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Come essere felici da soli, anche se siamo animali sociali

Immagine Come essere felici da soli, anche se siamo animali sociali

L’uomo è un animale sociale. La natura dell’essere umano è la socialità, stare in gruppo, condividere le esperienze, i pensieri, i beni materiali. Non a caso la comunicazione nella nostra specie ha sviluppato un linguaggio così complesso come quello verbale. A discapito di questa consapevolezza e come figlia di alcune passate correnti di pensiero, in questi ultimi anni sta prendendo piede un diverso modo di intendere la vita. Il tutto si può riassumere in una semplice domanda: come essere felici da soli? O, meglio: si può essere felici da soli?

Come essere felici da soli?

La risposta sembra essere positiva. Molte persone affermano e danno man forte a questa tesi. La felicità si raggiunge in autonomia. Ti ritrovi un po’ in queste parole? Ormai si sentono spesso, vero? Dal mio punto di vista, mi ritrovo spesso ad osservare che, come sovente avviene, le parole delineano una tesi e i fatti ne dimostrano un’altra. Nella teoria, sempre più individui credono che si possa vivere una vita felice anche in solitaria. Non è necessaria la vita sociale, o nello specifico, la vita di coppia, il matrimonio… Nella pratica, però, tutti cercano (segretamente) la salvezza della propria vita nel principe azzurro o nella bella principessa. È per questo che domande del tipo come essere felici da soli? vengono ricercate sempre più frequentemente nella rete.

Solitudine come propria formazione

Facciamo chiarezza. Abbiamo visto che la natura dell’uomo consiste nel condividere la vita assieme ai suoi simili, e come saprai, se hai letto i nostri articoli precedenti, più ci si allontana dalla propria natura più la felicità viene meno. Per logica, allora, la strada dell’essere felici da soli non sembra sposarsi con una vita felice.

A mio avviso è però necessario, nella vita di ognuno, un periodo più o meno duraturo di solitudine, intesa come tempo in cui star soli con se stessi. Nel corso della mia esperienza ho osservato moltissime persone incapaci di stare sole. Sono persone che non lo sono mai state, sole con se stesse. Questa categoria emana una grandissima paura della solitudine, e quando la vita le porta ad essere sole, si presenta una grande sofferenza. Soffrono perché hanno sempre proiettato loro stesse in ciò che avevano dinnanzi, sempre verso qualcun altro. Si sono sempre identificate nella relazione col prossimo e, sostanzialmente, non conoscono quasi nulla di loro stesse.

Scendere nei propri meandri può far paura. Spesso la persona non capisce nemmeno l’essenzialità di questo lavoro introspettivo. Quando è solo avverte soltanto un doloroso vuoto. Non capisce l’importanza del parlare con se stesso, del comunicare con le proprie emozioni, del cercare di comprenderle, di viverle. E ancora, di capire i propri processi di pensiero, perché hanno origine, da dove, se da sé o da manipolazioni esterne. Non conosce nulla della sua persona totale, qual è veramente la sua personalità, le sue inclinazioni, che siano fisiche, mentali o spirituali. Chi non conosce se stesso non conosce nemmeno la realtà, crede di conoscerla per ciò che gli altri gli hanno raccontato.

Come essere felici da soli

Quando si può essere felici da soli?

Ma è quando siamo soli che possiamo smettere di proiettare la nostra immagine negli altri, per entrare in contatto con noi stessi. Abbiamo il tempo per farlo e nessuno che ci distragga da questo lavoro necessario. Da lì può prendere vita un percorso di crescita sano, che ha poco a che fare col patologico moderno.

Solo a quel punto, la risposta può essere un sì. Si può essere felici da soli, ma come ci rivela la nostra natura (quando l’abbiamo compresa e reintegrata), siamo strutturati per vivere con gli altri. La felicità non dipende dagli altri, non abbiamo bisogno degli altri perché il vuoto venga riempito, ma possiamo essere ancora più felici assieme agli altri.

Come si legge nell’ I King, gioia divisa è gioia doppia. Quando l’altro non viene usato come strumento a cui aggrapparsi, allora la felicità, quella vera, può espandersi senza freni. Può unirsi a quella di chi ci sta a fianco e diramarsi nella comunità.

Si può essere felici da soli, ma non si può essere più felici da soli

Il nocciolo è questo, potrai conoscere la vera felicità anche in solitudine, essa potrà fare la sua comparsa senza svanire mai più (una delle caratteristiche primarie della vera felicita), ma tu sei fatto per amare e condividere ciò che sei. Siamo esseri di interscambio. Per quanto una vita da eremita possa considerarsi qualitativamente al di sopra delle vite comuni nel sistema di oggi, questo non deve divenire lo scopo, semmai uno stadio intermedio.

All’interno di una morsa emotiva

Chiedersi come essere felici da soli rivela due grandi paure del periodo odierno. La prima è la paura della relazione: un rifiuto nel volersi esporre in modo intimo per l’ennesima volta dopo essere stati traditi. Il tradimento genera sofferenza, più si ama l’altro più l’essere traditi spacca il cuore, fino a sgretolarlo. La seconda paura spinge a farsi questa domanda, perché si possiede il triste sospetto che probabilmente non si può essere felici da soli.

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L’individuo moderno si trova così a combattere in questo centro, “lo stretto delle Termopili”, dove al posto di proteggersi le sue paure gli si rivoltano contro, schiacciandolo in una morsa. Lotta contro queste due fazioni nemiche senza avere scampo: amare e rischiare di essere ferito o chiudere il cuore in uno scrigno e rischiare l’annichilimento emotivo e la possibilità di essere più felice?

C’è un solo modo che può risolvere questa situazione sgradevole, capire cos’è la felicità e riacquistare il proprio stato naturale di felicità. A quel punto, sia da soli che in compagnia saremo felici, perché nulla può estirpare la felicità, quella vera, nemmeno la sofferenza per un tradimento, nemmeno la solitudine. Nella felicità ogni esperienza viene vissuta e non rifiutata, cosi come la sofferenza e la solitudine, che sono due grandi indicatori quando dobbiamo aggiustare la propria rotta.

Come essere felici da soli quindi? Se sei veramente felice è improbabile porsi questa domanda, perché conosci la gioia della solitudine e il desiderio di condividere la tua felicità con gli altri.

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