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Come combattere la solitudine? Sposa il mondo

Immagine Come combattere, vincere o superare la solitudine? Sposa il mondo

Premetto che utilizzeremo la terminologia come combattere la solitudine, con le sue relative somiglianze superare o vincere solo per una questione di comodo. Sono le espressioni più comuni, maggiormente comprese e, chiaramente, errate. Errate poiché un certo tipo di linguaggio, specialmente se eseguito inconsciamente, induce a degli specifici modi di pensare e comportamenti, relativi proprio ai termini che più si utilizzano. Di questo abbiamo scritto in: Come superare la tristezza e trasformarti nell’essere più felice al mondo.

Chi conosce la filosofia del Project Excape sa bene che noi rifuggiamo il comportamento combattivo, la violenza verso di sé e il mondo, il fustigarsi per l’obiettivo desiderato e via di seguito. Stessa cosa per quanto riguarda il vincere, termine che include una lotta. Non c’è nulla da vincere, né da superare, si tratta di vivere. Per coerenza questa breve premessa era doverosa.

Mai più solo

Potrebbe sembrare assurdo, eppure sono sempre le persone non sole a lamentarsi della solitudine. Nella vita mi è capitato un paio di volte di essere testimone di queste confessioni da parte di personaggi che, da un punto di vista esterno, non sembravano affatto sole. Parlo di uomini o donne sposati, accoppiati, con figli, genitori, amici di lavoro, amici intimi ecc.

Confidenze che dovrebbero provenire per logica da persone senza famiglia, con pochi contatti umani, privi di vita sociale o lavorativa. Questo fatto testimonia che molti di noi non hanno compreso la solitudine. Cercano di combattere quell’essere soli, lo vogliono superare, trascendere.

Riguardo a ciò che io ho vissuto e ragionato sull’essere soli, posso dire che quando ero infelice mi sentivo anche solo. Ma realmente ero solo? Dal momento in cui iniziai a intendere la vita in maniera diversa mi isolai. Cominciai a percorrere un sentiero solitario, molte delle mie conoscenze si seccarono come rami spogli, i miei contatti con gli altri si ridussero allo stretto necessario. Ecco, da quel momento non sono mai più stato solo.

Come combattere la solitudine? Non combattere, sposati

Si cerca nella compagnia umana una possibile cura alla solitudine, specialmente e quasi solamente in un tipo di compagnia amorosa, in una compagna o compagno per la vita. Pensiamo di poter vincere e superare la solitudine accoppiandoci, nel senso di formare una coppia, quando non siamo nemmeno stati in grado di conoscere la propria “coppia interiore”. Questo non può far altro che portare a combattere questa sensazione negativa, e a domandarsi anno dopo anno, per l’ennesima volta, come combattere la solitudine. Perché anche questa volta al nostro fianco c’è qualcuno ma ci sentiamo ancora soli?

Il senso di solitudine lo si può trascendere solo sposando il mondo, per donare la propria compagnia a chiunque. Analizzeremo con calma quest’ultima affermazione tra poco.

Come combattere la solitudine

Affogare la solitudine nella coppia

Dallo stato di solitudine possono sbocciare incertezza, insicurezza, senso d’inadeguatezza, così l’individuo pensa di poter affogare queste emozioni nella coppia. Qualche volta può persino funzionare, per un periodo, ma spesso queste insicurezze si ripresentano ancora più accentuate nella vita di ogni giorno. Questo può far franare il castello di informazioni precedentemente appreso. Da ciò può avvenire una disfatta, un crollo psicologico, una mancanza di fiducia nella vita.

Oppure la colpa sarà dell’altro: questa persona non è adatta a me, la colpa è sua se mi sento ancora solo/a. Allora si cambia il partner per dare inizio al medesimo gioco. Agendo in questo modo non si capisce nulla della propria solitudine, della luce che potrebbe direzionare verso se stessi e verso il mondo, perché questo stato dell’essere può trasformarsi in una fiaccola se visto per ciò che è. Non per nulla molte delle persone che soffrono di solitudine e cercano di affrontarla sono affetti da dipendenza affettiva.

L’essere umano è per definizione solo, ma soltanto di rado le persone riescono a riconoscere la propria fondamentale e strutturale solitudine (Aldo Carotenuto).

Matrimonio con se stessi per sposare il mondo

Si dovrebbe essere a conoscenza che i primi barlumi di solitudine rispecchiano solo il principio della propria scoperta, di cosa in realtà siamo. Perché nella caverna siamo in due (come minimo). Ci vuole coraggio per addentrarsi nella propria solitudine, però è solo facendo luce nella caverna che possiamo scoprire l’altra parte di se stessi. Questo è il primo passo che il sentirsi soli dovrebbe far muovere. Pensare di vincere, superare o chiedersi come combattere la solitudine invece arresta il normale percorso evolutivo che ogni umano sano desidera.

Poiché è dalla scoperta di se stessi e dalla relazione con se stessi che possiamo capire come sposare il mondo. Se riusciamo a godere della propria compagnia non saremo mai più soli, e riusciremo a godere della compagnia degli altri in modo più sincero. Qualsiasi tipo di esperienza diviene reale se condivisa, con gli altri o con se stessi.

