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Come affrontare una separazione: Caos VS Amore

Immagine Come affrontare una separazione: Caos VS Amore

Non è che il tempo è relativo, è che ogni cosa ha suo tempo. Anche le nostre relazioni non sono da meno.
Le persone fanno esperienza di rotture e separazioni, eppure in poche possono dire di aver fatto tesoro del loro passato. Le sensazioni e le emozioni delle storie più o meno importanti, macinano ancora la dentro, da qualche parte. E allora, dato che la separazione genera sofferenza (cosa non sempre vera), cerchiamo informazioni sul come affrontare una separazione e superare il dolore.

Ripeto, come ogni buona volta, che in questo caso userò il termine “affrontare” soltanto per una comodità linguistica, poiché è di uso comune. Per capire meglio di cosa sto parlando leggi: Come superare la tristezza e trasformarti nell’essere più felice al mondo.

Amo me dunque sono

Freud diceva che l’amore non esiste. Per lui si tratta sempre di un aspetto narcisistico, di un ritorno perpetuo verso sé, come un boomerang. Quando affermiamo di amare qualcuno stiamo soltanto dicendo che noi amiamo noi stessi attraverso l’altro, secondo il suo parere.

Invito il lettore a soffermarsi su questa considerazione prima di procedere fino alla fine di questo articolo. Inoltre, consiglio un ennesimo post per chi è maggiormente appassionato di tematiche psicologiche e similari: Il lato oscuro della Psicanalisi di Freud.

Come affrontare una Separazione - Intuizione

Intuire l’oltre

Eppure in molti potrebbero dissentire. È vero che qualsiasi cosa facciamo partiamo sempre da un punto “solido” che è la nostra identità, ciò che siamo, il nostro senso dell’io. È vero che ogni nostra azione prevede sempre una sorta di vantaggio, che sia consapevole o inconsapevole. Di questo abbiamo anche parlato in: Quello che tutti dovrebbero sapere sull’amore incondizionato, eppure tutti sentiamo o abbiamo fatto esperienza di qualcosa che va oltre. Attenzione, però, non oltre la vita, ma un qualcosa che va oltre nel senso che non riusciamo a razionalizzarlo, ma solo ad intuire. Va oltre eppure lo viviamo.

L’intuizione, diceva Aurobindo, ci rivela che noi esseri con un corpo aspiriamo a una totalità, questa deve esistere e deve essere possibile in un corpo, altrimenti non potremmo nemmeno immaginarla.

È questo ardore distribuito nella vita col contagocce, è questo desiderio di totalità che ci fa chiedere come affrontare una separazione. Nei casi in cui è presente una maggiore dose di consapevolezza, non si tratta solo di fuggire dalla sofferenza del distacco, ma della comprensione di come funziona la realtà. Investigare tutto questo perché siamo consci di essere l’unico pezzo del puzzle che vede se stesso. A questo scopo: comprendere la propria sofferenza derivante da un distacco, ci viene in aiuto la conoscenza dell’amore nel suo senso più globale.

Il funzionamento dell’universo

Che cos’è allora che ci provoca questo vuoto, questo senso di lutto, l’impossibilità di amare se stessi attraverso l’altro? L’impossibilità di amare qualcuno al di fuori di sé, l’impossibilità di essere amati?

Rispondo che esistono diversi gradi di sofferenza che corrispondono al proprio grado di consapevolezza. Più si è consapevoli meno si soffre. Più si è addormentati più si soffre. Questo in tutte le cose così come nelle esperienze di distacco, separazione, impermanenza.

Poco tempo fa, pensando a temi analoghi, è arrivato alla mia mente questo pacchetto informativo, un’intuizione. Dico questo perché non mi ricordo di essermi soffermato a ragionare sull’argomento, fatto sta che mi si è presentata un’immagine sfocata, molto sfocata, perché sto parlando dello scheletro dell’universo.

Come affrontare una separazione tra amore e caos

Lo scheletro è quella struttura invisibile all’occhio, e in questo caso, è formato da una contrapposizione di due principi fondamentali, primari: amore e caos. Se il caos disgrega l’unità in parti più singole, l’amore porta ordine unendo queste parti. Tutto funziona come un pendolo universale che andando da un estremo all’altro, dal caos all’amore, tende sempre verso il centro, verso l’equilibrio. Nessuno dei due è bene o male, nessuno dei due è destinato a prevalere, perché questo determinerebbe la fine di ogni cosa così come la conosciamo.

Troppe informazioni disordinate oscurano il vero

Lo so, forse mi sto spingendo troppo oltre, ma questa astrazione (che può venire confermata in ogni istante con la semplice contemplazione della realtà) può aizzare l’animo, per comprendere come affrontare qualsiasi distacco, separazione, fine di una storia.

Se ci rendiamo consci del caos, della dissoluzione in parti più piccole, processo che prevede la separazione, allora cominciamo a vivere ogni cosa in modo più distaccato. Al contempo, senza sbilanciarci nell’estremo caotico, non ci resta che comprendere la forza dell’altro lato, quella definita amore, e in questo caso abbiamo più difficoltà. La difficoltà è causata dalle troppe idee sull’amore, troppi condizionamenti, convinzioni, simboli, metafore…

Se qualcuno ci chiede cos’è il dolore o la sofferenza sappiamo rispondere in pochi secondi. Se invece la domanda è cos’è l’amore, molti rimarranno spiazzati.

