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Cibo e sessualità, l’alimentazione che elimina il bisogno di sesso

Cibo e sessualità, l’alimentazione che elimina il bisogno di sesso

Che relazione ci può essere tra cibo e sessualità? Tranquilli amici, non vi elencherò la tipologia di alimenti per migliorare il contorsionismo sotto le lenzuola… quindi, se hai cliccato qua per il solito elenco sui cibi afrodisiaci ecc. questo articolo non fa per te.

Wow, il cioccolato aumenta l’afflusso sanguineo nelle zone erogene

Sesso e cibo hanno una correlazione molto più stretta di ciò che si potrebbe pensare, più del discorso semplicistico che viene fatto sul peperoncino, sulle vongole o sul cioccolato. Oggi non parleremo del semplice effetto stimolante, che può venir scambiato con desiderio sessuale, oppure con l’effetto vasodilatatore apportato da alcuni cibi. Prenderemo in causa proprio il bisogno sessuale e di come un certo tipo di alimentazione riesca a modificare l’esperienza totale della sessualità.

In questo articolo andrò nel personale, ma niente di scandaloso, non vi farò la telecronaca di come dovrebbe essere un sano atto sessuale. Se sei interessato a questo invece ho scritto di questo qualche anno fa: Sessualità di coppia oggi: una banale rincorsa all’orgasmo.

Tra cosce, culi e tette

Chi si è reso un po’ consapevole della questione, sa di come le nostre menti siano tutte sessualizzate. I contenuti di stampo sessuale ci circondano, che siano più subliminali o meno, quasi ogni contenuto ne è infarcito. Pubblicità, film, internet, allusioni…

Un autorevole comico del passato di cui non ricordo il nome diceva che sesso, religione, e politica (dell’ultima non ne sono sicuro) attirano sempre molto l’attenzione e sono argomenti centrali dei contenuti comici. Siamo attratti dall’enigmatico e la sessualità ha sempre contenuto quell’alone di mistero necessario alla curiosità. Che sia per il fatto che ogni persona può essere portatrice di esperienze diverse, o per il fatto che molti praticano assai raramente questo atto d’amore (o chiamatelo come volete), non ci piove che i contenuti sessuali fanno vendere, fanno incuriosire, attirano l’attenzione, provocano scandali, discussioni, audience…

Cibo e sessualità - Sessualizzazione

Dalla sessualizzazione mentale a quella chimica

Morale della favola, chi più chi meno siamo tutti sessualizzati. E non è soltanto la nostra mente ad esserlo, lo è anche il fisico.

Cosa vuol dire quest’ultima affermazione? Avete mai fatto caso all’estrema fame sessuale che è presente nel mondo maschile? Di quello femminile non ne parlo per tre motivi:

1-Non ne faccio parte, e dato che in questo post parlerò principalmente del mio vissuto preferisco attenermi particolarmente al mondo maschile.

2-Questo desiderio è molto ben nascosto e mascherato nel mondo femminile, dato che viene ancora molto giudicato riguardo i comportamenti sessuali.

3-L’appetito sessuale è molto più facile da soddisfare se sei donna e se sei brava a non ostentarlo troppo, per ritornare al motivo numero due. E che non ci sia bocca che osi affermare il contrario, non facciamo gli ipocriti.

Questa bramosia di sesso non è solo frutto di una sessualizzazione di stampo social-subliminale, che cadrebbe se non ci fosse la contromisura della repressione social-culturale, ma esiste una vera e propria sessualizzazione chimica. Esatto amici, forse lo avete capito: cibo e sessualità, ovvero l’alimentazione che aumenta il bisogno di sesso. Ad ora, non a caso userò il termine “bisogno” al posto del termine “desiderio”. Per capire la differenza tra questi due, e per capirne le cause, vi parlerò di ciò che mi è successo in questi ultimi anni.

Prima di continuare col discorso, se non si era capito, premetto che in questa sede la mia comunicazione sarà meno approfondita del solito. Non intendo certo essere esaustivo, desidero aprire una nuova finestra di pensiero tramite la mia esperienza. Mi raccomando, è solo la mia esperienza e tale deve rimanere.

A scanso di equivoci

Chi conosce i nostri contenuti sa che tra i tanti argomenti, parliamo anche di alimentazione. Ma attenzione, ci riferiamo ad essa in relazione all’energia vitale, poiché rimane uno dei capisaldi di questo progetto. Non siamo limitati da etichette o schieramenti alimentari. Se non ricordi, un comportamento alimentare adatto alla nostra specie fa parte di uno dei 6 elementi chiave spiegati nella serie più importante di questo blog.

Questo comportamento, oltre a rendere un organismo libero dall’immondizia che qualcuno chiama cibo, ci riporta allo stato primario, normale, come dovrebbe essere. Vitalità, entusiasmo, energia che scorre nelle vene, queste sono le sensazioni che dona, ma non solo, ho riscontrato un ennesimo effetto benefico di cui voglio parlarvi.

Avete presente quel bisogno di accoppiarsi che si prova quando uno dei tanti stimoli esterni ci solleticano i bollenti spiriti? E dai, suvvia, non fate i finti tonti, in fondo è normale no? È il richiamo della natura.

E se vi dicessi che non è per nulla normale? E se vi dicessi che io da anni non ho più questo tipo di bisogno?

