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Come essere felici e sereni tra azione e accettazione

Immagine Come essere felici e sereni tra azione e accettazione

Come essere felici e sereni? Lo so che lo vuoi. Vuoi essere felice, vuoi essere sereno, ma ogni giorno c’è un pretesto per innervosirsi, maledire il fato, bestemmiare tutti i santi e le madonne. Esiste però un atteggiamento congruo a ogni situazione.

Come essere felici e sereni mentre il mignolo del piede prende il comodino

Tuo figlio non ne vuol sapere di fare i compiti, è sempre incollato a quello stupido videogioco. Tua moglie non fa altro che guardare serie televisive a stampo sentimentale, non ti calcola, preferisce i libri del figo immaginario alla tua compagnia. Tuo nonno perde la dentiera mentre ti sta sgridando, e questa finisce sul castello di carte che stai millimetricalmente innalzando da due ore. Al mignolo del tuo piede piace frantumarsi di tanto in tanto sullo spigolo del comodino.

Cosa si dovrebbe fare in questi casi? Cercare di essere felici e sereni, forzarci ad esserlo, accettare il trauma, oppure nominare tutti gli Dei dell’olimpo invano? E aggiungo: prendere il PC e farlo volare dalla finestra, deformarsi le nocche sul muro appena verniciato o sconquassare quel mona di tuo figlio fino a quando non gli si riallineano quei quattro neuroni che ha in testa? Eppure questa domanda (come essere felici e sereni) non ce la poniamo mai in quei fastidiosi momenti. La nostra mente si increspa e si riduce in centinaia di frammenti, come la finestra frantumata dal sasso dispettoso.

Lotta infinita - Come essere felici e sereni

Una lotta infinita

Nella vita di oggi le persone sono convinte di avere due scelte: arrendersi al volere di chi sta più in alto di loro o combattere. Ognuna di queste due scelte è errata. Potrai dire che combattere è sempre meglio che arrendersi, tuttavia nessuno vince contro la vita, e in particolare contro lo stile di vita attuale. Anche chi avrà passato la vita a combattere si inginocchierà sconfitto in pochi decenni, dopo essersi consumato del tutto. C’è poi da dire che anche chi decide di arrendersi (consapevolmente o no) in qualche modo combatte. Perché è inutile, hanno inserito questo modo di intendere la vita in ogni cosa. In ogni forma di intrattenimento, di studio, discorso ecc.

Nella vita moderna l’atto di volontà richiede sempre uno sforzo, un lottare contro se stessi o contro un elemento esterno.

Il lavoro che non ti piace si traduce in un lottare contro te stesso, contro i colleghi e il capo. La tua relazione noiosa è una lotta sottile contro il compagno o la compagna. La stessa noia viene combattuta cercando di adoperarsi in qualunque cosa riesca ad intrattenere, a distrarre.

Il freddo va combattuto, il caldo sconfitto a suon di ghiaccioli. La malattia va combattuta, non compresa per capire il messaggio che ci porta (come dovrebbe essere). Lottare contro la stanchezza, lottare per alzarsi dal letto la mattina, reprimere il desiderio di strafogarsi con l’intero pacco di biscotti o duellare col proprio senso di colpa per averne ingurgitati troppi.

E allora? Cosa dobbiamo fare, arrenderci? Arrenderci alle dipendenze in maniera sconsiderata e palese? Lasciarci andare, drogarsi, alcolizzarsi, fregarsene di tutto, di noi stessi, della salute, degli altri, dei soldi, del lavoro, della propria felicità? O, per rimanere un poco più a galla, arrenderci a un’esistenza vuota e priva di uno scopo? Rassegnarsi a giornate di lavoro tediante, serie tv, cinema e pizza, per poi ripetere questo schema ogni settimana?
Come si fa ad essere felici e sereni se né combattere né arrendersi rendono la felicità e la serenità? (Che sono facce della stessa medaglia).

Il vero guerriero è colui che sa evitare il combattimento, specialmente quando l’avversario è la vita. Sa quando dar battaglia e contro chi. Sa che evitando scontri inutili avrà l’energia per combattere i rari scontri inevitabili.

Accettazione passiva o azione repulsiva?