Per andare oltre alla sofferenza dell’isolamento è indispensabile comprendere se stessi, in modo da non essere più attaccati a noi. È inverosimile, ma è proprio quando non siamo più morbosamente attaccati alla speranza di un successo che riusciamo a vedere, a vederci. È allora che siamo in grado di essere finalmente gentili con noi stessi e con il resto del mondo.

Dopo il primo passo, cioè conoscere come siamo strutturati (dualità), il secondo consiste nel recidere l’attaccamento verso se stessi. In questo modo la solitudine si trasforma in compagnia, in qualcosa di cui godere.

Il terzo passo equivale a sposare il mondo. Quando si perde la speranza di “avere successo”, possiamo cominciare ad accorgerci del mondo e godere della sua compagnia.

Sedete sulla terra e comprendete che essa vi merita e voi meritate la terra (Chogyam Trungpa).

Sicuro di essere solo?

Possiamo percepire e apprezzare la compagnia di un’ape che ci vola accanto, anche se privi di un contatto fisico. Possiamo immedesimarci nel respiro di un ciliegio, o nel fluttuare di una farfalla. Il contatto col letto del ruscello, l’acqua che ci accarezza, fa un tuffo su di noi e se ne va. Ascoltare il lento moto della foresta, un corvo che ci saluta dall’alto, mentre un grillo ci deride e l’amico segugio scosta il capo di lato, ci osserva e si chiede perché ci siamo fermati.

Questo significa godere di ogni compagnia e apprezzare il dono di poter offrire la propria compagnia a chiunque. Non solo agli amici fidati, ma allo sconosciuto dietro l’angolo o al professore dei nostri figli. Assaporare la vicinanza di altri esseri come noi, quando siamo in coda alle poste: gli occhi della creatura appena venuta al mondo, dal passeggino ci osservano, e vediamo noi stessi in quegli occhi. Il calore dell’amico sole che filtra dalla finestra. La brezza estiva della notte… Questo significa sposare il mondo.

L’amata si trova già nel nostro essere, come sete e “alterità”. Essere è erotismo. l’ispirazione di questa voce estranea che fa uscire l’uomo da se stesso perché sia tutto ciò che è, tutto ciò che desidera: un altro corpo, un altro essere. Più oltre, fuori di me, nel folto verde e oro, tra i rami che fremono, canta l’ignoto. Mi chiama (Octavio Paz).

La solitudine non esiste

Quando avviene questo matrimonio si scopre che la solitudine non può esistere, perché essere soli nel mondo è impossibile. Espressioni come combattere la solitudine o vincere la solitudine divengono senza senso. Il disfacimento di una coscienza obnubilata cede spazio a un essere che finalmente vede ed è vivo. Sa che ciò che si definisce solitudine non è lo stare soli, perché al mondo risulta impossibile, si tratta di quel senso di vuoto dalle cause presumibilmente inspiegabili. Un vuoto che ogni umano sperimenta, un vuoto che, semplicemente è l’assenza della vera felicità. L’ultimo passo è accorgersi che in realtà il senso di solitudine è l’assenza della felicità. La solitudine è un’illusione generata dal torpore di una vita fasulla, non adatta all’essere umano.

Quel vuoto che tutti abbiamo sperimentato può essere tappato soltanto dal ritorno a una vita vera e felice, nessuna anima gemella riuscirà a farlo.

Smetti di cercare l’amore

Eppure sentiamo che la nostra vita è piena solo quando viene condivisa. Sono ben conscio che alcune delle mie parole possono per l’appunto sembrare: solo parole. Voglio ricordare il lettore che parlo sempre dopo esperienza avvenuta, perché nemmeno a me piacciono i discorsi consolatori privi di concretezza. Sono consapevole che a un certo punto giunge il bisogno della compagnia di un essere simile a noi, della propria specie, un uomo o una donna.

L’intendere quella normale peculiarità umana come un bisogno è ciò che ci fa cadere in errore, perché, innanzitutto, sposare il mondo non significa rifiutare un rapporto di coppia classico, anzi. Si può addirittura divenire una coppia che ha sposato il mondo. Li riesci a immaginare i risvolti? Per riuscire ad avvicinarsi a questo tipo di consapevolezza si deve far conoscenza dell’amore, o meglio di come comportarsi in relazione all’amore.

Decido di concludere qua perché, anche in questo caso, puoi approfondire la questione in: Come essere felici nella vita? Smetti di cercare l’amore. Sappi solo che non si tratta di un bisogno da soddisfare, come può essere la fame o la riproduzione, ma…

Per l’ennesima volta: non c’è nulla da superare

Per trascendere la sensazione negativa dell’isolamento, bisogna innanzitutto essere consapevoli che non c’è nessuna solitudine da combattere. Superare questo stato, per dirla nel modo comune, equivale ad assaporarlo e a comprenderlo. Come abbiamo spesso ribadito, si tratta di vivere e non di superare.

Articoli consigliati: Trovare la pace interiore: vedo me stesso in ogni cosa. L’amore non corrisposto non esiste e Come vivere felici? Nella “X” di Project Excape la chiave del forziere.

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