Non sono un alieno

Prima che venga frainteso e associato a qualche misconosciuta categoria come quella degli asessuati, o di qualche tipologia di monaco che ha fatto il voto di castità, sappiate che anni fa ero come un lupo assatanato. 😀

È vero, avevo anche una decina d’anni in meno, ma la questione non cambia. Nell’ambiente in cui cresciamo è una cosa normale, come ho detto, ma non dovrebbe esserlo: vedi il sovraffollamento nel giro di pochi decenni in una società priva di regole. Vedi la differenza con tutte le altre specie della terra che possiedono il periodo di fertilità, stagione degli amori ecc.

E la fame sparì

Da ragazzo, soprattutto con la bella stagione e i primi vestiti leggeri stavo proprio male: tantissimi stimoli visivi contrapposti alla repressione, alla negazione di poter adempiere a quel bisogno impellente. Parlate sinceramente con ogni ragazzo e ve lo confermerà. Sì, anche i vostri fidanzatini (ma non tutti, sia chiaro, il vostro è diverso).

Per venire al nocciolo della questione, l’ambiente attorno a me non è cambiato di una virgola, anzi forse è ancora più ipocritamente sessualizzato. Ciò che è cambiata è la chimica del mio corpo. Niente di così spaziale, ho solo modificato la mia alimentazione nel corso degli anni e, boom, magia, la fame morbosa è sparita.

Puoi essere un guru del sesso, oppure dell’astinenza, decidi tu

Lo so, lo so, non mi credete, neanche io ci crederei, eppure è così che è andata. Oggi come oggi potrei passare ogni giorno a fare sesso così come anni a non farlo, e non mi sto inventando nulla.

Cosaaaaa, anni? Sì, anni, non mesi, anni. E allora? Che problema c’è. Quando il bisogno sparisce per trasformarsi in desiderio tutto cambia. Il bisogno è come un cane famelico che gratta lo stipite, vuole entrare, famelico di sesso, e ulula, e… e cavolo se si sta male. Non male male, ma non è di certo un piacere. Il desiderio invece è come un orso in letargo. Se ne sta lì buono buono, non da fastidio a nessuno. Se però l’orso viene svegliato, allora sono caz..i vostri. 🙂

Da macro a micro

Tra cibo e sessualità la questione è molto più sottile di ciò che comunemente si potrebbe pensare. Un tipo di alimentazione classica prevede un sovradosaggio di macronutrienti e una scarsità di micronutrienti. Nel particolare, si ha un surplus di grassi, che il corpo deve cercare di stivare e di bruciare. Ora non conosco i processi biologici che avvengono, ma nella mia esperienza questi corrispondono ad un maggior bisogno di sesso. Bisogno, non desiderio. Non che mangio un vasetto di burro di arachidi e devo per forza sfogarmi sulla prima che ci sta, sia chiaro. Nel corso degli anni credo avvenga questo processo in modo graduale. E lo dico perché questo non accade più da quando ho invertito il macro col micro.

In questi ultimi anni ho dato più importanza ai sali minerali, a tutto il mondo delle vitamine e degli oligoelementi. Ho dato spazio a tutto il mondo vegetale e in generale al cibo non elaborato dalle mani/industrie dell’uomo, riducendo i grassi e le proteine animali (se non quasi totalmente eliminate).

Non voglio fare l’alternativo di turno che si inventa cazzate per dar man forte all’etichetta in cui si è schierato o a una determinata pratica che sta seguendo. Non c’è nessuna acqua da portare a nessun mulino. Dico questo proprio perché non mi impongo nulla e non faccio parte di nessuna fazione alimentare. Eppure questo è ciò che ho riscontrato.

Ora come ora sono in pace, posso provare attrazione senza che questa vada ad accecare tutto il resto che fa parte di me. Posso tuffarmi nel desiderio sessuale senza esserne dipendente.

Una strana relazione tra cibo e sessualità

L’aspetto negativo dell’alimentazione classica è che ti tiene sempre mentalmente e sessualmente sul filo del rasoio e, paradossalmente ti rende impotente col passare degli anni. Al contrario, l’alimentazione che seguo, ti libera da questo fardello, e quando viene richiesto al fringuello di svolgere il suo dovere, tutto fila liscio come l’olio. Potrei dire più di prima? No dai, non voglio spingermi troppo oltre. 🙂

Non scherzo amici, non scherzo. Vedo e ascolto cose che ogni tanto mi fanno perdere fiducia nell’umanità. Ventenni che si danno ai simil-viagra, trentenni che soffrono di disfunzioni erettili ma al contempo sono costantemente allupati e non pensano ad altro. Ma dove diavolo siamo finiti. C’è qualcosa che non quadra.

E quindi? Sto dicendo che dipende tutto da ciò che mangiamo? Cibo e sessualità sono veramente così interdipedenti? Sinceramente non credo che la questione si possa ridurre tutta a questa tesi. Fuggite da coloro che dicono che per ogni effetto esiste una sola ed unica causa! Eppure ritengo che ci sia una stretta relazione tra cibo e sesso, o meglio, sessualizzazione chimica. In base a ciò che è il tuo vissuto prendi queste informazioni con la massima spensieratezza o con la massima serietà. Sta a te fregartene o sperimentare e vedere se può essere vero. Io so solo di essermi liberato di una delle tante dipendenze che non ci permette di vivere il più liberamente possibile.

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