Dopo ciò che ho detto, potrebbe sembrare che le mie parole vogliano guidare verso una sorta di accettazione, piuttosto che un attrito che sfocia nello scontro. Non proprio una resa come l’ho spiegata prima, non una capitolazione per effetto della vita moderna. Questo è ciò che viene prodigato dalle correnti spirituali più o meno serie: l’accettazione senza lotta, senza attaccamento. Qui però si rischia di passare dall’altra sponda.

Ricordi l’articolo di alcuni mesi fa: Cos’è la verità assoluta? La saggezza dell’acqua Ricordi il messaggio di fondo? La verità non sosta mai sulle sponde del fiume ma naviga liberamente al suo interno.

Ecco, l’accettazione assoluta può essere la risposta alla vita, per una vita felice, ma un fraintendimento è sempre dietro l’angolo delle mentalità moderne. Attenzione, perché l’accettazione non deve essere confusa col passivismo, o perdersi nel paradosso di un “atteggiamento troppo passivo”. Combattere è inutile ma anche accettare ogni cosa ci capiti senza muovere un dito è da fessi. La vera natura dell’accettazione non è far finta che ogni cosa ci piaccia, ma assaporare ogni cosa sospinti dalla consapevolezza di essere vivi in questo momento. Accettare sinceramente è assaporare, non forzare un falso accoglimento di fattori che non rientrano nella natura umana.

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Chiudi il cerchio e potrai avere la felicità

Dopo ciò che è stato detto voglio che tu osservi questo grafico. Prenditi il tempo necessario.

Come essere felici e sereni - Grafico 1

Alla base di un’esistenza felice c’è l’azione vestita dall’accettazione, o viceversa, se preferisci. Azione non come mania di controllo, lontana dall’azione che vuole affrontare o contrastare un qualsiasi tipo di elemento o situazione. Accettazione non come semplice resa, debolezza e amorfismo, ma un’accettazione della propria esistenza, che comprende il desiderio di cambiare le cose quando non rispecchiano la natura umana (se il sistema ci ha peggiorato cercare dei miglioramenti, non contrastare l’accettazione).

Se si uniscono questi due estremi, che estremi non sono, si ottiene una delle chiavi della felicità. Ecco come essere felici e sereni nella vita, uno dei grandi punti fondamentali.

Come essere felici e sereni - Grafico 2

Questi due atteggiamenti però non si realizzano con la semplice lettura di un articolo sulla rete. Queste parole posso essere la scintilla, ma come puoi vedere nel primo grafico è necessario un certo tipo di combustibile.

Per quanto riguarda l’azione, il combustibile è lo stato d’animo, che a sua volta viene alimentato dall’energia vitale. Ed è risaputo: uno stato d’animo gioioso genera azioni senza attriti e forzature, mentre uno stato d’animo triste rende passivi. Abbiamo parlato molto di stato d’animo ed energia vitale, perché in fin dei conti si tratta delle fondamenta del progetto. Se l’hai letta sai che stiamo parlando della nostra serie Radice.

Il combustibile dell’accettazione invece è più sottile da spiegare. In sostanza parliamo di atteggiamento mentale in generale. Le credenze su se stessi, sulla vita, sul mondo e l’universo intero. Abbiamo partorito alcuni post che riguardano questi argomenti e in futuro andremo più nel particolare.

L’accettazione attiva

Tornando al grafico, puoi vedere che una carenza di energia vitale preclude l’azione e porta ad un comportamento passivo. Dall’altra parte, una mancanza di conoscenza e una carenza del giusto atteggiamento mentale (accettare e assaporare qualunque frangente), porta alla lotta, al combattere, al cercare di avere ogni cosa sotto controllo, e dunque allo stress.

Ricapitolando, l’azione attiva si completa nell’assaporare ogni evento che capita o che facciamo capitare. L’accettazione passiva si completa nel cambiare, nell’agire, nell’andare verso quello che ci piace per allontanarci da quello che ci da dolore. Il cerchio si chiude in una sorta di accettazione attiva.

Colui che è capace di accettare ogni tipo di condizione è più forte (in senso passivo) di chi cerca, vuole o desidera, anche se presumibilmente è debole nell’azione concreta. Colui che vuole o desidera è più forte (in senso attivo) di chi accoglie e si adatta ad ogni cosa senza remora, ma probabilmente pecca in adattamento e in accettazione. Unisci dunque l’attivo al passivo, congiungi l’accettare all’agire.

Ecco secondo noi come essere felici e sereni. Se hai domande non esitare, ci puoi trovare anche su Facebook.

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