la tristezza sia un’esperienza bella e che bisogna andare avanti col sorriso sempre e comunque. No, no, no. Tutt’altro. Sto dicendo che devi permetterti di essere triste, devi scioglierti all’interno di quella tristezza, devi viverla e assaporarla, per quanto amara, fino all’ultima goccia. Si tratta di vivere, non di superare, non di rifiutare le esperienze della vita.

Articolo consigliato: Il significato dell’atarassia: realizza i desideri ma non la felicità.

Sembra facile a dirlo ma come si fa?

Il tutto comincia da un sincero stato di felicità. Se provi gioia per la sola consapevolezza di esistere (la Radice della vera felicità) allora riuscirai ad essere felice per la tua tristezza. Quando l’energia gonfia le tue vele e sei felice, i frangenti della vita non sono più “cose da superare”, ma esperienze da vivere. Capisci perché la domanda come superare la tristezza non ha alcun senso?

Ma non è forse un sotterfugio per trasformare a parole ciò che nella realtà ci fa star male? Ancora una volta: no. Non si tratta di questo. Non è che a me piace avere problemi, a me piace vivere il problema. Sono emozionato per l’opportunità di poterlo conoscere e di scoprire cosa può nascondere. Mi sono poi accorto, tramite l’esperienza, di come questo atteggiamento riesca a far diminuire sempre più le situazioni problematiche.

Questo succede in parte perché non vengono più definite problematiche. Si potrebbe infatti dire che si dileguano del tutto. Ma avviene proprio nel concreto un diradamento dei fastidi, dei dolori e dei grattacapi in generale. Non si tratta di illusione, questo è quello che ho riscontrato. In sostanza, più ti crogioli e combatti e cerchi di superare i problemi, più sarai sommerso da essi. Al contrario, più godi dei problemi e della possibilità che hai di farne esperienza meno si presentano.

Prima lottavo contro il mondo cercando di essere forte e di conseguenza mi sentivo forte. Ora so di non essere né forte né debole; ora so di essere, pertanto vivo.

Se solo andassimo oltre lo scalino della normalità, oltre il filtro con cui concepiamo le cose, la vita… Oltre l’incantesimo della nostra cultura, allora potremmo ottenere tutto quello che stiamo cercando. Felicità, libertà, amore vero, verità, pace… Come superare la tristezza? Non c’è nulla da superare, si tratta di vivere.

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4 commenti su “Come superare la tristezza e trasformarti nell’essere più felice al mondo”

  1. La maggior parte della sofferenza, sia nel dolore fisico che in quello psicologico/spirituale, viene davvero dalla nostra resistenza alla sofferenza stessa. Credo che abbiamo interiorizzato un modello di vita per cui la norma è stare sempre bene, essere sempre in forma. Questo non può essere, perché l’uomo non funziona così. Persino le stagioni ci influenzano, perché siamo parte integrante della natura. Ma se pensiamo che tutto deve andare bene, ogni sensazione negativa diventa una pericolosa anomalia, e non riusciamo a fare altro che scrollarcela di dosso, senza nemmeno tentare di comprenderne le cause, ed eventualmente accettare la situazione, se non ci è possibile apportare dei correttivi.

    1. Prima soffri e stai male. Quando ti accorgi della tua sofferenza, soffri ancora ma, cavoli… come te la godi.
      (Ecco, ora verrò preso per un masochista. Mai che riesca a chiudere quella bocca) 🙂

  2. Io… penso di non aver mai letto degli articoli così belli.
    Sarebbe inutile commentare con mie opinioni, si rispecchiano completamente con ciò che hai scritto.
    Amo sognare e adesso sto volando

    1. Ciao Maddalena ti rispondo in ritardo e ti do il benvenuto nel blog. Grazie del tuo sostegno. Ultimamente scrivo poco ma non mi sono fermato. Alla prossima.

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