Attenzione, attenzione, e ancora una volta, attenzione. L’amore unisce, amalgama, è una coesione ordinata. L’ordine è organizzazione, coesione, non estetica. Non è il rosso fuoco, il romantico cacao del cioccolatino, non è il bacio di Rossella O’hara in Via col vento. Non è questo ma può esserlo. Cioè, questa non è la sua essenza, ma solo espressioni del suo nucleo, della sua forza primaria.

L’astrazione utile al concreto per superare il distacco

Discendiamo ora dai Cieli per tornare a casa nostra, alla Terra, altrimenti questo tipo di discorsi servirebbe soltanto da masturbazione mentale scevra da ogni possibile connotazione empirica. E questo è ciò che assolutamente non vogliamo, fin dall’inizio di questo progetto. Non siamo i soliti spiritualoidi dediti all’oratoria priva di azioni utili a dimostrare le differenze da una vita classica. Uno è ciò che fa e non ciò che dice. Se in passato ci strillavano che dovevamo puntare ad un risveglio spirituale, oggi siamo noi a dire che c’è bisogno di una Decrescita Spirituale, una pulizia da tutte le manfrine consolatorie.

Riportando quest’ultima conoscenza astratta al problema centrale (come affrontare una separazione), possiamo capire che l’amore prevede caos, ossia disgregazione, ossia distacco. Non c’è ordine senza caos e viceversa. Per questo non c’è nulla da affrontare, la sofferenza deriva proprio dalla mancata conoscenza: la consapevolezza che tutto questo è normale. Siamo addolorati da un rapporto che finisce solo perché non lo riteniamo normale, e invece è normalissimo.

Quella struttura che connette

Il vero problema è ritenere il distacco un problema. Il vero problema è ritenere l’esistenza della separazione un qualcosa di oscuro e diabolico, che non dovrebbe esserci. Tuttavia è indispensabile all’amore, a quella cosa che alcuni in passato hanno chiamato La struttura che connette senza riferirsi specificatamente all’amore.

La fine di una storia, che sia durata 10 mesi o 10 anni può mandare le persone nel panico, far sorgere angoscia, senso di vuoto… Può essere la fine del mondo, è vero, ma solo se sei completamente concentrato su te stesso.
Vedi, se come diceva Freud, l’amore è amare te stesso attraverso l’altro (e non c’è nulla di male nel farlo sia chiaro), se è solo questo, allora ogni distacco sarà doloroso. Questa è una delle tante sfumature del narcisismo.

Vivere soltanto quest’aspetto dei rapporti rende cosciente la separazione, la scissione, l’isolamento, l’assenza, mentre la coesione con tutte le altri parti rimane incosciente, nascosta. Se la separazione è cosciente mentre la struttura che connette è sconosciuta, l’esistenza del distacco viene intesa in modo distorto, e allora c’è sofferenza. Se ad essa, invece, si aggiunge l’esistenza di questa forza di coesione ordinata, ovvero l’amore, allora il tutto torna alla normalità. La mente dell’uomo torna alla sua condizione di origine, di equilibrio, così non c’è sofferenza. Non c’è nemmeno accettazione della separazione o della sofferenza, non c’è nulla da accettare, nulla da affrontare.

Tragedia moderna molto poco greca

L’esistenza della disgregazione è normale, così come l’esistenza della sofferenza, che serve a riportare all’equilibrio. Se conosciamo la natura dell’amore allora possiamo tornare verso l’ordine, verso l’equilibrio, ma come ho detto, oggi c’è molta confusione, troppi rami, troppe foglie. Per tornare alla radice ci vuole tempo, è necessario fermarsi, ma chi ha più tempo oggi? Non avevano detto che i robot dovevano lavorare per noi?
Per questo oggi le persone soffrono ancora molto nelle relazioni d’amore: non sono coscienti dell’unione e sono concentrati esclusivamente sulla separazione.

Perché devo ritenere la mia relazione così speciale e quando si conclude fare il protagonista della tragedia? Finiscila di fare il protagonista della tragedia dico io, la tragedia è che stai sprecando l’opportunità di essere al mondo.

Siamo nati per conoscere in libertà, e cosa c’è di più bello di sperimentare amore e caos, piacere e dolore, estasi e sofferenza? La stessa affermazione di Freud implica l’esistenza dell’amore, anche se in una sua forma molto lontana dal nucleo originale. Se una persona ama se stesso attraverso l’altro, allora può fare il gioco al contrario: servirsi di se stesso. Attraverso la consapevolezza dell’amore che si prova per se stessi, amare gli altri in quel modo. Siamo tutti esseri umani, e anche se in questi ultimi tempi ci siamo discostati molto dalla nostra natura umana, questo è un ottimo modo per scardinare i meccanismi narcisistici inconsci.

Amiamo quando siamo in equilibrio, soffriamo quando siamo in disequilibrio

Mi auguro che tra queste righe, troverai delle immagini che si traducano in azione, in processi mentali che ti allontanino dalla sofferenza. Per finire, l’ho più volte anticipato, non bisogna chiedersi come affrontare una separazione se la ritieni una cosa normale. Per far questo però devi conoscere la struttura che connette, così come hai imparato a riconoscere la luce dall’ombra e viceversa. Ma attenzione, l’esistenza della sofferenza è normale, è l’effetto di un disequilibrio, è ciò che serve a riportare verso il centro. Soffrire per lunghi periodi di tempo, al contrario, non dovrebbe essere normale.

Per capire a che livello di consapevolezza ti trovi riguardo la tua relazione, ti consiglio: Che cos’è l’amore in psicologia? Tra ego, sesso e condivisione.

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